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	<title>Perugia Online &#187; palazzo Gallenga</title>
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		<title>Perugia, potenziamento in vista per palazzo Gallenga</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 13:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Perugia è oggi sede di una riunione di tutte le cattedre Unesco italiane ed è destinataria di un’autorevole sollecitazione da parte della segreteria generale dell’Unesco di promuovere nell’ambito delle risorse del territorio, della tutela dei beni culturali, una iniziativa stabile. La conseguenza della riunione di oggi sarà la probabile creazione di un Centro che raccoglie tutte le cattedre Unesco e che verrà localizzato a Palazzo Gallenga”. Lo ha detto il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, prof. Giovanni Paciullo, a margine della riunione con i componenti delle 10 cattedre Unesco italiane che fanno parte del gruppo test “Assetto del Territorio, Sostenibilità Urbana, Turismo”, formato dalla Commissione nazionale Italiana per l’Unesco che ha proposto Perugia come sede di questa rilevante iniziativa.</p>
<p>All’importante incontro, organizzato e promosso in collaborazione con la cattedra Unesco in “Water resources management and culture“, hanno partecipato la professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, il prof. Lucio Ubertini della cattedra Unesco “Water resources management and culture” della Stranieri di Perugia, il prof. Paolo Ceccarelli, docente di “Pianificazione urbana e regionale per lo sviluppo sostenibile locale all’Università di Ferrara, Angela Colonna dell’Università della Basilicata, Fiorella Dallari dell’Università di Bologna, Paolo Canuti dell’Università di Firenze, Lucio Valerio Barbera dell’Università “La Sapienza” di Roma, Paolo Orefice dell’Università di Firenze, Chiara Biscarini e Maria Giovanna Pagnotta dell’Università per Stranieri di Perugia, Giuliano Cerulli dell’Università di Perugia, Luigia Melillo del Centro EroMediterraneo di Napoli, Luisa F. Cabeza dell’Università di Lleida.</p>
<p>Delle ragioni che hanno spinto l’Unesco a proporre questo centro ha parlato il prof. Paolo Ceccarelli nella sua relazione introduttiva: “Con il progredire dello sviluppo economico e tecnologico è cresciuta da parte di ciascuna società l’attenzione per il proprio patrimonio culturale e l’impegno di proteggerlo e di valorizzarne il ruolo. Non va però sottovalutato – ha aggiunto – che i rischi della distruzione di queste risorse aumentano e diventano oggetto di particolare attenzione proprio nel momento in cui i beni culturali diventano una componente importante della vita culturale, sociale ed economica e il processo di “patrimonializzazione” della natura, del paesaggio e delle opere create dall’uomo si estende sempre di più, spingendo ad accrescere costantemente il patrimonio fruibile”.</p>
<p>Le aree di interesse del Centro, grazie alle competenze delle Cattedre Unesco in questa fase iniziale, riguarderanno la protezione del Patrimonio dalle calamità naturali, dal dissesto idrogeologico, dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Tra gli obiettivi del Polo scientifico Unesco ci sarà anche il monitoraggio sismico finalizzato alla conservazione preventiva del costruito storico. E precisamente quello di sviluppare metodologie e sistemi per la diagnosi tempestiva degli edifici storici a seguito di eventi sismici, ma anche prospettare tecnologie innovative per la documentazione, l’analisi e il monitoraggio comprese le tecnologie di comunicazione e i patrimoni virtuali.</p>
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		<title>Le stanze della memoria</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 21:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Gallenga]]></category>
