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	<title>Perugia Online &#187; Prc</title>
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		<title>Il nuovo calcolo Isee rende ancora più inaccessibile l’Università</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 11:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La recente riforma dell’Isee voluta dal governo Renzi sta provocando una forte riduzione della platea dei benificiari di servizi e prestazioni sociali. Il governo sta dando così il colpo di grazia ad un sistema di stato sociale già in ginocchio a causa dei tagli ai fondi sociali e agli enti locali. Anche il diritto allo studio è colpito duramente dai nuovi parametri Isee. L’Udu ha recentemente stimato in oltre 200 gli studenti dell’Università di Perugia penalizzati dal nuovo calcolo. Insomma, molti studenti stanno subendo pesanti aumenti delle tasse universitarie e rischiano di non beneficiare della borsa di studio, né tantomeno di mense e alloggi, il tutto senza una reale modifica del proprio stato patrimoniale. La situazione è critica perchè così l’Università è ancora più inaccessibile. Il rischio immediato è un ulteriore calo di iscritti ed un esodo fuori regione. La questione generale resta invece l’attacco del governo Renzi al diritto allo studio. Così come per la scuola, siamo di fronte all’idea che nel nostro paese debba studiare solo chi può permetterselo. Noi ci opponiamo a questo ennesimo scempio e dichiariamo da subito il sostegno alle proteste prossime e in atto di docenti, ricercatori, studenti e precari che difendono l’Università pubblica. Nello stesso tempo ci rivolgiamo alle Istituzioni, a partire dall’Università e dal Consiglio Regionale, affinchè si produca sulla questione un intervento collettivo e concreto contro il provvedimento del governo.</p>
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		<title>Prc Umbria: &#8220;Il voto sul DAP certifica la fine del centrosinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 17:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[flamini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Il voto sul documento annuale di programmazione del 2015 del consiglio regionale dell&#8217;Umbria inaugura una fase nuova nella vita politica della nostra regione, di cui da tempo erano maturate le premesse. A dirlo sono Enrico Flamini e Damiano Stufara di Rifondaione Comunista, in una nota stampa &#8220;Il voto contrario non solo del nostro Gruppo, ma anche di altri due consiglieri regionali di maggioranza, certifica la fine del centrosinistra umbro, cancellato dall&#8217;unilateralismo e dall&#8217;arroganza con cui il Partito Democratico e la Presidente Marini hanno inteso condurre la nostra Regione, pari per intensità e portata solo alla subalternità ai dettati del Governo Renzi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il rifiuto della proposta programmatica &#8211; continua la nota &#8211; avanzata dalla Giunta regionale, infatti, affonda le sue ragioni nelle scelte di questi anni; anni in cui si è consumata una drammatica destrutturazione del tessuto produttivo, acuita dall&#8217;incapacità di aprire un&#8217;autentica “Vertenza Umbria” e di definire un piano regionale per il lavoro volto a contrastare la disoccupazione e la precarietà; anni in cui non si è ottemperato l&#8217;impegno, sancito addirittura per legge, di approvare un nuovo piano sanitario, con conseguenze oggi misurabili anche in termini di forte arretramento del sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni; anni in cui si è abbandonata la possibilità di dotare la nostra regione di una filiera del riciclo e del riuso dei rifiuti, preferendo la produzione del CSS per andare incontro alle richieste della confindustria e delle lobbies del cemento, alle quali si è andato ulteriormente incontro con l&#8217;approvazione della trasformazione della E45 in autostrada; anni in cui è messa in liquidazione l&#8217;idea stessa di sviluppo decentrato, piegando l&#8217;intera comunità regionale alla politica dei tagli lineari disposta dai governi nazionali&#8221;.</p>
<p>È ancora: &#8220;Le proposte di Rifondazione Comunista erano chiare da tempo, come pure la nostra volontà di portarle fino a fronte della mancata apertura di qualsiasi confronto programmatico da parte della Giunta regionale, attenta solo a misurarsi all&#8217;interno della cosiddetta “Alleanza per l&#8217;Umbria”.<br />
La conclusione di tale vicenda politica pone allo stesso tempo la necessità di un profondo cambiamento nel ruolo e nell&#8217;azione della sinistra della nostra regione. Un cambiamento profondo, che al mesto epilogo di questa Giunta e alla propaganda istituzionale fatta a colpi di manifesti sempre più estranei alla realtà vissuta dalla popolazione, contrappone un&#8217;altra idea della regione, basata sulla promozione di interventi attivi di contrasto della crisi economica, sull&#8217;uso delle risorse comunitarie per la piena e buona occupazione, sulla conversione ecologica dell&#8217;economia, sulla tutela dei beni comuni, sul sostegno alla domanda interna, sulla partecipazione attiva della popolazione alla vita democratica. Tale idea sarà il contributo di Rifondazione Comunista alla ricostruzione, in Umbria, di una sinistra d&#8217;alternativa, a partire dall&#8217;assemblea dei comitati dell&#8217;Altra Europa di sabato 14 gennaio&#8221;. </p>
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