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	<title>Perugia Online &#187; Ospedale Santa Maria Misericordia</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Gli &#8220;angeli&#8221; del Santa Maria della Misericordia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 11:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale Santa Maria Misericordia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Come dipendente pubblica, come appartenente alla società umana, come madre, donna, figlia e soprattutto come persona ancora attenta, fin troppo, ai bisogni e alle necessità di tutti (nessuno escluso), voglio sottoporre all&#8217;attenzione di chi di competenza, prima di agire formalmente per altre vie, la situazione vissuta in prima persona. Spero che ciò abbia una valenza diversa. Pur conoscendo la situazione paradossale della nostra Sanità a livello nazionale, occupandomi volontariamente da anni di tematiche riconducibili ad essa, riporto uno spaccato assurdo dell&#8217;insensibilità umana che pervade e persiste senza possibilità di recupero (tranne eccezioni di cui sono in grado di fare nomi e cognomi, eccezioni alle quali rivolgo la mia stima assoluta ringraziando ufficialmente tutti gli operatori, di ogni livello, che rappresentano l&#8217;ultimo spiraglio di umanità reale). Sto ai fatti brevemente riassunti: mia figlia 20enne, ricoverata presso Miama, Ospedale Santa Maria della Misericordia. Primo ricovero nella sua vita. Portata al pronto soccorso intorno alle 22 dell&#8217;8 agosto scorso. Vomito profuso da due giorni, febbre sopra i 40 gradi anche con somministrazione di antipiretici.</p>
<p>Ottimo personale di prima urgente assistenza al pronto soccorso. Decisione successiva: ricovero per controlli urgenti. Nessun posto letto disponibile, la ragazza continuava a stare malissimo, sistemata al Miama dietro una porta, con corrente di aria continua, febbre altissima, personale medico specializzando insensibile e scocciato dalle mie richieste di spiegazioni, dalle richieste di mia figlia, nessun controllo notturno e personale infermieristico (di cui ho registrazione vocale) al limite del volgare. Molte persone anziane chiedevano di essere cambiate, aiutate (cosa che ho fatto io personalmente con la signora “X”, impossibilitata a stendersi, bagnata dalle 2 del mattino).<br />
Comunque riassumo: mia figlia non è a conoscenza di cosa abbia scatenato il suo problema, che comunque continua persistere anche se in modo molto lieve; sono stata trattata malissimo dai due medici presenti, come se avessi chiesto informazioni riservate (&#8220;Lei signora è davvero indisponente&#8221;). Nonostante avessero notato che l&#8217;ago applicato al braccio della ragazza fosse praticamente fuori, soltanto un infermiere gentile e professionale, anche imbarazzato, ha provveduto a sistemare la situazione. La ragazza aveva comunicato di essere vegetariana, le è stato più volte chiesto cosa eventualmente gradisse quando avrebbe potuto mangiare di nuovo. Dopo digiuno finalmente ha potuto ingerire qualche cosa e… Meraviglia!!! Carne. Io chiedo di poter sostituire, non c&#8217;era nulla, corro al bar, chiuso, scendo alla mensa ospedaliera, frigo chiusi. Nessuno si è interessato, ho lasciato mia figlia e di corsa a casa ho provveduto da sola.</p>
<p>Molto altro avrei da aggiungere ma l&#8217;apice è raggiunto alle dimissioni con certificato sbagliato. Ho fatto notare la cosa e il dottore, con il viso schifato, ha modificato il tutto. Siamo fuggite da quel reparto paradossale!!!!!! Riporto alcuni punti del programma Sanitario Regionale: “&#8230;&#8230; 3. Tutela della salute e coesione sociale. La coesione sociale, valore della qualità dell’Umbria. La scelta strategica dell’Umbria, che caratterizzerà la legislatura, può essere sintetizzata con lo slogan: ‘People first’, Prima le persone. Non gli interessi, le rendite di posizione o i privilegi. Una scelta che non significa individualismo, ma il suo contrario: non lasciare indietro nessuno, non lasciare nessuno da solo. Significa scommettere sul capitale umano e sociale come leva per lo sviluppo e l’innovazione orientati alla produzione di valori di tipo cooperativo piuttosto che competitivo. Mettere le persone al centro significa uscire dalla logica assistenzialista per promuovere una visione che affermi il legame inscindibile tra crescita del capitale sociale