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	<title>Perugia Online &#187; piano</title>
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		<title>Approvato all’unanimità il piano di protezione civile comunale multirischio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 13:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il documento è stato redatto dagli uffici del Comune sulla base delle indicazioni del Dipartimento di Protezione Civile e secondo il metodo Augustus per l’identificazione delle funzioni di supporto, che riguarda, appunto, le misure da adottarsi in caso di eventi calamitosi, definisce i ruoli delle strutture comunali preposte alla Protezione civile per le azioni di soccorso ed ha lo scopo di prevenire, prevedere e gestire gli eventi calamitosi stessi e tutelare i cittadini, l’ambiente e i beni. In particolare, esso punta a identificare i soggetti che compongono la struttura comunale di PC, a costituire un modello di intervento per definire azioni e strategie da adottare al fine di mitigare i rischi, realizzare le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, identificare le aree di protezione civile. Il piano è articolato in cinque volumi. “Se in passato sono stati via via approvati piani di gestione di rischio specifico –sostiene il vicesindaco Urbano Barelli- oggi, su orientamento della stessa protezione civile e sulla base dell’esperienza accumulata, si è preferito redigere un piano unico multirischio, dinamico e di più facile consultazione sia per gli operatori che per la cittadinanza. Del resto, come più volte ribadito, stiamo assistendo a fenomeni naturali sempre più estremi, per esempio dal punto di vista climatico, che rendono necessario, da parte degli enti, lavorare a politiche più adeguate e coordinate, quale appunto il piano multirischio. In ogni caso si tratta di un piano di cui possiamo essere orgogliosi”. Il Piano, che dovrà essere trasmesso come prevede la legge, alla Prefettura, alla Regione dell’Umbria e alla Provincia di Perugia, sarà interamente visionabile sul sito del comune all’indirizzo: http://istituzionale.comune.perugia.it/pagine/protezione-civile-perugia.</p>
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		<title>Danilo Rea e Paolo Fresu ancora insieme al Jazz Club di Perugia</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 08:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Grande successo di pubblico per Danilo Rea e Paolo Fresu che tornano a suonare insieme per il pubblico di Perugia. Rapiscono e divertono il pubblico dell&#8217;Auditorium Jazz Area dell’Hotel Giò con le loro acrobazie musicali. Il concerto &#8211; Si è svolto venerdì 10 aprile l’Auditorium Jazz Area dell’Hotel Giò. Fresu e Rea tornano a suonare ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Grande successo di pubblico per Danilo Rea e Paolo Fresu che tornano a suonare insieme per il pubblico di Perugia. Rapiscono e divertono il pubblico dell&#8217;Auditorium Jazz Area dell’Hotel Giò con le loro acrobazie musicali.</p>
<p><strong>Il concerto &#8211;</strong> Si è svolto venerdì 10 aprile l’Auditorium Jazz Area dell’Hotel Giò. Fresu e Rea tornano a suonare insieme reinterpretando alcuni classici della musica italiana. Aprono il concerto con &#8220;E se domani&#8221; di Carlo Alberto Rossi e proseguono con &#8220;Almeno tu nell&#8217;universo&#8221; di Mia Martina, &#8220;La canzone di Marinella&#8221; di De Andrè e altri successi. Far suonare insieme due grandi musicisti come Rea e Fresu è un successo assicurato. L&#8217;esibizione, che non manca di continue improvvisazioni, rende ogni interpretazione sempre nuova e originale. &#8220;Suonare con Danilo Rea è un viaggio continuo; non decidiamo mai nulla, o quasi nulla&#8221; dichiara Paolo Fresu. Al duo, piano e tromba, si aggiunge un terzo strumento, il bandoneon, suonato da Daniele Di Bonaventura. Marchigiano, compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista con un grande interesse per la musica improvvisata. É stato abilissimo a inserirsi nella ormai collaudata unione Fresu-Rea suonando con loro &#8220;Oh che sarà&#8221; di Fossati.</p>
