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	<title>Perugia Online &#187; minaccia</title>
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		<title>Si barrica in casa e minaccia di far saltare in aria tutto il palazzo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span> Nella mattinata di ieri, un 72enne, di origini calabresi e noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari, ha contattato per telefono il personale della Divisione Anticrimine dando un ordinativo ben preciso: andare a prelevare, fuori dalla porta di casa sua, un plico per l’Autorità Giudiziaria diretto al Tribunale della sua città, affinché vengano considerate le sue richieste in ordine alle sue vicende processuali patrimoniali con i figli che vivono in Calabria. Ma la telefonata non è finita qui, perché l’uomo ha spiegato di essersi barricato in casa, in un appartamento all’ultimo piano di uno stabile di Castel del Piano, e di essere pronto a far esplodere tutto il palazzo sia qualora ciò che aveva chiesto non fosse immediatamente eseguito sia se avesse visto anche da lontano una pattuglia della Polizia sotto casa o una divisa fuori dalla sua porta.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediata la predisposizione di un servizio, improntato alla massima rapidità di intervento ma anche alla massima discrezionalità: dopo un rapido briefing tra gli uomini della Divisione Anticrimine e della Sezione “Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile, una squadra scelta si è precipitata all’indirizzo dell’uomo. Al Dirigente della Sezione “Criminalità Organizzata” è spettato il compito di provare ad instaurare un contatto con l’uomo il quale, a presidio dell’accesso della sua casa, posizionato dietro la porta blindata e chiusa a chiave, ha immediatamente intimato il funzionario di prendere il plico che aveva attaccato all’esterno e di allontanarsi alla svelta. E’ stato avviato un dialogo, sempre attraverso la porta, nel quale l’uomo, messo, completamente a suo agio, ha iniziato a raccontare tutta la storia della sua vita ed i motivi del suo gesto, legati a vecchi dissapori affettivi ma anche economici e processuali con i figli, con i quali sarebbe in causa da anni. Sempre per gli stessi motivi, qualche anno fa sarebbe stato sottoposto a sei mesi e mezzo di custodia cautelare in carcere per aver incendiato dolosamente una delle case dei suoi figli in Calabria, sempre utilizzando taniche di benzina.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, la prontezza degli altri operatori ha consentito di evacuare il palazzo in pochi minuti ed in silenzio, senza che l’uomo si accorgesse della presenza di altri poliziotti, ma soprattutto di organizzare il blitz in casa. Gli agenti, alla guida di un ispettore della Sezione C.O., si sono arrampicati su una scala posizionata sul balcone dell’appartamento di sotto e hanno fatto irruzione nella casa dell’uomo, che aveva in mano un accendino, una bombola piena di GPL tra le gambe ed accanto una tanica di benzina, esattamente come aveva minacciato. Tanto reale ed effettivo era il pericolo che potesse compiere l’insano gesto, tanto rapida e fulminea l’azione dei poliziotti, uno dei quali, nell’assalto, ha anche riportato la frattura di un braccio e lesioni alle costole. All’esito del blitz, l’uomo è stato riportato alla calma ed accompagnato in Questura, dove è stato tratto in arresto in flagranza di reato di tentata strage.<em>      </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Minaccia terroristica via Whatsapp a Radio Subasio: era solo uno scherzo. Nei guai un 15enne</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 15:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> &#8220;Allah Akbar&#8221;,  e poi a seguire: &#8220;Vi stermineremo tutti, comanderà la legge di Allah&#8221;. Questi i messaggi che un giovanissimo della provincia di Perugia ha pensato bene di inviare tramite Whatsapp a Radio Subasio suscitando paura e attimi di vero sconcerto tra i dipendenti dell’emittente radiofonica nazionale. Allarmata ma estremamente lucida e dotato di ampio senso civico una dipendente si è recata al Comando Compagnia Carabinieri di Assisi dove ha sporto formale denuncia per il messaggio fatto pervenire tramite il citato social forum al centro messaggi della radio preposto a raccogliere le dediche e le richieste delle canzoni dei radioascoltatori da mandare poi in diretta.</p>
