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	<title>Perugia Online &#187; porta a porta</title>
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		<title>Perugia, presto la raccolta differenziata porta a porta in tutta l&#8217;area &#8220;C&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 14:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-presto-la-raccolta-differenziata-porta-a-porta-in-tutta-larea-c/">Perugia, presto la raccolta differenziata porta a porta in tutta l&#8217;area &#8220;C&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si è tenuta questa mattina nella sala della Vaccara di palazzo dei Priori la conferenza stampa per stilare un primo bilancio del nuovo sistema di raccolta differenziata per il centro storico di Perugia, avviato circa un mese fa, denominato “raccogliincentro”. Il vice sindaco Urbano Barelli, aprendo l’incontro, ha ricordato che il nuovo sistema è stato avviato dopo un ampio percorso di partecipazione, cui è seguita un’attenta attività di informazione, mirata agli utenti. Tecnicamente, come noto, il sistema ha previsto la sostituzione dei sacchetti con i mastelli che garantiscono un maggiore decoro urbano, nonché la tracciabilità dei rifiuti. Ciò al fine di arrivare quanto prima all’introduzione della tariffa puntuale, sistema che consente di applicare il principio dell’equità fiscale, scovando nel contempo le sacche di evasione (sono già 200 i soggetti individuati).</p>
<p>“Il nuovo sistema – ha ribadito Barelli – è stato attivato dopo un’attenta verifica di quanto avviene altrove ed in relazione alle specifiche esigenze dell’acropoli perugina; non a caso l’idea originaria, ossia di istituire delle ‘isole ecologiche interrate’, è stata scartata, anche in considerazione delle critiche ricevute dalla cittadinanza. Solo un sistema condiviso infatti è destinato a funzionare”. In questa materia, peraltro, è intervenuto a gennaio il provvedimento assunto dalla Giunta regionale che ha messo alcuni paletti sulle percentuali di raccolta differenziata che i Comuni dovranno raggiungere nel tempo: 60% nel 2016, 65% nel 2017, oltre il 70% nel 2018.</p>
<p>Perugia, a fronte di ciò, si configura come Comune virtuoso, avendo già oggi raggiunto il traguardo del 60%. “Tuttavia – ha garantito Barelli – vogliamo fare ancora di più. Per questo abbiamo anticipato la decisione di allargare il sistema della raccolta differenziata, prevedendo di attivare il porta a porta per tutte le aree oggi servite dalla raccolta stradale (19% del territorio)”. In chiusura di intervento il vice sindaco ha posto l’accento su alcune iniziative di carattere informativo avviate da Gesenu: sono stati introdotti e distribuiti depliant informativi sulla raccolta differenziata in centro storico anche in lingua inglese e cinese, onde rispondere a due obiettivi rivolti agli studenti stranieri: da un lato l’ospitalità, dall’altro il rispetto delle regole. Infine non bisogna dimenticare che Perugia è l’unica città in Italia che ha deciso per il 2016 di ridurre la Tari del 10% per le utenze domestiche.</p>
<p><strong>I dati del Raccogliincento</strong> Tutti i dati del primo mese del progetto sono stati forniti dall’ingegner Pera. Ad oggi il 68% delle utenze (pari a 4097) ha ritirato l’attrezzatura, mentre l’11% non l’ha ancora fatto. Per tutti resta a disposizione lo sportello Urp, ubicato a palazzo Grossi, ove è possibile mettersi in regola. Nel dato generale spicca, però, anche un 21% di utenze (circa 1272) che non hanno risposto alle sollecitazioni. Si tratta di cittadini che, pur risultando residenti in centro, tuttavia non abitano lì. Per approfondire la situazione Gesenu, d’accordo con i vigili urbani, è pronta ad attivare una verifica porta a porta delle singole situazioni.</p>
