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	<title>Perugia Online &#187; minacce</title>
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		<title>Rubano alcolici al supermercato e minacciano la guardia giurata</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 10:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È accaduto ieri pomeriggio in un supermercato in zona Perugia, quando una guardia giurata, insospettitosi per il comportamento di due stranieri che si aggiravano tra gli scaffali, ha deciso di effettuare un controllo. I due, sorpresi, hanno immediatamente provato a fuggire ma l’uomo è riuscito a fermarli e a verificare che avevano prelevato alcune bottiglie ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È accaduto ieri pomeriggio in un supermercato in zona Perugia, quando una guardia giurata, insospettitosi per il comportamento di due stranieri che si aggiravano tra gli scaffali, ha deciso di effettuare un controllo. I due, sorpresi, hanno immediatamente provato a fuggire ma l’uomo è riuscito a fermarli e a verificare che avevano prelevato alcune bottiglie di alcolici. E’ stato un attimo e uno dei due ha buttato a terra una bottiglia e con i vetri rotti ha minacciato l’addetto alla vigilanza che, spaventato dall’atteggiamento inaspettatamente violento, li ha lasciati andare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, è giunta sul luogo la volante della polizia, che è riuscita a fermare solo uno dei due rapinatori mentre l’altro si è dato immediatamente alla fuga. La polizia non perdendolo mai di vista gli ha intimato più volte di fermarsi e una volta preso, questo, ha continuato a sbracciarsi e divincolarsi. Portati in caserma sono stati identificati, come un tunisino quarantaduenne, con numerosissimi precedenti di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, reati contro il patrimonio e contro la persona e un marocchino trentunenne con precedenti per rissa e per furto. Nel frattempo, nel piazzale del supermercato è stata recuperata la refurtiva: cinque bottiglie di grappa, una di vino e una tavoletta di cioccolata, valsi ai due rapinatori il fermo e poi l’arresto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Minacce e violenza all&#8217;ex moglie perché troppo occidentale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 12:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Minacce e violenza ad una donna rea di essere, secondo l&#8217;ex marito, troppo occidentale. Un&#8217;altra triste ed incredibile storia di violenza e prevaricazione, consumata in ambito familiare, dentro le mura domestiche prima, ed anche al di fuori dopo il divorzio, che ha interessato una giovane coppia di origini marocchine ed il loro figlio di 6 anni. Al centro di tutto vi è l&#8217;elemento culturale e religioso, poichè la causa principale delle violenze dell&#8217;uomo nei confronti della donna è proprio l&#8217;accusa di esser troppo occidentale.<br />
La verità di questa sconcertante storia viene resa nota, per la prima volta, soltanto nel 2012, quando una giovane donna marocchina di poco più di 30 anni, sposata e madre di un bimbo di 6 anni (allora 4 anni), si rivolge alle forze dell’ordine per sporgere querela contro l’ex marito. Il racconto della donna è un fiume in piena, un romanzo di episodi di violenza, prevaricazione, minacce, umiliazioni subite e terrore, che l’hanno costretta a chiedere il divorzio. Secondo la ricostruzione fatta  dalla donna, il marito, quarantaseienne marocchino, si è rivelato violento fin dai primi giorni di matrimonio: un’avventura coniugale fatta di sevizie, continue lesioni e violenze sessuali.<br />
 Dopo la decisione, presa con coraggio e determinazione, di procedere contro il marito e di mettere fine alla violenza, i problemi si moltiplicano: il marito, non solo cerca in tutti i modi di opporsi alla separazione ed al divorzio dalla moglie, ma continua a minacciarla, a percuoterla, a violentarla.<br />
La più grande paura dell&#8217;uomo è infatti che la ex diventi una donna occidentale. Dopo il divorzio, pedinamenti, minacce e diffamazioni anche  davanti a conoscenti ed al telefono con i familiari della donna in Marocco, le invia centinaia di sms alternando insulti, minacce ed espressioni di profondo odio e rancore a “ti amo” e “mi manchi”, oltre a proposte oscene.<br />
L&#8217;uomo sottolineava a tutti come la donna fosse diventata una poco di buono, ormai donna “occidentale” e quindi emancipata, e medita e prometteva vendetta.</p>