		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La natura (dialogica) delle arti tutte. I rapporti fra tradizione e ricezione, e lo statuto delle immagini, il gioco delle relazioni che queste riescono a instaurare. ‘Tutta questa storia appare piuttosto strana a un lettore di oggi; i protagonisti mostrano infatti di muoversi entro un codice culturale molto lontano dal nostro, un codice in cui ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ La natura (dialogica) delle arti tutte. I rapporti fra tradizione e ricezione, e lo statuto delle immagini, il gioco delle relazioni che queste riescono a instaurare. ‘Tutta questa storia appare piuttosto strana a un lettore di oggi; i protagonisti mostrano infatti di muoversi entro un codice culturale molto lontano dal nostro, un codice in cui le parole (&#8230;) vengono tradotte in immagini visive, confrontate con la pittura, messe in scena attraverso il linguaggio del corpo; un codice basato su di una scienza delle immagini che si forma attraverso ampie letture, che attraversa e accomuna diverse forme espressive, che si affida alla memoria, anzi culmina in essa’. Lina Bolzoni, ne <em>La stanza della memoria</em>, indagava gli spazi che la memoria è in grado di crearsi nell’esperienza del Cinquecento e le figure cui si affida, accogliendo la sfida di restituire vitalità ad un modo di recepire parole e immagini, secondo un preciso codice culturale che si basa su una altrettanto specifica scala di valori.</p>
<p>Ma ‘Le stanze della memoria’ è stato anche il titolo prescelto per la conferenza che si è tenuta oggi, 6 luglio, alle 17, nella Sala Goldoniana di Palazzo Gallenga, e che, con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e con gli interventi dei quattro relatori, Maria Rita Silvestrelli, Carla Mancini, Sabrina Cittadini e Alberto Stramaccioni, ha inteso ripercorrere il patrimonio identitario di una famiglia, quella dei Gallenga, e riconsegnare simbolicamente alla città le aule storiche della prestigiosa sede universitaria, dopo una fase di attento e accurato restauro, portato a compimento dalla Società Cooperativa Kyanos, diretta da Carla Mancini, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.</p>
<p>A quello che oggi è il quartier generale dell’Università per Stranieri di Perugia, edificio in stile tardo-barocco ispirato a soluzioni borrominiane e fatto erigere nel 1737 per volontà del marchese Giuseppe Antinori e su progetto dell’architetto romano Francesco Bianchi – la famiglia Antinori vi dimorò fino al 1855, quando il palazzo fu ceduto a Pietro Mantinori, e, successivamente, nel 1874, a Romeo Gallenga, che lo acquistò in vista del suo matrimonio con Mary Stuart Montgomery, per poi divenire sede della Regia Università per Stranieri, con l’obbligo di conservare il nome della famiglia Gallenga –, sono state riconsegnate le aule più antiche, quelle collocate al III piano. ‘Un percorso della memoria – è stato il commento del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo –: quella di oggi – ha proseguito – è stata una simbolica restituzione alla città delle aule storiche di Palazzo Gallenga, anche attraverso un itinerario per immagini ed i personaggi che ne animarono la storia, così come è stato ricostruito dai quattro relatori, che si sono occupati, nello specifico, delle figure di Romeo Gallenga e di Maria Monici Gallenga, e del restauro che ha consentito di ridare nuova luce agli interni dell’edificio, sede della nostra Università’. ‘Trenta, sono gli anni di frequentazione con questo palazzo – ha esordito Maria Rita Silvestrelli, storica dell’arte –, un palazzo che ricopre una posizione strategica dal punto di vista viario, e che è collocato a ridosso dell’arco etrusco, e che rappresenta un esempio di Rococò cittadino, anche grazie all’intervento, al tramontare del XVIII secolo, di Baldassarre Orsini, maestro degli Antinori. Due, le caratteristiche principali dell’edificio: i blocchi in travertino del palazzo settecentesco, e la celebrazione del tempo nelle aule oggi riportate all’antico splendore, con la rappresentazione delle quattro stagioni’.</p>