della comunità regionale e sviluppo economico. Una società coesa e inclusiva rende le persone attive e capaci di affrontare le difficoltà, usufruendo del valore pubblico dei beni comuni prodotti da un welfare comunitario, dinamico e solidale e [&#8230;] Obiettivo prioritario della Regione Umbria anche in questa legislatura rimane il mantenimento, anche nei prossimi anni, di un sistema sanitario ‘universalistico’, in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza e quelli aggiuntivi previsti dalla normativa regionale a tutta la popolazione residente, senza distinzioni di genere, età, reddito o lavoro. […] Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, le strategie operative di questi ultimi anni hanno contribuito al miglioramento dell’efficacia, sicurezza e qualità delle prestazioni, al mantenimento di equità e accessibilità dei servizi sanitari, al recupero di efficienza delle singole strutture e dunque alla generale sostenibilità del sistema ospedaliero regionale e, non ultimo, alla partecipazione attiva del paziente nel proprio percorso di cura (empowerment). Nella rete ospedaliera umbra, pertanto, vi sarà sempre più l’esigenza di: far muovere lo staff e le tecnologie piuttosto che i pazienti; ottimizzare la gestione delle strutture ospedaliere più piccole, riconvertendo, in parte o totalmente, i posti letto in posti di degenza breve (day/week hospital); ottimizzare l’utilizzo dei posti letto ordinari intra ed inter-ospedale, utilizzando una maggiore flessibilità nell’assegnazione degli stessi e mettendo a rete le disponibilità di posti letto (specie per le aree a maggiore criticità, ad es. medicine generali); potenziare le ‘alternative’ all’ospedale ovvero le strutture intermedie sul territorio al fine di de-ospedalizzare e evitare ricoveri inappropriati”.</p>
<p>Ora qualcuno mi spieghi!!! Io sono un piccolissimo e inutile caso. Ho visto, ma soprattutto una giovane ragazza ha con orrore preso atto di ciò che accade! Del comportamento di alcune (troppe) persone alle prese con la vita, con la speranza, con la paura ed il bisogno di attenzione di chi si affida agli “angeli” della nostra Sanità!!!! Concludo dicendo che, per mera curiosità, alla ricerca di uno spiraglio di umana empatia, ho fatto un giro&#8230; un ampio giro per le varie corsie, per ogni piano e sezione. Beh, che qualcuno si prenda la briga di osservare, pur nella consapevolezza che il personale infermieristico ed in generale assistenziale è insufficiente, spesso sottoposto ad orari assurdi, come funziona la cura del corpo&#8230; ma anche quella dell&#8217;anima!!!</p>
<p>Lettera firmata</p>
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		<title>Perugia, giovane “mangiafuoco” ricoverato al Santa Maria della Misericordia per un&#8217;inalazioni chimica</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 10:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Mai scherzare con il fuoco, neppure quando si fa un “mestiere” che ha a che fare con le fiamme. Accade questo: un  giovane di 27 anni, residente in un comune umbro ai confini con la Toscana, è ricoverato da qualche giorno nella struttura di  medicina del lavoro, malattie respiratorie e tossicologia dell&#8217;azienda ospedaliera di Perugia per una polmonite dovuta all&#8217;inalazione accidentale da sostanza chimica. Il giovane in questione si è procurato dei danni  ai polmoni all’inizio della settimana mentre stava effettuando delle esercitazioni come “mangiafuoco” in vista di uno spettacolo da realizzare durante  una sagra paesana.</p>
<p>La vittima ha riempito la bocca con una soluzione infiammabile, per poi soffiare su di una torcia accesa, producendo una spettacolare fiammata. “Nella circostanza è accaduto che parte della soluzione è stata inalata &#8211; spiega il professor Giacomo Muzi, direttore della medicina del lavoro &#8211; con la conseguenza di una lesione all&#8217;apparato respiratorio. Casi come questi non sono rari, esistono in letteratura studi che spiegano cause, conseguenze e terapie da adottare”.</p>
<p>Ai medici del S. Maria della Misericordia il giovane artista di strada ha raccontato che durante una esercitazione con le fiamme, improvvisamente  ha avvertito difficoltà respiratoria, tosse e senso di oppressione toracica. Soccorso è stato prima trasportato in un ospedale di territorio e, dopo i primi accertamenti, trasferito in autoambulanza a Perugia. “Abbiamo subito iniziato le terapie e stiamo procedendo con il monitoraggio per l’evoluzione della polmonite, ma al momento non è possibile prevedere la data della dimissione” dice all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera il dottor Marco Dell’Omo .</p>
