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	<title>Perugia Online &#187; mario sconcerti</title>
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		<title>Football Fest, le perle di Mario Sconcerti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dispensa saggezza il &#8220;grande vecchio&#8221; Mario Sconcerti al Blitz Cafè, durante l&#8217;ultima giornata del Festival del Calcio. Intervistato da Daniele Sborzacchi, il noto giornalista fiorentino, penna del Corriere della Sera sezione sportiva, presenta il suo nuovo libro (l&#8217;ottavo), intitolato &#8220;Storia del gol. Epoche, uomini e numeri dello sport più bello del mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Incipit</strong> &#8211; Si parte con lo scambio di saluti e i complimenti agli autori del fumetto &#8220;Un uomo diventato campione&#8221;, dedicato a Fabrizio Ravanelli (che aveva terminato appena prima), dopodiché uno Sconcerti impaziente di cominciare si accende una sigaretta e inizia a rispondere alle domande dell&#8217;intervistatore, confermando la sua cultura sportiva enciclopedica e il suo carattere del tutto particolare. La prima perla è di carattere antropologico: alla domanda se si augura di vedere un calcio più pulito risponde così: &#8220;Io non mi aspetto niente di più né dal calcio, né dal futuro. L&#8217;uomo è questo: da quando esiste la storia ha sempre rubato, ammazzato, corrotto e continuerà a farlo. L&#8217;onestà, quando c&#8217;è, è una pura convenienza&#8221;.</p>
<p><strong>Le origini del gol</strong> &#8211; Dopodiché si passa agli argomenti tecnici. Perché fare un libro sul gol? Risposta illuminante: il gol (o meglio &#8220;goal&#8221;, dall&#8217;inglese: meta, obiettivo) è ciò che fa nascere il gioco del calcio moderno, attorno al 1860, appunto in Inghilterra (perché genericamente a pallone si giocava già nella Firenze rinascimentale, come nella Cina imperiale o nel Messico azteco). Il termine è usato anche nel rugby, ma nel football va a indicare, anziché una porzione di terreno (indice di uno sport territoriale), un bersaglio ben preciso, la porta (anche se inizialmente, nei college inglesi veniva utilizzato &#8220;uno studente a gambe larghe, munito di apposite protezioni per le parti basse&#8221;). Si comincia quindi a passare ai raggi X una serie di squadre e campioni che hanno scritto la storia. E qui facciamo spazio alle citazioni augurandoci che siano rese il più fedelmente possibile.</p>
<p><strong>Le citazioni</strong> &#8211; &#8220;Giuseppe Meazza &#8211; inizia Sconcerti &#8211; è stato il più grande calciatore italiano, uno probabilmente ai livelli di Maradona, ma era un&#8217;altra epoca, si parla dell&#8217;anteguerra, non c&#8217;era la televisione, solo pochi filmati d&#8217;epoca, quindi non sarà mai apprezzato come merita&#8221;. &#8220;Il Grande Torino &#8211; continua &#8211; è stato una squadra meravigliosa, fatto curioso nessuno si ricorda il nome dell&#8217;allenatore perché ne ha avuti ben 3 nell&#8217;arco di 4 anni, questo significa che se la squadra è forte e affiatata il tecnico non fa la differenza, diversamente da ciò che si pensa oggi&#8221;. &#8220;Poi arrivarono i giganti &#8211; prosegue il giornalista -: i danesi, gli svedesi. Erano grandi e forti perché erano gli unici in Europa che erano stati risparmiati dalla guerra, facevano valere il fisico e colpivano di testa. Fu allora che nacque il gioco all&#8217;italiana, la filosofia del &#8220;prima non prenderle&#8221;, della grande organizzazione difensiva. E il primo ad applicarla fu Alfredo Foni, allora tecnico dell&#8217;Inter&#8221;.</p>