<p>Lo scorso aprile 2014, la giovane mamma ha dimostrato coraggio. Dopo aver messo il bambino al sicuro ai suoi familiari in Marocco, si è rivolta ad un centro antiviolenza che le ha offerto  protezione ed ospitalità ed ha denunciato di nuovo il suo persecutore che gli promette che, qualora non avesse ritirato le sue querele contro di lui, non avrebbe mai acconsentito a dare il suo consenso al rientro in Italia del bambino.</p>
<p>A questo punto, la povera donna è stata costretta ad un cedimento, proprio per difendere l’unica cosa per cui aveva sempre lottato, ovvero il figlio: lo scorso giugno si è presentata in Questura per rimettere la querela contro l’ex marito. Giustamente, e comprensibilmente, ha scelto di rivedere il figlio, accettando in cambio di continuare a subire.</p>
<p>Nel frattempo, ovviamente, gli insulti, le minacce e le violenze non sono mai finite. Il “mostro”, ad un certo punto, la segue dappertutto.<br />
Persino a Roma, sul Lago Trasimeno e dovunque lei decida di recarsi per sentirsi più al sicuro: una sera, di rientro da Roma, la attende alla Stazione, ovviamente per insultarla ed intimorirla, e per aumentare il suo stato di angoscia le mostra un servizio fotografico dettagliato con il quale l’uomo ha documentato tutta la giornata “fuori porta” della ex moglie, che ormai vive da “occidentale”.</p>
<p>Considerato tutto quello che è stato riferito ed accertato dalla Polizia, nonostante il piccolo “cedimento” della vittima, più che comprensibile, il GIP. di Perugia – Dott.ssa C.M. Giamgamboni ha emesso un provvedimento a carico del marocchino, con il quale lo stesso non potrà avvicinarsi ad una distanza inferiore ai 300 metri dalla ex moglie e dal figlio, né comunicare in alcun modo con loro: l’uomo sarà “controllato” a vista e continuamente dalla Polizia, che dovrà comunicare ogni eventuale violazione alle prescrizioni imposte, la cui conseguenza sarà con ogni probabilità una misura ben più afflittiva e restrittiva!</p>
<p>Nella mattinata di ieri martedì 27 gennaio, gli uomini della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la persona” hanno fatto visita allo stalker marocchino, notificandogli il provvedimento ed avvisandolo che, d’ora in avanti, dovrà tenere a freno il suo odio ed il suo risentimento e lasciare in pace definitivamente la sua vittima, altrimenti le porte di Capanne potrebbero aprirsi per lui molto velocemente.</p>
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		<title>I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 02:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/t-JtXU8nM2M?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="areaSingle">Perugia. </span>Associazione mafiosa, usura, estorsioni, droga, incendi, minacce di morte, prostituzione. Questi i reati contestati nell&#8217;inchiesta &#8220;Quarto passo&#8221; coordinata dalla procura antimafia di Perugia e che ha delineato il tipico scenario della mafia calabrese. La scura macchia della mafia, per un decennio, ha seminato il panico tra gli imprenditori locali, toccando il già delicato spirito dell&#8217;economia umbra. Nei video di alcune intercettazioni fatte durante le indagini, alcuni frasi chiave. Il dialetto umbro mischiato a quello calabrese mette in luce come la mafia non abbia nessun confine e come abbia messo le radici anche in Umbria. In una, la vittima, racconta di aver rievuto chiare minacce di morte, in un&#8217;altra si parla chiaramente di pizzo. Nell&#8217;ultima, infine, si fa riferimento ai conflitti esistenti tra due copisterie rivali.<br />
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		<title>Minacce, violenza e maltrattamenti alla sua compagna incinta</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 16:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da settimane subiva violenze di ogni genere da parte del proprio convivente, che è anche il padre del bambino che porta in grembo. Così, alcuni giorni fa, una 35enne perugina &#8211; nonostante la sua gravidanza &#8211; si è decisa a troncare con lui e, approfittando della sua temporanea assenza, ha contattato il titolare di un negozio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Da settimane subiva violenze di ogni genere da parte del proprio convivente, che è anche il padre del bambino che porta in grembo. Così, alcuni giorni fa, una 35enne perugina &#8211; nonostante la sua gravidanza &#8211; si è decisa a troncare con lui e, approfittando della sua temporanea assenza, ha contattato il titolare di un negozio di ferramenta affinché mandasse subito qualcuno a cambiare la serratura della porta del suo appartamento, nel quartiere di Fontivegge. Sfortuna ha voluto che, poco dopo l’arrivo del tecnico, sia rientrato in casa il compagno della donna, un ecuadoregno di 22 anni. Appena ha compreso quale fosse la decisione della propria partner, ha iniziato a minacciarla pesantemente, dicendole che se lei lo avesse davvero cacciato di casa lui l’avrebbe picchiata fino a farla abortire.</p>