<p><strong>Le criticità</strong> Circa le zone dell’acropoli, quella nella quale si registrano le maggiori criticità è l’area di Corso Garibaldi e vie limitrofe (zone nord), da sempre molto frequentata dagli studenti. Altre criticità riguardano le zone di confine del centro, ove, presumibilmente, in molti ancora prediligono i conferimenti presso le postazioni di prossimità poste a ridosso delle mura. Per questo Comune e Gesenu stanno pensando seriamente all’ipotesi di eliminarle, o in alternativa chiuderle. Positivi invece i dati sui servizi per i condomini (117 le postazioni complete per 631 utenze domestiche), mentre 684 sono le utenze non domestiche attivate fronte strada e 350 gli studi professionali o studi. Dal 16 marzo, in ogni caso, partirà la tracciabilità anche per questo tipo di utenze, così come verrà esteso il servizio ad androni ed attivata la raccolta del vetro monomateriale.</p>
<p><strong>Il mezzo itinerante</strong> Per quanto concerne, invece, il mezzo itinerante il numero di utenze che hanno utilizzato il sistema nel primo mese è pari a 540, concentrato soprattutto lungo la linea blu (area nord). La media è, quindi, di circa 170 utenti al giorno che gestore e Comune vogliono potenziare, attivando una campagna di sensibilizzazione rivolta agli utenti che risiedono intorno alle linee meno usate. A titolo di curiosità, la fermata più frequentata è quella di via Appia nonché via Alessi, la meno utilizzata piazza del Circo. Il raccogliincentro verrà, come in parte accennato prima, potenziato attraverso alcune semplici azioni: oltre alla distribuzione del materiale multilingua citato da Barelli, verranno installati anche alcuni totem informativi, spostate alcune fermate del mezzo itinerante in luoghi maggiormente fruibili, e sostituiti gli attuali cestini getta-carte con altri più funzionali e dotati del raccoglitore per i mozziconi di sigaretta.</p>
<p>Le percentuali dei materiali raccolti segnalano che il secco residuo la fa da padrone (38%), anche se questo dato è fortemente condizionato dalla raccolta dei materiali dei cestini e dai conferimenti non corretti; seguono carta e cartone (21%), l’organico (20%), plastica, vetro e metalli (11%), raccoglincentro (4%), solo vetro (3%). In questa prima fase del sistema non sono state applicate sanzioni per i conferimenti non corretti, ma, come preannunciato, applicati dei “bollini” sui rifiuti inidonei. Il 90% delle criticità è stato indicato finora con il bollino riportante la dizione: “conferimento non corretto”. Ricordiamo che i sacchetti vengono comunque raccolti il giorno successivo rispetto a quello del conferimento, seppur non adeguato.</p>
<p><strong>Le sanzioni</strong> In futuro, dopo questa prima fase di tolleranza, partiranno le sanzioni. Non è stato stabilito ancora quando – ha comunicato Barelli – ed in quali termini. Di sicuro va detto che le sanzioni variano da 25 a 500 euro a seconda dei casi.</p>
<p><strong>I sistemi informativi</strong> In termini di informazione, Gesenu ha attivato tre nuovi sistemi: whatsapp, scelto da 700 utenti, facebook (465 i “mi piace”, oltre 7000 le persone raggiunte), e l’app (1283 installazioni). Rimane attivo dal lunedì al venerdì lo sportello gesenu in centro storico a palazzo Grossi ove vengono distribuiti anche i sacchetti, ritirabili pure presso il mezzo itinerante durante i conferimenti.</p>
<p><strong>Nelle zone fuori dal centro</strong> Fuori del centro storico, ora, verranno attivate nuove soluzioni. La prima è l’introduzione della raccolta monomateriale del vetro che interesserà 123mila abitanti, con ben 23mila bidoni da istallare. Insomma si passerà dalla raccolta tris a quella poker. Ed ancora sono stati individuati 9 punti di conferimento per la raccolta degli oli vegetali esausti che saranno installati presso centri commerciali o supermercati. Ivi verranno distribuiti appositi contenitori per la raccolta tramite specifica tessera. Cambierà anche la raccolta dei prodotti sanitari assorbenti (pannolini e pannoloni), per la quale il gestore fornirà un sacco viola, avviando il servizio a richiesta ed un giro di raccolta programmata con frequenza settimanale. Utenze previste 2500. E’ previsto il potenziamento dei compostatori, oggi 4500, mentre è già partito il servizio di svuotamento e pulizia dei cestini gettacarte nelle aree verdi (oltre 100).</p>
