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	<title>Perugia Online &#187; macroregione</title>
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		<title>Prime prove di macroregione: nuovi accordi tra Umbria, Toscana e Marche. Ricci: &#8220;Aprire fase partecipata&#8221;, Lega Nord polemica</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 09:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/prime-prove-di-macroregione-nuovi-accordi-tra-umbria-toscana-e-marche-ricci-aprire-fase-partecipata-lega-nord-polemica/">Prime prove di macroregione: nuovi accordi tra Umbria, Toscana e Marche. Ricci: &#8220;Aprire fase partecipata&#8221;, Lega Nord polemica</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si va dalla riduzione da tre ad un unico servizio a Bruxelles, alla istituzione di una centrale unica per gli acquisti in sanità (ma anche in altri settori), alla definizione di progetti comuni nel campo delle relazioni e della cooperazione internazionale, si prevedono iniziative comuni di promozione del “brand” delle tre regioni in relazione ai “comuni e condivisi caratteri distintivi dell’identità regionale”, e si prevedono anche la definizione di “modelli unici” sia per le azioni di incentivazione per le imprese, sia per la promozione ed il sostengo dell’occupazione giovanile. Altro impegno è quello di individuare elementi comuni “transfrontalieri” nell’ambito delle strategie per le “aree interne” e, infine, c’è anche la comune volontà di definire le modalità per la realizzazione congiunta di una o più centrali uniche per l’attuazione del numero unico europeo di emergenza 112. Sono queste le “attività congiunte” per la cui realizzazione si impegneranno i tre presidenti delle Regioni Umbria, Marche e Toscana, Catiuscia Marini, Luca Ceriscioli ed Enrico Rossi, previste dal “protocollo d’intesa” che sarà sottoscritto a Bruxelles il prossimo 15 giugno, in occasione della seduta plenaria del Comitato delle Regioni d’Europa.</p>
<p><strong>Protocollo approvato</strong> Il “protocollo d’intesa”, che impegna i tre presidenti fino alla scadenza della legislatura in atto, è stato approvato nella seduta di ieri dalla Giunta regionale su proposta della presidente Marini e nasce dall’esigenza di “individuare in alcuni ambiti definiti dallo stesso protocollo, sedi e momenti di consultazione, collaborazione e coordinamento delle rispettive azioni politico-amministrative che possa far valere maggiormente il peso dei territori e delle popolazioni di riferimento, tanto rispetto alle Istituzioni europee, attraverso le quali sempre più passano le decisioni e le risorse per lo sviluppo, quanto dei confronti dei grandi gestori nazionali di servizi essenziali allo sviluppo”.</p>
<p><strong>Nuove linee comuni</strong> La dimensione territoriale delle tre Regioni, si afferma ancora nelle premesse del “protocollo d’intesa”, potrebbe inoltre essere più adeguata per attrarre grandi investimenti per opere pubbliche di interesse comune, nonché per gestirne la realizzazione”. L’accordo prevede che i tre presidenti si riuniscano, anche insieme ai rispettivi assessori, per concordare linee di azione comuni e progetti di collaborazione, e stabilisce, inoltre, che le Giunte regionali effettueranno incontri periodici a cadenza almeno semestrale per approvare i programmi e monitorarne la realizzazione. Si istituiscono, infine, gruppi tecnici di lavoro interregionali negli ambiti previsti dal “protocollo”.</p>
<p><strong>La mozione di Ricci</strong> Inizia quindi a delinearsi il percorso che potrebbe portare alla realizzazione della macroregione, sulla quale il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) ha annunciato la presentazione di una mozione per invitare la Giunta regionale “a commissionare uno studio sui possibili assetti”, al fine di poter avere “parametri valutativi utili per aprire una ampia fase partecipativa regionale e indirizzare, nonché governare, la decisione conclusiva. Ogni decisione della Regione Umbria, malgrado il complesso ambito legislativo, sarà in capo alle istituzioni nazionali, dovrà essere supportata da un adeguato e approfondito studio sui criteri, il ruolo e l&#8217;ottimale perimetro della macroregione entro il quale l&#8217;Umbria dovrà far parte per indirizzare e governare i processi decisionali nazionali. Auspico che sia coinvolto, nel gruppo di lavoro incaricato della ricerca, specifico personale della Giunta e dell&#8217;Assemblea legislativa, istituti di ricerca regionali, nonché esperti dell&#8217;Università di Perugia affini alle tematiche da analizzare”.</p>
