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	<title>Perugia Online &#187; Oliviero Dottorini</title>
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		<title>Acqua, Umbria terza nella classifica del caro-bollette</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 17:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PERUGIA</strong> &#8211; “Il costo del servizio idrico in Umbria risulta uno dei più cari in Italia. Ancora una volta infatti i dati messi a punto da Cittadinanzattiva inchiodano la nostra regione a un tutt&#8217;altro che lusinghiero terzo posto nella classifica nazionale delle regioni con le bollette più pesanti. Occorre che la Giunta dia qualche spiegazione o smentisca questi dati portando elementi precisi e circostanziati in grado di giustificare questo stato di cose”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta il dossier annuale dell&#8217;Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2014, pubblicato oggi.</p>
<div><strong>Gli aumenti</strong> &#8211; “Secondo il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva per l&#8217;anno 2014 – spiega Dottorini &#8211; le tariffe per l&#8217;acqua pubblica nella nostra Regione sarebbero aumentate in media del 4,3 per cento, passando dai 421 euro del 2013 ai 439 del 2014, confermando il terzo posto nella graduatoria delle regioni con il più alto costo dell&#8217;acqua pubblica per i cittadini. Il dato peggiora ulteriormente se confrontato con quello del 2007 quando il costo a carico dei cittadini era inferiore del 51 per cento. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva &#8211; continua Dottorini &#8211; salta subito all&#8217;occhio il dato relativo alla dispersione di rete, che nel 2014 in Umbria avrebbe raggiunto il 40 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale del 37 per cento e con un aumento di un punto percentuale sul 2013. Questo nonostante gli investimenti (oltre 12 milioni di euro negli ultimi anni) e le azioni messe in campo dalla Giunta regionale. Se è vero, come continua a ripetere l&#8217;Assessore che l&#8217;Umbria negli ultimi anni ha realizzato interventi strutturali enormi quali il rinnovamento di otto sistemi acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e Bastia, non si capisce come mai continui ad aumentare il dato della dispersione idrica&#8221;.</div>
<div></div>
<div><strong>Gestione pubblica</strong> &#8211; &#8220;Adesso &#8211; conclude Dottorini &#8211; ci aspettiamo azioni conseguenti e una maggiore volontà di incidere attraverso le aziende di gestione da parte dell&#8217;assessorato. Non si può continuare a sbandierare l&#8217;eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L&#8217;idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell&#8217;intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni&#8221;.</div>
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		<title>E45, un coro di &#8220;no&#8221; per la trasformazione in autostrada</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 18:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Consiglio comunale di ieri ha dimostrato in maniera inequivocabile come la pensano i perugini in merito alla trasformazione della E45 in autostrada. Gli interventi che si sono susseguiti hanno seppellito sotto una valanga di No ogni ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Sarebbe utile che la politica ne prendesse atto e non indugiasse oltre ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Il Consiglio<span style="color: #222222; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 22.0499992370605px;"> </span>comunale di ieri ha dimostrato in maniera inequivocabile come la pensano i perugini in merito alla trasformazione della E45 in autostrada. Gli interventi che si sono susseguiti hanno seppellito sotto una valanga di No ogni ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Sarebbe utile che la politica ne prendesse atto e non indugiasse oltre a ritirare il consenso a quest&#8217;opera insensata”. Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell&#8217;associazione Umbria Migliore, commenta gli esiti del Consiglio comunale di Perugia sull&#8217;ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Tra i 23 interventi neppure uno ha difeso il progetto.</p>
