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	<title>Perugia Online &#187; prefetti</title>
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		<title>Precari della scuola: i sindacati dai prefetti di Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 18:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Abbiamo portato all&#8217;attenzione delle prefetture di Perugia e Terni, massime autorità rappresentative del Governo sul territorio umbro, la preoccupazione e le richieste dei precari della scuola, per la totale assenza di confronto tra il ministero e le organizzazioni sindacali su un tema, l’annunciato bando del concorso per docenti, che non può essere affrontato ignorando la realtà di un precariato al quale la Legge 107/2015 non ha dato le risposte che il Governo aveva assunto come suo preciso impegno”. Così Domenico Maida, Moira Rosi e Tommaso Dionisi, rispettivamente segretari della Flc Cgil dell’Umbria, di Perugia e di Terni, al termine dell’iniziativa di mobilitazione e informazione unitaria che si è svolta oggi (12/2) nei due capoluoghi umbri, contemporaneamente al resto d’Italia e nel corso della quale due delegazioni di Cgil, Cisl, Uil e Gilda hanno incontrato i rappresentati prefettizi.<br />
“Abbiamo portato la voce – spiegano i tre sindacalisti &#8211; di docenti, centinaia anche nella nostra regione, che sono in servizio da anni, che hanno conseguito una costosa abilitazione, conciliando a fatica il lavoro a scuola con le esigenze personali e familiari, spesso costretti a trasferirsi in altre regioni pur di avere un contratto a tempo determinato. È a queste persone – continuano – che il governo deve dare una risposta certa”. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono dunque “l’immediata apertura di un tavolo di confronto in cui discutere di come le procedure di reclutamento possano tenere debitamente conto dell’esigenza di valorizzare la professionalità di quanti, per anni, hanno consentito di far fronte alle ordinarie esigenze di funzionamento del sistema scolastico”. Ciò, secondo i sindacati, può avvenire sia intervenendo sulle modalità di svolgimento delle prove concorsuali (facoltatività di alcune di esse a determinate condizioni, giusto bilanciamento nella valutazione dei titoli, ecc.), sia prevedendo un’articolazione dei piani assunzionali volta ad agevolare la stabilizzazione delle residue aree di precariato ricorrente. I sindacati umbri, facendo proprie le ragioni e le motivazioni della più ampia mobilitazione nazionale, sottolineano inoltre come esse siano acuite dalle condizioni più generali di crisi economica e sociale che attraversa il territorio regionale in cui, invecchiamento della popolazione, alto numero di invalidi ed inabili, diminuzione della natalità rispetto alla media nazionale, rendono più grave la crisi occupazionale.</p>
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		<title>In Umbria 1229 richiedenti asilo ospitati nelle strutture regionali, di cui 970 a Perugia e 259 a Terni</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 15:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[prefetti]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita oggi a Palazzo Cesaroni per un incontro congiunto con il prefetto di Perugia Antonella De Miro e il vice prefetto vicario di Terni Andrea Gambassi, per approfondire la tematica dei flussi migratori in Umbria. La riunione, che fa seguito alla seduta congiunta con la Terza commissione per l&#8217;audizione dell&#8217;assessore Luca Barberini(http://goo.gl/Y6mS4s [1]), era stata sollecitata dal consigliere Valerio Mancini (Lega nord). Aprendo la seduta il presidente Andrea Smacchi ha ringraziato i prefetti per la presenza a Palazzo Cesaroni: “un gesto di grande disponibilità e cortesia istituzionale, in un&#8217;ottica di collaborazione futura che potrà essere continuativa e funzionale ad obiettivi comuni. Suscitano impressione – ha detto Smacchi &#8211; i dati del Rapporto della Fondazione Migrantes, dai quali emerge che a fronte di una persona che arriva in Italia tre italiani lasciano