<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Perugia Online &#187; precariato</title>
	<atom:link href="http://www.perugiaonline.net/tag/precariato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.perugiaonline.net</link>
	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 08:12:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Sanità Umbria: sindacati chiedono apertura e confronto con regia regionale</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/sanita-umbria-sindacati-chiedono-apertura-e-confronto-con-regia-regionale/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/sanita-umbria-sindacati-chiedono-apertura-e-confronto-con-regia-regionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 16:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=29149</guid>
		<description><![CDATA[<p> Nuovi tagli alla Sanità vengono annunciati dal governo, tagli che significano decremento  del fondo sanitario regionale:  con la nuova Legge di stabilità il Fondo Sanitario del 2016 scende a 111 miliardi, nonostante le proteste delle Regioni e con due sole manovre Renzi taglia 6,7 miliardi e di fatto annulla il Patto per la Salute. Ma non ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/sanita-umbria-sindacati-chiedono-apertura-e-confronto-con-regia-regionale/">Sanità Umbria: sindacati chiedono apertura e confronto con regia regionale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nuovi tagli alla Sanità vengono annunciati dal governo, tagli che significano decremento  del fondo sanitario regionale:  con la nuova Legge di stabilità il Fondo Sanitario del 2016 scende a 111 miliardi, nonostante le proteste delle Regioni e con due sole manovre Renzi taglia 6,7 miliardi e di fatto annulla il Patto per la Salute. Ma non è finita, dal 2017 al 2019 sono previsti altri tagli: che potrebbero arrivare a 20 miliardi, tra quelli già decisi con la precedente manovra e quelli in arrivo sulle spese regionali, che comprendono esplicitamente il finanziamento della sanità. Si confermano così le fosche previsioni del DEF, che indicano un crollo della spesa sanitaria rispetto al PIL (dal 7% al 6,5%) che ci relega agli ultimi posti in Europa negli investimenti per la protezione sociale. Vengono  anche  smentite clamorosamente le rassicurazioni del Ministro Lorenzin sui risparmi che dovevano restare nel SSN per dare servizi migliori e più adatti ai nuovi bisogni di salute. Perfino per i nuovi Lea non ci sono risorse aggiuntive. La sanità viene usata come bancomat per finanziare altre scelte. Mentre i lavoratori del settore restano senza contratto. Già oggi milioni di persone rinunciano alle cure per ragioni economiche. La drammatica, e colpevole, riduzione delle risorse pubbliche per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, e ticket sempre più pesanti, stanno preparando la strada ad una sanità privata a pagamento, ingiusta e dannosa. Per questi motivi la Cgil insieme alle altre organizzazioni sindacali promuove  una grande manifestazione per il 28 novembre a Roma. In questo quadro, poche, ancora troppo poche, sono le azioni di razionalizzazione e riorganizzazione messe in campo nella nostra regione dal 2012, anno in cui si è definito legislativamente il riordino del sistema sanitario regionale. Prendiamo atto dell&#8217;attenzione all&#8217;ascolto da Lei posta in essere, attenzione concretizzatasi nelle sue frequenti visite nei luoghi della sanità Umbra, riteniamo fondamentale tuttavia che si realizzino al più presto sinergie, tutelando il servizio pubblico da incursioni della &#8220;cattiva politica&#8221;, si superino doppioni, si operi una reale integrazione dei servizi nei territori, si attivino le case della salute h24, con opportune risorse anche strumentali, si garantisca la maggiore fruibilità di accesso al servizio sanitario da parte di tutti i cittadini umbri, si rilanci  la mobilità attiva che nel 2014 è passata dai 9 milioni e 412 mila del 2013 a soli 3 milioni e 297 mila del 2014, con una riduzione di oltre il 60%. Si evitino, invece, trasferimenti o riallocazioni di servizi senza avere chiari obiettivi e finalità, ma  creando solo disagi ai lavoratori. La programmazione sanitaria &#8211; demandata alle Regioni fin dalla legge 833 del 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale &#8211; e la gestione dei servizi di competenza delle ASL, devono “fare i conti” con continui ridimensionamenti dei finanziamenti del Fondo sanitario nazionale. La conseguenza si esprime in tagli, per lo più lineari: ai servizi, alle prestazioni, alle tariffe pagate ai privati convenzionati e ai fornitori di servizi esternalizzati. Il tutto non solo accompagnato dal blocco dei contratti, ma anche dalle assunzioni del personale. In Umbria il problema delle dotazioni organiche e dei carichi di lavoro del personale