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	<title>Perugia Online &#187; Liceo Pieralli</title>
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		<title>Quando la poesia è performativa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2022 13:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola si può]]></category>
		<category><![CDATA[libreria Pop-Up]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Pieralli]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Poetry Slam, ovvero &#8216;poesia performativa&#8217;. Non a caso Marc Smith sosteneva che la poesia non fosse fatta per glorificare il poeta, ma per celebrare la comunità. Ed è a quest&#8217;ultima che si rivolge una competizione come questa, che combina la scrittura e la performance e che, come il rap, nasce dalla strada, per mezzo di agoni in cui i poeti recitano i propri versi, per poi essere valutati da una giuria. Ma come avvicinare gli studenti alla scrittura poetica in modo coinvolgente, non serioso e, se possibile, divertente?</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Garamond',serif;">Quest’anno, due classi del Liceo ‘A. Pieralli’ (indirizzo Economico-Sociale) hanno fatto l’esperienza del <b><i>Poetry Slam</i></b>: una competizione in cui i poeti si sfidano a colpi di versi di fronte a un pubblico, che poi voterà le loro performance ed eleggerà il vincitore. </span><span style="font-family: 'Garamond',serif;"> </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Garamond',serif;">A guidarli, il poeta e performer milanese <b>Paolo Agrati</b>, uno dei più noti specialisti di questa moderna forma letteraria. Agrati ha incontrato gli studenti e, insieme ai <b>docenti del Liceo Pieralli, prof. Sergio Pasquandrea (docente di <i>Italiano</i>), Gabriella Rocco (docente di <i>Francese</i>) e Selena Venafro (docente di <i>Italiano</i>)</b>, li ha seguiti nella composizione dei loro testi.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><b><span style="font-family: 'Garamond',serif;">Ieri, 20 maggio</span></b><span style="font-family: 'Garamond',serif;">, i ragazzi hanno portato il frutto delle loro fatiche <b>di fronte a due classi seconde della Scuola Media ‘Carducci’, che hanno funto da pubblico e da giuria. </b></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Garamond',serif;">Lo spettacolo ha avuto luogo <b>dalle 12 alle 13.30 in piazza Birago, grazie alla collaborazione di Pop-Up</b>, il bar-libreria aperto un anno fa da un gruppo di giovani perugini.</span></p>
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		<title>Dietro le scenografie</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2019 10:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ANILS Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Convitto Nazionale Principe di Napoli di Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio di didattica teatrale]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Pieralli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Glottodidattica teatrale. Teatro come nobile medium di acquisizione linguistica. Comunicazione teatrale quale strumento di intercultura e di inclusione. Perché, se è vero che la lingua va usata in uno scambio comunicativo autentico, la didattica teatrale può rivelarsi il canale preferenziale al fine di ricreare contesti comunicativi, sulla base di un approccio olistico, che incoraggia il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Glottodidattica teatrale. Teatro come nobile <em>medium</em> di acquisizione linguistica. Comunicazione teatrale quale strumento di intercultura e di inclusione. Perché, se è vero che la lingua va usata in uno scambio comunicativo autentico, la didattica teatrale può rivelarsi il canale preferenziale al fine di ricreare contesti comunicativi, sulla base di un approccio olistico, che incoraggia il lavoro di gruppo, l’abilità d’ascolto e, non da ultimo, la pratica linguistica, favorendo l’empatia. Se tutto questo viene trasposto nel contesto-scuola, la classe stessa può trasformarsi in un teatro: ci sono motivazioni sociali e linguistiche alla base dell’importanza della comunicazione