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	<title>Perugia Online &#187; Pizzeria Etrusca</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Il lento declino di via Ulisse Rocchi, anche il Settimo Sigillo minaccia di chiudere</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 08:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> C’è qualcosa che non va in città. C’è qualcosa che non funziona in via Ulisse Rocchi. Dopo che sulle colonne di Perugiaonline.net abbiamo raccontato, in esclusiva, come la microcriminalità, le spese esorbitanti e il declino del centro storico abbiano costretto attività storiche come il ristorante <strong><a title="L’ultimo round di Frankie Banana. Chiude il ristorante “Vecchia Perusia”" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/lultimo-round-frankie-banana-chiude-ristorante-vecchia-perusia-2965/">Vecchia Perusia</a></strong> prima, e la<strong> <a title="Se ne va un altro pezzo di Perugia, chiude la Pizzeria Etrusca" href="http://www.perugiaonline.net/senza-categoria/se-ne-pezzo-perugia-chiude-pizzeria-etrusca-4131/">Pizzeria Etrusca</a></strong> poi, a chiudere, oggi ci troviamo, purtroppo a riportare l’ennesimo grido d’aiuto di un commerciante della zona.</p>
<p><strong>Stavolta, sempre con una lettera</strong> aperta indirizzata al sindaco Andrea Romizi, è il proprietario del ristorante Il Settimo Sigillo che chiede all’amministrazione di alzare la guardia e di non abbandonarlo.</p>
<p><strong>Nella lettera, pubblicata su Facebook</strong>, nel ricordare i sacrifici fatti dai negozianti della zona per tener viva via Ulisse Rocchi, in pieno centro, a due passi da corso Vannucci, ipotizza anche lui di trasferirsi proprio perché la situazione sta diventando insostenibile e sempre più pericolosa per lui e per la sua famiglia.</p>
<p>Di seguito la lettera integrale pubblicata sul social network</p>
<blockquote><p>Spettabile Signor Sindaco,</p>
<p>Le darò del Lei, per la prima volta in molti anni, poiché oggi mi rivolgo a Lei come rappresentante eletto dagli abitanti di questa città a dirigere e riportare la stessa sulla strada di una necessaria e vitale ripresa.</p>
<p>Il mio esercizio commerciale, aperto da 15 anni, si trova in cima a via Ulisse Rocchi, proprio dietro al Duomo di San Lorenzo, in pieno centro storico, in quello che dovremmo poter definire il cuore pulsante della città di Perugia, in quello che, fino a qualche anno fa, lo era davvero. Questa seppur ripidissima salita, che collega direttamente, ricordiamolo, il decantato salotto buono di Corso Vannucci col fiore all’occhiello perugino dell’Università per Stranieri, nonché l’adiacente piazza Morlacchi, il suo Teatro e la sua Facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue,  era, ancora cinque anni fa, luogo di un allegro via vai di studenti di ogni regione e nazionalità, di residenti e professionisti, di turisti incantati e di Perugini a spasso. Almeno dieci, faccio un rapido conto a memoria, le attività di ristorazione, pizzeria, pub, che vi  convivevano, alcune da svariati decenni; attività di qualità, che davano il loro contributo alla valorizzazione ed alla vivacità della città attraverso la cucina, i prodotti della nostra Terra, favorendo quella socializzazione dal sapore internazionale unica nel paese che faceva il fascino di Perugia.</p>
<p>Come sia andata poi Glielo ripeto per amor di cronaca,  Lei ha visto come me chiudere una ad una le piccole imprese familiari, chi sfrattato per non essere più riuscito a pagare affitti rimasti alle stelle in un centro oramai disertato dai Perugini e via via abbandonato anche dagli studenti. Prontamente rimpiazzati da attività che di perugino hanno ben poco, e che raccolgono il fior fiore dell’organizzazione a delinquere di stampo mafioso volta allo spaccio che ha oramai preso piede in tutto il centro cittadino.</p>
