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	<title>Perugia Online &#187; modern money theory</title>
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		<title>C&#8217;è futuro oltre l&#8217;euro?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 11:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[Si è svolta ieri (mercoledì 18 novembre) presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles la conferenza, organizzata dall&#8217;europarlamentare umbra del Movimento 5 Stelle Laura Agea, dal titolo <em>Euro: the moment of truth</em>. Sono intervenuti, oltre alla Agea, David Borrelli, Marco Valli e Marco Zanni (sempre del M5S e del collegato gruppo parlamentare Europe of Freedom and Direct Democracy) e, tra gli ospiti, Warren Mosler (fondatore della scuola scuola di pensiero economico Mosler Economics &#8211; Modern Money Theory for public purpose), Daniele Della Bona (Mmt) e Giacomo Bracci (Associazione Economia Per I Cittadini, altro supporter della teoria della moneta moderna).</p>
<p><strong>Una nuova alleanza? &#8211;</strong> L&#8217;organizzazione della conferenza, resa possibile grazie ai contatti intercorsi tra la Mmt Umbria e l&#8217;europarlamentare Laura Agea, potrebbe segnare un autentico punto di svolta: per la prima volta infatti i grillini mostrano un&#8217;apertura nei confronti del pensiero Mmt (organizzazione di carattere economico e non politico, giova ricordarlo) dopo che in passato numerose sollecitazioni a riguardo erano emerse da entrambi i fronti, per via delle analogie tra le posizioni fatte proprie dai due schieramenti.</p>
<p><strong>Le battaglie del M5S &#8211;</strong> Vero è che, come ricordano i Mep pentastellati, questo non è il primo incontro dedicato a tematiche del genere e non sarà l&#8217;ultimo. Gli stessi insistono inoltre molto sulle proprie battaglie storiche, come un piano per l&#8217;uscita dell&#8217;Italia dall&#8217;Eurozona e l&#8217;istituzione nel nostro paese di un reddito di cittadinanza (o reddito minimo). In generale, per dirla con le parole di Borrelli, co-presidente del gruppo Efdd assieme all&#8217;euroscettico inglese Nigel Farage: &#8220;L&#8217;ipotesi appena scongiurata di una <em>Grexit</em> unita a quella concreta del verificarsi di una <em>Brexit</em> deve indurci a ripensare il modello di Europa che è stato imposto, un&#8217;Europa che tiene maggiormente alla stabilità dei mercati piuttosto che al principio di autodeterminazione dei popoli, come il già citato caso greco e il più recente caso portoghese hanno ampiamente dimostrato&#8221;.</p>
<p><strong>Le soluzioni di Mosler &#8211;</strong> La parola passa quindi agli ospiti: Della Bona e Bracci forniscono una breve apertura e chiusura, focalizzandosi rispettivamente sulla cronistoria delle politiche di austerità e sulla descrizione dei piani di lavoro garantiti (o reddito di cittadinanza attivo) proposti dalla Mmt, ma è Mosler ad occupare la maggior parte della scena. Egli critica le politiche della Banca Centrale Europea e propone possibili soluzioni a una crisi che, nonostante i recenti timidi segnali di ripresa, è ben lungi dall&#8217;essere risolta. Questo il suo discorso debitamente sintetizzato: &#8220;La crisi che viviamo non riguarda le risorse materiali, bensì la liquidità: in pratica abbiamo un surplus di offerta rispetto alla domanda. Ora, sappiamo che il denaro può essere creato dal nulla, addirittura con un clic, non ha senso perciò dire che mancano i soldi. La crisi dell&#8217;Eurozona è particolarmente dura e prolungata perché viene affrontata con i rimedi sbagliati: si è provato a ricercare la crescita con la politica monetaria (quindi il calo dei tassi d&#8217;interesse e il quantitative easing voluti da Draghi) e non ha funzionato; si è provato con l&#8217;aumento delle esportazioni (penso in particolare al modello di sviluppo tedesco) e non ha funzionato; si è provato infine con la politica fiscale e questa potrebbe essere la via vincente, ma i folli