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	<title>Perugia Online &#187; Polinori</title>
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		<title>Paolo Polinori è il nuovo segretario del Pd di Perugia. &#8220;Posiamo oggi la prima pietra di un nuovo percorso per dare alla città una visione e un modello di sviluppo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 15:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/paolo-polinori-e-il-nuovo-segretario-del-pd-di-perugia-posiamo-oggi-la-prima-pietra-di-un-nuovo-percorso-per-dare-alla-citta-una-visione-e-un-modello-di-sviluppo/">Paolo Polinori è il nuovo segretario del Pd di Perugia. &#8220;Posiamo oggi la prima pietra di un nuovo percorso per dare alla città una visione e un modello di sviluppo&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Paolo Polinori è il nuovo segretario del Partito Democratico di Perugia. È stato eletto questa mattina dall’assemblea comunale in occasione del congresso cittadino al Park hotel di Ponte San Giovanni. “Oggi si posa la prima pietra di un nuovo un percorso &#8211; ha detto Polinori &#8211; e per questo rivolgo al Pd un ringraziamento incondizionato per lo sforzo di coesione fatto, che rappresenta un buon segnale per l’immagine che ho della politica, e per avermi consentito di essere qui a raccontare le mie idee per la città. La comunità che il partito rappresenta è un elemento fondamentale e che siamo uniti è condizione necessaria ma non sufficiente. Il nostro impegno deve essere rivolto alla costruzione di un nuovo modello di città, sapendo che bisogna governare il cambiamento e che al centro della nostra attenzione ci devono essere le nostre comunità, il lavoro, i giovani, il futuro. Gli indicatori hanno chiarito inequivocabilmente che la ripresa economica c’è e c’è dal lato della domanda interna, degli investimenti, del clima positivo delle imprese; alcuni degli indicatori di clima e fiducia per il settore manifatturiero sono tornati ai livelli più alti da sei anni a questa parte. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione. Chi si candida a governare ha bisogno di indicare una prospettiva e di definire un nuovo progetto e un nuovo modello di sviluppo che abbia consapevolezza del fatto che non si può uscire dalla crisi come vi si è entrati”.</p>
<p>Nel suo lungo e appassionato intervento Polinori non ha mancato di lanciare alcune idee di lavoro. “Bisogna cambiare paradigma e orizzonte temporale, bisogna avere una visione programmatica che non sia compatibile con i cicli elettorali ma che affronti prospettive che vanno al di là dei cinque anni in quello che abbiamo definito impegno lungo: questo è un elemento fondamentale”. Altrettanto fondamentale è “l’apertura verso i territori e verso la città. Dobbiamo mantenere uno stretto rapporto tra la segreteria e i circoli, anche mettendo al centro della vita politica del partito incontri sistematici coi segretari”. “Un elemento che mi sta particolarmente a cuore &#8211; ancora Polinori &#8211; è il rapporto con l’associazionismo, che non può avvenire attraverso relazioni sporadiche. Le associazioni, nel tempo, hanno occupato lo spazio che la politica ha lasciato vuoto. È nostro compito riallacciare un dialogo, con umiltà e senza la pretesa di metterci il cappello, e anche indicando una nuova centralità per la vita associativa, il cui impatto sulla città va valutata anche a livello economico, per il valore degli immobili, delle attività, delle relazioni, nell’ottica di una economia della collettività o di cittadinanza”.</p>
<p>“Occorre rafforzare le politiche sugli investimenti”. Ma soprattutto “dobbiamo sostenere e indurre un cambiamento culturale, altrimenti il miglior progetto riamane non recepito e non attuato”. Al centro il lavoro, su cui anche le città possono definire un nuovo protagonismo. Senza mai dimenticare o sottovalutare il fatto che “il futuro è legato a come si coltivano i ricordi e le memorie. Per un partito come il Pd &#8211; ha concluso &#8211; questo è un obbligo morale”. In apertura dei lavori, Giacomo Leonelli e Leonardo Miccioni hanno portato i saluti del Pd regionale e del Pd provinciale. “Oggi riparte un percorso di medio periodo &#8211; ha detto Leonelli &#8211; che ci dovrà vedere consapevoli della grande responsabilità che abbiamo sulle spalle, soprattutto perché sappiamo che le prospettive politiche del capoluogo non sono solo le prospettive del capoluogo. E se il futuro dell’Umbria passa per Perugia è evidente che il futuro di Perugia passa per quello che sarà in grado di fare questo partito. Faccio, allora il migliore in bocca al lupo al nuovo corso e rinnovo l’impegno a portare il nostro contributo per aiutare il partito di Perugia in questa fase e soprattutto nella costruzione del progetto politico che dovremo sottoporre all’attenzione dei cittadini e di un nuovo modello di città. La partita del progetto è la più difficile ma anche l’unica che potremo giocare. Dovremo, dunque, essere bravi a costruire l’alternativa e a far passare la giusta percezione, raccontando il futuro e non guardando indietro. Sono convinto che riusciremo a costruirlo un progetto, perché ho fiducia in Paolo, in questo partito e nella sua classe dirigente. La vera sfida, però, è rendere questo progetto incisivo rispetto a un modello di città”. Come? Innanzitutto “evitando di essere autoreferenziali e di delegare tutto alle attività istituzionali”, quindi “non giocando solo sul campo del dissenso all’attuale amministrazione e rincorrendo lo schema prodotto dall’attuale maggioranza di governo. Dobbiamo ribaltare il piano. Da domani va avviato un percorso di condivisione con la città, con le associazioni, le realtà del territorio, le categorie economiche, le rappresentanze sociali. Siamo