<p><strong>Danilo Rea &#8211; </strong>Nasce a Vicenza nel 1957 e si trasferisce a Roma da piccolo, consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, debuttando nel 1975 nella musica jazz con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, formando il Trio di Roma. Contemporaneamente al jazz sviluppa particolare interesse per la musica progressive e partecipa alla formazione del gruppo New Perigeo, di cui è leader e fondatore il contrabbassista Giovanni Tommaso. Il New Perigeo affrontò una lunga tournée (settantadue concerti in settanta giorni) insieme a Rino Gaetano e a Riccardo Cocciante, di cui rimane testimonianza registrata l’album intitolato Q Concert. Si fa strada nell’ambiente jazzistico sino a suonare con alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, Art Farmer. Nel 1989 partecipa al lavoro di Roberto De Simone, Requiem per Pier Paolo Pasolini, rappresentato al teatro San Carlo di Napoli per la direzione di Zoltan Pesko; nello stesso anno pubblica assieme a Roberto Gatto il disco Improvvisi. Nel 1997 dà vita, con il contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista Fabrizio Sferra ai Doctor 3, un trio che da un decennio calca i più importanti palcoscenici del jazz italiani. Il suo disco The Tales of Doctor 3 viene premiato miglior disco di jazz italiano nel 1998, mentre il lavoro successivo The songs remain the same vince il titolo di miglior disco jazz di Musica&amp;Dischi nel 1999. In Italia sono numerose le sue collaborazioni nell’ambito del pop, come pianista di fiducia di artisti quali Mina, Claudio Baglioni, Pino Daniele e come collaboratore occasionale, tra gli altri, di Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.</p>
<p><strong>Paolo Fresu &#8211; </strong>Nasce a Berchidda nel 1961 incomincia lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale “Bernardo De Muro” del proprio paese natale, molta della sua costruzione tecnica avviene tramite le conoscenze apprese in questo periodo, che fece comunque da scuola propedeutica al Conservatorio. Quando il musicista esce dalla sua condizione paesana, catapultato verso la più vicina delle città provviste di Conservatorio, Sassari, ove formalizza la sua già avvenuta preparazione e mette alla prova la sua attitudine, scopre il Jazz che lo porterà alla fama. Le attività al di fuori degli studi, come partecipazioni notabili e riconoscimenti, permettono anche l’inizio dell’attività professionale nel 1982, registrando per la Rai sotto la guida del maestro Bruno Tommaso e frequentando i seminari di Siena jazz, tali attività che gratificarono e solidificarono l’idea di Fresu del continuare. Nel periodo di formazione professionale, il maestro vide la contrapposizione del suo docente alle idee di prosecuzione degli studi jazzistici; anche con non garbate minacce, il pericolo era di essere espulso, quindi giocarsi la fortuna carrieristica; così, con degli espedienti, cercò l’appoggio anche di un altro docente lontano dalla Cattedra Sassarese. Con la fine degli studi tale anatema svanì; al contrario, la carriera continuò felicemente. Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari, avendo lasciato l’egemonica Sassari, e nello stesso anno vince i premi RadioUno Jazz, Musica Jazz e RadioCorriere TV, come miglior talento del jazz italiano. Questi premi fanno da segnale alla sempre più vicina fama internazionale. Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi di cui oltre ottanta a proprio nome o in leadership ed altri con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica Contemporanea, Musica Leggera, Musica Antica, ecc.. collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio, ecc. Molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
<p>Photo Credit: Davide Castellucci</p>

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<a href='http://www.perugiaonline.net/danilo-rea-e-paolo-fresu-ancora-insieme-al-jazz-club-di-perugia/fresu_rea_bonaventura-2/'><img width="240" height="160" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/04/Fresu_Rea_Bonaventura1-240x160.jpg" class="attachment-medium" alt="Fresu_Rea_Bonaventura" /></a>