<p>La donna ha dato credito a queste minacce, visto che il suo convivente in più occasioni ha usato violenza nei suoi confronti, tirandole i capelli, picchiandola e talvolta impedendole persino di uscire di casa o di prendere l’automobile.  Pertanto, ha subito chiamato il 113 e ha chiesto al tecnico di attendere l’arrivo della Polizia. Gli uomini della Volante, appena hanno compreso la gravità della situazione, hanno intimato all’ecuadoregno di raccogliere i propri effetti personali e di lasciare subito l’abitazione.</p>
<p>In seguito, lo hanno condotto in Questura, dove nel frattempo la sua compagna aveva formalizzato la denuncia nei suoi confronti. Infine, in considerazione della gravità delle minacce espresse nei confronti della donna e della chiara tendenza dell’uomo ad usare violenza contro di lei, la polizia ha indagato il giovane sudamericano per i reati di violenza privata, minacce e maltrattamenti in famiglia.</p>
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		<title>Si finge minorenne e tenta di estorcere denaro a un uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 10:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si finge minorenne e minaccia di denunciarlo per violenza sessuale e pedofilia. E&#8217; accaduto ad Assisi, dove qualche giorno fa un uomo si è presentato al commissariato per denunciare un&#8217;estorsione commessa da un giovane ragazzo di origine pugliese con il quale aveva avuto dei rapporti sessuali a pagamento. La vicenda &#8211; La vittima ha raccontato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span>Si finge minorenne e minaccia di denunciarlo per violenza sessuale e pedofilia. E&#8217; accaduto ad Assisi, dove qualche giorno fa un uomo si è presentato al commissariato per denunciare un&#8217;estorsione commessa da un giovane ragazzo di origine pugliese con il quale aveva avuto dei rapporti sessuali a pagamento.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La vicenda</strong> &#8211; La vittima ha raccontato di aver conosciuto il giovane alcuni giorni prima e, dopo una breve chiacchierata, i due si erano accordati per vedersi e consumare un rapporto sessuale a pagamento. Dopo il primo incontro, i due si sono accordati per un secondo appuntamento ma quando l&#8217;uomo ha rifiutato il giovane, bisognoso di altro denaro, ha deciso di ricattarlo. Ha così ricontattato l&#8217;uomo chiedendogli i soldi anche per il mancato rapporto sessuale e, fingendosi minorenne, ha minacciato di denunciarlo per pedofilia e violenza sessuale a danno di minore.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La vittima</strong> &#8211; Spaventato dalla minaccia e preoccupato per le possibili conseguenze, l&#8217;uomo ha deciso di dare al giovane un&#8217;ulteriore somma di denaro. Ma, qualche giorno dopo, non convinto dell&#8217;età del ragazzo e preoccupato dai suoi tentativi di minaccia, ha deciso di rivolgersi alla Polizia di Assisi e di denunciare l&#8217;accaduto.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La storia del giovane</strong> &#8211; Gli agenti dell&#8217;ufficio anticrimine rintracciano quindi il ragazzo, un giovane senza fissa dimora e senza una stabile occupazione, con alle spalle svariate denunce per furto, truffa e associazione per delinquere. La polizia capisce che il giovane vive di espedienti ed è solito prostituirsi per guadagnare qualcosa. Portato in Commissariato, il ragazzo ha confermato il racconto della vittima ed ha ammesso di aver minacciato più volte l&#8217;uomo. Agli agenti il giovane racconta una storia di degrado e difficoltà economica, di disagi e violenze familiari, vagabondaggi tra centri di accoglienza e stazioni ferroviarie alla ricerca di vitto e alloggio e infine l’attività di prostituzione  per soddisfare le richieste di uomini insospettabili disposti a pagare qualunque cifra per consumare rapporti sessuali.</p>
<p class="western" align="left"><strong>Fermato</strong> &#8211; Dopo la confessione, è scattato per lui il fermo di indiziato di delitto per estorsione. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia giudiziaria per il periodo di un anno, salvo rinnovo, quale misura idonea a controllarne i movimenti e ad assicurarne un adeguato controllo sul territorio del circondario.</p>