<p>Un percorso attraverso le varie aule e sale di passaggio è stato tracciato dalla curatrice del restauro, Carla Mancini, che ha mostrato al nutrito pubblico della Sala Goldoniana le immagini relative a quelle che ha definito essere ‘meravigliose decorazioni’, che popolano l’area interessata (prima) da un’infiltrazione: le due sale di passaggio e le aule V, VI, VII, VIII e IX sono state soggette, infatti, a ripulitura, e, conseguentemente, a operazioni di consolidamento e restauro, riequilibrio nei colori delle pareti ricoperte da tele dipinte. Nello specifico, l’aula V è dedicata alla primavera, con le tappezzerie in verde fresco: sollevate durante l’intervento di ripulitura, queste hanno disvelato delle caricature e delle vignette ritraenti particolari della vita dei membri della famiglia Gallenga; l’aula VI, ‘la più bella’, ma anche la più compromessa dall’infiltrazione del soffitto, presenta una tappezzeria rossa, ed è dedicata all’estate, di cui è emblema il grano maturo, mentre, se nell’aula VIII sono stati riqualificati alcuni elementi, è stato restaurato il disegno preparatorio originale ed è stato ricostruito il modulo decorativo, nell’aula IX sono state interamente sostituite le tappezzerie.</p>
<p>Si sono incentrati sulle figure di Maria Monici Gallenga e di Romeo Gallenga, gli interventi successivi, di Sabrina Cittadini e di Alberto Stramaccioni: ‘una personalità eclettica, quella di Maria Monici Gallenga – ha affermato Cittadini – poco conosciuta dai perugini, seppur la moglie di Pietro Gallenga, uno dei primi oncologi italiani, di origini romane, avesse vissuto a lungo in Umbria. Uno dei personaggi ad aver segnato la storia del costume. Una donna, in cui si personificò il dialogo fra le arti, dalla pittura alla scultura, dall’arte del vetro (di Murano) alla cura per il lavoro manuale trasposto al livello di opera d’arte. Dopo aver partecipato a vari laboratori artistici in Umbria, Maria Monici Gallenga fu promotrice, nel 1907, a Perugia, di una Mostra antica di arte umbra, in cui si fece leva su un vero e proprio connubio delle arti minori, dell’oreficeria, del ricamo, del cucito, della tessitura. Ma è l’esposizione ‘Panama Pacific’, la prima a portare la Monici in America, a San Francisco, nel 1915, quando per la prima volta esportò il Made in Italy – <em>ante-litteram</em> – e l’arte della tessitura, dei velluti, della seta, dei vestiti preziosi, impressi con motivi in oro e argento mediante il ricorso a matrici di legno. Portò in auge il prodotto italiano, aprendo negozi di alta moda a Boston, Londra, New York, Chicago, San Francisco, Firenze, Roma, Parigi – dove fondò, nel 1926 la boutique ‘L’Italienne’, vero e proprio centro culturale – ed esportò all’estero, ad esempio con l’Esposizione di Parigi del 1925, le sue creazioni, i suoi mantelli con maniche a kimono, intessuti con motivi ricorrenti, ispirati a modelli rinascimentali, pre-raffaelliti, ma anche all’arte due-trecentesca, a quella moderna, con l’aiuto di Piacentini, suo collaboratore, anch’egli attento a che i disegni, che saranno poi ripresi negli anni Ottanta da Carla Fendi negli stampi per una collezione di borse, fossero composti senza essere intessuti nelle cuciture’. Ha focalizzato la sua attenzione sul ruolo svolto da Romeo Gallenga nella realizzazione dell’istituzione universitaria – con il suo precettore Lupattelli –, Alberto Stramaccioni, che ne ha ripercorso i 59 anni di vita, illustrando le attività istituzionali e le cariche ricoperte nell’alveo del governo nazionale, da quando, nel 1929, divenne senatore, dopo essere investito di questa funzione onoraria durante il regime fascista. ‘Un importante riconoscimento, quello di oggi – ha concluso Stramaccioni – alla famiglia Gallenga, anche grazie all’omaggio tributato a questo intellettuale dalla formazione culturale composita, esponente di una famiglia dell’alta borghesia cittadina, in grado di legarsi al tessuto sociale di Perugia’. ‘Un’impresa impegnativa – è stato, infine, il commento del sindaco di Perugia, Andrea Romizi – che ha permesso di riconsegnare queste stanze della memoria al capoluogo umbro, e di riappropriarci di alcuni spazi e di un pezzo della nostra storia’.</p>