<div><strong>Le ragioni del si</strong> &#8211; “Dove sono finiti i favorevoli al progetto? &#8211; si chiede il consigliere regionale che da sempre si batte contro questo mostro progettuale -. Dove sono finiti i soggetti che da sempre difendono l&#8217;opera? Evidentemente hanno altri canali per convincere le forze politiche, dal momento che ieri nessuno ha avuto il coraggio o gli argomenti per venire a difendere l&#8217;autostrada a pedaggio. O più smplicemente le ragioni del sì sono così fragili e minoritarie da non poter essere rappresentate pubblicamente”.</div>
<div></div>
<div><strong>Le ragioni del no</strong> -“La giornata di ieri – prosegue Dottorini &#8211; ha messo definitivamente in evidenza lo scollamento che c&#8217;è fra i rappresentanti delle istituzioni che in questi anni a grandissima maggioranza hanno sostenuto il progetto e l&#8217;opinione pubblica che non ha mai smesso di manifestare tutta la propria contrarietà a quest&#8217;opera assurda che avrà ripercussioni pesantissime sull&#8217;ambiente, sul paesaggio e sulle tasche dei cittadini e delle imprese. Le 8mila firme già raccolte contro il progetto autostradale sono un segnale inequivocabile che andrebbe colto  senza esitazioni. Tra l&#8217;altro c&#8217;è da segnalare che gli intervenuti hanno dimostrato di essere molto ben informati sul progetto e sulle conseguenze che avrebbe su cittadini e territorio la realizzazione dell&#8217;opera, nonostante la mancanza di luoghi di discussione e di informazione a cui solo noi abbiamo cercato di supplire attraverso materiale informativo e notizie volutamente sottaciute, come l&#8217;esosità del pedaggio previsto”.</div>
<div>“Ora  &#8211; conclude il presidente di Umbria Migliore &#8211; ci aspettiamo che la Giunta di Perugia sia coerente con quanto emerso dal Consiglio di ieri e ritiri al più presto il parere favorevole dato a suo tempo a questa opera. E&#8217; il momento che tutte le istituzioni si  allineino con il sentimento di una larghissima fetta di popolazione regionale che dalle piazze, firmando la petizione popolare, sta chiedendo a gran voce a Regione e a tutti gli enti locali coinvolti di fare un passo indietro rispetto a questo delirio</div>
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		<title>Regione, assestamento di bilancio: nuovo via libera dalla prima Commissione consiliare</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 13:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Con sei voti favorevoli dei commissari di maggioranza e quattro contrari dell&#8217;opposizione, la Prima Commissione consiliare, presieduta da Oliviero Dottorini, ha dato nuovamente il via libera al ddl della Giunta regionale sull&#8217;assestamento del bilancio di previsione per l&#8217;esercizio finanziario 2014. L&#8217;atto tornerà quindi in Aula venerdì prossimo, il 14 novembre. Barberini (PD), che ieri, insieme ai  colleghi di partito ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Con sei voti favorevoli dei commissari di maggioranza e quattro contrari dell&#8217;opposizione, la Prima Commissione consiliare, presieduta da Oliviero Dottorini, ha dato nuovamente il via libera al ddl della Giunta regionale sull&#8217;assestamento del bilancio di previsione per l&#8217;esercizio finanziario 2014. L&#8217;atto tornerà quindi in Aula venerdì prossimo, il 14 novembre. Barberini (PD), che ieri, insieme ai  colleghi di partito Brega e Smacchi-Pd (oltre a Goracci-Cu) si era astenuto nella seduta dell&#8217;Assemblea legislativa, ha preso atto della “importante modifica predisposta dall&#8217;Esecutivo” ed ha chiesto ulteriori chiarimenti sul bilancio di Sviluppumbria. Approvato all&#8217;unanimità anche un ordine del giorno di Stufara (Prc-Fds), collegato al Ddl in questione, che impegna l&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini a costituire un fondo anticrisi.</p>