il paese. Lo scorso anno con 33mila ingressi 101mila italiani hanno lasciato l&#8217;Italia e negli ultimi 10 anni gli italiani residenti all&#8217;estero sono aumentati del 49,3 per cento”. Il prefetto di Perugia, Antonella De Miro, ha sottolineato come “in Umbria esiste un dialogo istituzionale costante sui flussi migratori grazie al tavolo regionale per l&#8217;immigrazione che ha scelto l&#8217;accoglienza diffusa. C&#8217;è la massima collaborazione che consente di lavorare in maniera serena e condivisa anche con enti locali e diocesi. Secondo gli accordi con il Governo all&#8217;Umbria è assegnata una quota massima dell&#8217;1,64 per cento della quota nazionale, pari a 1932 profughi. La quota massima dei richiedenti asilo  prevista è di 1554, di cui 1181 nella provincia di Perugia e 373 in quella di Terni. Questi si vanno ad aggiungere ai 378 che sono già ospitati in strutture Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Gli ultimi dati, aggiornati al 5 ottobre, indicano che attualmente in Umbria ci sono 1229 richiedenti asilo ospitati nelle strutture regionali, di cui 970 a Perugia e 259 a Terni (che sommati ai 378 presenti nelle strutture Sprar portano a 1607 il numero delle persone accolte nella regione ndr). Circa il 50 per cento dei profughi assegnati all&#8217;Umbria – ha spiegato il prefetto &#8211; si allontanano subito dopo l&#8217;arrivo e prima del fotosegnalamento: nel 2015, su 1019 arrivi 562 si sono allontanati. I siriani sono coloro che si allontanano con più frequenza, seguiti da eritrei, somali e sudanesi. Chi è ospitato nelle strutture umbre proviene principalmente da Nigeria, Gambia, Senegal, Mali. La Commissione per il riconoscimento di rifugiato politico per le provincie di Perugia, Terni e Arezzo si riunisce cinque volte la settimana, con 12 interviste al giorno. Al 5 ottobre sono state esaminate 655 domande e di queste 459 sono state respinte. A Perugia a marzo c&#8217;è stato un bando per 671 posti di accoglienza, con un aumento possibile del 20 per cento (805 posti). Per le necessità in eccedenza sono previste convenzioni. I costi pro capite sono di 33,25 euro al giorno per i posti messi a bando e 30 euro per quelli in convenzione. Le risorse provengono da fondi europei. Non ci sono problematiche legate al pagamento. Da  Regione e Asl c&#8217;è l&#8217;impegno a procedere ad uno screening sanitario sui profughi. Sette comuni della provincia di Perugia hanno stipulato convenzioni con le strutture che gestiscono gli immigrati per volontariato sociale”. Il vice prefetto Andrea Gambassi ha ricordato che “a Terni ci sono 259 immigrati richiedenti asilo ospitati nelle strutture. Il bando, che prevede 210 posti con l&#8217;aumento previsto del 20 per cento, è stato vinto dalla Caritas, circa il 60 per cento, e Arci, circa il 40. Il costo pro capite è di 35 euro. L&#8217;ospitalità diffusa su tutto il territorio provinciale coinvolge per lo più strutture provate ma anche parrocchie. I cittadini stranieri più numerosi provengono dal Gambia, Nigeria e Senegal.</p>
<p>INTERVENTI</p>
<p>VALERIO MANCINI (Lega nord): “I cittadini vogliono sapere quanti soldi vengono spesi per accogliere i profughi e quanti immigrati ci sono attualmente in Umbria. Le risorse disponibili dovrebbero essere impiegate per far rimanere gli italiani in Italia. Serve una politica rigida nella valutazione delle richieste di asilo. Le forze dell&#8217;ordine fanno il massimo per garantire la sicurezza. Ma siamo al terzo morto in Umbria vittima di qualcuno che non dovrebbe essere in questo territorio. La situazione è allarmante. Le associazioni che si prendono in carico la gestione degli immigrati dovrebbero avere maggiori responsabilità, anche per la sicurezza. Non è possibile che, come  successo a Nocera Umbra, vengano spostati profughi in appartamenti senza che nessuno sappia niente, dal sindaco ai carabinieri”.</p>
