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	<title>Perugia Online &#187; ministero dell&#8217;economia</title>
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		<title>La Provincia di Perugia nominata tra i 35 soggetti aggregatori a livello nazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 09:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell'economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> La Provincia di Perugia ai sensi del decreto legislativo n° 66/2014 e della delibera n° 58/2015 dell&#8217;Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è stata riconosciuta come uno dei 35 soggetti Aggregatori a livello Nazionale. Tra i nominati per questo compito sono state solo due Province: quelle di Perugia e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Provincia di Perugia ai sensi del decreto legislativo n° 66/2014 e della delibera n° 58/2015 dell&#8217;Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è stata riconosciuta come uno dei 35 soggetti Aggregatori a livello Nazionale. Tra i nominati per questo compito sono state solo due Province: quelle di Perugia e di Vicenza. A darne notizia è stato Danilo Montagano Dirigente settore affari generali istituzionali e legali della Provincia di Perugia, durante la seduta delle Commissioni provinciali congiunte.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, fortemente voluta dall&#8217;Esecutivo e dal Ministero dell’Economia e della Finanza (Mef), è volta alla costituzione di un sistema a rete che permette l&#8217;acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggreganti riconosciuti a livello nazionale. Con tale metodo il Governo vuole favorire la razionalizzazione e la riduzione della spesa pubblica, con l&#8217;obiettivo di economie di scala in un&#8217;ottica di spending review.</p>
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		<title>Spesa pubblica: Perugia maglia nera del 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 12:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>È stato il Comune di Perugia, nel 2010, a registrare il più ampio scostamento negativo tra il fabbisogno standard per abitante calcolato dalla nuova Banca dati del Ministero dell&#8217;Economia e la spesa storica effettiva: 734 euro contro 1.057, con una differenza di -31%. Il Comune più virtuoso, invece, è risultato quello di Lamezia Terme, in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È stato il Comune di Perugia, nel 2010, a registrare il più ampio scostamento negativo tra il fabbisogno standard per abitante calcolato dalla nuova Banca dati del Ministero dell&#8217;Economia e la spesa storica effettiva: 734 euro contro 1.057, con una differenza di -31%.</p>
<p><strong>Il Comune più virtuoso, invece, è risultato quello di Lamezia Terme</strong>, in provincia di Catanzaro che ha speso 29 euro per abitante contro il fabbisogno standard calcolato al Mef di 607 euro, con una differenza percentuale positiva del 41%.</p>
<p><strong>Seguono Perugia, nell’elenco dei dieci comuni al di sopra dei sessantamila abitanti</strong> che hanno registrato gli scostamenti negativi più accentuati nella classifica delle pagelle dei “rimandati”, Brindisi (-29%), Taranto (-25%), Potenza (-24%), Fiumicino (-23%), Salerno (-22%), Lecce (-19%); Venezia (-19%), Viareggio (-19%) e Casoria (-16%).</p>
<p><strong>Dopo Lamezia Terme, fanno parte dell’elenco dei più virtuosi</strong>, Giugliano in Campania con +33%, Vicenza (32%), Arezzo (21%), Imola (20%), Forlì (20%), Reggio Calabria (20%), Pescara (16%), Crotone (16%), e Bergamo con il 15%.</p>
<p><strong>Tra i capoluoghi di regione</strong>, Torino ha registrato nel 2010 il maggior scostamento positivo (+7%) fra fabbisogno standard e spesa storica effettiva.</p>
<p><strong>Roma ha registrato</strong>, invece, un -7% e Milano un +1%. Bologna -5 e Campobasso +15%. Ancona -3 e Firenze -10. Risultato speculare rispetto al capoluogo toscano per Genova che registra un +10%. Nelle “capitali” del sud, Napoli segna il -4% e Bari un +6% e Catanzaro +14%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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