<p>Un contenitore ordinato della sapienza trasmessa anticamente. Un sapere proposto in modo tale da essere pronto per il riuso. Allora gli spazi sono sia contenitori della tradizione che luoghi dell’invenzione, ordinando tecniche e sapere, tanto che si possono riattivare le une e l’altro.</p>
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		<title>Career Day, quando la cultura diventa &#8220;d’impresa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 14:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Cultura e impresa. Cultura d’impresa. Un rapporto interdipendente e direttamente proporzionale. Perché se cresce il placement dei giovani talenti nelle realtà imprenditoriali, sia a livello nazionale che internazionale, cresce anche il prestigio del mondo accademico, che si fa promotore di iniziative volte al potenziamento di attività di intermediazione al lavoro e all’inserimento professionale dei neo-laureati.</p>
<p>Colloqui di lavoro, individuali o di gruppo, presentazioni aziendali, workshop tematici di orientamento, consulenza sulla redazione di un <em>Curriculum Vitae</em> funzionale alla presentazione del proprio profilo professionale: sono questi i canali (e gli strumenti) di ricerca attiva del lavoro promossi dall’Università per Stranieri di Perugia, nell’intera giornata di mercoledì 11 maggio, dalle 10 alle 18, a palazzo Gallenga (aula magna, sala Goldoni, aula XII) nell’ambito della prima edizione del Career Day, l’iniziativa patrocinata dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia e organizzata con il contributo della Camera di Commercio di Perugia, in collaborazione con Confindustria Umbria e con l’Associazione Piccole Medie Imprese dell’Umbria (circa 600 aziende nel perugino e nel ternano), che intende offrire agli studenti e ai laureati dei corsi di laurea e agli studenti dei corsi di lingua e cultura italiana di livello avanzato (B2, C1, C2) la possibilità di confrontarsi con le esigenze di recruiting delle aziende.</p>
<p>In tutto 27. Perché, dopo il successo riscontrato, lo scorso anno, dal Job Day, il numero delle realtà imprenditoriali che desiderano non solo autopromuoversi, ma incontrare il mondo accademico e valutare quali siano i profili professionali più vicini alle proprie esigenze e ai propri piani di sviluppo aziendale, è stato incrementato considerevolmente. Fra le aziende e gli enti partecipanti, l’Organizzazione Non Governativa indipendente Amnesty International, APMI Umbria, l’Associazione Piccole e Medie Imprese della regione, per la categoria “associazione imprenditoriale”, Brunello Cucinelli per il settore abbigliamento e confezioni, uno dei brand più esclusivi a livello mondiale nel settore del prêt-à-porter chic (oltre 60, i Paesi di distribuzione del brand), il Comitato Italiano per l’Unicef – Onlus, quale parte integrante della struttura globale dell’Unicef – Fondo delle Nazione Unite per l’Infanzia, Creativi Associati S.n.c., con un’esperienza quindicennale nel settore della comunicazione e del marketing (grafica, editoria, web, copywriting); e ancora Eni S.p.a., che opera nella filiera dell’energia, nell’ estrazione di olio e gas naturale e nell’approvigionamento di gas naturale, GNL, energia elettrica e carburanti, Lungarotti, attiva, dal 1962, nel settore della produzione vinicola, Ma.Co.Fin. S.r.l., società ingegneristica che fornisce progettazione integrata di opere civili ed impianti, Nestlé italiana S.p.a., nel settore dell’industria alimentare (food and beverage), UniCredit S.p.a., banca leader in Italia, nonché uno dei maggiori gruppi finanziari europei. Ad ogni settore di attività corrispondono, sulla base di un rapporto direttamente proporzionale, delle specifiche aree disciplinari di interesse (Scienze della comunicazione e Relazioni internazionali per UniCredit S.p.a., Comunicazione pubblicitaria, storytelling e cultura d’immagine per Eni S.p.a., Comunicazione, Promozione Made in Italy, Marketing per APMI Umbria).</p>