della sanità, è allarmante, e seppure sono in atto concorsi per infermieri ed oss, ad oggi ancora rimane insoluto il problema del precariato, per gran parte del personale sanitario compreso il personale della dirigenza medica. E&#8217; necessario che da subito si avviino le procedure per il percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari così come previsto dalla vigente normativa, un confronto che non può che avere una regia regionale e che deve interessare tutto il territorio umbro. In questi ultimi mesi le aziende, in ottemperanza a direttive nazionali e regionali, hanno rimodulato il numero delle strutture semplici e in alcuni casi le posizioni organizzative senza alcun intervento riorganizzativo generale, senza definire accorpamenti o sperimentazione di modelli. Si sono definiti solo tagli operando una parziale applicazione della normativa in considerazione del fatto, ad esempio, che in tutta la nostra regione molte sono le strutture complesse che non sono assegnate e quindi sono da assegnare secondo gli standard nazionali. O in considerazione delle necessarie fasi riorganizzative previste dalla normativa. Il 25 novembre,  entrerà in vigore la regolamentazione di orario di lavoro e riposi, in applicazione della L. 161/2014. Com’è noto, la norma è tassativa e recepisce la direttiva europea, a lungo rimasta disattesa, senza possibilità di ulteriori deroghe o modifiche se non nei prossimi CCNL, secondo quanto previsto dall’art. 14 della stessa Legge.  Orario di lavoro e turni di riposo dovranno d’ora in poi essere inappellabilmente regolati, allo scopo di consentire il recupero psico-fisico di ogni lavoratore, dirigente e non, per garantire sicurezza al lavoratore stesso. Che in sanità significa anche più sicurezza per ogni paziente. Questo è il significato della norma. Riteniamo che su questa norma vadano attivati specifici tavoli di confronto in ogni azienda, in ragione proprio delle carenze organiche e delle difficoltà registrate: gli organici medici e di tutto il personale sanitario un po’ dovunque hanno subìto negli anni diminuzioni importanti, causando centinaia di ore di straordinari, salti di riposo, abolizione dei turni di recupero, rinvii sine die delle ferie. Rivedere l&#8217;organizzazione del lavoro è quindi fondamentale, si apra subito un confronto che non può essere settoriale né aziendale ma che deve avere, in discontinuità con il passato, una regia regionale e una applicazione aziendale e che deve saper affrontare le molteplici problematiche oggi presenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/sanita-umbria-sindacati-chiedono-apertura-e-confronto-con-regia-regionale/">Sanità Umbria: sindacati chiedono apertura e confronto con regia regionale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/sanita-umbria-sindacati-chiedono-apertura-e-confronto-con-regia-regionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inps: &#8220;Aumentano le assunzioni a tempo indeterminato in Umbria&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/inps-aumentano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-in-umbria/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/inps-aumentano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-in-umbria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 08:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=28581</guid>
		<description><![CDATA[<p> Nei primi otto mesi del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). A rivelarlo è l&#8217;osservatorio sul precariato dell&#8217;Inps: crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537). ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/inps-aumentano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-in-umbria/">Inps: &#8220;Aumentano le assunzioni a tempo indeterminato in Umbria&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nei <strong>primi otto mesi del 2015</strong> aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). A rivelarlo è l&#8217;osservatorio sul precariato dell&#8217;Inps: crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537).<br />
La variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 3.598.708 e 2.997.850, è di 600.858; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 330.387.</p>
<p>Le <strong>nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong> nel settore privato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 1.164.866, il 34,6% in più rispetto all&#8217;analogo periodo del 2014. Le <strong>trasformazioni a tempo indeterminato</strong> di rapporti di lavoro a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 276.658 (l’incremento rispetto al 2014 è del 17,4%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 32,3% dei primi otto mesi del 2014 all’38,1% dello stesso periodo del 2015.</p>