<p><strong>Il porta a porta</strong> Un’accelerazione alla raccolta differenziata, tuttavia, sarà garantita dalla trasformazione del sistema di raccolta stradale in raccolta domiciliare porta a porta. L’area interessata, cosiddetta area C, è sia quella ricompresa a ridosso dell’acropoli (es. via dei Filosofi) sia quella dei “grandi quartieri” (Madonna alta, ferro di Cavallo, ecc.). In ballo ci sono quasi 31mila abitanti, oltre a circa 3000 utenze non domestiche. Una fetta di città (oggi ferma al 35% di raccolta differenziata) che, col cambio di servizio, consentirà una crescita esponenziale dei dati.</p>
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		<title>Rifiuti, misure per accelerare incremento raccolta differenziata; Marini e Cecchini: &#8220;Porta a porta in tutti i Comuni, obiettivo 60% entro 2016&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 18:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/rifiuti-misure-per-accelerare-incremento-raccolta-differenziata-marini-e-cecchini-porta-a-porta-in-tutti-i-comuni-obiettivo-60-entro-2016/">Rifiuti, misure per accelerare incremento raccolta differenziata; Marini e Cecchini: &#8220;Porta a porta in tutti i Comuni, obiettivo 60% entro 2016&#8243;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;obbligo per tutti i Comuni umbri di adottare il metodo di raccolta porta a porta, come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, per accelerare lincremento della raccolta differenziata con l&#8217;obiettivo del 60% entro il 2016. Un obiettivo raggiungibile, come dimostrano i risultati conseguiti già oggi in Comuni anche di grandi dimensioni e la media regionale che già supera il 50 per cento ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, illustrando insieme all&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente, Fernanda Cecchini i contenuti della delibera approvata dalla Giunta regionale &#8211; per il quale abbiamo fissato precise scadenze: entro la fine di marzo in tutti e 92 Comuni umbri dovrà essere effettuata la raccolta differenziata domiciliare. Altrimenti sarà la Regione, anche attraverso commissari ad acta, a provvedere per arrivare a un risultato omogeneo su tutto il territorio regionale.<br />
Altro obiettivo è quello della sperimentazione della tariffa puntuale: attendiamo la normativa nazionale in materia, ma poiché potrà consentire anche una migliore qualità della raccolta differenziata l&#8217;accompagneremo ha detto la presidente &#8211; con un sostegno finanziario per gli investimenti dei Comuni per la realizzazione dei sistemi che consentano l&#8217;identificazione dei cittadini e la quantificazione dei rifiuti differenziati. Attualmente si è circa al 50%, ma anche attraverso questa delibera contiamo di abbattere la quantità al 25% dei rifiuti prodotti.<br />
La presidente Marini ha ricordato che la Regione Umbria ha riconfermato anche ieri in sede di Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà alla realizzazione in Umbria di un impianto di termovalorizzazione perché non economicamente sostenibile sulla base dei dati certificati della produzione dei rifiuti e degli obiettivi del Piano regionale. Vogliamo imprimere un&#8217;accelerazione all&#8217;attuazione delle previsioni contenute nel Piano regionale ha sottolineato l&#8217;assessore Cecchini ed ognuno è chiamato a fare la sua parte, dai Comuni ai cittadini. Un percorso che sarà integrato dalle disposizioni sull&#8217;impiantistica contenute in un atto che a breve sarà approvato dalla Giunta regionale, sul quale gli uffici regionali stanno lavorando con il coinvolgimento di Arpa, Comuni e soggetti gestori, e che assegnerà obiettivi per ogni impianto e soggetto gestore.<br />