molto bravi a criticarci, a leccarci le ferite ma dovremo essere più bravi a raccontarci che siamo stati più maturi delle aspettative nelle scelte che stiamo facendo oggi”. “Dobbiamo ritrovare con urgenza una via nuova che parli di coesione e che riporti entusiasmo tra gli iscritti, nei circoli, nei territori &#8211; ha aggiunto Miccioni. Dieci anni fa abbiamo fatto il Pd per superare le divisioni nel centrosinistra e per fare un progetto alternativo al Paese, puntando sulla capacità di innovare il sistema politico; oggi siamo chiamati a fare questo. La nostra città ha bisogno di ritrovare una guida politica forte e nostro compito è ripartire da visione alternativa della città e mettere in campo le migliori energie. Usciamo da un congresso che è stato il più largo possibile, improntanti alla correttezza e al dialogo. Ora ringrazio chi si è candidato a guidare i circoli, luogo dove risiede la forza del nostro partito. Ai segretari dico che saranno protagonisti delle nuove sfide e che più il Pd è forte nei livelli territoriali più è forte nel suo complesso. E allora dobbiamo fare uno sforzo di generosità e riprogrammare un futuro di governo per la città, dare un uovo protagonismo e una nuova identità a Perugia”.</p>
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		<title>Congresso Pd, &#8220;Perugia è futuro&#8221; si presenta</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 11:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Perugia è futuro. E il futuro è anche un accento sulle parole che possono rappresentare la chiave di un nuovo sviluppo, su tutte: giovani, città, lavoro. Paolo Polinori, docente di economia dell’Università di Perugia, da tempo “impegnato nel Pd, in particolare al fianco di Barca nel lavoro di mappatura dei circoli e nel ruolo di coordinatore dell’assemblea programmatica di Castiglione del Lago”, ha scelto una formula partecipata, interlocutoria, dinamica e ha incontrato l’interesse di una platea larga in occasione della presentazione del documento programmatico congressuale di cui è primo firmatario. “Il modo migliore per iniziare &#8211; ha detto Polinori &#8211; è metterci in cerchio e darci parole d’ordine”.</p>
<p>Una è Servizio, con la maiuscola, come in un racconto di Soldati. Un’altra è giovani. “Amo i giovani &#8211; ha spiegato &#8211; percepiscono le cose non come le percepiamo noi e se il Pd ha sbagliato una cosa è stato come ha trattato i giovani. Tutti i parametri di ripresa che abbiamo non riguardano i ragazzi sotto i 35 anni e nelle fasce da 24 a 35 anni, rispetto al 2007, abbiamo dati drammatici”. E ancora, politica. “Si è prodotto uno strappo tra partiti e società e recuperare un legame non può essere appannaggio dei tecnici, che non parlano un linguaggio comprensibile ai cittadini. Gli scetticismi che nascono da queste incomprensioni logorano. Il Pd &#8211; allora &#8211; unico partito rimasto con una valenza democratica, deve combattere le paure attraverso una narrazione che porti speranza. Ripartendo da quello che sappiamo fare e recuperando una senso di appartenenza, che non è omologazione ma rispetto per le diverse affinità che ci danno capacità di evolvere. Dobbiamo rigenerare un partito unitario; il partito, e non sue parti, deve riprendere il discorso con la città, riallacciare i fili con tutte le componenti del territorio, dove il vuoto della politica ha creato un pieno fatto di associazionismo e di partecipazione spontanea su cui ora non possiamo mettere il cappello ma col quale dobbiamo collaborare”. E poi il lavoro. “Non credo, perché lo dimostrano i fatti &#8211; ha sottolineato Polinori &#8211; che il governo del lavoro riguardi solo una scala nazionale. Le città hanno voce in capitolo per creare lavoro e mettere al centro un lavoro dignitoso. Si può andare a una riduzione delle situazioni di rendita, che devono essere soppiantati da processi che creano valore e reddito, anche facendo ricorso a strumenti di credito non standard e a forme di occupazione di transizione”. Per centrare questi obiettivi “abbiamo bisogno di un metodo di lavoro. In primo luogo non si può ripartire ogni volta da zero, ma dobbiamo fare tesoro di quello che di buono c’è stato”. Il riferimento è al rapporto Barca sui circoli del Pd di Perugia e al documento del comitato di reggenza del partito cittadino. Alla base di tutto deve esserci il processo partecipativo dal basso: “bisogna andare in mezzo alla gente, ricucire con la città, con l’associazionismo, con la consapevolezza che gli interessi del territorio non possono essere diversi da quelli del partito”. C’è da portare a sintesi il lavoro di mappatura, rivedendo anche numero e dimensioni dei circoli, e ben “sapendo che numero non è concetto assoluto ma dipende dal contesto e dalle funzioni che i circoli dovranno svolgere”.</p>
<p>Giovani e donne devono diventare protagonisti. “L’apertura verso la società è la normale conseguenza di quello che sto dicendo”. C’è, ancora, da “intensificare i processi formativi, guardando alla formazione anche come a un patto generazionale ad una connessione tra giovani e meno giovani”. “Mi piacerebbe &#8211; infine -che si potesse ricostituire una palestra amministrativa sul territorio, che sia sostenibile e che non entri in conflitto con altre realtà amministrative già esistenti”. Imperativo è mettere al centro la città, oggi le più colpite dalla mannaia sulla spesa. In tutto questo la “Politica è il valore più forte da affermare nel Pd, politica intesa come governo della polis, della città, per il futuro e per i nostri giovani. Solo un partito che affronti in modo partecipato questi punti &#8211; ha concluso &#8211; può pensare di affrontare il cambiamento che ci aspetta”.</p>
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