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		<title>Casa, dal 2006 realizzati oltre tremila alloggi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 16:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Duemila 547 alloggi realizzati per una spesa di quasi 150 milioni di euro, attraverso i due piani triennali di cui si è dotata la Regione Umbria a partire dal 2006 ed altri 600 alloggi realizzati attraverso i PUC: sono questi i dati che emergono dal Rapporto “Abitare in Umbria” che è stato presentato nel pomeriggio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Duemila 547 alloggi realizzati per una spesa di quasi 150 milioni di euro, attraverso i due piani triennali di cui si è dotata la Regione Umbria a partire dal 2006 ed altri 600 alloggi realizzati attraverso i PUC: sono questi i dati che emergono dal Rapporto “Abitare in Umbria” che è stato presentato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 25 marzo, nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia. Il rapporto, redatto dalla Direzione regionale programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria, ha preso in esame tutti gli interventi regionali messi in campo nel settore della casa, dalla realizzazione di nuovi alloggi al sostegno all’affitto, per cercare di garantire un’abitazione a tutte quelle famiglie in difficoltà.</p>
<p><strong>La crisi &#8211;</strong> “Appare evidente che la crisi economica che investe l’Italia, &#8211; ha affermato l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti – ha una ricaduta diretta sulle condizioni di vita dei cittadini e impone alle Istituzioni un ripensamento delle politiche di garanzia dei diritti fondamentali. E quello della casa è sicuramente uno dei diritti fondamentali in cui non si può accettare nessuna sottovalutazione e soprattutto nessun taglio di risorse. Oltre al crescente numero di famiglie che rischiano di perdere la propria casa per la difficoltà di pagamento dei mutui, non si può non citare l’impressionante numero di sfratti per morosità incolpevole. Oppure i problemi della sicurezza e della accessibilità delle abitazioni per anziani e portatori di handicap, l’aumento delle coabitazioni (in Umbria quasi il venti per cento in più). Oltre naturalmente al problema di vecchie e nuove famiglie che invece una casa proprio non riescono ad averla. La Regione dell’Umbria, nonostante le grandi ristrettezze economiche in cui sì è trovata ad operare, dovute anche ai consistenti tagli di trasferimenti da parte dei governi nazionali, ha testardamente fatto la propria parte per alleviare il disagio abitativo: interventi diretti per l’acquisto della prima casa, convenzione con gli istituti di credito per facilitare l’accesso ai mutui, sostegno all’affitto per categorie sociali deboli, valorizzando l’affitto a canone concordato e potenziando la disponibilità di appartamenti a canone sociale dei comuni e dell’Ater. Tutto ciò – ha sottolineato Vinti – tenendo sempre conto della qualità del vivere ed usando le politiche abitative anche per il recupero del patrimonio edilizio esistente, in particolare nei centri storici. Dall’ultimo censimento è emerso un dato: un alloggio su sei in Umbria non è occupato.</p>
<p><strong>Offerta abitativa</strong> &#8211; “Ed allora siamo sempre più convinti – ha detto Vinti &#8211; che sia inutile e dannosa un ulteriore espansione e consumo del territorio e che sia invece necessario aumentare l’offerta abitativa in affitto intensificando il recupero qualitativo e funzionale del patrimonio edilizio esistente, anche nelle periferie e nei quartieri di edilizia pubblica. Sarebbe molto utile, a livello nazionale, la costituzione di un Osservatorio sulla condizione abitativa per programmare, attivare ed indirizzare le iniziative in materia di politiche abitative. Occorre cioè riportare al centro del dibattito politico il tema del ‘diritto all’abitare’ che in un Paese civile dovrebbe essere garantito a tutti”.</p>
