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	<title>Perugia Online &#187; linea ferroviaria</title>
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		<title>Umbria Tpl e Mobilità Spa, permane il clima d&#8217;incertezza</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 13:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Negli incontri avuti con la dirigenza aziendale nelle scorse settimane le Organizzazioni Sindacali, pur apprezzando la disponibilità al dialogo e, soprattutto, la disponibilità dell’azienda ad apprezzare economicamente sia la perdita di alcuni benefit dopo lo scorporo dall’Esercizio, quali i titoli di viaggio, sia il forte recupero di produttività legato alla carenza di organico e la grande disponibilità dimostrata in tal senso dal personale, hanno ribadito l’importanza e l’urgenza di avere un confronto con gli Enti proprietari circa le prospettive dell’azienda, in quanto qualsiasi tipo di intervento non può prescindere dalla sussistenza delle opportune garanzie economico-finanziarie e occupazionali. Tali garanzie devono riguardare, innanzitutto, la gestione dell’infrastruttura ferroviaria, che necessita di un forte piano di investimenti sia in termini di manutenzione straordinaria, sia in termini di organico del personale addetto. Le Organizzazioni Sindacali e le maestranze hanno la necessità di sapere, una volta per tutte, se la gestione della stessa è destinata a rimanere nell’ambito dell’attuale azienda, e quindi indirettamente della Regione, oppure se è necessario ricorrere ad un soggetto terzo; in tal caso, non è indifferente se il soggetto terzo, comunque nell’ambito del Gruppo Ferrovie dello Stato, è destinato ad essere Rete Ferroviaria Italiana  oppure Busitalia. In tal senso le Organizzazioni Sindacali ritengo urgente avviare un confronto in merito. Inoltre, le Organizzazioni Sindacali ritengono che il “forte” ritardo accumulato nella costituzione dell’Agenzia Regionale destinata a gestire il Fondo Regionale del Trasporto Pubblico Regionale e Locale, rischia di pregiudicare sia le prospettive di rilancio dell’azienda stessa, sia la possibilità di conseguire delle economie rispetto alla risicata dotazione del fondo stesso. Rispetto a tali problematiche, le Organizzazioni Sindacali, assumendo il mandato dell’assemblea, si accingevano a proclamare lo stato di agitazione del personale per arrivare ad una mobilitazione nelle prime settimane del nuovo anno. La convocazione di un incontro, pervenuta venerdì 18 alle Organizzazioni Sindacali da parte dell’Assessore competente Giuseppe Chianella, previsto  per il prossimo 14 gennaio 2016, se da un lato induce a sospendere, anche per correttezza istituzionale, l’avvio della mobilitazione del personale, dall’altro deve necessariamente rappresentare l’inizio di un confronto serio e costruttivo, con tutti i soggetti interessati, cioè con tutti i soci dell’azienda che, si ricorda, sono la Regione, la Provincia di Perugia, i Comuni di Perugia e Spoleto e, per tramite di ATC Spa, la Provincia di Terni nonché il Comune di Terni insieme ad altri comuni del ternano. A tale proposito, le Organizzazioni Sindacali, ritengono opportuno ricordare il ruolo fondamentale che hanno già avuto nella gestione della crisi aziendale del 2012, che ha consentito, con dimostrazione di un grande senso di responsabilità, di procedere con lo scorporo e la “privatizzazione” del ramo Esercizio senza scioperi e interruzioni del servizio. Pertanto, le Organizzazioni Sindacali si riservano di valutare l’esito dell’incontro del prossimo 14 gennaio 2016, auspicando che, successivamente, vi potranno essere le condizioni per riprendere con l’azienda un confronto serio sia in merito agli organici, sia in merito alla partita economica già sostanzialmente discussa e condivisa.</p>
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		<title>Linea ferroviaria Città di Castello e Umbertide, cronaca di una morte annunciata</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 15:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Allarme]]></category>
		<category><![CDATA[linea ferroviaria]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Alta Valle del Tevere. </span> Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Fna-Ugl, con riferimento alla recente notizia della chiusura del tratto di linea ferroviaria compreso tra Città di Castello e Umbertide, ritengono che ciò rappresenta la triste cronaca di una morte annunciata. Infatti, in questi ultimi anni, le organizzazioni sindacali avevano, in completa solitudine, denunciato ripetutamente lo stato “disastroso” della linea ferroviaria ex FCU, sollecitando i soggetti responsabili (la regione Umbria, la Società FCU prima e la Società Umbria Tpl e Mobilità poi) ad effettuare gli interventi necessari per scongiurare quanto accaduto in questi ultimi mesi, e cioè la chiusura della galleria di Poggio Azzuano (San Gemini), il rallentamento della linea nel tratto nord e, infine, la chiusura del tratto in questione. E’ evidente che, in assenza di un massiccio piano di manutenzione straordinaria si rischia la chiusura di ulteriori tratti della linea ferroviaria, cosa che la renderebbe di fatto inutilizzabile, comportando la ulteriore perdita di passeggeri. Non effettuare gli interventi necessari sulla linea ferroviaria significa compromettere significativamente la futura attuazione del Piano Regionale dei Trasporti in via di approvazione. A meno che, dubbio più che legittimo, non ci sia, da parte delle istituzioni, un ripensamento rispetto alle linee strategiche del piano, tale da favorire la scelta dell’autobus rispetto a quella del treno. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente all’assessore regionale Chianella, a Umbria Tpl e Mobilità (gestore dell’infrastruttura ferroviaria) e a Umbria Mobilità Esercizio/Busitalia (gestore del trasporto), al fine di fugare ogni dubbio circa possibili scelte “politiche” riguardanti la graduale dismissione del trasporto ferroviario, e di verificare gli impegni circa la realizzazione degli interventi necessari, con l’obiettivo di garantire agli utenti livelli di servizio degni di questo nome, di garantire i necessari standard di sicurezza della circolazione dei treni, e, infine, di garantire gli attuali livelli occupazionali degli addetti. In mancanza di un riscontro, le organizzazioni sindacali si vedranno costrette a ricorrere alla mobilitazione degli addetti del settore.</p>
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