<p>In Sala Goldoni, fino alle 15, presentazioni aziendali di Lungarotti, Umbria Cuscinetti S.p.a., Nestlé Italiana S.p.a, Creativi Associati S.n.c.; workshop di orientamento al lavoro, in aula XII, fra cui, quelli promossi e organizzati in collaborazione con Amnesty International (“Diritti Umani e Ong: i giovani e le carriere internazionali) e con Gi Group S.p.a. (“Il colloquio di lavoro e i processi di selezione”). E proprio di procedimenti selettivi, di reclutamento del personale e della redazione di <em>curricula</em> funzionali alla presentazione del proprio profilo professionale alle aziende, abbiamo parlato con Marco Menichelli, referente del settore edilizia dell’AMPIUmbria, oggi in rappresentanza della MaCoFin Engineering, e con Angela Canestrelli, dell’area commerciale, sindacale e convenzioni della stessa associazione, che il 22 febbraio scorso ha siglato un protocollo di intesa con l’Università per Stranieri di Perugia ed emesso un Bando Smart (Export Manager per PMI) con il medesimo Ateneo. “Il formato europeo per il Curriculum Vitae – ha affermato Marco Menichelli – è ancora valido, ma esistono dei formati molto più semplici e intuitivi, di facile lettura per chi lo riceve: colui che si presenta deve dare poche informazioni e precise. Iniziative come queste sono utilissime: è efficace connettere il mondo accademico a quello aziendale. Anzi, la settorializzazione verso un’attività dovrebbe cominciare direttamente dalle Scuole Medie Superiori, per far sì che i ragazzi prendano dimestichezza fin da subito con il lavoro manuale”.</p>
<p>Angela Canestrelli, quanto all’iniziativa di oggi, afferma: “L’evento è estremamente importante, perché funge da raccordo fra il mondo accademico e quello imprenditoriale, una connessione, questa, che spesso sfugge alle aziende. Occorre fare cultura di impresa: molto spesso le aziende nutrono diffidenza rispetto ai profili dei laureati, perché pensano la loro sia una dimensione molto più teorica che pratico-operativa. I giovani devono imparare a presentarsi bene nelle aziende, ad affacciarsi in modo efficace al mercato del lavoro: non basta essere laureati, bisogna imparare a comunicare con le imprese, che spesso non sono abituate ad interfacciarsi con il mondo accademico, anche in termini di relazioni con le associazioni. Il curriculum rappresenta una vetrina per il candidato: il consiglio è la brevità e la sintesi, con il mettere in evidenza, a seconda dell’interlocutore, le proprie esperienze curriculari, sia di studi effettuati che di esperienze lavorative, provvedendo a personalizzarle rispetto alla realtà imprenditoriale di riferimento”. Ma cosa ne pensano gli studenti? Dario Fiorenza, studente di Comunicazione Pubblicitaria, sostiene che “un evento di questo tipo dovrebbe avere una cadenza annuale, in quanto punto di incontro fra Università e mondo lavorativo. L’interazione fra i due ambiti è fondamentale. Quanto al curriculum, penso che sia uno strumento efficace per presentarsi: l’aspetto creativo, un layout particolare possono di certo aiutare, ma trovo il formato europeo ancora istituzionale. Credo che uno strumento indispensabile per la promozione delle aziende siano, oggi, i social”.</p>
<p>Florence Mouwendji Libimbi, studentessa di Comunicazione Pubblicitaria, che ha partecipato al Workshop promosso da Warredoc, sulla gestione delle risorse idriche e dell’ambiente, ha commentato: “Questo evento è stato interessante, in quanto ci ha permesso di approcciarci ad un altro modo di raccontare storie – Storytelling e Cultura di Immagine sono gli altri ambiti interdisciplinari studiati nell’ambito di questo corso di laurea (n.d.r.) –  attraverso il digital mapping, con possibilità lavorative nel settore della comunicazione, del marketing  e della cooperazione internazionale”.</p>