<p><strong>Le nuove famiglie</strong> &#8211; Il rapporto, che è stato illustrato da Giuliana Mancini del Servizio “Politiche della Casa e Riqualificazione Urbana”  e da Marta Scettri del Servizio “Statistica e Valutazione degli investimenti”, ha anche evidenziato i cambiamenti registrati in Italia ed in Umbria nelle tipologie di famiglie e dunque gli “aggiustamenti” che si sono resi necessari per cercare di intercettare al meglio i bisogni sociali. In Umbria le due tornate censuarie hanno rilevato nel 2001 313.629 famiglie e nel 2011, 367.335: l’incremento risulta essere più consistente del dato nazionale, con un tasso di variazione pari a 17,1%. Famiglie però meno numerose, molto ridotte le coppie con figli ed in invece in aumento le famiglie monoparentali o single, giovani ed anziani, è stato sottolineato. Nel 2001, la tipologia familiare più consistente è costituita dalle famiglie unipersonali: quasi una su quattro, quota che ai avvicina al 30% sul totale per le famiglie senza nucleo (per nucleo si intende l’insieme di persone che formano una relazione di coppia o di tipo genitore–figlio). È proprio per le famiglie senza nucleo che si registra un considerevole aumento tra il 2001 e il 2011, con un tasso di crescita che in Umbria si attesta al 30,7% e in Italia al 23,4%; un incremento analogo si osserva per le famiglie unipersonali, sia in termini di valore assoluto che a livello territoriale. Molto rilevante anche l’incremento della percentuale di famiglie unipersonali in coabitazione (160,4% sul 2001). E’ probabilmente il segnale da un lato di un fenomeno di costume (sempre più coppie giovani vanno a vivere insieme senza sposarsi) e dall’altro di una difficoltà economica crescente che spinge alla coabitazione. Il trend di molte persone che vivono da sole è il risultato di rapidi cambiamenti nello stile di vita: donne che vivono più a lungo dei loro compagni; tassi crescenti di divorzi e separazioni;  persone in grado di vivere da sole per scelta, ed il graduale spostamento di popolazione verso i centri urbani. Per questi motivi, le persone che vivono da sole coprono l’intera gamma delle età e un’ampia casistica di situazioni personali, inclusi i giovani studenti e i nuovi assunti che scelgono di vivere da soli, i divorziati o gli anziani che sopravvivono ai coniugi”.</p>
<p><strong>Coabitazioni</strong> &#8211; Considerando le famiglie con un nucleo, nel 2011 oltre la metà è composta da coppie con figli (53,5% in Italia, 51,9% in Umbria); all’interno di questa categoria prevale la non coabitazione. A seguire, circa un terzo delle famiglie con un nucleo sono costituite da coppie senza figli. La percentuale di famiglie con un nucleo caratterizzate dalla presenza della madre con figli è pari al 12,6% in Italia e al 12,3% in Umbria.In particolare, l’incremento percentuale, in Umbria, per le madri con figlio in coabitazione, raggiunge il 48,6%. Infine occorre rilevare, tanto in Umbria quanto in Italia, la forte crescita dei padri con figli in coabitazione: in Umbria la variazione percentuale di padri con figli in coabitazione è più che doppia rispetto a quelli non in coabitazione. In Umbria infine il numero delle famiglie proprietarie è proporzionalmente più elevato, circa il 74% del totale, il numero delle famiglie in affitto è più basso rispetto al dato nazionale (14,6%) mentre è leggermente superiore quello delle famiglie con altro titolo di godimento (11,4%). Questo spiega i motivi per cui il numero delle famiglie italiane che partecipano ai bandi regionali per l’acquisto o per l’affitto di alloggi sono proporzionalmente minori rispetto alle famiglie provenienti da altri paesi.“E questi dati, &#8211; ha concluso l’assessore Vinti &#8211; compreso ovviamente quello derivante dalle difficoltà economiche, hanno portato a privilegiare la costruzione di alloggi più piccoli ed a calibrare diversamente le varie priorità di aiuto. Non a caso la Regione dell’Umbria, nel 2014, ha emanato ben 10 bandi a seguito dell’analisi del contesto regionale umbro ed anche dell’ascolto dei vari soggetti pubblici e privati che compongono questo variegato settore”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/casa-dal-2006-realizzati-oltre-tremila-alloggi/">Casa, dal 2006 realizzati oltre tremila alloggi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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