<p><strong>Il rinvio</strong> &#8211; L&#8217;atto era tornato in Commissione dopo che ieri, in Aula, era stato bocciato un emendamento della Giunta che proponeva, prioritariamente, un finanziamento aggiuntivo di 90mila euro per la società Sviluppumbria. Da ricordare che precedentemente era stato bocciato un altro emendamento dei consiglieri Smacchi e Barberini (Pd) che chiedevano di incrementare di 60mila euro i fondi per le manifestazioni storiche riducendo a 30 mila euro l&#8217;ulteriore contributo a Sviluppumbria. La proposta dell&#8217;Esecutivo, illustrata dall&#8217;assessore Fabrizio Bracco, approvata stamani prevede, nello specifico, 37mila euro per l&#8217;Accademia delle Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e 45mila euro per le manifestazioni storiche. Previste invece per Sviluppumbria risorse di 91 mila euro per il &#8216;fondo di programma&#8217; e le spese del personale.</p>
<p><strong>L'&#8221;affair Sviluppumbria&#8221;</strong> &#8211; Prima del voto, il consigliere Luca Barberini, che ieri, insieme ai suoi colleghi di partito Brega e Smacchi si era astenuto in Aula sull&#8217;emendamento originario della Giunta ha chiesto comunque all&#8217;assessore Bracco chiarimenti sulle attività di Sviluppumbria. Nello specifico: “Quante risorse ha assorbito l&#8217;Agenzia nell&#8217;ultimo triennio, sia come fondi di dotazione per l&#8217;attività ordinaria,che di investimento, entrambi attinenti al bilancio regionale, e per le stesse voci quanto è stato invece trasferito da risorse comunitarie e da terzi”. Barberini ha chiesto anche delucidazioni circa il bilancio (approvato) del 2013 e se corrisponde al vero che si sia verificata una “perdita di esercizio”. L&#8217;esponente del Pd ha chiesto poi la “verifica di rispondenza e di correlazione tra le voci del bilancio regionale ed i ricavi e contributi registrati da Sviluppumbria nelle scritture contabili e nei bilanci di esercizio”, come pure “sulla base di quale progetto ed iniziativa sono state stanziate le maggiori risorse previste in questo assestamento di bilancio”.  Barberini ha quindi spiegato che queste richieste di chiarimenti (fatte proprie dalla Commissione e sulle quali l&#8217;assessore, a nome della Giunta, si è impegnato a rispondere nei prossimi giorni), saranno utili per “una riflessione sulle effettive attività esercitate da Sviluppumbria. In particolare – ha concluso – va approfondito il ruolo di Società strumentale multifunzione per capire se le risposte ed i risultati conseguiti sono corrispondenti agli impegni e alle risorse trasferite”.</p>
<p><strong>Il fondo regionale anticrisi</strong> &#8211; Approvato all&#8217;unanimità un Ordine del giorno di Damiano Stufara (Prc-Fds), collegato al Ddl in questione, su cui ha espresso condivisione lo stesso assessore Bracco, che impegna l&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini, “ad individuare, a partire dal presente esercizio di bilancio, unitamente alla rapida attuazione delle risorse provenienti dal Fondo sociale europeo, risorse da destinare alla costituzione di un fondo anticrisi regionale ed al rafforzamento della strumentazione esistente per predisporre misure per l&#8217;accesso ai servizi pubblici di base, per l&#8217;acquisto di beni di prima necessità e per il blocco dei mutui per l&#8217;acquisto della prima casa, in favore dei soggetti che hanno perduto o visto interrompersi la continuità del reddito e che risultino esclusi dai benefici già disponibili”.  Ad inizio lavori, il consigliere regionale Rocco Valentino (FI) ha consegnato una lettera ufficiale al presidente della Commissione, Dottorini, nella quale sollevava questioni di validità circa la regolarità dell&#8217;iter legislativo dell&#8217;atto (il non rispetto di tutti i passaggi burocratici per il ritorno dell&#8217;atto dall&#8217;Aula in Commissione). Nonostante le rassicurazioni giunte dal segretario generale di Palazzo Cesaroni, Fabio Piergiovanni, Valentino ha mantenuto i suoi dubbi e per questo ha detto di attendere una risposta ufficiale dagli organi interni preposti riservandosi di far valere le sue ragioni in altre sedi.</p>