<p>“Casi analoghi sono  stati già  trattati in passato presso la struttura  di medicina del lavoro &#8211; afferma il professor Giacomo Muzi &#8211; la cosiddetta polmonite del “mangiafuoco” insorge in artisti di strada in seguito all’inalazione accidentale dei combustibili utilizzati negli spettacoli. La maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente, ma non sono escluse diverse complicanze, anche gravi. Dagli esami radiografici del torace  può emergere che possono essere interessati quali effetti del gas entrambi i polmoni, con conseguente compromissione della funzionalità respiratoria e relativa riduzione del contenuto di ossigeno nel sangue”.</p>
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		<title>Caldo e afa non si placano, nel weekend decine di ricoveri in ospedale</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 08:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Questo luglio da record per le temperature non accenna ad arrestarsi, almeno fino alla fine di questa settimana. Stando alle previsioni meteo, infatti, gli umbri dovranno sopportare i 40 gradi di questi giorni almeno fino a venerdì. I ricoveri &#8211; L&#8217;emergenza caldo si è fatta sentire anche al Santa Maria della Misericordia, dove l&#8217;ultimo week end è ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Questo luglio da record per le temperature non accenna ad arrestarsi, almeno fino alla fine di questa settimana. Stando alle previsioni meteo, infatti, gli umbri dovranno sopportare i 40 gradi di questi giorni almeno fino a venerdì.</p>
<p><strong>I ricoveri</strong> &#8211; L&#8217;emergenza caldo si è fatta sentire anche al Santa Maria della Misericordia, dove l&#8217;ultimo week end è iniziato in maniera preoccupante, concludendosi però al meglio. &#8216;Nella serata di sabato e per alcune ore della notte sono stati dieci i ricoveri di soggetti anziani per l&#8217;aggravamento di patologie cardiologiche e respiratorie &#8220;, fa sapere il dottor Massimo Siciliani attraverso l&#8217;ufficio stampa dell&#8217;azienda ospedaliera di Perugia. Il medico precisa  che &#8220;l&#8217;afflusso più alto di pazienti  e  il concentrarsi di malori nelle ore notturne può essere una casualità o magari la conseguenza del ritorno in ambienti non arieggiati, dopo una giornata trascorsa in centri commerciali o luoghi comunque refrigerati&#8221;. I dieci casi di malori legati in maniera indiretta a &#8220;Caronte &#8221; riguardano sia uomini che donne di età superiore ad 80 anni, ricoverati nelle strutture di medicina interna e cardiologia. Domenica, invece, non sono pervenute richieste di soccorso al 118 legate al caldo, né sono state registrati casi di insolazione in luoghi di villeggiatura, a differenza delle estati passate.</p>
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		<title>Rapporto bambini &#8211; dentista, i dati del centro dell&#8217;ospedale di Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 12:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La necessità di creare un’alleanza tra dentista e bambini che ricorrono per la prima volta alle cure dentarie è stato il tema di un seminario, che si è svolto presso le aule della facoltà di medicina, organizzato dal  professor Stefano Cianetti, direttore del Centro odontostomatologico del Santa Maria della Misericordia. Alla riunione hanno partecipato studenti del ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/rapporto-bambini-dentista-i-dati-del-centro-dellospedale-di-perugia/">Rapporto bambini &#8211; dentista, i dati del centro dell&#8217;ospedale di Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La necessità di creare un’alleanza tra dentista e bambini che ricorrono per la prima volta alle cure dentarie è stato il tema di un seminario, che si è svolto presso le aule della facoltà di medicina, organizzato dal  professor Stefano Cianetti, direttore del Centro odontostomatologico del Santa Maria della Misericordia. Alla riunione hanno partecipato studenti del corso di laurea di odontoiatria, medicina e chirurgia  e specializzandi della stessa facoltà.</p>