teatrale nell’apprendimento delle lingue straniere, della necessità di un coinvolgimento emotivo dello studente e dell’insegnante, e dell’apprendimento della lingua in quanto comunicazione complessa e veicolo di cultura. Recitare la parte in un personaggio facilita il processo di entrata in una identità altra, culturalmente intesa. Un processo, questo, che è proprio dell’apprendimento di una lingua non materna. È quanto va ripetendo Eliana Terzuoli, vicepresidente di ANILS Firenze (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), pioniera nel campo della didattica teatrale e formatrice di teatro in lingua anche nella verde Umbria, oltre che membro del consiglio nazionale di ANILS.</p>
<p>Proprio in collaborazione con la sezione locale di ANILS Umbria, presieduta da Ancilla Antonini, e con il Convitto Nazionale Principe di Napoli di Assisi, diretto da Annalisa Boni, è stato realizzato, al Liceo Assunta Pieralli di Perugia, diretto da Simona Zoncheddu, il risultato finale del laboratorio di didattica teatrale. Ma non chiamatela ‘recita di fine anno’: questo progetto, attivo nel liceo perugino dall’anno scolastico 2015-2016 e che quest’anno ha ottenuto il finanziamento erogato dal MIUR ‘Piano triennale delle arti’, si pone come obiettivo di proporre una metodologia di insegnamento rivolto principalmente alla didattica delle lingue straniere e ad un apprendimento che interessa la persona nelle sue componenti, fisica, razionale ed emotiva. Insomma, la rappresentazione teatrale, in questo caso, è una tappa fondamentale del percorso formativo, pur non costituendo la finalità: il vero scopo è quello di fare teatro, di realizzare un percorso esistenziale e, al contempo, formativo, di acquisire una lingua non materna attraverso la quale esprimere se stessi e relazionarsi con i compagni di classe, ma anche con i docenti.</p>
<p>Lo sanno bene gli studenti delle classi 2L, 2N e 2O del Liceo Pieralli di Perugia, coordinati, rispettivamente, dalle docenti Teresa J. Giannelli, Paola Herbin e Ancilla Antonini (i costumi sono stati realizzati dalla professoressa Rosaria Sciacca), e dal comitato scientifico di cui fa parte Diana Peppoloni, ricercatrice del Centro per la valutazione e le certificazioni linguistiche dell’Università per Stranieri di Perugia e presidente dello Spin-off ‘Contatti – yi-zhong-yi’ promosso dall’Università di Perugia. Da ‘Cada cual brilla a su manera y todos illuminamos’ messo in scena dagli studenti della 2L – una riflessione sul concetto di diversità a partire dalla differenziazione delle figure geometriche, metafora della discordanza e della complessità, che, anche grazie all’apprendimento dello spagnolo come lingua non materna, vengono superate attraverso processi di inclusione – ai dialoghi dell’assurdo (stavolta in lingua italiana), di beckettiana memoria, ‘Dietro le cornici’, ‘Non tanto benvenuti’, ‘Giusto uno spuntino’, ‘Scuola assurda’ – in cui situazioni comunicative paradossali invitano a riflettere sul tema dell’incomunicabilità e dell’impermeabilità, dell’inversione dei ruoli, a scuola, in un bar, all’interno di un aereo, in un&#8217;istituzione museale – ritornando, poi, alla lingua spagnola con il ‘Lazarillo virtual’, trasposizione contemporanea e, per così dire, digitale del cinquecentesco Lazarillo de Tormes, inauguratore del genere picaresco.</p>
<p>Un moderno Lazaro, dunque, emarginato e maltrattato dagli altri in quanto diverso, che, catapultato negli anni Duemila, trova rifugio nel mondo immateriale della rete, dopo essere stato ripetutamente bullizzato. Ma quali sono le derive di un’altra forma di bullismo: il cyberbullismo? Attraverso la costruzione di spazi prima di tutto umani, la tendenza a perdonare, l’ascolto dei consigli dell’anziana nonna cieca, Lazaro si riscatterà. Non è un caso, allora, che sia stato proiettato, in chiusa, il video ‘Eres único’ per la regia di Joaquín Cambre. All’unicità è rivolto, d’altronde, il messaggio insito nella didattica teatrale, che favorisce processi relazionali, di inclusione, apprendimento linguistico. La classe stessa è teatro.</p>
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