<p>Io ho un attività vitale, ho ancora una clientela locale fedele, anche se sempre più restia a recarsi in centro, tengo dei prezzi popolari e dei prodotti di qualità, i turisti apprezzano e spesso ritornano regolarmente a trovarci. Ritengo di fare la mia parte nel cercare di difendere e salvare questa realtà perugina, sorveglio il mio angolo di città, cerco di tener lontani gli spacciatori dal vicoletto che ho di fronte e di tutelare il decoro urbano e la sicurezza dei miei clienti e dei miei vicini. Non sono uno che si arrende, faccio esposti perché venga pulito adeguatamente il suolo pubblico dallo scempio urinario quotidiano, pulisco io stesso di persona più volte al giorno a mie spese, redarguisco chi dà sollievo alla vescica sui portoni dei residenti, e per ciò mi sento rispondere, in Italiano oramai quasi perfetto, da chi si sente ed evidentemente è a tutti gli effetti il vero padrone di questa città, in puro stile mafioso e tono strafottentemente minaccioso, un ghignoso “Non lo sai chi sono io? Vai a lavorare, o ti mando mio zio lì dentro!”.</p>
<p>No, non sono al dentro del <em>Who’sWho</em> delle associazioni di categoria tunisine, moldave od albanesi all’opera nel settore, non so né voglio immaginare quale importante carica ricopra il parente dello spregevole individuo, uno dei tanti, col quale ho avuto il dispiacere di interagire ieri sera<strong>. Dovevo forse reagire, beccarmi qualche bella coltellata dalla mezza dozzina di accoliti pronti a prestargli man forte, lasciare due orfani e una vedova, fare ulteriori titoli sulle testate nazionali, dovevo fare questo ulteriore sacrificio per dare una svegliata reale alle Autorità?</strong> Per far sì che invece che passeggiare di mattina quando tutto è tranquillo le varie Forze dell’Ordine si adoperassero ad assicurare una presenza costante, capillare ed attiva contro questo fenomeno? Il posto di Polizia di Piazza Danti si trova ad esattamente dieci metri dal luogo di ritrovo fisso di questi pericolosi, strafottenti ed impuniti delinquenti, ed io non mi sento preso in giro dalle istituzioni. Io lo sono, preso in giro.</p>
<p>Quindi non faccio l’eroe, lo lascio andare, torno a lavorare, per inciso 18 ore al giorno senza un giorno di riposo da anni. A casa m’aspettano tasse e cartelle esattoriali rateizzate ed arretrate, perché gli stipendi al personale, per quanto mi riguarda, si pagano per prima cosa, e il resto aspetterà tempi migliori, m’aspettano anche due figli piccoli, per i quali si fanno sacrifici di lavoro e di fatica che però sembrano destinati a fare la stessa fine di quelli dei colleghi “storici”, di Frankie o del Baffo che sono rimasti con in mano un pugno di mosche ed un cuore infranto, con la paura di lasciare ai figli, invece che un lavoro avviato, un bel mucchio di debiti.</p>
<p>Ed inizio a pensare, anch’io, a trasferirmi, a scappare finché sono in tempo, ad abbandonare la città che mi ha visto nascere e alla quale credo di aver dato tanto, che ricambia impegno e lavoro con tasse abnormi, regolamenti che sembrano studiati ad hoc per intralciare al massimo l’onesto imprenditore, tariffe esose e multe indiscriminate, che però lascia i tutori dell’ordine chiudere gli occhi davanti ai traffici ed alle prepotenze dei delinquenti. Sono loro i cittadini di primo ordine, pare.</p>