<p><strong>I grandi del passato</strong> &#8211; Sconcerti poi passa in rassegna alcuni grandi calciatori del passato. Come &#8220;Josef Masopust, un giocatore meraviglioso, recentemente scomparso e per questo lo voglio ricordare, cecoslovacco, pallone d&#8217;oro nel 1962, non era ancora un trequartista perché quel ruolo lo abbiamo inventato noi italiani, ma un mediano di estrema classe che rubava palla agli avversari e ripartiva&#8221;. E ancora &#8220;Gigi Riva, che impressionava il suo compagno di nazionale Tarcisio Burgnich (&#8216;Quando arriva lui sembra assistere alla migrazione di un popolo&#8217; diceva per via della sua corsa dinoccolata e asimmetrica, a testa bassa), in realtà non aveva un tiro molto potente, ma estremamente preciso, dato che prima e dopo gli allenamenti continuava a esercitarsi sulle conclusioni, con il portiere di riserva. Unico limite: aveva bisogno della palla in movimento, infatti non fu mai un grande rigorista&#8221;. Sconcerti non dimentica, ovviamente, &#8220;Platini, che è ricordato tra l&#8217;altro per aver segnato il più bel gol annullato nella storia del calcio (nella finale di Coppa Intercontinentale del 1985), disse con un pizzico d&#8217;ironia che Baggio era un 9 e 1/2, intendendo che era un ibrido tra una prima e una seconda punta: vero, ma il primo con queste caratteristiche fu proprio lui&#8221;. Non può mancare un commento su Maradona: &#8220;La mano de Dios è una truffa &#8211; sottolinea il giornalista -, parlando della storia del gol non può che essere un fatto negativo. Poi Maradona pochi minuti dopo ti scarta 6 giocatori inglesi e segna e allora gli perdoni tutto. Lui dice di aver segnato un gol più bello con la maglia dell&#8217;Argentinos Juniors da giovane, ma dopo essermelo andato a cercare posso dire di non essere d&#8217;accordo&#8221;. Infine, &#8220;Vialli non è stato un fuoriclasse, ma un ottimo giocatore (narciso, come tutti gli ottimi giocatori). Tra gli italiani ha avuto il merito di essere il primo dei giocatori &#8220;contemporanei&#8221;, così come Paolo Rossi è stato l&#8217;ultimo dei &#8220;vecchi&#8221;. Gianluca segnava i gol che tutti, da casa, volevamo vedere&#8221;.</p>
<p><strong>Il calcio italiano oggi</strong> &#8211; Ma secondo Sconcerti, i calciatori italiani del presente nulla possono contro questi grandi nomi del passato. &#8220;Come calcio italiano &#8211; spiega, infatti -, spiace dirlo, abbiamo una generazione attuale davvero scarsa, una tendenza che si è delineata dopo il 2006, l&#8217;ultimo grande campione in ordine di tempo è Pirlo. Si dice: ci sono gli stranieri nel nostro campionato. Sì, ma quelli c&#8217;erano anche prima, io penso che ci sia qualcosa di più, si è persa da parte dei genitori l&#8217;attitudine educativa. Una volta c&#8217;erano la strada, l&#8217;oratorio per giocare a pallone. Ora si gioca alla PlayStation, e nelle scuole calcio devono giocare per forza tutti, sennò mamma e papà brontolano. Un&#8217;aberrazione&#8221;.</p>
<p><strong>Un ragazzo fortunato</strong> &#8211; E infine alla domanda: &#8220;Qual è il gol più bello per Mario Sconcerti?&#8221;, la risposta che non ti aspetti: &#8220;Sai che ne ho visti talmente tanti che tendo a scordarmeli? Comunque dico il terzo di Pepito Rossi in Fiorentina-Juve 4-2 del 2013, se non altro per spirito di parte. Comunque ora che ci penso ho avuto una vita fortunata&#8221;. Quest&#8217;ultima cosa a dire la verità non gliel&#8217;aveva chiesta nessuno, ma se è così non possiamo che esserne felici.</p>
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