In questo percorso è molto importante che si arrivi alla costituzione dell&#8217;Auri, l&#8217;autorità umbra per i rifiuti e l&#8217;idrico, costituita dai Comuni e alla quale spetta anche predisporre il piano di ambito regionale: la riforma è già stata fatta ha ricordato la presidente ma ancora non si è provveduto all&#8217;insediamento. Per questo abbiamo fissato un termine di tempo, trascorso il quale sarà la Regione a insediare l&#8217;assemblea dell&#8217;Auri. Ai Comuni ha detto rivolgiamo un invito pressante anche perché si riapproprino della governance sui rifiuti, nell&#8217;ottica di una semplificazione e del superamento della frammentazione attuale, con una quindicina di società di gestione dei rifiuti.<br />
La scheda. Accelerare l&#8217;incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, uniformandola su tutto il territorio regionale: ogni Comune dovrà riorganizzare i servizi di raccolta domiciliare in modo da raggiungere i livelli previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, altrimenti scatteranno i poteri sostitutivi della Regione anche con la nomina di un commissario ad acta. È una delle misure contenute nella delibera approvata dalla Giunta regionale nella sua ultima seduta. I dati certificati dalla Giunta regionale attestano, infatti, un incremento progressivo della media regionale di raccolta differenziata passata dal 31,3% del 2009 al 50,6% del 2014 e che si accompagna a un sensibile calo della produzione di rifiuti pro capite (da 556 kg/abitante nel 2009 a 508 kg/abitante nel 2014) ma il trend di crescita della raccolta differenziata non è stato in linea con le previsioni del Piano regionale. In particolare, i dati certificati della raccolta differenziata relativi al 2014 evidenziano una situazione disomogenea sul territorio regionale, con scostamenti fra i 4 Ati-Ambiti territoriali integrati: Ati 1: 51,4%; Ati 2: 60,0%; Ati 3: 43,4%; Ati 4: 39,4%. Questi ultimi due, in cui più che altrove permangono servizi di raccolta prevalentemente stradali, restano considerevolmente al di sotto della media regionale.<br />
Una estrema variabilità che riflette quella fra i singoli comuni: il capoluogo regionale ha superato il 60%, mentre Terni si è attestata al 43,2 per cento arretrando rispetto allanno precedente. Quattro Comuni sopra i 10mila abitanti hanno superato l&#8217;obiettivo del 65% fissato dal Piano: Umbertide (71,9%); Bastia Umbra (69,6%); Marsciano (66,9%) e Todi (66,6%). Altri Comuni più piccoli (Bettona, Torgiano, Lisciano Niccone, Giano dellUmbria) hanno raggiunto risultati di rilievo a livello nazionale, con percentuali vicine o addirittura superiori al 70%. Per contro ci sono Comuni come Assisi, Spoleto, Amelia e Orvieto che si sono attestati sotto il 40 per cento. Un ritardo nello sviluppo della raccolta differenziata di cui la Giunta regionale ha preso atto nell&#8217;adeguamento del Piano regionale approvato nel marzo 2015 che ha confermato l&#8217;obiettivo di diffusione del sistema di raccolta domiciliare su tutto il territorio.<br />
La Giunta regionale, con questa delibera, ha pertanto disposto che i Comuni, entro il 31 marzo 2016, dovranno approvare le modalità organizzative che assicurino entro il 30 giugno 2016 il completamento della riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare dei rifiuti.<br />
Entro il secondo semestre 2016 si dovrà arrivare in ogni Comune a una raccolta differenziata non inferiore al 60%, che salga ad almeno il 65% nel 2017 fino a raggiungere nel 2018 una quota non inferiore al 72,3 per cento.<br />
In caso di inadempienza, la Regione eserciterà i poteri sostitutivi anche con la nomina di un commissario ad acta.<br />
Al fine di aumentare la quota dei rifiuti indifferenziati da avviare a processi di recupero/riciclaggio così da ridurre le quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica, viene sostenuto il passaggio a sistemi di tariffazione puntuale che consentano il riconoscimento dell&#8217;utenza, la quantificazione dei rifiuti effettivamente conferiti e la modulazione della tariffa per la gestione dei rifiuti in forma differenziata. Con un successivo atto, nei limiti delle risorse disponibili, verranno stabiliti i criteri per la concessione di contributi a favore dei Comuni che abbiano conseguito l&#8217;obiettivo del 65% di raccolta differenziata.<br />