<p><strong>Le critiche della Lega Nord</strong> Polemici invece gli esponenti della Lega Nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini secondo i quali il presidente Marini “sta svendendo l&#8217;Umbria alla Toscana” anziché dare la giusta attenzione a problematiche interne alla regione, tra cui il futuro della polizia provinciale. “In ottica di macroregione – hanno spiegato – la prossima settimana a Perugia ci sarà un pranzo di lavoro tra i presidenti delle tre assemblee regionali. Nel frattempo però a Perugia e a Terni abbiamo una Polizia provinciale sensibilmente ridimensionata nell&#8217;organico e nel servizio e a rimetterci sono sempre i cittadini. Il mancato interesse di questa Giunta alla questione è riscontrabile anche nel fatto che l&#8217;argomento non è stato affrontato in Aula. La polizia provinciale è un patrimonio da salvaguardare: si tratta di personale altamente qualificato da impiegare in ruoli importanti in termini di sicurezza e controllo, a partire dall&#8217;ambiente. Allo stesso modo lasciare senza vigilanza il settore venatorio è una follia che poteva venire in mente solo all&#8217;assessore Fernanda Cecchini, perché sono ben 28 mila le licenze di caccia rilasciate. Tanti problemi che si potevano tradurre in un risparmio reale, invece con la riforma Delrio una minore spesa in Provincia diventa una maggiore in Regione. Continueremo a batterci – concludono &#8211; per una Regione forte che non perda la propria identità, che sia a fianco dei cittadini e non succube degli interessi di Renzi e del Pd”.</p>
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		<title>Macroregione Toscana-Umbria-Marche, i lavori proseguono</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2016 11:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da qualche tempo ormai si parla della creazione di macroregioni, con varie possibilità allo studio sulla carta che coinvolgono anche l&#8217;Umbria. Tra queste, l&#8217;ipotesi più gettonata riguarda la fusione progressiva tra la nostra regione, la Toscana e le Marche. Fondi europei &#8211; Solo pochi giorni fa, nel corso della manifestazione Panorama d’Italia la presidente Catiuscia Marini ha annunciato che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Da qualche tempo ormai si parla della creazione di macroregioni, con varie possibilità allo studio sulla carta che coinvolgono anche l&#8217;Umbria. Tra queste, l&#8217;ipotesi più gettonata riguarda la fusione progressiva tra la nostra regione, la Toscana e le Marche.</p>
<p><strong>Fondi europei &#8211; </strong>Solo pochi giorni fa, nel corso della manifestazione <em>Panorama d’Italia</em> la presidente Catiuscia Marini ha annunciato che le tre regioni riuniranno in un solo ufficio con un unico dirigente le loro rappresentanze a Bruxelles, così da ridurre i costi e moltiplicare le competenze per attrarre più fondi europei. A giugno i tre presidenti si vedranno proprio nella capitale belga per il Comitato delle regioni in modo da definire gli aspetti tecnico-burocratici della questione.</p>
<p><strong>Centrale unica per gli acquisti &#8211; </strong>Ma non è finita qua: Marche, Toscana e Umbria stanno infatti definendo un percorso per realizzare una centrale unica per gli acquisti, aggregando le diverse strutture che attualmente in ogni singola regione si occupano della gestione delle gare per l’acquisto di beni e servizi in sanità, ma anche in altri settori, come pulizia, lavanderia e ristorazione per enti pubblici, vigilanza armata, guardiani e manutenzione degli immobili pubblici. I governatori Ceriscioli, Rossi e Marini hanno già inviato una lettera al commissario per la spending review Yoram Gutgeld, con la quale formalizzano la proposta di aggregazione dei diversi soggetti regionali. Da parte statale l&#8217;idea originale era quella di appaiare l&#8217;Umbria alla Toscana e le Marche all&#8217;Emilia-Romagna, ma le tre regioni chiedono di potersi muovere insieme perché si considerano &#8220;omogenee&#8221;.</p>