parametri di Maastricht (rapporto deficit/Pil massimo al 3% e rapporto debito/Pil massimo al 60%) danno l&#8217;effetto contrario a quello sperato. Perciò occorre tornare a fare deficit, perché a un aumento del debito pubblico corrisponde un aumento del risparmio privato e viceversa (e proprio la storia italiana lo dimostra accuratamente). Queste le mie proposte a livello europeo: la formalizzazione di una politica della Bce che vieti il default dei singoli Stati (come è in effetti già ora, a patto che ci si attenga alle sue regole); l&#8217;aumento del limite massimo del rapporto deficit/Pil all&#8217;8% e l&#8217;abolizione di ogni limite al rapporto debito/Pil (il Giappone, che ha quest&#8217;ultimo al 220% dimostra come ciò non sia sintomo delle difficoltà di un paese, tutt&#8217;altro); il mantenimento permanentemente dei tassi d&#8217;interesse allo 0%, così da evitare il rischio di ogni manovra di speculazione finanziaria; infine il finanziamento di una politica transitoria di assunzioni pubbliche, in attesa del riassorbimento dei lavoratori da parte del settore privato. Se tutto ciò non è possibile per motivi politici, consiglio ai singoli Paesi dell&#8217;Eurozona di applicare questi principi tornando alle proprie valute nazionali, mantenendo però i conti correnti dei cittadini in euro, in maniera tale da non creare fughe di capitali e, di conseguenza, inflazione eccessiva. La cosa bella è che le misure che ho elencato si possono applicare in 20 minuti&#8221;. Un pensiero totalmente rivoluzionario insomma che, condivisibile o meno che sia, contribuirà necessariamente a stimolare ulteriore dibattito in materia.</p>
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		<title>Le origini della crisi secondo la &#8220;Modern Money Theory&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 08:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[modern money theory]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> MMT sta per Modern Money Theory. Conosciuta anche come Mosler Economics (dal nome di Warren Mosler, uno dei suoi principali sviluppatori), questa scuola di pensiero economico sta avendo in particolar modo in Italia un grande seguito, grazie soprattutto all&#8217;opera di diffusione svolta dal giornalista Paolo Barnard. L&#8217;Umbria non si sottrae a tale trend ed ecco che ieri pomeriggio alcuni suoi esponenti hanno tenuto al 100Dieci un incontro dal titolo &#8220;Comprendere la crisi economica&#8221;. La chiacchierata, svoltasi in presenza di una quarantina di persone, è durata circa due ore, durante le quali Mario Volpi, referente economico della MMT Umbria, ha approfondito quelle che dal proprio punto di vista sono la genesi della crisi, le storture nel funzionamento dell&#8217;eurozona e le possibili soluzioni, rispondendo anche a interrogativi e perplessità emersi dal pubblico. La MMT si presenta come una teoria post-keynesiana, estremamente critica nei confronti della finanziarizzazione dei mercati e attenta a sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;economia reale; tra le sue argomentazioni principali vi è il rifiuto di una concezione aprioristicamente negativa di deficit pubblico ed inflazione, cui consegue la lotta nei confronti dell&#8217;euro (definito &#8220;strana moneta&#8221;), in ciò condividendo le osservazioni in proposito di due premi Nobel per l&#8217;economia non-MMT come Paul Krugman e Joseph Stiglitz. Ma, ci tiene a precisare Volpi, l&#8217;obiettivo ultimo della MMT è e rimane il conseguimento della piena occupazione. Gli attivisti presenti hanno poi voluto denunciare il silenzio a loro dire subito da parte dei media e si sono dichiarati disponibili a tenere incontri presso università, sedi di partiti od ovunque possa esserci seguito. Per chi fosse interessato ad approfondire la materia, è possibile consultare il sito ufficiale <a href="http://www.memmt.info/" target="_blank">www.memmt.info</a>.</p>
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