<p>MARCO SQUARTA (Fratelli d&#8217;Italia): “Due dati sono allarmanti: che su 650 richieste di asilo 450 vengano respinte e che della metà dei profughi che arrivano si perdano le tracce. Bisogna attivarsi con le questure per studiare misure di identificazione più stringenti.  Inoltre serve aprire un tavolo per garantire la sicurezza dei pellegrini che arriveranno in Umbria per il Giubileo, anche sopo l&#8217;attacco hacker al portale dell&#8217;aeroporto &#8216;San Francesco&#8217; dei giorni scorsi”.</p>
<p>ATTILIO SOLINAS (Partito democratico): “I profughi provengono da paesi con malattie endemiche. È importante attivare procedure per screening che verifichino il loro stato di salute, anche perché una volta inseriti nelle strutture di accoglienza hanno accesso al servizio sanitario”.</p>
<p>CLAUDIO RICCI (Portavoce centrodestra e civiche): “Grazie ai Prefetti per la loro presenza qui, e grazie al consigliere Mancini per aver sollevato con forza il problema. È importante intensificare il lavoro che i prefetti stanno portando avanti in vista del Giubileo. Come sottolineato dall&#8217;Onu, il problema dei migranti che oggi è eccezionale, nei prossimi 5-10 anni si trasformerà in normale. È necessaria una mappa tematica dell&#8217;Umbria per individuare le zone più pronte all&#8217;accoglienza, così da evitare eccessive concentrazioni o ingressi non anticipati da adeguata informazione. Le strutture di accoglienza non sempre hanno canoni adeguati di vivibilità. Il lavoro di comunicazione istituzionale è importante per vincere la diffidenza, una volta che si è accertato chi può essere accolto. Serve anche la collaborazione con le pro loco per coinvolgere, in forma volontaria, gli immigrati in servizi generali dei comuni”.</p>
<p>EMANUELE FIORNI (Lega nord): “A Terni c&#8217;è un aumento degli immigrati rispetti a quelli previsti. Non dobbiamo aumentare il numero, anche per i noti fatti di cronaca avvenuti in città. Serve intensificare i controlli per garantire la sicurezza. Quando gli immigrati arrivano in Umbria dovrebbero già essere identificati. Serve capire da chi arrivano i soldi per l&#8217;accoglienza”.</p>
<p>MARIA GRAZIA CARBONARI (Movimento 5 Stelle): “C&#8217;è preoccupazione per il 50 per cento di profughi che si allontanano prima dell&#8217;identificazione. Vorremmo capire se questo dato è in linea con la media italiana. A livello nazionale il tempo medio di assistenza delle persone ospitate è di due anni. Una gestione del fenomeno efficiente dovrebbe durare 2-3 mesi. Serve capire la tempistica in Umbria”.</p>
<p>MARCO VINICIO GUASTICCHI (Partito democratico): “I prefetti operano in una situazione difficile e complessa per affrontare un&#8217;emergenza in cui non ci sono numeri certi. Dobbiamo capire come le istituzioni possono collaborare. Serve informazione per evitare il rischio di rivolte territoriali, e capire se i rifugiati possono essere utilizzati per lavori socialmente utili. Serve attivare un tavolo di comunicazione continua e non lasciare sole le prefetture”.</p>
<p>GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Partito democratico): “Il lavoro dei prefetti porta sicurezza e umanità. Per questo li ringraziamo. Gualdo Cattaneo ha 6500 abitanti, e ci sono 1200 immigrati che lavorano. Dobbiamo rileggere l&#8217;Umbria sotto questa chiave, altrimenti passiamo da una paura all&#8217;altra”.</p>
<p>SERGIO DE VINCENZI (Ricci presidente): “I protocolli operativi della gestione degli immigrati vanno rispettati da parte delle associazioni vincitrici dei bandi. Servono anche controlli e verifiche. Solo così possiamo capire responsabilità in eventuali problemi come quelli di spostamenti senza informazione ai territori”.  