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	<title>Perugia Online &#187; #pedaggio</title>
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		<title>Piano trasporti regionale, per Liberati M5S, nasce vecchio, con riferimenti e proposte antiquate</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 11:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;No al flusso di camion di fuori regione che percorrono integralmente la E45 quale corridoio gratuito e alternativo alla A/1, scaricando il loro black carbon, distruggendo l’infrastruttura e aumentando l’incidentalità: un pedaggio imposto esclusivamente ai Tir col sistema free flow, senza barriere, entrerebbero almeno 15 milioni di euro/anno, utili come il pane a una strada ridotta a colabrodo per via di una politica trasportistica senza slanci e troppo spesso balbuziente”. La critica al Piano regionale dei trasporti 2014-2024 viene dal consigliere Andrea Liberati (M5s), che annuncia emendamenti al documento e chiede anche un “rilancio della Ferrovia centrale umbra per il trasporto merci”. “Un secolo dalla costruzione della ex MUA, ex FCU – ricorda Liberati &#8211; quasi mezzo secolo dall’apertura dei primi tratti della SS 3/bis, infrastrutture che innervano l’Umbria, così liberata dalla propria atavica emarginazione fisica rispetto al resto d’Italia. Ma da alcuni anni si registra un crescente rischio di ritorno all’antico isolamento stradale e ferroviario, non essendo stata effettuata una sistematica manutenzione programmata né per la E/45, né per il ferro. Contro questa prospettiva occorrerebbe un serio Piano trasporti, ma quello 2014-2024 della Regione nasce vecchio, con riferimenti e proposte antiquate, che indugiano ancora sulla gomma, provocando anzitutto la morte della ex FCU, scavalcata, nelle intenzioni della Regione, da un servizio di autobus potenziato che preveda al riguardo l’attrezzaggio della sede stradale per la loro fermata, inclusa la viabilità principale: stop anche lungo la superstrada dunque? Assurdo”. “Una ex FCU ampiamente trascurata – prosegue &#8211; pure a fini di trasporto merci: su quasi 400 pagine di analisi, non una parola. Eppure il tema fu sollevato anche dallo stesso PD, con il consigliere Chiacchieroni, e del resto la ex FCU fu usata a lungo per questo.  Sviluppumbria nel 2012 raccolse l’interesse degli operatori, a partire dalle Fornaci Briziarelli contigue alla ferrovia, ma costrette a invadere di laterizi la E/45, come altri fanno con l’acqua e il resto (Sangemini). Intanto, fuori dagli stabilimenti, centinaia di Tir stazionano quotidianamente a motore acceso, lasciando il loro generoso carico di particolato. E, grazie al diesel, il benzo(a)pirene è sopra soglia sia nella Val Tiberina che nella Conca Ternana, fenomeno che, non a caso, il Ministero dell’Ambiente rammenta alla Regione, nelle proprie osservazioni al Piano”. “Il M5S – afferma Liberati &#8211; presenterà alcuni precisi emendamenti al Piano trasporti: basta anzitutto al flusso di camion extraregionali che percorrono integralmente la E/45 quale corridoio gratuito e alternativo alla A/1: quasi 3.000 TIR/giorno che scaricano qui il loro black carbon, distruggendo l’infrastruttura, aumentando un’incidentalità il cui peso è “più elevato che nel resto del Paese, determinando uno svantaggio competitivo tra i 90/180 milioni di euro che gravano sul sistema regionale” e che incidono “direttamente sulle prospettive di crescita economica e occupazionale regionale).  Tale flusso di camion extraregionali (quasi il 20 per cento del totale, dati della Regione) deve pagare i costi della devastazione: solo così l’Umbria può contenere il numero dei Tir e risanare una E/45 altrimenti destinata, come la ex FCU, a finire chiusa per lunghi tratti e per molto tempo, perché il Governo già oggi non interviene più. Un pedaggio imposto esclusivamente ai Tir col sistema free flow, senza barriere: entrerebbero almeno 15 milioni di euro/anno, utili come pane a una strada ridotta a colabrodo per via di una politica trasportistica senza slanci e troppo spesso balbuziente. Si cambi subito – conclude &#8211; o l’isolamento dell’Umbria sarà inevitabile”.</p>