<p>Signor Sindaco, caro Andrea, se vuole gustarsi un’altra tagliata di vitellone faccia presto, ora è anche stagione di tartufo fresco ed è, come sempre, il benvenuto. Perché da qui a gennaio se nulla cambia io vendo, e mi costruisco un futuro un po’ più in là, in una realtà dove la incolumità mia e dei miei clienti venga realmente tutelata, chessò, a Santa Maria degli Angeli, perché no?  Via Ulisse Rocchi chiude i battenti. Infatti ieri sera era anche, come troppo spesso capita, al buio.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Con stima, affetto, rabbia e delusione,</strong></em></p>
<p><em><strong>Francesco Bartoloni, Perugino di nascita, proprietario del Ristorante Il Settimo Sigillo, in via Ulisse Rocchi.</strong></em></p>
<p><em><strong>Con Séverine Marlier, Perugina per scelta, moglie e socia del sottoscritto.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’se fiolo… ad una poesia il saluto alla pizzeria Etrusca</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 08:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ha abbassato ieri sera per l’ultima volta la saracinesca in vie Ulisse Rocchi la storica Pizzeria Etrusca che dal lontano 1974 sfornava pizze, calzoni e ‘bigoli’ per i perugini e i numerosi studenti che affollavano le strade limitrofe alla zona universitaria di Piazza Grimana. Dopo l’intervista rilasciata in esclusiva a Perugia Online, il ‘Baffo’ Pietro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ha abbassato ieri sera per l’ultima volta la saracinesca in vie Ulisse Rocchi la storica Pizzeria Etrusca che dal lontano 1974 sfornava pizze, calzoni e ‘bigoli’ per i perugini e i numerosi studenti che affollavano le strade limitrofe alla zona universitaria di Piazza Grimana.</p>
<p><strong>Dopo <a title="Se ne va un altro pezzo di Perugia, chiude la Pizzeria Etrusca" href="http://www.perugiaonline.net/senza-categoria/se-ne-pezzo-perugia-chiude-pizzeria-etrusca-4131/">l’intervista rilasciata</a> in esclusiva a <a title="Perugia Online" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a></strong>, il ‘Baffo’ Pietro Orologio affida alla nostra Redazione l’ultimo messaggio scritto apposta da uno dei suoi amici e clienti.</p>
<p><strong>Un saluto, ironico e a tratti commovente</strong>, nel quale un padre racconta al figlio cose è stata per lui quella pizzeria, i momenti belli passati insieme ai proprietari e cosa, purtroppo, non potrà mai vedere per colpa della chiusura dopo quaranta anni di attività. Diego Gisti, l’autore della poesia in perugino, saluta così i quarant’anni di onorato servizio della pizzeria in via Ulisse Rocchi.</p>
<p><strong>L’se fiolo….</strong></p>
<blockquote><p><em>L’se fiolo</em></p>
<p><em>Quil che nn’potrè mai magnà?</em></p>
<p><em>C’era n’posticin’ su n’centro</em></p>
<p><em>Dua se magnava ‘na pizza bona,</em></p>
<p><em>ma così bona</em></p>
<p><em>Che ce venivono da tutto l’mondo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ce stava l’Baffo a fattela</em></p>
<p><em>Che l’chiamamme l’Baffo</em></p>
<p><em>Anche quando i baffi l’eva taglieti</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>E te faceva la pizza al taglio de tutti i tipi</em></p>
<p><em>E quille al piatto chi’ nomi strani</em></p>
<p><em>Ma sempre bone</em></p>
<p><em>E faceva i calzoni e l’bigolo</em></p>
<p><em>Ch’io pensav’sempre che era quil dritto,</em></p>
<p><em>e ‘nvece era quillo storto.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>C’en passeto certe serate, fiolo mio…</em></p>
<p><em>Che facemme n’tempo a finì  ‘na pizza e pianne n’altra</em></p>
<p><em>Oppur se giva a fa n’giro n’centro, e li pe’ la mezzanotte</em></p>
<p><em>Arpassevi per faje n’richiamin, ta quela pizza.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>E quando erme freghini, che piamme le birre dal frigo</em></p>
<p><em>Lu te guardava come se eri l’su fiolo</em></p>
<p><em>Ma nn’te diceva niente…</em></p>
<p><em>E quante pizzette me so magnato</em></p>