Si accelera inoltre la riorganizzazione della governance in materia di rifiuti e servizio idrico: al Presidente del Consiglio delle autonomie locali viene assegnato il termine di 15 giorni dalla data di ricevimento dell&#8217;atto regionale per convocare e insediare l&#8217;assemblea dei sindaci dell&#8217;Auri, l&#8217;autorità umbra per i rifiuti e lidrico (istituita con decreto della Presidente della Regione nel settembre 2015 in base alla legge regionale 11/2013), forma speciale di cooperazione tra i Comuni, cui sono conferite le funzioni in materia di servizio idrico integrato e servizio di gestione integrata dei rifiuti già esercitata dagli Ati (soppressi con la stessa legge regionale).</p>
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		<title>Raccolta differenziata a Perugia, Legambiente Umbria: &#8220;no al ritorno dei cassonetti nel centro storico&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 09:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Due cassonetti a scomparsa per la raccolta differenziata nel centro storico di Perugia. E&#8217; questo l&#8217;annuncio fatto dall&#8217;assessore e Vicesindaco Urbano Barelli che vuole far tornare in auge anche i vecchi cassonetti stradali, anche se questa volta i rifiuti potranno essere conferiti con la sola tessera magnetica. L’iniziativa, definita necessaria per il decoro e l&#8217;igiene della città e utile perché consente di effettuare il primo passo verso l’adozione della cosiddetta tariffa puntuale, ha però lasciato molto perplessa Legambiente Umbria che, risponde, &#8220;la proposta si dimostra di scarsa efficacia e prevede costi più alti&#8221;.</p>
<p><strong>Inutile spreco</strong> &#8211; “Perché buttare soldi per realizzare due costosi cassonetti interrati? – si chiede Legambiente Umbria – Il comune ha valutato attentamente quanto costeranno di gestione e manutenzione i cassonetti a scomparsa? In un caso analogo, un paio di anni fa, a Reggio Emilia per servire 400 persone il costo era stato calcolato in 205.000 euro, dei quali 145.000 per l’attrezzatura ed altri 50-60 mila per la raccolta e manutenzione. E se è vero che i cassonetti a scomparsa possono raccogliere 50 volte il volume di immondizie dei cassonetti standard, a noi sembra antieducativo e incivile far passare il concetto che la città è decorosa se nascondiamo i rifiuti sotto terra.”</p>
<p><strong>Tariffa puntuale &#8211;</strong> Secondo Legambiente Umbria la tariffa puntuale va realizzata, ma per tutta la città e non solo per il centro storico. &#8220;Giusto infatti che tutti i cittadini paghino realmente per quanti rifiuto producono, ed è corretto puntare sul riuso, il riciclo, la formazione e l’informazione, senza dimenticare la riduzione e promuovendo stili di vita sostenibili – continua l&#8217;associazione ambientalista – ed allora perché non utilizzare tutti questi soldi per migliorare il porta a porta spinto rendendolo più efficace nel centro storico, magari utilizzando i mastelli al posto dei sacchi, ed estendendolo a tutta la città, a cominciare dall&#8217;organico che in molte zone è ancora stradale. Anche perché, sarà ben difficile controllare la qualità del rifiuto interrato ed evitare il fenomeno della migrazione dal centro, dove verrà monitorato lo svuotamento, all&#8217;adiacente periferia che ha appunto il cassonetto dell&#8217;organico stradale, già oggi ricettacolo di tutto”.</p>
<p><strong>Domande aperte</strong> &#8211; “Speriamo di avere la possibilità di quel confronto già sollecitato all&#8217;Assessore – conclude Legambiente Umbria &#8211; perché queste novità annunciate lasciano ancora molte domande aperte sul dove e come e il timore di vedere un peggioramento nella qualità e nella quantità dei rifiuti intercettati a Perugia”.</p>
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