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		<title>E-45, per Dottorini il consiglio regionale &#8220;insabbia la petizione popolare&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 10:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “E&#8217; veramente paradossale che, mentre i fautori della realizzazione dell&#8217;autostrada Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, il Consiglio regionale decida di farsi beffa delle 8.500 firme raccolte dai cittadini contro la trasformazione della E45 in autostrada a pedaggio. Destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, hanno deciso di insabbiare la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini che chiedono a gran voce la revisione del parere favorevole dato a più riprese dalla Regione”. Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell&#8217;associazione Umbria Migliore, commenta la decisione assunta dalla Seconda commissione consiliare che ha deliberato all’unanimità di non ascoltare neppure il comitato promotore “No E45 autostrada” demandando alla Giunta regionale il compito di occuparsi, nell&#8217;ambito del Piano regionale dei Trasporti, della petizione popolare.</p>
<div><strong>Le inchieste</strong> &#8211; “Dopo lo scandalo emerso con l’inchiesta ‘Sistema’ – chiede Dottorini &#8211; cos’altro deve succedere per convincere la politica dell’assurdità di quest’opera? Neppure le nubi della corruzione che leggendo le intercettazioni paiono addensarsi fitte su questo progetto sono in grado di scalfire le convinzioni dello schieramento trasversale che da sempre sostiene questa follia progettuale. Eppure logica vorrebbe che le inchieste che stanno travolgendo i vertici del Ministero dei Lavori pubblici, unite alle negative ripercussioni ambientali ed economiche sui territori, inducessero ad un ripensamento degli stessi presupposti che hanno portato a concepire un’opera che, al di là delle vicende giudiziarie, potrà forse soddisfare gli interessi di qualche più o meno spregiudicato gruppo imprenditoriale, non certo le legittime aspettative della collettività. La prima cosa da fare sarebbe stata quella di dare seguito a ciò che 8.500 cittadini umbri hanno chiesto a gran voce: chiamarli ad esporre le proprie ragioni in commissione e magari procedere alla revoca del parere positivo all&#8217;opera fornito dalla Regione e dalla totalità dei Comuni dei territori coinvolti dal tracciato. Ma il Consiglio regionale, con un atteggiamento imbarazzato e pilatesco, ha deciso di non convocare neppure il comitato promotore, come per prassi si è soliti fare, mettendo così la testa sotto la sabbia ed evitando ogni dibattito di merito”.</div>
<div></div>
<div><strong>Appoggio di Incalza al Cipe</strong> &#8211; “Ormai – spiega Dottorini &#8211; fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi da qualche vicenda giudiziaria. L&#8217;inchiesta &#8216;Sistema&#8217; ha portato alla luce un quadro tutt&#8217;altro che rassicurante, con ipotesi di reati pesanti e un sistema inquinato che non esenta quasi nessuna delle nuove grandi opere presentate come volano dell&#8217;economia nazionale. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c&#8217;è anche quella secondo la quale il consorzio &#8220;Ilia Or-Me&#8221;, che fa capo a Vito Bonsignore, la &#8216;mente&#8217; che ha concepito l&#8217;autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all&#8217;appoggio di Ercole Incalza, che si trova in carcere. In tutto questo il Consiglio regionale non riesce a fare altro che snobbare la volontà di 8500 cittadini che hanno ragioni da vendere nel rivendicare un altro modello di sviluppo e, a questo punto, un’altra moralità nel decidere i destini economici e ambientali di una regione. C’è da scommettere che questa decisione avventata non passerà sotto silenzio e che, come un boomerang, si ripercuoterà sullo stesso Consiglio regionale”.</div>
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		<title>E45, Rometti: “Prematuro e fuorviante parlare di pedaggio dovuto per il traffico locale&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 09:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Deve essere chiaro che la Regione Umbria continuerà a far valere le ragioni del suo fermo ‘no’, peraltro già recepite dal Governo, ma la questione del pedaggio e delle agevolazioni per il traffico locale sulla E45, una volta trasformata in autostrada, sarà definita dalla convenzione che il Governo sottoscriverà con il concessionario individuato attraverso gara. Oggi è prematuro parlare di certezze ed è anche fuorviante: la priorità per la quale dobbiamo batterci tutti è innanzitutto quella dell’adeguamento e della messa in sicurezza della superstrada”. È quanto afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture, Silvano Rometti, in merito alle recenti posizioni espresse sul progetto di trasformazione della E45 in autostrada e in particolare sull’obbligo di pedaggio che ne deriverebbe agli utenti umbri.</p>
