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	<title>Perugia Online &#187; mensa</title>
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		<title>Mense, botta e risposta tra Cgil e comitati: &#8220;Non diamo la colpa alle cuoche ma al Comune&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 18:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo e Nutrizione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Anzi siamo assolutamente a conoscenza delle dure condizioni in cui queste persone si trovano a lavorare, condizioni legate anche alla prima esternalizzazione che ha portato un ridimensionamento sia dei punti cottura, sia del numero di unità presenti in cucina, a fronte dello stesso numero di bambini e riconfermiamo la  stima ed il  rispetto che abbiamo sempre avuto per le persone che cucinano per i nostri figli. Le uniche responsabilità individuate dai genitori sono quelle del Comune che ha fatto partire il nuovo servizio senza organizzare in maniera adeguata le procedure e che ha voluto escludere del tutto i genitori, almeno in questa prima fase, tergiversando fino alla fine di Ottobre per l&#8217;istituzione del Tavolo Paritetico. Quanto a ciò che la CGIL auspica: noi abbiamo sempre portato in Comune e nelle discussioni pubbliche contributi costruttivi e siamo sempre rifuggiti dalle speculazioni politiche. Dietro ai Comitati, lo ribadiamo ancora una volta, ci sono solo i genitori e proprio per questo, nonostante le foto di ossicini e le giustificate preoccupazioni per le grandi quantità di cibo che tornano indietro, mai è stata messa in discussione la professionalità di chi cucina, ma sono sempre state poste domande ( senza risposta) e sollecitazioni al Comune e alla ASL che quest&#8217;anno ha provveduto non solo a cambiare menù, ma anche a diminuire le grammature. Invitiamo dunque la CGIL a confrontarsi costruttivamente con i Comitati dei Genitori e invitiamo il sindacato del personale di refezione scolastica anche, se vorrà, a una riunione in cui chiarire gli equivoci creati. A testimonianza di quanto detto pubblichiamo la lettera che una Presidente ha inviato al Dirigente Zampolini e che va in direzione opposta a quanto detto da CGIL e che tutti sottoscriviamo non solo per le cuoche del Comune, ma anche per le cuoche e il personale delle cucine che lavora per le varie ditte della ATI: Cirfood, Elior, B+. Il comunicato della CGIL sia dunque l&#8217;occasione di un chiarimento e soprattutto serva a ribadire che la questione della refezione scolastica non è in alcun modo una battaglia tra cucine e genitori, ma una questione di amministrazione cittadina e di scelte politico amministrative di cui solo il Comune è responsabile. Non riteniamo responsabili le cuoche neppure delle lische o degli ossicini di pollo, sono cose che potevano accadere anche in passato, seppure meno di fequente, ma mentre prima i genitori potevano intervenire e risolvere immediatamente cambiando fornitore, oggi il Comune non comunica chi sono i fornitori e quali prodotti vengono utilizzati e neppure prevede una procedura per l’agevole sostituzione di alimenti che, si guardi il pesce, evidentemente non sono di prima scelta. Le accuse dunque, anche in questo caso, non sono rivolte alle cuoche, ma a chi acquista il cibo per i bambini, forse risparmiando un po&#8217; troppo e al Comune che non ha previsto controlli e procedure adeguate per la sostituzione di forniture, che variano da ascuola a scuola. Così come non dipende dalle cuoche la grammatura, tanto che abbiamo inviato note a Comune e ASL per quanto di competenza. Il che dimostra, ancora una volta, che i genitori andavano convocati prima dell’inizio della scuola per l&#8217;istituzione del Tavolo Paritetico, invocato da maggio da parte dei genitori, senza tergiversare fino alla fine di Ottobre.</p>
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		<title>Questione mense, i sindacati: &#8220;Nessuno tocchi la dignità delle cuoche di Perugia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 10:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[asili]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Non passa giorno oramai che le cuoche e scodellatrici delle mense delle scuole materne del Comune di Perugia, non si ritrovino loro malgrado, citate più o meno velatamente, in tutti i giornali della cronaca locale, per non parlare di internet, Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Checché se ne dica, se si scrive che nei pasti dei bimbi sono stati rinvenuti “ossicini” o “lische”, se le porzioni dei bimbi sono ritenute insufficienti, se l’acqua che si porta a tavola è quella del rubinetto anziché quella in bottiglia, le storiche “cuciniere” si sentono chiamate in causa. Si sentono chiamate in causa perché, semplicemente, questo è il loro lavoro e per questo vengono retribuite. Dobbiamo, purtroppo constatare, a questo punto della storia, che il loro lavoro sta divenendo un vero e proprio incubo. Come Filcams e Fp Cgil di Perugia, abbiamo convocato l’ennesima assemblea di tutte le operatrici, e grande è stato il rammarico nel vedere la sofferenza e la preoccupazione nel volto di queste cuoche, dalla grande esperienza, che questo lavoro lo fanno con amore, dignità e coscienza, perché prima di essere cuoche, sono madri, spesso nonne o più semplicemente donne. Donne che del cucinare hanno fatto un lavoro, ma che, come usualmente succede, questo “mestiere” lo praticano pure a casa loro, sfamando intere famiglie. Molto spesso hanno figli o nipoti che frequentano questo o quell’asilo. Non stiamo parlando di giovani donne fresche del mestiere, ma di persone con decenni di anzianità di servizio presso le scuole materne del Comune di Perugia, prima in gestione diretta, poi tramite agenzie interinali, sino alla famosa esternalizzazione del servizio di 4 anni fa. Conosceranno queste lavoratrici come si cucina per un bambino?  