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		<title>A palazzo Gallenga il ciclo di seminari &#8220;Se vuoi la pace prepara la pace. Aldo Capitini, una vita per l&#8217;uomo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 09:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Capitini]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Francescaglia]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Gallenga]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Con l&#8217;incontro inaugurale di mercoledì 2 marzo prossimo, ore 17 nell’Aula VI di Palazzo Gallenga, prenderà avvio all&#8217;Università per Stranieri di Perugia il ciclo di seminari &#8220;Se vuoi la pace prepara la pace. Aldo Capitini, una vita per l&#8217;uomo&#8221;. Attraverso le cinque lezioni tenute dallo studioso Claudio Francescaglia, la cui frequenza dà diritto ad un credito formativo universitario, l’Ateneo intende ricordare il pensiero di Aldo Capitini e il messaggio filosofico e pedagogico.</p>
<p>Le lezioni, ingresso libero, si terranno tutti i mercoledì del mese marzo e affronteranno diversi temi. In occasione del primo appuntamento verrà tracciato un profilo della vita e dell&#8217;opera con inquadramento generale nel contesto storico e culturale. A seguire, un secondo incontro dal titolo Nonviolenza, nonmenzogna e noncollaborazione: Aldo Capitini e Gandhi. Il terzo seminario di studi riguarderà invece il pensiero politico e il liberalsocialismo, mentre le ultime due lezioni saranno dedicate a religione e religiosità nel pensiero di Aldo Capitini e all’opera poetica.</p>
<p><strong>CALENDARIO DELLE LEZIONI:</strong></p>
<p><u>2 marzo</u></p>
<p>Breve profilo della vita e dell&#8217;opera di Aldo Capitini con inquadramento generale nel contesto storico e culturale</p>
<p><u>9 marzo</u></p>
<p>Nonviolenza, nonmenzogna e noncollaborazione: Aldo Capitini e Gandhi</p>
<p><u>16 marzo</u></p>
<p>Il pensiero politico di Aldo Capitini: il liberalsocialismo</p>
<p><u>23 marzo</u></p>
<p>Religione e religiosità nel pensiero di Aldo Capitini</p>
<p><u>30 marzo</u></p>
<p>La poesia di Aldo Capitini</p>
<p><strong>Per informazioni: Rettorato dell’Università per Stranieri di Perugia,  tel. 075 57 46 308</strong></p>
<p>Pagina web dedicata al ciclo di seminari: www.unistrapg.it/it/ciclo-di-seminari-se-vuoi-la-pace-prepara-la-pace</p>
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		<title>Università per Stranieri di Perugia, conferita la Laurea Honoris Causa in relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo al direttore generale dell&#8217;Unesco Irina Bokova</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/universita-per-stranieri-di-perugia-conferita-la-laurea-honoris-causa-in-relazioni-internazionali-e-cooperazione-allo-sviluppo-al-direttore-generale-dellunesco-irina-bokova/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 14:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Never before in recent history, have been seen such systematic attaches against culture heritage and diversity&#8221;. Sistematici attacchi, come quelli che vessano, oggi, sul Medio Oriente, attuati in nome di una (presunta) “pulizia” culturale e ideologica volta a perseguitare individui professanti religioni <em>altre</em>, tradizioni <em>altre</em>, e che appartengono ad <em>altre</em> civiltà. Una diversità, questa, non tollerata da ideologie faziose e assassine, il cui obiettivo precipuo è quello di far &#8220;nascere la guerra nella mente degli uomini&#8221;. Fa da contraltare a questo estremismo violento, il punto-cardine su cui è stata istituita, 70 anni fa, la missione dell’Unesco: &#8220;è nella mente, dunque, che gli uomini devono costruire la difesa della pace&#8221;. Nella coscienza. Contro ogni forma di intimidazione e di disseminazione di odio razziale verso l’alterità, culturale e confessionale. Solo la cultura, l’istruzione, la conoscenza possono opporvisi.</p>