<p>“Esenzione ed agevolazioni in termini di tariffe e varietà di titoli di accesso sarebbero in contrasto con le normative europee? Ci risulta piuttosto – dice – che questo tipo di regime agevolato sia già applicato in alcuni tratti della rete viaria della Toscana e in altre realtà italiane ed europee. In ogni caso, la convenzione con il concessionario dovrà essere condivisa con le Regioni e non abbasseremo certo la guardia per far valere la nostra posizione che esprimiamo con forza già da quando si è cominciato a parlare del progetto di realizzare l’autostrada. Un progetto – sottolinea – su cui si è pronunciato con favore, a larghissima maggioranza bipartisan, anche il Consiglio regionale, mettendo in evidenza la necessità di esentare gli umbri dal pagamento di pedaggi”.   “L’introduzione di pedaggi per tutto il traffico, locale e non, non sarebbe oltretutto neanche conveniente per il costruttore – aggiunge l’assessore &#8211;  Dalle stime sperimentali compiute per il Piano regionale dei trasporti, si evidenzia che l’applicazione del pedaggio farebbe diminuire il flusso di traffico”.</p>
<p>“Ci aspettiamo che si faccia fronte comune sull’esenzione dai pagamenti e, comunque, sulla possibilità di introdurre le maggiori facilitazioni per il traffico locale, ma soprattutto – conclude Rometti – che ci sia l’impegno di tutti, istituzioni, parlamentari, comunità regionale, per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di un asse strategico per i collegamenti e lo sviluppo della regione quale è la E45 che, è agli occhi di tutti, è quanto mai urgente e su cui abbiamo ottenuto l’impegno dell’Anas e del Governo”.</p>
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		<title>Ancora su E-45, Nucciarelli: &#8220;Esigenza di una valutazione corretta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 13:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si è parlato di E-45 anche questa mattina, 9 marzo 2015, durante la conferenza stampa presso la Sala della Vaccara. La superstrada, ufficialmente denominata E45, in Umbria è la massima via di scorrimento ed interessa un traffico regionale e interregionale. Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni la ridotta manutenzione ordinaria e straordinaria e, peggio ancora, interventi sconsiderati, addirittura motivo di procedimenti legali, hanno prodotto un vistoso degrado e una grave riduzione delle condizioni di sicurezza, tanto che una completa ristrutturazione è indilazionabile.<br />
<strong>Trasformazione della E-45 in autostrada &#8211;</strong> Senza che possano essere addotte prove e restando pertanto sul piano delle pure ipotesi, si potrebbe pensare che la scarsa o nulla manutenzione obbedisca a un disegno voluto: ridurre la E45 in condizioni tali che la sua trasformazione in autostrada venga avvertita come una necessità. In realtà la trasformazione della E45 in autostrada non è la sola risposta ai problemi di viabilità e sicurezza della massima arteria umbra e non è detto che sia la migliore. La soluzione più logica, economica e compatibile con ambiente e paesaggio è evidentemente la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell’attuale superstrada.</p>
<p><strong>I sostenitori della trasformazione in autostrada &#8211;</strong> Decisamente in minoranza, stando alle risultanze del Consiglio Grande, indetto dal Comune di Perugia espressamente sul tema, in cui sono stati espressi solo pareri contrari, chiamano in causa la necessità di far uscire l’Umbria dall&#8217;isolamento e sottolineano che la nuova autostrada non apporterà nessun danno al paesaggio, in quanto ripercorrerà il tracciato della vecchia superstrada.</p>
<p><strong>Gli oppositori &#8211;</strong> Le pendenze e i raggi di curvatura delle autostrade obbediscono a esigenze tecnologiche proprie e non è possibile quindi ripercorrere fedelmente il vecchio tracciato. Le attuali numerose uscite, poste per concrete esigenze funzionali in corrispondenza dei centri abitati, verrebbero sostituite da caselli autostradali, dislocati necessariamente con minore frequenza. Il pedaggio, dal quale è impensabile che i fruitori vengano esentati, probabilmente spingerebbe molti utenti a scegliere il tracciato viario minore, che attraversa agglomerati urbani di vari ampiezza, congestionando il traffico d’una rete stradale non predisposta e difficilmente modificabile per lo stretto raccordo con le abitazioni.</p>