<p class="western" align="justify">
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		<title>Pusher padroni del centro storico, ecco la lettera aperta al sindaco Romizi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 08:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrea Romizi]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
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		<category><![CDATA[pusher]]></category>
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		<category><![CDATA[spaccio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’ultima denuncia in questione di sicurezza a Perugia arriva da una lettera aperta al sindaco Andrea Romizi. Una lettera inviata al primo cittadino da Pietro Rizzo, professionista perugino, “reo” di aver negato una sigaretta ad uno spacciatore ( già conosciuto, tra l’altro, dalle forze dell’ordine ndr) e per questo minacciato e insultato. Di seguito la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>L’ultima denuncia in questione di sicurezza a Perugia arriva da una lettera aperta al sindaco Andrea Romizi. Una lettera inviata al primo cittadino da Pietro Rizzo, professionista perugino, “reo” di aver negato una sigaretta ad uno spacciatore ( già conosciuto, tra l’altro, dalle forze dell’ordine ndr) e per questo minacciato e insultato.</p>
<p><strong>Di seguito la lettera integrale inviata al sindaco di Perugia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>All&#8217;attenzione del Sig. Sindaco di Perugia Andrea Romizi</em></p>
<p><em>Signor Sindaco, sono un cittadino del comune di Perugia, ho un lavoro da libero professionista nel campo del design e pago le tasse. Le vorrei raccontare un episodio capitato a me e al mio amico Pietro Paris, nella serata di martedì 22 / 07 / 2014.</em><br />
<em> La serata era piacevolmente animata per essere un martedì, piena di belle ragazze e di conoscenti che giravano per il centro di Perugia. Dopo una &#8220;vasca&#8221; io e il mio amico Pietro siamo andati a prendere una birra al Bar Duomo e successivamente ci siamo spostati sulla scalinata di fronte al Duomo, eravamo solamente noi e una coppia che si trovava a qualche metro di distanza.</em><br />
<em> Questo perfetto martedì sera è stato bruscamente interrotto da un figuro che si è posizionato alle nostre spalle, si è abbassato e mettendoci le mani sulle spalle ci ha chiesto: “volete il fumo?”. Noi con una risposta un po’ secca e fredda gli abbiamo detto di no, il tipo ha ribadito la domanda e noi abbiamo gentilmente rigettato la sua richiesta cercando di tagliare corto e sperando che si allontanasse il prima possibile, in modo da ritornare alle nostre chiacchiere e alla nostra serata.</em></p>
<p><em> </em><br />
<em> L&#8217;uomo però insiste arrogantemente: “dammi il tabacco o le sigarette” e noi gli abbiamo risposto che non l’avevamo (io non fumo) il mio amico invece si e aveva un pacchetto di sigarette nelle tasche dei jeans; l&#8217;uomo a quel punto si è alterato e ci ha detto: &#8220;non mi devi prendere per il xxx&#8230;. le vedo sono li, dammi queste xxx di sigarette zibbe!!&#8221; (non so se si scrive in questo modo, ma dovrebbe essere un qualche intercalare arabo o probabilmente un qualcosa tipo xxx.) Non devi prendermi per il xxx&#8230; non farmi tirare fuori il coltello, str…, sennò sgozzo qualcuno sta sera hai capito !? zibbe&#8221; a questo punto il mio amico tira fuori il pacchetto e con sguardo amareggiato glielo porge. </em></p>
<p><em>A questo punto l&#8217;uomo continua, non è contento di aver già rovinato la serata e aver minacciato due persone per poche sigarette, vuole rincarare la dose e parte con una tesi sul rispetto: &#8220;Mi prendi per il xxx, non mi rispetti, a Perugia lo sanno che devono rispettarmi, qui tutti devono rispettarmi, vi va solo bene questa sera perché siete uomini e io rispetto gli uomini, se eravate donne vi portavo a casa mia e vi stupravo cosi imparavate cosa è il rispetto zibbe. Vaffxxx !!&#8221;</em><br />
<em> Purtroppo questa persona non era sola e quindi non si poteva iniziare nemmeno una discussione, in quanto si capiva che saremmo andati incontro ad una rissa abbastanza pericolosa. Il nostro sguardo su di lui è stato sempre pesante ma purtroppo non potevamo fare nulla.</em></p>
<p><em>Io e il mio amico con una ombra pesantissima addosso ci siamo alzati e ci siamo allontanati verso il corso. A questo punto abbiamo visto una pattuglia di polizia che allegramente stava girando dentro la macchina tra i tavolini, facendo la gincana tra le scale di Palazzo dei Priori e Andrei.</em><br />