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		<title>Polvese in vendita, Dottorini: &#8220;L&#8217;Isola appartiene agli Umbri&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 13:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Continua a far discutere l&#8217;ipotesi di vendere a privati l&#8217;Isola Polvese al Lago Trasimeno. E oggi è il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell&#8217;associazione &#8220;per un&#8217;Umbria Migliore&#8221; a scagliarsi contro la proposta contenuta nel piano alienazioni 2014-2016 della Provincia di Perugia. &#8220;E&#8217; inaccettabile che a decidere del destino di un bene così prezioso sia il ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/polvese-in-vendita-dottorini-lisola-appartiene-agli-umbri/">Polvese in vendita, Dottorini: &#8220;L&#8217;Isola appartiene agli Umbri&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Continua a far discutere l&#8217;ipotesi di vendere a privati l&#8217;Isola Polvese al Lago Trasimeno. E oggi è il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell&#8217;associazione &#8220;per un&#8217;Umbria Migliore&#8221; a scagliarsi contro la proposta contenuta nel piano alienazioni 2014-2016 della Provincia di Perugia. &#8220;E&#8217; inaccettabile che a decidere del destino di un bene così prezioso sia il presidente uscente di un ente che avrebbe dovuto essere soppresso e che invece le riforme di Renzi hanno resuscitato&#8221;, ha scritto in una nota diffusa oggi.</p>
<p><strong>Mobilitazione</strong> &#8211; Nel testo Dottorini chiarisce la sua posizione e chiede che la Provincia esca allo scoperto e faccia finalmente chiarezza su questa vicenda dai contorni preoccupanti e ambigui. &#8220;Siamo convinti &#8211; scrive &#8211; che l&#8217;Umbria si mobiliterà contro la privatizzazione e la cementificazione di un bene prezioso come l&#8217;Isola Polvese&#8221;.</p>
<p><strong>Perplessità</strong> &#8211; &#8220;Ci sono beni pubblici e beni privati &#8211; ha continuato &#8211; e poi esiste una categoria di beni che sfugge a questi due tipi di appartenenza andandosi a collocare su un piano privilegiato, non suscettibile di valutazione economica e di manovre di esclusione, in quanto volti all&#8217;esercizio dei nostri diritti fondamentali. Il paesaggio è uno di questi e sarebbe bene che la Provincia di Perugia se ne rammenti. Già nel marzo scorso, quanto l&#8217;ente provinciale aveva deliberato l&#8217;affidamento del servizio di gestione della Polvese ad un soggetto privato per ventuno anni, avevamo espresso forti perplessità nei confronti di un&#8217;operazione che, se da una parte presentava una dubbia convenienza economica, dall&#8217;altra prevedeva sicure ripercussioni negative dal punto di vista ambientale, culturale e di sostenibilità.</p>
<p><strong>Vecchia proposta</strong> &#8211; Quella delibera, che poi fu ritirata &#8211; spiega ancora Dottorini &#8211; oggi invece rispunta fuori con la previsione nel bilancio provinciale di un&#8217;entrata di 30 milioni di euro ricavati dalla vendita dell&#8217;isola più grande del Lago Trasimeno. Tutte le rassicurazioni date e gli impregni presi sembrano quindi carta straccia. Riteniamo grave che si decida di fare un passo indietro e ancora più grave che questa scelta sia motivata dalle difficoltà finanziarie in cui versa l&#8217;ente. Ancora una volta nessun coinvolgimento di cittadini, associazioni e soprattutto delle amministrazioni direttamente interessate rispetto a un&#8217;area ricadente nel loro territorio comunale. Torniamo a ribadire &#8211; precisa ancora Dottorini &#8211; che sarebbe intollerabile osservare un luogo incantevole come l&#8217;Isola Polvese, un pezzo della nostra storia e della nostra geografia, essere trasformato in un centro sportivo con tanto di piscina, campo da tennis e da golf. Inoltre è prioritario che si ponga l&#8217;accento sulla fruibilità che gli umbri avranno di questo gioiello della natura che appartiene a loro da sempre e che, negli anni, è divenuto oltre che meta turistica anche un importante centro di educazione ambientale&#8221;.</p>