<p><strong>Costi e impatto &#8211;</strong> Negli ultimi tempi la discussione si sta concentrando sulla E45 e sui costi e in generale sull&#8217;impatto che la sua trasformazione in autostrada potrebbe apportare alla Regione e ai singoli comuni interessati. Innanzi tutto è triste notare che di questi aspetti si decida di parlare solo e soltanto a ridosso di una campagna elettorale, cosa che dà la cifra di come la sinistra in questa regione concepisca il modo di coinvolgere i cittadini: come sudditi, da imbonire per ottenere voti promettendo vantaggi puramente ipotetici. La cosa non suscita in me nessuna sorpresa: è sempre stato così e non vedo perché dovrebbe cambiare ora. La sinistra ha sempre fatto calare le decisioni dall’alto promettendo vantaggi, fingendo partecipazione e poi, quando i fatti hanno dato torto alle azioni, hanno cercato di spostare le colpe all’esterno, lamentando di non essere stati compresi. È stato così per il Minimetrò, per la SIPA, per Monteluce, per San Bevignate, e cito solo le opere più recenti, tralasciando situazioni di degrado estremo e irreversibile come la zona di Strozzacapponi. Il DNA della sinistra rappresenta i cittadini come dei minus habentes che non possono e non devono intervenire nella cosa pubblica, se non in cambio di voti o di altri appoggi.<br />
Anche in questo caso, quindi, la presidente Marini tiene lo stesso comportamento e promette pur sapendo di non poter mantenere; tira fuori l’ennesimo coniglio binaco dal cilindro sperando in una manciata di voti in più che le risparmi la figuraccia, che ha dovuto subire (per fortuna di Perugia) l’ex sindaco Boccali.<br />
Se poi la Società Autostrade ritirerà la disponibilità a compiere l’opera la sinistra potrà cantare vittoria per avere lasciato le cose nell’indegno stato in cui si trovano; se, invece, come probabile, le cose andranno avanti stralciando la richiesta di esenzione, il PD potrà comunque dire di aver fatto tutto il possibile ma quei “cattivoni” a Roma (peraltro del medesimo partito) non hanno ascoltato le loro giuste richieste. A pagare saranno comunque i cittadini, ma intanto le elezioni saranno passate e la Presidente e i suoi compagni in quest’aula potranno stappare dell’ottimo champagne millesimato, lasciando ai sudditi-cittadini l’aceto, decisamente non balsamico.<br />
<strong>Esenzione pedaggio &#8211;</strong> Qui si vuole puntare l’attenzione essenzialmente sul metodo e ci si limita a sottolineare che in Italia l’unico caso notevole di esenzione dal pedaggio è per un tratto della Società Autostrade Tirrenica, lungo 12 km. Se la presidente Marini o, in sua vece, i rappresentanti del PD sono in grado di spiegarci come la situazione possa essere confrontata con i 396 km della E45 saremmo loro immensamente grati. Esistono casi di esenzione totale dal pagamento. Posto che la Società e lo Stato fossero disponibili (il che è evidentemente escluso), la E45 si potrebbe gloriare di essere sullo stesso piano della A19, Palermo Catania, della A29 Palermo Mazara del Vallo e soprattutto della prestigiosa A3, la Salerno Reggio Calabria, esempio lampante di sicurezza e buona manutenzione … Mi perdonerete l’ironia, ma è francamente frustrante discutere, ripeto, di conigli bianchi tirati fuori dal cilindro e riuscire a prenderli sul serio. Nel concreto cosa intende fare Catiuscia Marini qualora non vengano accolte le richieste di esenzione per gli umbri? La vera domanda è questa e, ancora, nessuno ha azzardato una risposta. Ribadisco, si sono scelte con cura solo ipotesi prive di fondamento, si evita di parlare degli argomenti reali come lo stato delle strade urbane e extraurbane, che versano in stato pietoso, indegno di una città europea, altro che E45, altro che Perugia città europea della cultura. La sicurezza, la viabilità, l’urbanistica sono state trattate, e continuano ad esserlo in comuni come quello di Corciano, in maniera a dir poco incomprensibile.</p>
<p><strong>Riflessione sui danni &#8211;</strong> Da tutti gli elementi addotti, e dagli altri che emergeranno nel corso del dibattito, si deduce, al di là di ogni ragionevole dubbio, la necessità di un attento ripensamento di un’opera, che potrebbe produrre danni irreversibili soprattutto alla luce di un’ultima considerazione. Se si riflette che il cantiere, che dovrebbe dare forma alla nuova autostrada, non può durare meno di una decina di anni e se si tiene conto del rapido ritmo con cui evolvono la società moderna e la sua tecnologia, il traffico su gomma probabilmente vedrà una progressiva riduzione a favore del traffico su rotaia e di altre forme innovative. L’autostrada potrebbe essere obsoleta fin dalla nascita.</p>
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