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	<title>Perugia Online &#187; poveri</title>
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		<title>Natale con i poveri, le iniziative della Caritas di Foligno</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 09:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Continua fino al 23 dicembre il “Chiostro della Solidarietà”, l’appuntamento offerto dalla Caritas diocesana di Foligno per acquistare doni regalando un sorriso. Poveri, autistici, disabili, indigenti autoctoni e delle realtà gemellate: questi i destinatari dei proventi del mercatino di Carità imbastito insieme a una forte rete associativa, “Liberi di Essere” ed “Emergency” in primo piano. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> Continua fino al 23 dicembre il “Chiostro della Solidarietà”, l’appuntamento offerto dalla Caritas diocesana di Foligno per acquistare doni regalando un sorriso. Poveri, autistici, disabili, indigenti autoctoni e delle realtà gemellate: questi i destinatari dei proventi del mercatino di Carità imbastito insieme a una forte rete associativa, “Liberi di Essere” ed “Emergency” in primo piano.</p>
<p><strong>Le iniziative &#8211; </strong>Raccolta alimentare (tutte le mattine dal lunedì al sabato presso la portineria Caritas), la campagna “Adotta una famiglia irachena” che continueranno ad avere porte aperte alla generosità anche oltre le festività natalizie. Tra le novità dell’avvento di quest’anno, rendez-vous sabato 20 dicembre dalle 16.30 con la “Pesca solidale”: un’occasione per pescare un regalo, sempre nella cornice del mercatino, pensando agli ultimi.</p>
<p><strong>Pranzo di Natale &#8211;</strong> Il 25 dicembre presso “la Taverna del Buon Samaritano” della Casa della Carità, aperta a Natale come tutti i giorni dell’anno per i poveri e per chiunque desideri fare servizio. Santo Stefano di Carità invece a Rasiglia &#8211; il piccolo borgo del folignate che ogni anno si trasforma in presepe &#8211; per un angolo allestito a “Casa della Carità” e che vedrà tra i figuranti la stessa Caritas diocesana. In agenda per l’inizio dell’anno, l’arrivo dello stesso presepe di Rasiglia al Chiostro di San Giacomo il 1° gennaio (Giornata Mondiale della Pace) con la Luce della Grotta di Betlemme marciante dalla Cattedrale fino a San Giacomo. Per chi pensa al riposo, vacanze solidalipresso la Casa della Gioventù di Rasiglia anche a Natale, dove con un’offerta è possibile usufruire o pernottare nella struttura calmierando al contempo spese e necessità alla famiglie indigenti. Per info e prenotazioni è possibile scrivere a <a href="mailto:casadirasiglia@diocesidifoligno.it">casadirasiglia@diocesidifoligno.it</a>.</p>
<p><strong>“Un dono per tutti” &#8211; </strong>Questa iniziativa chiude l’Avvento di Carità: un’occasione per acquistare un dono e regalare il Natale a chi non se lo può permettere. Ulteriori informazioni sono disponibili tutte le mattine presso la Segreteria della Caritas diocesana.</p>
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		<title>Il fenomeno dei working poor in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 10:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo abituati a sentir parlare continuamente di disoccupazione, esuberi e licenziamenti. Eppure c’è un altro fenomeno che interessa l’Umbria e che non va sottovalutato. Quello di chi un lavoro ce l’ha, ma a condizioni economiche inique: i salari sono infatti immobili da anni e la precarietà è diventata ormai la regola e non l’eccezione. Il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Siamo abituati a sentir parlare continuamente di disoccupazione, esuberi e licenziamenti. Eppure c’è un altro fenomeno che interessa l’Umbria e che non va sottovalutato. Quello di chi un lavoro ce l’ha, ma a condizioni economiche inique: i salari sono infatti immobili da anni e la precarietà è diventata ormai la regola e non l’eccezione. Il nostro è in effetti un mercato del lavoro composto da uomini e donne che in molti casi svolgono contemporaneamente più lavori per comporre salari spesso al di sotto della soglia di povertà. Uno stato di cose inaccettabile. Su cui intervenire senza alcun indugio.</p>
<p><strong>In dettaglio, si parla di<em> “working poor” </em></strong>relativamente ad<em>  </em>individui che dichiarano di svolgere un’attività lavorativa e che abbiano lavorato almeno sei mesi nell’anno di riferimento percependo un reddito da lavoro inferiore al 40-50- 60% del reddito mediano. Sono identificabili per lo più in lavoratori che possiedono basse qualifiche professionali associate a titoli di studio di base e riconducibili prevalentemente al lavoro operaio. Tuttavia, negli ultimi anni, per effetto della corsa verso la flessibilità lavorativa, sempre più spesso e sempre più numerosi, sono riconoscibili all’interno di tale gamma, anche giovani che svolgono lavori precari e mal retribuiti.</p>
<p><strong>La crisi economica attuale</strong> ha evidenziato la necessità di sostenere e promuovere l’occupazione e l’inclusione sociale, pertanto, come noto, alcuni Paesi per contrastare la povertà hanno adottato politiche di reddito minimo. In un Paese come il nostro, ove non sussistono tali strumenti, è necessario innanzitutto un rilancio dei Servizi pubblici per l’impiego e una riforma degli ammortizzatori sociali. Ma anche le parti sociali potrebbero fare molto, promuovendo una contrattazione collettiva che tuteli dal punto di vista retributivo la categoria dei <em>working poor</em>.</p>
<p><strong>In effetti, la globalizzazione e l’internalizzazione delle economie</strong> se da un lato hanno generato una maggiore competitività tra le imprese, dall’altro hanno causato una riduzione degli occupati per unità produttiva e il contenimento del costo del lavoro e delle relative retribuzioni, penalizzando difatto i lavoratori meno qualificati e con un basso titolo di studio.</p>
<p><strong>Sembra trattarsi di una povertà in cui la responsabilità individuale conta poco</strong>.  Considerata la congiuntura economica negativa che stiamo vivendo, la povertà dei lavoratori aumenta, invero, a causa dei salari strutturalmente penalizzanti dei lavori a tempo determinato, nella nostra Regione soprattutto in alcuni settori come quello agricolo, e in generale, nelle piccole imprese.</p>
<p><strong>Parliamo certamente di un fenomeno preoccupante</strong> che deve necessariamente entrare nell’agenda politica e sindacale in Italia, così come in Umbria. Oltre che una efficace politica di contrasto sembra essere necessaria una politica dei redditi, poiché quello dei <em>working poor </em>rappresentaun vero e proprio caso di segregazione di alcune categorie in posizioni lavorative insufficienti a garantire una vita libera e dignitosa.</p>
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