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		<title>Agricoltura, il consigliere regionale Dottorini: &#8220;Bloccata la legge per affidare le terre inutilizzate a giovani e disoccupati”</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2014 16:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Dottorini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi scadono i 90 giorni che la Giunta aveva a disposizione per predisporre il regolamento di attuazione per la legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati. Nonostante le mie ripetute sollecitazioni nessun atto è stato prodotto, ma le richieste aumentano di giorno in giorno. ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/agricoltura-consigliere-regionale-dottorini-bloccata-legge-per-affidare-terre-inutilizzate-giovani-disoccupati/">Agricoltura, il consigliere regionale Dottorini: &#8220;Bloccata la legge per affidare le terre inutilizzate a giovani e disoccupati”</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Oggi scadono i 90 giorni che la Giunta aveva a disposizione per predisporre il regolamento di attuazione per la legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati. Nonostante le mie ripetute sollecitazioni nessun atto è stato prodotto, ma le richieste aumentano di giorno in giorno. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, non si riesce a capire come si possa tergiversare nel dare le gambe ad una legge che potrebbe essere un importante strumento a favore dell&#8217;occupazione e dello sviluppo del settore agricolo&#8221;. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">concernente le &#8220;Disposizioni per favorire l&#8217;accesso dei giovani all&#8217;agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli&#8221; </span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">emanato il 5 aprile scorso, denuncia la mancata predisposizione del regolamento attuativo in grado di rendere operativa la legge.</span></span></p>
<p style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Non voglio credere – spiega Dottorini &#8211; che ci sia la volontà di boicottare una legge che potrebbe consentire di valorizzare terreni e beni inutilizzati o abbandonati e che in tanti attendono come possibilità di costruirsi una prospettiva occupazionale. Penso piuttosto che, oltre alle difficoltà oggettive di elaborare un regolamento su una materia complessa, ci sia una evidente trascuratezza nel cogliere l’importanza di questo provvedimento. Eppure se da un lato sono tanti i terreni e i beni agricoli o a vocazione agricola inutilizzati, dall&#8217;altro sono numerosi i cittadini che esprimono interesse per la proposta e attendono l&#8217;istituzione del Banco della Terra e l&#8217;emanazione dei primi bandi per l&#8217;assegnazione dei terreni. Quella sulla terra ai giovani agricoltori &#8211; continua Dottorini – è una legge all&#8217;avanguardia a livello nazionale, che valorizza le risorse abbandonate e contribuisce a garantire occupazione alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale. Riteniamo molto grave che, alla scadenza dei novanta giorni previsti per la sua emanazione, ancora non ci sia un regolamento. Ho già scritto al presidente della seconda commissione perché convochi i responsabili del procedimento in audizione per comprendere i motivi di questo ritardo. Non sarà certo il ritardo di dieci giorni a compromettere l’esito del provvedimento. Ma ulteriori ritardi, uniti al tempo previsto per la costituzione del Banco della terra, farebbero sì che gli effetti della legge non sarebbero visibili prima dell’anno prossimo. Il che sarebbe grave e difficilmente spiegabile all’opinione pubblica. In qual caso non staremo certo a guardare”.</span></span></p>