<p>Immediati e puntuali gli accertamenti  posti in essere da personale dell’Arma assisana che è riuscito a risalire al numero utilizzato per diffondere la &#8220;parola di Allah&#8221; individuando nell’immediatezza l’intestatario dell’utenza, corrispondente ad una signora residente nel Comune di Todi. I militari si sono recati quindi presso l’abitazione della donna ed hanno appurato che il numero, sebbene intestato a lei era in uso al figlio di appena quindici anni. L’intero nucleo familiare è stato quindi condotto presso gli Uffici della Compagnia di Assisi dove il ragazzo ha riconosciuto la sua responsabilità ammettendo  di avere architettato il tutto solo per gioco. Il minore, italiano e di buona famiglia, é stato sensibilizzato dai militari e dai genitori, apparsi increduli e sbigottiti da un gesto di una gravità assolutamente non trascurabile.</p>
<p>Per il minorenne è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia per procurato allarme a dimostrazione di come una simile “bravate” è stata perseguita con il dovuto rigore.</p>
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		<title>Infuriato, minaccia moglie e suocera. Immediato ritiro delle armi e denuncia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 16:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un nuovo episodio di conflittualità domestica ha costretto la Polizia ad un intervento urgente a Ponte San Giovanni: questa volta si è trattato di una violenta lite tra un uomo e due donne – rispettivamente sua moglie e sua suocera. Tutto è iniziato quando il signore, un 57enne perugino, è rientrato a casa dopo alcuni giorni di assenza per motivi di lavoro. Con suo sommo disappunto, ha constatato che qualcuno aveva provveduto al taglio della siepe del suo giardino, operazione che egli giudicava inopportuna e che perciò, prima di partire, aveva espressamente vietato alla moglie. Pertanto, ha cominciato a sbraitare contro la sua signora, alla ricerca del colpevole del taglio non autorizzato. La donna, spaventatissima, ha spiegato di non essersene occupata lei, chiarendo però che proprio quella mattina sua madre – vicina di casa della coppia – si era recata a trovare la figlia e aveva preso l’iniziativa di potare la siepe. A quel punto l’uomo è andato su tutte le furie e le sue urla hanno finito col richiamare sul posto proprio la suocera. Le spiegazioni dell’anziana non solo non hanno convinto il 57enne ma lo hanno indispettito ancor di più, tanto che, ad un certo momento, egli ha detto di averne abbastanza del comportamento delle due donne, minacciandole di andare a prendere il suo fucile da caccia e di sparare ad entrambe. La moglie dell’uomo, terrorizzata, ha chiamato il 113 e il pronto intervento della Volante ha impedito che la situazione degenerasse. Gli agenti, ascoltando le parti in causa, hanno maturato la convinzione di avere a che fare con un uomo esasperato, stretto nella morsa costituita da una moglie intransigente e da una suocera troppo invadente. In ogni caso, la sua scenata non poteva rimanere priva di conseguenze. Innanzitutto, la Polizia ha infatti proceduto al ritiro cautelare del fucile; inoltre, è scattata l’inevitabile denuncia dell’uomo per il reato di minacce gravi.</p>
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		<title>Solidarietà alla co- presidente di Omphalos, Patrizia Stefani, dopo la lettera minatoria, anche dalla Marini e Romizi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 12:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Un atto gravissimo e vile nei confronti di una persona che si impegna da anni nella battaglia di civiltà contro le discriminazioni di genere, per il rispetto di diritti fondamentali e delluguaglianza di tutti, indipendentemente dallorientamento sessuale. È quanto sottolinea la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che esprime la sua profonda solidarietà alla copresidente dellassociazione Omphalos Arcigay Arcilesbica, Patrizia Stefani, cui è stata indirizzata una lettera anonima contenente pesanti minacce. Un episodio intollerabile e che non deve essere sottovalutato  rileva &#8211; in una regione che ha fatto e fa dellessere solidale e attenta alla tutela dei diritti delle persone la sua bandiera. Un atto di violenza e odio che ci impone lobbligo di rafforzare ancora di più la nostra azione per diffondere la cultura del rispetto. È questo anche lo spirito delle norme in discussione in Consiglio regionale.  <span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">Esprimo la più completa solidarietà a Patrizia Stefani per il gravissimo atto che le è stato rivolto” &#8211; Questo il commento del sindaco Andrea Romizi dopo lettera anonima contenente minacce e insulti indirizzati alla co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani – “Non è accettabile che accadano episodi del genere in una città come Perugia. Per questo rivolgo a Patrizia e a tutta l’associazione Omphalos la mia piena solidarietà e contrarietà per il grave accaduto”. È stata ritrovata martedì nella cassetta postale di Omphalos Arcigay Arcilesbica una lettera anonima contenente intimidazioni e insulti, che sfociano fino alle minacce di morte, indirizzati alla co-presidente dell’associazione Patrizia Stefani. “Prima di tutto vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà nei confronti di Patrizia Stefani” – dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Diego Mencaroni – “e vogliamo inoltre condannare questo fatto gravissimo, ultimo di una serie di preoccupanti episodi che nell’ultimo anno si sono susseguiti. La lettera anonima, purtroppo, arriva dopo numerose denunce con cui, in questo periodo, l’ Omphalos ha segnalato episodi di omofobia e intolleranza avvenuti nella nostra città, sia in luoghi pubblici che nelle scuole. Il numero di episodi di minacce, omofobia ed intolleranza registrato e denunciato dall’associazione è nettamente aumentato negli ultimi mesi. Soltanto pochi giorni fa sono stati imbrattati e strappati i manifesti relativi alla campagna sul matrimonio lanciata sempre dall’Omphalos. Sarebbe stata opportuna una presa di posizione pubblica del Sindaco Romizi e della sua Giunta per condannare questi episodi di violenza. E’ inaccettabile, infatti, il silenzio del centro destra e della sua amministrazione di fronte al ripetersi di avvenimenti così gravi.” “La Regione Umbria sta da tempo discutendo una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, proposta ed approvata proprio dal Consiglio Comunale di Perugia, che anche alla luce degli ultimi episodi si rende assolutamente urgente. Riteniamo necessario che il consiglio regionale legiferi il prima possibile su questo tema per dare un segnale di inversione di tendenza a tutti i cittadini.” Sinistra ecologia e libertà.</span>Le istituzioni devono fare la loro parte nel contrastare un clima troppo ostile nei confronti delle persone gay, lesbiche e trans ed è pertanto arrivato il momento, per la Giunta Romizi, che sino ad oggi ha evitato di prendere una posizione su queste tematiche e si è anzi ritrovata a discutere in Consiglio Comunale su libri da bandire nelle scuole, di prendere una posizione forte e netta contro ogni forma di omofobia, che in questo caso si è manifestata in una grave forma intimidatoria e di istigazione alla violenza. Rifondazione comunista dell&#8217;Umbria esprime solidarietà e vicinanza alla co-presidente di Omphalos Arcigay Arcilesbica per le gravi, vili e vergognose minacce ricevute. Ci rivolgiamo innanzitutto alle autorità competenti affinché le indagini riescano in tempi veloci ad individuare i responsabili. Questo ennesimo episodio di odio certifica la presenza di un clima pesante di intolleranza e di omofobia in una città come Perugia da sempre città di cultura aperta ed inclusiva. Chiediamo con forza al Sindaco di Perugia non solo di condannare quanto avvenuto, ma di impegnarsi da subito e con atti concreti a sostegno delle battaglie di civiltà portate avanti da Omphalos. Radicaliperugia.org: solidarietà ad