<p><strong>L&#8217;incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014</strong> risulta superiore alla media nazionale (+34,6%) in Friuli-Venezia Giulia (+84,5%), <strong>in Umbria (+61,6%),</strong> nelle Marche (+53,1%), in Piemonte (+52,7%), in Trentino-Alto-Adige (+50,5%), in Emilia-Romagna (+49,4%), in Liguria (+47,7%), in Veneto (+46,3%), in Basilicata (+40,9%), nel Lazio (+40,8%), in Lombardia (+39,3%), in Toscana (+36,4%) e in Sardegna (+36,2%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Calabria (+17,3%), Puglia (+16,3%) e Sicilia (+11,0%).</p>
<p>Guardando al numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati <strong>per età</strong> si nota un incremento al di sopra della media nelle fasce d’età fino a 24 anni (+45,6% di contratti di lavoro stabili attivati rispetto allo stesso periodo del 2014) e fra i 25 e i 29 anni (+44%).</p>
<p>I più importanti <strong>settori di attività economica</strong> che hanno registrato una maggiore crescita di assunzioni a tempo indeterminato risultano essere l’attività estrattiva; attività manifatturiere; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (+45,1% rispetto allo stesso periodo del 2014), il commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli; trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione (+41,8%).</p>
<p>La distribuzione dei nuovi rapporti di lavoro <strong>per qualifica</strong> presenta, nel periodo 2015 in esame rispetto al 2014, un aumento della quota di operai, che passano dai 2.363.223 del 2014 a 2.585.421 nel 2015, come pure della quota di impiegati, da 741.051 nel 2014 a 845.632 nel 2015. In aumento anche il lavoro <strong>full time rispetto al part time</strong>: i nuovi rapporti di lavoro a tempo pieno sono passati dai 2.037.229 dei primi otto mesi del 2014 a 2.272.113 nel 2015.</p>
<p>Rispetto al 2014, il peso dei nuovi rapporti di lavoro con <strong>retribuzioni mensili</strong> inferiori a 1.000 euro diminuisce di quasi un punto percentuale, passando dal 6,4% al 5,5%; una diminuzione si riscontra anche nella fascia retributiva immediatamente superiore (1.001-1.250 euro), la cui incidenza passa dall’8,8% del 2014 all’8,0% del 2015. Risulta pressoché stabile (da 22,6 a 22,5%) il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese nella fascia tra 1.251 e 1.500 euro, mentre aumenta dello 0,8% il numero dei rapporti che si collocano nella fascia retributiva da 1.501 a 1.750 euro; in aumento anche la fascia da 1.751 a 2.000 euro (dal 12,6% al 13,3%); per le fasce superiori gli aumenti oscillano tra +0,3% e +0,2%, mentre si registra una lieve diminuzione soltanto per le fasce da 3.001 euro in su.</p>
<p>Le assunzioni a tempo indeterminato instaurate con la <strong>fruizione dell’esonero contributivo</strong> risultano maggiormente concentrate nel sud Italia, dove hanno usufruito della decontribuzione 160.112 contratti di lavoro attivati. Per quanto riguarda i <strong>buoni lavoro</strong>, nei primi otto mesi del 2015 risultano venduti 71.116.039 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (41.517.090), pari al 71,3%, con punte del 98,7% in Sicilia e dell’89,0% in Liguria.</p>
<p>I dati completi sono consultabili sulla <strong>home page del sito istituzionale dell&#8217;Inps</strong> (www.inps.it) nella sezione <strong>Banche Dati/Osservatori Statistici,</strong> report dal titolo &#8220;Osservatorio sul precariato&#8221;, dove il giorno 10 di ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie. A partire dall’aggiornamento di giugno 2015 il campo di osservazione è riferito esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e gli operai agricoli) e degli Enti pubblici economici. Pertanto, <strong>dal report di giugno 2015 pubblicato oggi, i dati non sono comparabili con quelli pubblicati nei report dei mesi precedenti.</strong><strong><br />
</strong><br />
A partire dall’aggiornamento di agosto 2015 sono state sviluppate le procedure amministrative di <strong>controllo delle dichiarazioni Uniemens e perfezionate le metodologie di normalizzazione dei dati.</strong> Ciò ha comportato, rispetto ai dati pubblicati con l’aggiornamento di luglio 2015, la variazione in diminuzione delle trasformazioni a tempo indeterminato dei rapporti a termine e delle trasformazioni dei contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato.</p>
<p>Le tabelle e la guida alla lettura saranno disponibili sul portale <a href="http://www.inps.it">www.inps.it</a>.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/inps-aumentano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-in-umbria/">Inps: &#8220;Aumentano le assunzioni a tempo indeterminato in Umbria&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/inps-aumentano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-in-umbria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