<p><em>a le 3 de la matina</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Col baffino e la baffina</em></p>
<p><em>E la serranda tirata giù</em></p>
<p><em>Che ìl giorno dopo nn’c’evi bisogno de armagnà</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Quella pizza, fiolo mio</em></p>
<p><em>E nn’te ce posso portà più a magnalla.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Perché, me dici, si era tanto bona?</em></p>
<p><em>Perché c’ chi magna tutto, fiolo, non solo la pizza.</em></p>
<p><em>Magna la storia de ‘sta città</em></p>
<p><em>E i sacrifici de chi ce abita.</em></p>
<p><em>Magna i sogni e le speranze.</em></p>
<p><em>E a ‘na bella pizza del Baffo,</em></p>
<p><em>Preferisce i quatrini</em></p>
<p><em>Degli onesti cittadini.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Perché per certa gente</em></p>
<p><em>Si n’buchetto de pizzeria chiude o no,</em></p>
<p><em>‘gne ne frega ‘n’cazzo</em></p>
<p><em>Anche si c’hanno la bocca piena</em></p>
<p><em>Dei tu quatrini e de belle parole</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Fiolo mio, quela pizza di li</em></p>
<p><em>T’armetteva al mondo…</em></p>
<p><em>E adesso che mondo te lasso io</em></p>
<p><em>Senza la pizza del Baffo???</em></p></blockquote>
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		<title>Se ne va un altro pezzo di Perugia, chiude la Pizzeria Etrusca</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 08:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per ogni vecchia attività che chiude ne aprono tre giovani. Avevano detto. Certo, c’è la crisi e le attività chiudono, ma c’è chi si rimbocca le maniche e rialza la testa e la crisi la sfida con nuove imprese commerciali. Avevano scritto. Fatto sta che l’ultima vittima della crisi, e non solo, stava li in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Per ogni vecchia attività che chiude ne aprono tre giovani. Avevano detto. Certo, c’è la crisi e le attività chiudono, ma c’è chi si rimbocca le maniche e rialza la testa e la crisi la sfida con nuove imprese commerciali. Avevano scritto.</p>
<p>Fatto sta che l’ultima vittima della crisi, e non solo, stava li in via Ulisse Rocchi dal lontano 1974. Di sacrifici ne aveva fatti e più e più volte il proprietario s’era rimboccato le maniche cercando di non chiudere. Si, perché, Pietro Orologio, “Il Baffo” per i più affezionati, abbasserà definitivamente la saracinesca della sua Pizzeria Etrusca tra una settimana.</p>
<p>Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lo storico “Baffo” per capire i motivi che lo hanno spinto a decidere di chiudere e come sarebbero dovute andare le cose a Perugia e nel quartiere.</p>
<p>“Dopo 40 anni di attività nel centro storico, certo ho lavorato anche nei tempi d’oro dell’economia perugina, vengono fuori queste nuove piccole attività che a differenza di noi, vecchie attività, hanno un vantaggio. Aprono nonostante la crisi e i proprietari dei locali hanno capito il difficile periodo e di sicuro gli fanno degli ottimi contratti di affitto, cosa che non è successa a noi, nonostante qualche ritocco il contratto di affitto non può essere adeguato come richiederebbe il mercato. Di conseguenza – continua – noi che ci troviamo da anni e anni negli stessi locali siamo costretti a chiudere”.</p>
<p><strong>Hai accennato all’apertura di nuove attività. Cosa ne pensi della liberalizzazione delle licenze?<br />
</strong>“La liberalizzazione delle licenze, almeno per me, è stato un colpo in testa, mi hanno messo intorno almeno 6 nuove licenze che fanno più o meno lo stesso lavoro mio. Diamo tutti da mangiare, in una zona che era già servita. E chi si trova in mezzo da anni ci rimette. Le nuove attività, sopravvivono e a modo loro vanno avanti. Noi che da anni dobbiamo stare alle regole non riusciamo più ad andare avanti”.</p>
