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	<title>Perugia Online &#187; pratiche burocratiche</title>
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		<title>L’innovazione del mercato del lavoro a partire dalle Regioni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 17:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/linnovazione-mercato-partire-dalle-regioni/">L’innovazione del mercato del lavoro a partire dalle Regioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Cosa possono fare le Regioni, e per quel che ci riguarda l’Umbria, per innovare il mercato del lavoro? Verrebbe da dire poco&#8230; vista la legislazione statale vigente. Eppure il margine d&#8217;azione potrebbe essere molto ampio, se solo si trovasse il coraggio per intraprendere la via dell’effettiva innovazione e perché no, della rivoluzione.<br />
Si pensi alle opportunità che potrebbero derivare dalla stipula di un accordo quadro regionale che focalizzi la propria attenzione sulla contrattazione collettiva di secondo livello – aziendale e territoriale &#8211; al fine di introdurre nelle imprese misure all’insegna del rinnovamento e dell’investimento, anche in termini di risorse umane, come quelle che saranno contenute nell’atteso Codice Semplificato del Lavoro.<br />
Si pensi ad esempio a quanto potrebbe rivelarsi utile la stipula di un accordo-quadro regionale, che focalizzando l’attenzione sullo strumento della contrattazione aziendale possa introdurre nelle aziende contenuti innovativi come quelli del nuovo codice del lavoro semplificato (che a quanto dice il ministro Poletti sarà adottato entro l&#8217;anno). Questo gioverebbe in primo luogo alle start-up, ma anche alle imprese che intendono procedere a nuove assunzioni e ad innovarsi.<br />
Un accordo che contenga i pilastri – semplici ma innovatori – da sviluppare poi nella contrattazione di secondo livello, sulla base delle esigenze dei territori e delle aziende, per perseguire la tanto agognata produttività, ma anche per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Con un accordo-quadro del genere, la Regione potrebbe impegnarsi, a coprire la maggior parte dei costi derivanti dalla riqualificazione o riconversione delle aziende, ma anche dai servizi di outplacement laddove messi in piedi. Finanziamento che potrebbe essere sovvenzionato in parte dai contributi del Fondo sociale europeo &#8211; visto anche che si sta procedendo con la nuova programmazione regionale &#8211; per l’altra metà da una riqualificazione progressiva della spesa regionale stessa.<br />
In pratica l’accordo-quadro detterebbe a monte i contenuti che i contratti aziendali dovranno poi fare propri. Massima flessibilità ed adattabilità alle esigenze delle imprese dunque, posto che i contratti aziendali stessi, se stipulati dalle confederazioni sindacali maggioritarie nella singola impresa, sono legittimati a disporre anche modifiche della disciplina vigente dei rapporti di lavoro, naturalmente nel rispetto dei principi costituzionali e sovranazionali.<br />
Con un accordo tale, tra l’altro, l&#8217;Umbria potrebbe attirare molti investitori dall&#8217;estero, pronti a puntare sulle nostre eccellenze ma magari anche a riqualificare e riattivare taluni insediamenti inattivi, purtroppo presenti nella nostra bella Regione.<br />
L&#8217;attrattiva consisterebbe proprio sul poter contare su un insieme di regole semplici e allineate con i migliori standard internazionali, basate sul massimo della flessibilità all’interno delle strutture produttive e sul massimo della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, nonché sulla possibilità di poter migliorare questi stessi standard attraverso la negoziazione e l’applicazione di accordi di prossimità.<br />
Magari a una misura del genere, da un punto di vista più operativo, andrebbe poi abbinata l&#8217;istituzione di uno sportello unico in grado di sbrigare in tempi brevi le pratiche burocratiche necessarie per lo start-up.<br />
Ma non si starà forse sognando troppo?</p>
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