<p>“E’ stata  anche l’occasione &#8211; ha puntualizzato Cianetti con l’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia- per fare il punto sull’attività svolta nei  primi quattro anni  dal Centro di odontoiatria infantile, che ad oggi ha curato 1500  bambini, con oltre 10 mila prestazioni. Soltanto in sette casi non siamo riusciti ad intraprendere un’attività assistenziale per opposizione dei piccoli pazienti; un risultato che premia l’impegno dello staff preposto a svolgere un ruolo  grande utilità per la salute dei piccoli pazienti, perché si uniscono le cure ai consigli di igiene orali che va appresa già quando i bambini frequentano la scuola materna”.</p>
<p>Quali le tecniche adottate per la gestione di prevenzione e cure difficili da eseguire proprio perché è atavica la paura che i bambini manifestano per il camice bianco del dentista e del medico in generale. “Il metodo che abbiamo sviluppato &#8211; risponde Cianetti &#8211; è legate  esclusivamente al rapporto di fiducia, che si rafforza con l’accoglienza in locali appositamente colorati ed  attrezzati, con giocattoli individuati idonei per le diverse età dell’infanzia, con una relazione che  coinvolgere anche i genitori, che hanno un ruolo attivo nella relazione medico-paziente”.</p>
<p>Il seminario ha  preso in esame anche la metodica di sedazione cosciente con protossido di azoto, che  rappresenta uno strumento utile anche per l’odontoiatra infantile, quando il dentista si trova difronte a ei  bambini che manifestano un alto grado di paura nell’affrontare le cure. “Si tratta di pazienti che noi definiamo ‘non collaboranti’ per il  trattamento di cui necessitano &#8211; afferma il professore &#8211; ma si ricorre  ricorrere alla sedazione cosciente, unitamente alle tecniche di anestesia generale , solo come ‘ultima ratio’, tecnica che nel nostro Centro non viene eseguita”.</p>
<p>Dei 1500 bambini trattati nel quadriennio di attività del centro odontostomatologico dell’Azienda Ospedaliera di Perugia sono stati  270 quelli identificati come “casi difficili” , per i quali, tuttavia, i medici sono riusciti ugualmente  ad ottenere risultati positivi con la tecnica della comunicazione. “Una delle peculiarità del nostro Centro &#8211; conclude Cianetti &#8211; è quella di non indossare il camice bianco durante l’attività; la nostra divisa è costituita da pantaloni bianchi  e maglietta polo colorata , ed anche questo apparente informalità ci permette di entrare  sempre più  in sintonia con i bambini”.</p>
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		<title>Perugia, morto il ciclista investito a Montelaguardia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2014 10:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[118]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ha fatta il ciclista perugino rimasto gravemente ferito in un incidente a Montelaguardia venerdì 22 agosto. Nella notte tra sabato e domenica è morto nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. L&#8217;intervento &#8211; Il personale del 118 aveva già accertato la gravità delle ferite riportate a seguito dello scontro. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Non ce l&#8217;ha fatta il ciclista perugino rimasto gravemente ferito in un incidente a Montelaguardia venerdì 22 agosto. Nella notte tra sabato e domenica è morto nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento</strong> &#8211; Il personale del 118 aveva già accertato la gravità delle ferite riportate a seguito dello scontro. Dopo il ricovero infatti l&#8217;uomo, un perugino di 47 anni, era stato sottoposto a un lungo e complesso intervento chirurgico che si è poi rivelato vano.Al momento non sembra che l&#8217;autorità giudiziaria abbia disposto l&#8217;autopsia sul cadavere.</p>
<p><strong>L&#8217;incidente &#8211;</strong> Il ciclista era stato investito da una macchina nelle prime ore del pomeriggio mentre pedalava a Montelaguardia. Sin da subito le sue condizioni erano state giudicate critiche, l&#8217;uomo aveva riportato un grave trauma cranico e lesioni addominali di notevole entità.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-morto-ciclista-investito-montelaguardia/">Perugia, morto il ciclista investito a Montelaguardia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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