<em> Guardando questa scena la domanda che è sorta spontanea ad entrambi è stata la seguente: “ma questi che fanno? controllano i tavoli? vanno a fare i giretti? perché non sono in giro a piedi a controllare chi spaccia? se avessi un distintivo e una pistola e un ducato ne portavo dentro almeno 15&#8230;&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em> </em><br />
<em> Abbiamo fermato la macchina con i due agenti di polizia e gli abbiamo raccontato la storia dicendo:  “tanto per tenervi informati su quello che succede laggiù&#8230;..&#8221; detto ciò uno dei due ha chiesto al mio amico :&#8221;ma è un tipo riccetto con la camicia?&#8221; e noi: &#8220;si&#8221; e l&#8217;agente parlando al collega: &#8220;ah si si sarà sicuramente xxxxxxx&#8221;. noi avevamo la faccia basita !!!</em></p>
<p><em>Forse per il caso, in quel momento stavano passeggiando per il corso davanti a noi i compari dell&#8217;uomo, subito abbiamo detto agli agenti: &#8220;guardate laggiù ci sono i sui compari, sono quelli&#8221;. E gli agenti hanno detto: &#8220;ok ok controlleremo&#8221;.</em></p>
<p><em>A questo punto io e il mio amico ci siamo allontanati verso Piazza Italia e all&#8217;altezza dei giardini, abbiamo guardato verso San Domenico e abbiamo visto la pattuglia che se ne andava da qualche altra parte scendendo dal centro, ci siamo guardati e sempre più basiti ci siamo detti &#8220;argimo!!&#8221;</em></p>
<p><em>Questa serata storta a metà, mi ha fatto sentire derubato, non delle sigarette del mio amico, ma della mia libertà nella città che io amo e ho sempre difeso e cercato di far conoscere al mondo!</em></p>
<p><em>Bisogna vergognarsi tutti, perché purtroppo abbiamo dato la possibilità a questa gente di prendere le redini della città, dovremmo sollevarci, dovremmo rispondere a queste continue minacce e violenze quotidiane che inquinano la nostra bella città e ci impoveriscono sempre di più.</em><br />
<em> Le istituzioni dovrebbero essere dure con questa gente che impoverisce il territorio, che fa arrivare meno turisti, che fa abbassare gli affitti e dà da mangiare a giornalisti senza scrupoli.</em></p>
<p><em>La gente dovrebbe essere dura con queste dinamiche, dovremmo reagire, non in modo violento, ma con una presa di posizione netta e decisa.</em></p>
<p><em>Signor sindaco, ho voluto raccontarle questa vicenda, che alcuni potranno credere banale, visto che nessuno si è fatto male , perché penso che la comprensione della quotidiana vessazione che questa gente applica costantemente ai cittadini, sia cosa ben più grave di alcuni fatti eclatanti e isolati, spero che questa lettera sia uno spunto per iniziare a far qualcosa, per riprenderci la città e per capire che gli sforzi per migliorare potrebbero portare un incremento economico ben più alto (perché più distribuito) e più duraturo dei soldi di spacciatori e malviventi.</em></p>
<p><em>Nell&#8217;augurarle un buon lavoro, Le porgo i miei saluti.</em></p>
<p><strong>Pietro Rizzo</strong></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pusher-padroni-centro-storico-lettera-aperta-sindaco-romizi/">Pusher padroni del centro storico, ecco la lettera aperta al sindaco Romizi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Straniero ruba un cellulare in un bar, poi minaccia la proprietaria</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 15:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[polizia perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Ruba il telefonino ad una ragazza, in un bar di Perugia, poi la minaccia di morte: denunciato dalla polizia un albanese di 24 anni. Il telefono cellulare era stato lasciato su un divano del locale dalla proprietaria che, grazie all&#8217;aiuto del titolare, ha poi individuato lo straniero. Alla richiesta di spiegazioni, il giovane, sotto l&#8217;effetto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Ruba il telefonino ad una ragazza, in un bar di Perugia, poi la minaccia di morte: denunciato dalla polizia un albanese di 24 anni.</p>
<p>Il telefono cellulare era stato lasciato su un divano del locale dalla proprietaria che, grazie all&#8217;aiuto del titolare, ha poi individuato lo straniero. Alla richiesta di spiegazioni, il giovane, sotto l&#8217;effetto dell&#8217;alcol, si sarebbe mostrato subito aggressivo nei confronti della derubata. Minacciandola di morte se lo avesse denunciato.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/1796/">Straniero ruba un cellulare in un bar, poi minaccia la proprietaria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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