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	<title>Perugia Online &#187; privatizzazione</title>
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		<title>Nuovo bar della Perugina nel loggiato del duomo: il NO di associazioni e cittadini</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2016 18:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[beni artistici]]></category>
		<category><![CDATA[Perugina]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p>Un folla numerosa si è creata in queste ore in Piazza IV Novembre, dove manifestanti e curiosi si sono seduti su delle sedie in cartone, ad ascoltare le parole degli organizzatori del sit-in.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insieme ad “Umbria grida terra” hanno partecipato e contribuito all’ iniziativa anche altre organizzazioni, come gli artisti di Via della Viola, che hanno deciso di manifestare non a parole ma con disegni, seduti in piazza con tavolozza e pennello fanno sentire la propria voce a colori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La goccia che ha fatto traboccare il vaso, da cui ha preso il via il sit- in, è stata l’ultima notizia giunta dal comune che ha deciso di vendere alla Perugina il loggiato del duomo, per concessione del Capitolo che ne è, a tutti gli effetti, il proprietario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il loggiato, tuttavia, è uno spazio ampiamente usato dalla cittadinanza, dagli studenti e frequentato dai turisti, tralasciando, poi, il grande valore artistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La concessione del comune di uno spazio pubblico o appartenente al patrimonio artistico- culturale della città ad un privato non è un caso isolato ma avviene in un periodo in cui la privatizzazione di spazi pubblici sembra essere diventata una prassi usuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sit-in di oggi ha lo scopo di aprire un dialogo con la cittadinanza e con organi politici ed ecclesiastici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ragazzi di “Umbria grida terra” hanno infatti, invitato il sindaco Andrea Romizi e l’arcivescovo Gualtiero Bassetti a partecipare all’ incontro per riflettere insieme su tre temi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>È giusto continuare a sottrarre spazi di pubblico interesse per destinarli alla speculazione privata?</li>
<li>Il degrado delle logge individuato nell’ “urina” e nella presenza di loschi individui non sia dovuto alla mancanza di servizi igienici pubblici, di interventi di ordinaria cura degli spazi e di mirate politiche sociali?</li>
<li>Il cioccolato delle multinazionali come la Nestlè attuale proprietaria della Perugina, responsabili dello sfruttamento dei lavoratori può rappresentare Perugia e il suo territorio, strumentalizzando il suoi luoghi simbolo?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Né il sindaco né l’arcivescovo hanno risposto all’ invito e a manifestazione è andata avanti con la grande partecipazione dei cittadini che, mano al microfono, hanno portato avanti un dibattito pacifico e condiviso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La serata proseguirà nelle prossime ora all’ insegna della condivisione con la musica de “I Disagio” e prodotti tipici del territorio.</p>
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		<title>Asili nidi comunali a rischio privatizzazione a danno dei servizi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2015 13:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Dopo quello delle mense scolastiche, con la pressoché totale privatizzazione dei servizi, in barba alle proteste dei genitori, peraltro, tutt’altro che sedate, un altro settore cruciale nei servizi offerti dal Comune di Perugia si sta avviando verso la privatizzazione, nel silenzio generale. Infatti, complici anche le mancate assunzioni, le difficoltà di cassa del Comune, che in questi anni non ha fatto adeguate manutenzioni agli immobili, la deresponsabilizzazione insita nelle privatizzazioni, anche gli asili nido sono a serio rischio di affidamento al privato. Analisi semplicistiche della Giunta Comunale, mesi or sono, individuavano la differenza sostanziale di costo dei servizi offerti dal privato/cooperativa, rispetto a quello comunale, individuando il costo totale annuo a bambino, in circa 10.000 euro per gli asili comunali, e in meno della metà per gli asili gestiti da cooperative. Il dato balzò all’occhio così prepotentemente, che ci chiedemmo immediatamente da cosa potesse dipendere tale difformità; e già all’epoca intuimmo che non poteva che dipendere da una differenza abissale negli standard quantitativi e qualitativi dei servizi offerti e nella retribuzione e trattamento del personale. A parità di mansioni è infatti nozione ormai comune che vi sia una vera e propria discriminazione tra il settore pubblico, privato regolamentato dai contratti collettivi e quello cooperativo, il quale spesso sfugge all’applicabilità stessa dei contratti collettivi nazionali. Ai freddi dati contabili, l’Amministrazione non ha saputo affiancare alcuna valutazione qualitativa dei servizi offerti e non vorremmo &#8211; e il M5S si opporrà con forza a qualsiasi scelta che non poggi sugli elementi qualitativi – che si proceda a “sbarazzarsi” di servizi, così delicati, sulla sola base dei costi. Il momento educativo degli asili nido, dove si esplicano anche importanti politiche sociali, non può essere trasformato in un servizio di Baby-Sitting, né è accettabile che si pensi di risparmiare sulla pelle dei lavoratori o che si aumentino in maniera occulta i costi della compartecipazione dei cittadini, tagliando di fatto dei servizi oggi dati. La fascia d’età tra i 3 e i 36 mesi è un momento estremamente delicato per l’evoluzione e lo sviluppo del bambino, essendo proprio questo il periodo in cui si pongono i fondamenti per costruire la struttura psicologica che accompagnerà il bambino nell’età adulta. L’importanza strategica sul piano educativo e sociale rivestita dagli asili nido, fa sì che la comparazione tra i meri costi del servizio, che non tenga conto degli standard di qualità offerti e della disciplina e/o tutele che caratterizzano il personale avente le medesime mansioni, ma appartenente a categorie diverse (pubblico, privato, socio-lavoratore), non può avere alcuna seria rilevanza, di per sé, nella scelta del modello di servizi da offrire alla propria utenza. E’ per questo che abbiamo depositato un ordine del giorno che, impegna il Sindaco e la Giunta: a riferire al Consiglio Comunale sullo stato complessivo dei servizi alla prima infanzia nel Comune di Perugia, con specifica indicazione del livello quantitativo e qualitativo dei servizi offerti da ogni singolo modello, nonché sulle risultanze delle indagini di soddisfazione dell’utenza; ad adottare tutte le misure necessarie al mantenimento dei livelli di servizio offerti dal modello degli asili nido comunali, adoperandosi per garantire allo stesso continuità &#8211; anche mediante una corretta valutazione del fabbisogno di personale &#8211; adottando quelle misure di programmazione necessarie al miglioramento dei servizi stessi, tenendo conto dei migliori modelli esistenti e dei bisogni espressi dall’utenza; a porre in essere tutte le azioni sociali necessarie a favorire la frequentazione degli asili nido da parte delle famiglie con maggiori difficoltà, sotto il profilo relazione, affettivo, economico e di contesto, affinché sia concretamente affermato il diritto di ogni bambino alle medesime opportunità. Non si può seriamente pensare ad una riorganizzazione di un servizio così cruciale, senza fare prima un bilancio serio di cosa è, cosa rappresenta e cosa offre. A risparmiare, tagliando e abbassando i costi del personale, è capace chiunque sappia far di conto. Quello che una Amministrazione deve fare – politica e dirigenza compresa &#8211; è ben altro!”.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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