Come si può pensare, ad esempio, che lavoratrici così esperte e formate non conoscano la grammatura delle porzioni, che non è decisa né dal Comune né dalle Cooperative, ma, come la legge vuole, dalla Asl di competenza. Sapranno le stesse che l’acqua del rubinetto è assolutamente potabile, se non migliore di quella delle bottiglie e che probabilmente anche a casa quella dovremmo bere? Il fatto di utilizzare prodotti a Km 0, carne e pesce fresca, prodotti di stagione e non congelati o preconfezionati, potrebbe a volte coincidere con la possibilità di trovare una lisca od un ossicino nel cibo? Ovviamente, tutto questo non dovrebbe succedere e mai sarà sufficiente l’attenzione da prestare nel cucinare per i bimbi, ma, in tutta coscienza, a chi non è mai successo a casa con i propri cari? In fin dei conti, poi, sono le maestre stesse, in sinergia perfetta con le cuoche, che nell’aiutare i bambini a mangiare faranno il controllo finale, per eliminare ogni possibilità di pericolo per i bimbi. Invece, è scattata una vera e propria caccia alle streghe, alla ricerca di ogni piccolo errore, con tanto di foto scattate ai piatti, telefonate ai giornali e utilizzo di ogni possibile cassa di risonanza. A questo punto la domanda sorge spontanea: a chi giova tutto questo? Per rimanere in tema, appare evidente che le cuoche delle mense degli asili del Comune di Perugia, si siano trasformate nella classica “fetta di prosciutto” fra due contendenti. Su di loro e sul loro lavoro si sta portando avanti una battaglia senza esclusione di colpi fra il Comune ed il comitato dei genitori. Come Filcams e FP Cgil di Perugia, abbiamo sempre mantenuto una neutralità politica nella vicenda, abbiamo avuto un incontro con il comune di Perugia a cui abbiamo esposto le nostre preoccupazioni e le problematiche che abbiamo riscontrato nella gestione del servizio, come fatto in passato anche con le precedenti giunte comunali. A giorni avremo un incontro con l’ATI, con la quale dovremo chiarire alcuni punti sui carichi e sui metodi di lavoro, ma non abbiamo più intenzione di rimanere silenti in una battaglia che non ci interessa e nella quale stiamo diventando uno strumento involontario. Confidiamo che i contendenti trovino un sistema per relazionarsi fra di loro, come parti sociali, ci rendiamo anche disponibili a promuovere un incontro fra il Comune ed il comitato dei genitori, dal quale però non è possibile tenere fuori chi in realtà il lavoro di dare da mangiare ai bimbi lo sta facendo, nel migliore dei modi, con grande professionalità e sudore della fronte. Quello che sicuramente non può essere messo in discussione è il rispetto della dignità delle cuoche di Perugia. Per questo auspichiamo che non si usi la questione mense a Perugia per una mera speculazione politica e che nei banchi del Comune di Perugia si trovino argomenti di più alto spessore su cui confrontarsi e ai quali dedicarsi con la stessa solerzia.</p>
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		<title>Servizio mensa scolastica, comitato dei genitori fa chiarezza sulla decisione del Tar</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 07:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Per legge è il Consiglio l’organo di indirizzo a ciò deputato, in quanto dà maggiori garanzie di democraticità. Quindi il Comune ha gran poco da ringraziare. Inoltre, è stata impugnata la disciplina di gara, in quanto scritta male e a rischio di interpretazioni arbitrarie e non motivate, tanto è vero che all’esito dell’aggiudicazione ha dimostrato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>  Per legge è il Consiglio l’organo di indirizzo a ciò deputato, in quanto dà maggiori garanzie di democraticità. Quindi il Comune ha gran poco da ringraziare. Inoltre, è stata impugnata la disciplina di gara, in quanto scritta male e a rischio di interpretazioni arbitrarie e non motivate, tanto è vero che all’esito dell’aggiudicazione ha dimostrato di non garantire appieno la trasparenza. Alla luce della documentazione depositata in giudizio emergono ulteriori e gravi vizi, che dimostrano come il Codice dei Contratti Pubblici venga citato dal Comune solo quando faccia comodo per sbattere la porta in faccia ai genitori. L&#8217;ordinanza del TAR, una volta chiariti tali aspetti nel corso del giudizio, potrebbe essere ribaltata. Da mesi sono noti i nominativi da invitare al tavolo, tanto è vero che il dirigente con e-mail del 16/10 u.s. aveva detto di dover rinviare la convocazione a dopo il 21/10 in attesa che si pronunciasse il TAR, quindi, ancora una volta, non corrisponde al vero quanto affermato anche ieri sera dall’Assessore Waguè. Tanto è vero che oggi sono arrivate le convocazioni da parte del Comune senza che nessuno abbia nottetempo dovuto comunicare il proprio nominativo. Sono state trovate e documentate anche spine di pesce nei piatti dei bambini per le quali è stata aperta almeno una procedura di non conformità. All’incontro di ieri sera la stessa ASL ha ammesso che sono state segnalate al Comune le criticità del servizio, rimarcando l’obbligo di informare i genitori in merito. Il Comune, unico responsabile legale del servizio, non ha ancora reso noti i fornitori nemmeno nelle due scuole comunali. È ora di finirla con le mistificazioni e che il Comune inizi a prendere sul serio le richieste dei genitori senza ulteriori perdite di tempo.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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