<p><strong>Oltre al problema degli affitti elevati ci sono altri problemi riscontrati nella zona?<br />
</strong>“Questa è una zona universitaria, lavoriamo tutti grazie agli studenti. L’Università è il nostro polmone, ma se l’Università non funziona siamo costretti tutti, purtroppo a chiudere, senza esclusioni. Sembra, però, che il nuovo Rettore abbia le idee chiare su una politica che favorisca il ritorno degli studenti a Perugia. Ma in ogni caso non credo sia una cosa a breve termine. Ha sicuramente le intenzioni chiare su come aiutare i ragazzi, basta pensare ad esempio alla volontà di riportare le segreterie vicino all’Università”.</p>
<p><strong>È opinione comune che via Ulisse Rocchi non sia poi così sicura…<br />
</strong>“Era un campo di battaglia dello spaccio, finalmente da circa tre mesi si respira. Gli spacciatori ci sono sempre ma bene o male, più di prima, si vive. Ma il punto fondamentale è che i cittadini non lo sanno, vallo a far capire ai cittadini che gli spacciatori lungo la strada non ci sono più come prima. A Perugia ci vorranno gli anni prima che se ne rendano conto e che tornino a frequentare il centro. Pensa che ancora non hanno ben chiaro gli orari di apertura e di chiusura della Ztl. A chi diamo la colpa, al cittadino che passa e non ascolta o all’amministrazione che non vuole ascoltare?”</p>
<p><strong>Vedi qualche soluzione per riqualificare la zona?<br />
</strong>“Se si iniziasse a vivere il borgo diversamente, sarebbe meglio e staremmo tutti bene. Così come succede in altre zone, come Borgo XX Giugno, anche noi commercianti in via Ulisse Rocchi abbiamo provato ad adottare una soluzione simile per far rivivere il quartiere e riportare i cittadini in zona. Ma c’è stato qualche residente che si è lamentato della musica in strada ed ha pensato addirittura di chiamare i carabinieri. Non abbiamo le forze per andare contro tutti i residenti, pochi per la verità quelli rimasti, che si lamentano della musica e della folla lungo la strada”.</p>
<p><strong>A proposito di Ztl, la nuova amministrazione comunale avrebbe tra le proposte quella di eliminare del tutto la Ztl e di rendere il prezzo dei parcheggi più abbordabile…<br />
</strong>“La Ztl potrebbe anche rimanere così come è, magari però bisognerebbe dare più spazio a chi lavora. Facendo dei permessi ad hoc a chi lavora in centro. Così da eliminare alcune spese fisse mensili come ad esempio i parcheggi. Considera che io pago circa 100 euro di parcheggio al mese. La soluzione potrebbe essere abbassare i costi del parcheggio per tutti, il cliente che prima veniva a mangiare la pizza da me adesso non viene più perché se la pizza gli costa 4 euro e il parcheggio cinque preferisce andare fuori dal centro storico”.</p>
<p><strong>Non vedi possibili vie d’uscita in questa situazione?<br />
</strong>“La soluzione, a mio avviso, sarebbe di rimettere tutto in ordine come era una volta.Tornare indietro almeno di 20 anni, ragionare insieme, prendere atto che c’è la crisi e affrontarla insieme. Inutile chiedere di più di quello che possiamo offrire. Adesso mi dispiace solo che non potrò vedere i risultati della nuova amministrazione, almeno non li potrò vedere da cittadino attivo, come ho sempre fatto, contribuendo in modo umile con la mia pizza che tanto piaceva ai perugini”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/se-ne-pezzo-perugia-chiude-pizzeria-etrusca/">Se ne va un altro pezzo di Perugia, chiude la Pizzeria Etrusca</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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