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		<title>E45: l’Italia dei Valori vuole un referendum contro la trasformazione in autostrada</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 15:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1518 alignleft" alt="E45 autostrada" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/01/strada_generica.jpg" width="229" height="143" /><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“La vicenda della E45 autostrada non può essere risolta nel chiuso di qualche palazzo”. Il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale Oliviero Dottorini non molla la presa sul progetto di trasformazione in autostrada della E45, approvato la scorsa seduta con il voto congiunto di Pd e centrodestra (contrari Lega, Rifondazione e, appunto, Idv). “E’ giusto – dichiara – che i cittadini vengano messi a conoscenza dei rischi a cui va incontro la nostra regione e possano esprimersi su di un’opera che non porterebbe alcun vantaggio all’Umbria, ma solo danni ambientali e pedaggio anche a carico dei residenti”.</p>
<p>Un progetto, quello della E45 autostrada, promosso a suo tempo – durante il governo Berlusconi – dall’imprenditore-finanziere-costruttore-politico Vito Bonsignore, che per primo ha presentato un progetto assicurandosi il diritto di prelazione: un’arteria nevralgica per il transito delle merci, sostiene la Regione e Confindustria umbra, un affare per gli amici e un costo per i cittadini, ritengono le forze politiche – poche, per la verità – che si sono da sempre opposte all’operazione. Il cui costo, non è un mistero, è di 10 miliardi di euro per 380 chilometri di autostrada (da Mestre a Orte, ndr), la metà dei quali a carico del pubblico mentre l’altra accollata da Bonfiglio, il quale &#8211; come premio da benefattore &#8211; potrà beneficiare di sgravi fiscali su Ires e Irap per 15-20 anni, oltre – pare – a vantare diritti sui pedaggi per un lungo periodo di tempo. Tanto varrebbe, a questo punto, che lo Stato se la pagasse tutta per intero.</p>
<p>Tornando all’Idv e a Dottorini, in questo momento si stanno valutando “i contenuti di un quesito referendario da sottoporre al Consiglio regionale per chiedere agli umbri cosa ne pensano del progetto. Non ci nascondiamo la difficoltà a raccogliere le sei firme necessarie a proporre l’atto in aula e non è per nulla scontato che dall’assemblea legislativa escano i 16 voti necessari a consentire il referendum consultivo. Tuttavia – spiega Dottorini &#8211; confidiamo nello spirito democratico delle forze consiliari che non avranno certo timore di interpellare i cittadini su un’opera infrastrutturale di questa portata. Si tratta di una realizzazione che cambierà i connotati paesaggistici e ambientali della regione e condizionerà le abitudini consolidate dei tanti utenti che rischiano di vedersi sottoposti a un pedaggio che a noi appare inopportuno”.</p>
<p>La linea di Dottorini, per questa come per altre questioni strategiche, è insomma quella della conservazione in senso positivo dell’esistente, contrapposta allo stravolgimento paesaggistico e sociale. “L&#8217;Umbria – aggiunge &#8211; ha bisogno di mettere in sicurezza una E45 che ormai versa in condizioni pietose e di terminare le mille opere incompiute che divorano risorse pubbliche senza dare frutti. Occorre, questo sì, potenziare e modernizzare la nostra rete ferroviaria, rendendola degna di una regione e di un Paese civile. Ma tutto questo non figura tra i progetti del governo che preferisce invece, con il colpevole avallo del nostro Consiglio regionale, intraprendere un progetto faraonico e anacronistico mettendolo a carico dei contribuenti attraverso il pedaggio. A farne le spese saranno i tanti pendolari che ogni giorno sono costretti a spostarsi per andare al lavoro e in generale tutti coloro che hanno puntato sull&#8217;immagine del &#8216;cuore verde d&#8217;Italia&#8217; per dare impulso alle proprie prospettive turistiche e imprenditoriali&#8221;.</p>
<p>Il capogruppo Idv lancia infine un duro attacco alla “visione che cementa destra e sinistra in questa regione. Quello che è successo in consiglio regionale (l’approvazione, appunto bipartisan, della trasformazione della E45 in autostrada, ndr) è l&#8217;ennesimo grave errore di valutazione in tema di infrastrutture. La nostra regione ha perduto una straordinaria occasione per sfilarsi da un progetto che non aveva senso dieci anni fa, ma che oggi assume i connotati di un&#8217;assurdità colossale che lascerà all&#8217;Umbria soltanto devastazione ambientale e pedaggio a carico dei cittadini&#8221;.</p>
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