Quello che più ci preoccupa è l&#8217;aver appreso che oltre il 50 per cento degli arrivati in Umbria sparisce la notte dopo senza lasciare traccia. Sono fantasmi di cui non sappiamo nulla, che vagano nel nostro territorio senza identità e possibilità di controllo da parte degli organi preposti”. Lo scrive il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini a margine dell&#8217;audizione in Commissione con il prefetto di Perugia Antonella De Miro e il vice prefetto vicario di Terni Andrea Gambassi, per approfondire la tematica  dell&#8217;accoglienza profughi in Umbria. Per Fiorini, “il fattore sicurezza, in questi casi, deve essere al primo posto. Chi arriva deve essere subito identificato e schedato, ma soprattutto non deve essere concessa alcuna possibilità di fuggire dalle strutture di prima accoglienza. Non ci dimentichiamo di tutti gli episodi di violenza che hanno caratterizzato la città di Terni ad inizio anno e quello di qualche giorno fa  accaduto a Perugia”. Fiorini sottolinea la necessità di “diversificare la tipologia di accoglienza per chi effettivamente fugge da una guerra e quindi con tutti i presupposti per essere aiutato e chi, invece, arriva in Italia solo per delinquere o senza una ragione apparente. Molto curioso e anche preoccupante, il fatto che tra i rifugiati, come confermato dagli stessi Prefetti, non ci siano bambini”. Per il capogruppo regionale leghista bisogna “prevedere maggiori controlli in merito ai bandi di gara per cooperative e associazioni, perché spesso, a nostro avviso, dietro il fattore umano e sociale, si cela un vero e proprio business. I 13 milioni di euro spesi ogni anno (10 milioni per Perugia e 3 milioni per Terni) per il mantenimento di queste persone, contrastano, in maniera netta, con le condizioni di disagio economico in cui si trovano a vivere gli italiani, senza lavoro e senza casa”. Fiorini, in conclusione esprime “ringraziamenti ai due Prefetti per l&#8217;impegno e la professionalità profusi. Comprendiamo le loro difficoltà nell&#8217;avviare un confronto serio con rappresentanti di Governo, quali Alfano e Renzi, praticamente inermi e immobili di fronte ad un quadro geopolitico che da qui ai prossimi anni vedrà masse importanti di rifugiati spingersi in Italia”.</p>
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		<title>Sicurezza, la Lega Nord chiede la schedatura e più controlli per tutti gli immigrati extracomunitari</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 13:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  “Chiederemo presto un intervento dell’Assemblea Legislativa regionale sulla schedatura e l’attivazione di maggiori controlli di residenza per tutti gli immigrati extracomunitari presenti sul territorio e l&#8217;impiego del personale della polizia provinciale all&#8217;interno della polizia municipale di Terni per sanare il grave deficit di organico in cui versa questo corpo”. Lo dichiara il capogruppo della Lega nord all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Emanuele Fiorini, comunicando che “il 7 ottobre, a seguito della richiesta da noi inoltrata nei giorni scorsi, i Prefetti di Perugia e Terni saranno presenti in Commissione per illustrare la situazione profughi in Umbria”. Il consigliere di opposizione interviene in merito al tema della sicurezza in Umbria dopo “l&#8217;episodio del 28enne somalo che, ubriaco, ha seminato il panico ai giardini di via Martiri della Libertà di Terni, aggredendo dei giovani e danneggiando le auto in sosta. Solo l’ultimo di una serie di avvenimenti di violenza che nell’ultimo periodo hanno visto coinvolti immigrati extracomunitari nel nostro territorio”. Fiorini, anche in vista “del prossimo arrivo nella nostra regione di centinaia di migranti” annuncia “una serie di interventi, iniziative ed incontri, volti a salvaguardare l’incolumità dei cittadini, garantire la tutela di chi veramente fugge da una guerra ed è legittimato a chiedere asilo ed incalzare il Governo nazionale affinché venga predisposta una seria ed efficace politica internazionale che prevenga i rischi sociali derivanti da questa invasione incontrollata. La città di Terni – conclude &#8211; non resterà esclusa dai nuovi arrivi di migranti, nonostante sia già al collasso per quanto riguarda accoglienza, spazi adibiti all’ospitalità e sostenibilità sociale. Per questo la Lega Nord Terni ha deciso di organizzare una manifestazione di protesta e di scendere in piazza contro le scelte scellerate di questa amministrazione locale, che non riesce più a garantire la dignità e la sicurezza dei propri cittadini”.</p>
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