<p>Nella Lectio Doctoralis proferita oggi, nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Senatrice Stefania Giannini, del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, delle Autorità civili, religiose e militari, del Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Roberto Fedi, del Collegio dei Dottori dello stesso Dipartimento e della comunità accademica tutta, Irina Bokova, Direttore Generale dell’Unesco, tra i candidati alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite, dopo la reggenza di Ban Ki-moon (la sua candidatura è stata resa nota ufficialmente dal Ministero degli Esteri della Bulgaria il 10 febbraio scorso), ha rimarcato gli sforzi &#8220;intrapresi per proteggere il patrimonio dell’umanità e contrastare il traffico illecito di beni culturali che contribuisce al finanziamento del terrorismo&#8221;. Irina Bokova, che, dopo due mandati al parlamento bulgaro nel partito socialista, ha ricoperto le cariche di Vice Primo Ministro del governo di Sofia e Ministro degli Esteri ad <em>interim</em> dell’esecutivo di Zhan Videnov, Ambasciatore inviato da Sofia in Francia e a Monaco, nonché, prima di approdare, il 15 novembre del 2009, alla direzione dell’Agenzia Onu impegnata nella difesa del patrimonio culturale dell’umanità, Rappresentante permanente della Bulgaria all’Unesco, e che da sempre si batte per le pari opportunità di genere e per la prevenzione dell’estremismo violento.</p>
<p>Nella presentazione alla cerimonia solenne di conferimento della Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo alla Direttrice Generale dell’Unesco, il Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia (Ateneo che, fin dalla sua fondazione negli anni Venti del secolo scorso, si caratterizza per la sua prestigiosa funzione di “ponte” inter-culturale e per la vocazione alla didattica e alla promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, annoverando, tra le sue strutture di ricerca, la cattedra Unesco in “Water Resources Management Culture”, fondata a Perugia nel 2013 a suggello dell’accordo intercorso tra la stessa Agenzia Onu, l’Università per Stranieri di Perugia e l’Honors Center delle Università Italiane) ha sottolineato come, nella prospettiva di un &#8220;Nuovo Umanesimo&#8221;, &#8220;la cultura crei spazi di condivisione e di accoglienza&#8221;, costituendo &#8220;una praticabile alternativa ad una antropologia malata ed egoista che rischia di tenere la scena in questo nostro tempo&#8221;. Un magistero, quello della Bokova, ha proseguito il Rettore Paciullo, che si è consustanziato con la ferma convinzione che la cultura interessi anche il sistema valoriale delle tradizioni e degli stili di vita di ciascun popolo, che la globalizzazione riguardi tutti i luoghi, che la dialogicità interculturale rappresenti un efficace strumento per la costruzione della pace nel mondo. E che l’interpretazione dei diritti umani come &#8220;il punto di convergenza di un consenso pratico sulle priorità da rispettare, lasciando a ciascuno la libertà di ricerca speculativa sulle ragioni&#8221; costituisca un’ideale linea di congiunzione tra l’alto operato di Irina Bokova e quello di Jacques Maritain, presidente della Seconda Conferenza Generale dell’Unesco a Città del Messico nel 1947.</p>
<p>Ha portato il saluto del Governo italiano, la Senatrice Stefania Giannini, già Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, che, ha ricordato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, &#8220;già negli anni Venti seppe elaborare un progetto educativo visionario, promuovendo la cultura a strumento di dialogo e ponendosi, dunque, in una posizione sintonica con l’UNESCO&#8221;. &#8220;Le radici più solide – ha proseguito il Ministro – non sono solo quelle della coscienza, strumento ineludibile per la costruzione della pace, ma anche quelle della lingua, quale fattore ineludibile di identità, e di cui l’Ateneo perugino è ambasciatore nel mondo&#8221;.</p>