<p><strong>Sanità &#8211;</strong> Uno dei prossimi passi potrebbe riguardare la sanità. Si starebbe lavorando infatti a specifici accordi interregionali sulla mobilità dei pazienti, che permettano di eliminare i permessi per prenotare visite e cure fuori dal proprio territorio di competenza. Ad esempio, si starebbe pensando a un nullaosta per i marchigiani &#8220;di confine&#8221; che permetta loro di accedere all’ospedale di Gubbio-Branca a seguito della chiusura del punto nascite di Fabriano. Inoltre, domani e dopodomani (venerdì 20 e sabato 21 maggio) si terrà a Jesi (An) la seconda <em>Conferenza interregionale sulla sanità</em>, promossa dai presidenti delle commissioni Sanità e Sociale delle Regioni Umbria, Marche e Toscana, rispettivamente Attilio Solinas, Fabrizio Volpini e Stefano Scaramelli, sul tema “Strategie assistenziali per la non autosufficienza”. &#8220;L&#8217;obiettivo per il futuro &#8211; spiega Solinas &#8211; è quello di istituire un gruppo di lavoro interregionale per condividere obiettivi e costruire percorsi assistenziali seguendo le linee di indirizzo più moderne ed efficaci nel settore della non autosufficienza, tenendo in debita considerazione la sostenibilità futura dei sistemi assistenziali&#8221;. Si tratta insomma di un ulteriore segnale della volontà di cooperare da parte delle tre regioni.</p>
<p><strong>Speranze e critiche &#8211; </strong>Se per i tre governatori questo avvicinamento progressivo (per il quale si era parlato in passato anche della firma di un documento politico da portare ai rispettivi consigli regionali) condurrà a una migliore razionalizzazione dei compiti e ad importanti risparmi a livello di risorse, le opposizioni vanno all&#8217;attacco. Rimanendo alla nostra regione, il consigliere Claudio Ricci dichiara: &#8220;La macroregione Centro Italia non la possono decidere i tre presidenti di Toscana, Umbria e Marche a tavolino, ma deve essere il frutto di una riflessione dei Consigli regionali e, soprattutto, di un percorso dal basso che coinvolga cittadini, attività, associazioni e componenti socio-economico-culturali della regione&#8221;. Anche il capogruppo M5s Andrea Liberati mostra il suo disappunto parlando di &#8220;una nuova riforma-Frankenstein&#8221;. Continua Liberati: &#8220;La macroregione non servirà a niente e a nessuno. Se oggi viviamo in una regione che poco conta ebbene, dopo le vagheggiate fusioni a freddo, essa peserà certamente ancor meno: le decisioni saranno infatti prese altrove, in palazzi sempre più lontani&#8221;.</p>
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		<title>Macroregione, Umbria Toscana e Marche siglano &#8220;il patto del Sagrantino&#8221; e a gennaio via al documento comune</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2015 18:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Macroregione ovvero un riassetto istituzionale che, in un futuro, possa ridisegnare i confini e creare la cosiddetta Italia di Mezzo. I tre presidenti hanno detto: &#8220;Partiamo dal basso, dall’integrazione dei servizi, non da astratti collage o dal tema del futuro capoluogo&#8221;. Intanto dai primi di gennaio si lavora a un documento comune da portare ai ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/macroregione-umbria-toscana-e-marche-siglano-il-patto-del-sagrantino-e-a-gennaio-via-al-documento-comune/">Macroregione, Umbria Toscana e Marche siglano &#8220;il patto del Sagrantino&#8221; e a gennaio via al documento comune</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Macroregione ovvero un riassetto istituzionale che, in un futuro, possa ridisegnare i confini e creare la cosiddetta Italia di Mezzo. I tre presidenti hanno detto: &#8220;Partiamo dal basso, dall’integrazione dei servizi, non da astratti collage o dal tema del futuro capoluogo&#8221;. Intanto dai primi di gennaio si lavora a un documento comune da portare ai rispettivi consigli regionalI. &#8220;Quello di oggi è un primo incontro – ha spiegato in conferenza stampa Catiuscia Marini -, l’idea è quella di avviare un percorso che non parta dai vertici, ma sia esteso alla società. Quindi è importante che la riflessione possa coinvolgere il mondo delle imprese, del lavoro, che investa i consigli regionali. L’idea è un lavoro comune per punti strategici delle nostre comunità. Lavorando insieme su alcuni obiettivi comuni possiamo innescare processi positivi nelle singole regioni&#8221;. Anche Rossi, colui che per primo ha avviato il dibattito, trova &#8220;intelligente una costruzione dal basso, con le forze sociali che devono dire la loro. A volte ci sono fusioni a freddo, noi abbiamo tratti comuni che ci spingono intanto a lavorare insieme, poi vedremo&#8221;. Insomma si parte in sordina dal basso, per salire sempre più in alto.</p>
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