Omphalos. Ora la Regione Umbria calendarizzi urgentemente e fissi tempi certi per l’approvazione della legge regionale contro l’omofobia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di gravi fatti avvenuti nel Comune di Perugia e considerando indicative di un clima oscurantista alcune posizioni dei consiglieri regionali di minoranza, il gruppo radicaliperugia.org intende innanzitutto esprimere solidarietà all’associazione Omphalos, fatta oggetto nei giorni scorsi di inquietanti intimidazioni. Cartelloni pubblicitari di sensibilizzazione per l’uguaglianza delle coppie omosessuali sono stati strappati subito dopo l’affissione, mentre la co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani, è stata vittima di un grave episodio avendo ricevuto una lettera densa di offese e minacce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Difronte a tali episodi l’amministrazione comunale si è contraddistinta per un assordante silenzio e, come se non bastasse, recentemente due consiglieri di maggioranza, De Vincenzi e Pittola, hanno depositato un ordine del giorno volto al sequestro di libri per l’infanzia, accusati di diffondere la quanto mai fantomatica teoria gender. E dal canto suo il consigliere regionale Claudio Ricci, nei primi giorni di settembre, ha annunciato la presentazione di una mozione volta alla valorizzazione della famiglia naturale: uomo, donna, figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Pertanto come radicali di Perugia riteniamo che non possa attendere oltre la calendarizzazione di una legge contro l’omofobia, da discutere e approvare quanto prima a livello regionale. Non vorremmo infatti che ogni difformità presunta, rispetto alla convenzione tradizionale dei rapporti di coppia e di famiglia, consegni il nostro territorio a ipocrisie private cui vengano sottratti indiscussi diritti di cittadinanza.<span style="line-height: 1.5;"> </span></span></p>
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		<title>Perseguita la ex dopo la separazione e si costruisce una mazza chiodata per picchiare il suo attuale compagno</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 09:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Di allontanarsi dalla vita della sua ex moglie non ne vuole sapere e anche dopo la separazione giudiziale ha continuato ad avere nei suoi confronti atteggiamenti aggressivi e persecutori. Nell’ultimo mese l’uomo, un operaio 42enne incensurato, ha indirizzato tali atteggiamenti anche nei confronti del nuovo compagno della donna avviando nei suoi confronti un comportamento ossessivo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Di allontanarsi dalla vita della sua ex moglie non ne vuole sapere e anche dopo la separazione giudiziale ha continuato ad avere nei suoi confronti atteggiamenti aggressivi e persecutori. Nell’ultimo mese l’uomo, un operaio 42enne incensurato, ha indirizzato tali atteggiamenti anche nei confronti del nuovo compagno della donna avviando nei suoi confronti un comportamento ossessivo tanto da costringerlo a cambiare radicalmente le sue abitudini di vita.</p>
<p>È riuscito con sotterfugi ad ottenere il suo nuovo numero di telefono, cambiato da poco, e per rendergli esplicite le sue intenzioni gli ha inviato tramite Whatsapp la foto di una mazza chiodata da lui costruita con alcuni chiodi ed il manico di un piccone riferendogli che la custodiva in auto per usarla su di lui al primo incontro.</p>
<p>La vittima, spaventatissima, si è rivolta alla polizia e oltre che formalizzare in Questura una querela per avere giustizia ha richiesto, con urgenza, di fermare l’uomo. Sono quindi passati all’azione gli investigatori della divisione anticrimine, diretti dal primo dirigente Valeria Pagano, i quali hanno innanzitutto rintracciato l’autore di tali azioni delittuose: aperta la sua auto, nel cofano, il sequestro della mazza, la prova del suo comportamento minaccioso che peraltro l’indagato ha anche ammesso. Per lui una denuncia penale, di cui dovrà rendere conto alla Giustizia, e un ammonimento del Questore perché cambi radicalmente condotta.</p>
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