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<p>Oggi le relazioni stabili di cooperazione scientifica sono, spesso, teatro di guerra: &#8220;servono le Università più degli eserciti – è stato il commento della Senatrice –, la scienza più dei sistemi di sicurezza&#8221;. Scienza come filtro, scienza come diaframma tra la paura e le decisioni politiche. Rapporto fluido tra le comunità scientifiche, cooperazione internazionale, esigenza di &#8220;maestri&#8221;, contro ogni forma di boicottaggio, che, sempre, presuppone un’esclusione. Ha ricordato Giulio Regeni e Valeria Solesin, il Ministro Giannini, definendoli &#8220;moderni esploratori della conoscenza&#8221;, attori internazionali della comunità scientifica e orgoglio di quel capitale umano che è patrimonio dell’umanità. Il suo discorso si è poi incentrato sull’importanza della protezione del patrimonio culturale nei Paesi di guerra e sulla proposta, da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di predisporre un’azione concreta per la formazione dei rifugiati, perfettamente in linea con uno dei punti focali del preambolo Unesco: la cultura come approdo alla giustizia, la cultura come dovere per le nazioni, la cultura come arma silente e non violenta per prevenire la guerra. E ai giornalisti che le chiedono di commentare i risultati della Ricerca italiana risponde: &#8220;C’è molta soddisfazione e molto senso di responsabilità motivati dai risultati eccellenti della Ricerca italiana&#8221;, che va rifinanziata e semplificata il più possibile. Un processo, questo, iniziato con la Legge di Stabilità.</p>
<p>&#8220;Irina Bokova – ha ricordato nella sua Laudatio il Professor Lucio Ubertini, titolare della Cattedra Unesco “Water Resources Management and Culture&#8221; – ha incrementato la presenza dell’Unesco nel nostro territorio, aggiungendo ai siti Patrimonio dell’Umanità di Roma, Firenze, Tivoli, Assisi, altre due iniziative riguardanti la risorsa acqua&#8221;, concepita come particolarmente importante per il rapporto che questa instaura con la civilizzazione e la cultura della regione: l’accordo di sede tra l’Italia e l’Unesco per il trasferimento a Perugia dell’Unesco Programme Office on Global Water e l’istituzione della Cattedra Unesco in Gestione e cultura delle risorse idriche presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si è, poi, ricollegato al discorso inaugurale del Magnifico Rettore, facendo leva sull’introduzione, da parte di Irina Bokova, di un Nuovo Umanesimo per il XXI secolo e sulla sintesi tra la visione francescana e quella interdisciplinare promulgata da insigni personalità dell’Umanesimo e del Rinascimento, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca.</p>
<p>&#8220;Gentili signore e signori – è stata la conclusione di Lucio Ubertini – Irina Bokova è una personalità veramente unica nella sua capacità di riassumere in sé competenze interdisciplinari concentrate sulle categorie istituzionali che hanno caratterizzato il suo prestigioso profilo politico e culturale. Pertanto è assolutamente degna di ricevere dall’Università per Stranieri di Perugia la Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo sviluppo&#8221;. Laurea che, a seguito del proferimento della motivazione, da parte del Professor Roberto Fedi, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, della Lectio Doctoralis di Irina Bokova, della formula ad conferendum e della successiva votazione da parte del Collegio dei dottori del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, viene ufficialmente ed unanimemente conferita al Direttore Generale Unesco. Le fave gettate nell’urna, infatti, sono tutte bianche. E simboleggiano gli &#8220;approvo&#8221; dei Dottori perugini.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0003.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-32968" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0003-700x525.jpg" alt="IMG-20160215-WA0003" width="618" height="464" /></a> <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0004.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-32969" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0004-700x700.jpg" alt="IMG-20160215-WA0004" width="618" height="618" /></a> <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0005.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-32970" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160215-WA0005-700x700.jpg" alt="IMG-20160215-WA0005" width="618" height="618" /></a></p>
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