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	<title>Perugia Online &#187; procura della repubblica di perugia</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Presunti maltrattamenti in una comunità di Torchiagina, in sei agli arresti domiciliari</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Cinque operatori della comunità <em>Alveare</em> di Torchiagina di Assisi &#8211; che accoglie malati psichici, tossicodipendenti e disabili &#8211; sono stati messi agli arresti domiciliari per presunti maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni alcuni ospiti a seguito di un&#8217;indagine dei carabinieri del Nas, coordinata dal sostituto procuratore Michele Adragna. Stesso provvedimento è toccato anche al titolare, accusato di omessa vigilanza.</p>
<p><b>L&#8217;inchiesta &#8211; </b>L&#8217;inchiesta del Nas &#8211; scaturita a quanto risulta da un esposto anonimo, probabilmente fatto da una persona vicina a uno degli ospiti &#8211; è stata condotta mediante intercettazioni ambientali e riprese video. A questa sono seguiti il provvedimento di sequestro (ma la comunità rimarrà comunque attiva, pur con personale e dirigenti diversi) e l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Perugia Carla Giangamboni, dinanzi al quale lunedì 13 giugno inizieranno gli interrogatori di garanzia.</p>
<p><strong>L&#8217;accusa</strong> <strong>&#8211;</strong> Nell&#8217;ordinanza si parla di una &#8220;situazione allarmante&#8221; e di un &#8220;quadro indiziario di rilevantissima gravità&#8221;. Dentro la comunità sarebbero state &#8220;abitualmente perpetrate violenze fisiche e psicologiche, abusi, anche mediante umiliazioni e maltrattamenti degradanti&#8221;. Tra gli episodi citati, si parla: di una paziente cui sarebbe stato torto un braccio fino a causarle una frattura; di un paziente che sarebbe stato preso per il collo e colpito con un pugno; ma anche di ospiti rispettivamente costretti a rimanere in piedi con la faccia rivolta al muro, immobilizzati con lo scotch, bagnati con secchiate d&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni del difensore &#8211; </strong>Parla invece Luca Gentili, il difensore del titolare della comunità, che ha dichiarato all’<em>Ansa</em>: &#8220;C’è massimo rispetto del segreto investigativo, l’indagine è in una fase iniziale. Il mio assistito non ha comunque mai saputo di presunti maltrattamenti che sarebbero tuttavia addebitati a due o tre operatori sulla trentina presenti complessivamente, mentre agli altri verrebbe addebitato una sorta di concorso morale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perugia, archiviato il caso della &#8220;donna magnetica&#8221; di Cerbara</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 14:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cerbara]]></category>
		<category><![CDATA[Città di Castello]]></category>
		<category><![CDATA[donna magnetica]]></category>
		<category><![CDATA[pranoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[procura della repubblica di perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È stato archiviato dal gip di Perugia il procedimento penale aperto nel 2014 contro Rita Cutolo, la 68enn pranoterapeuta (dicesi pranoterapia la tecnica &#8211; non riconosciuta dalla medicina ufficiale &#8211; che utilizza l&#8217;imposizione delle mani del terapeuta per stimolare la cura delle parti malate del corpo del paziente, ndr) indagata per esercizio abusivo della professione e abuso della credulità ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stato archiviato dal gip di Perugia il procedimento penale aperto nel 2014 contro Rita Cutolo, la 68enn pranoterapeuta (dicesi <em>pranoterapia</em> la tecnica &#8211; non riconosciuta dalla medicina ufficiale &#8211; che utilizza l&#8217;imposizione delle mani del terapeuta per stimolare la cura delle parti malate del corpo del paziente, <em>ndr</em>) indagata per esercizio abusivo della professione e abuso della credulità popolare in relazione all’attività svolta in uno studio allestito nella frazione di Cerbara (Città di Castello).</p>
<p><strong>Nessun reato &#8211; </strong>Il caso era stato sollevato negli anni passati dalla celebre trasmissione Striscia la Notizia. Secondo il gip Carla Giangamboni, tuttavia, &#8220;la notizia di reato è infondata&#8221;. La richiesta di archiviazione era arrivata dalla stessa procura, secondo la quale non sarebbero emersi elementi concreti per ritenere sussistente l’ipotesi di reato inizialmente ipotizzata. Nel corso delle indagini, si spiega, &#8220;numerose persone sentite hanno affermato che la Cutolo &#8211; conosciuta come la <em>donna magnetica</em> &#8211; si limitasse ad attuare pratiche di pranoterapia senza alcuna attività paragonabile a quella sanitaria, anzi esortando i soggetti a proseguire i controlli medici&#8221;.</p>
<p><strong>Le parole dell&#8217;avvocato &#8211; </strong>Il difensore della donna, Giancarlo Viti, spiega alla stampa: &#8220;L’operato della mia assistita si risolve nell’imposizione delle mani accompagnate dalla preghiera. Lei non ha mai raccolto dati anamnestici, formulato diagnosi, prescritto terapie e, anzi, si è sempre raccomandata con i suoi pazienti di proseguire i contatti con i medici. Inoltre la mia cliente non ha mai chiesto denaro a nessuno, chi voleva poteva lasciare offerte di modesto importo&#8221;.</p>
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		<title>Omicidio Città di Castello: &#8220;Insulti, minacce e botte alla madre già prima del tragico epilogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 15:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[anna maria cenciarini]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di Capanne]]></category>
		<category><![CDATA[federico bigotti]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio citt? di castello]]></category>
		<category><![CDATA[procura della repubblica di perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Insulti, minacce di morte e botte con il bastone della scopa: questi episodi avrebbero caratterizzato il rapporto tra Federico Bigotti e la madre Anna Maria Cenciarini. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai magistrati Antonella Duchini e Carmen D’Onofrio ed emessa dal gip Carla Maria Giangamboni, a seguito delle testimonianze del padre e del ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Insulti, minacce di morte e botte con il bastone della scopa: questi episodi avrebbero caratterizzato il rapporto tra Federico Bigotti e la madre Anna Maria Cenciarini. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai magistrati Antonella Duchini e Carmen D’Onofrio ed emessa dal gip Carla Maria Giangamboni, a seguito delle testimonianze del padre e del fratello di Federico.</p>
<p><strong>Le modalità dell&#8217;omicidio &#8211;</strong> La procura, oltre a ufficializzare l’accusa di maltrattamenti, ha provato a ricostruire le modalità dell’omicidio: &#8220;Almeno nove coltellate utilizzando un coltello da cucina&#8221;, colpi inferti &#8220;all’emitorace sinistro, al mento e nella parte sinistra del collo, con crudeltà verso la vittima, continuando a colpirla con numerose coltellate mentre la medesima, priva di difese e non in grado di opporre resistenza alle ferite mortali, versava già in stato agonico&#8221;.</p>
<p><strong>Il movente &#8211;</strong> Movente sarebbe &#8220;l’ennesima lite familiare&#8221;, tragicamente degenerata in omicidio. Anna Maria cercava infatti di spronare Federico, che da sempre aveva avuto numerosi problemi, a trovare una strada nella sua vita: per questo insieme al padre lo accompagnava a portare curriculum nei negozi e ristoranti della zona, ma tale aiuto non era affatto gradito dal figlio, stando alla ricostruzione dei pm.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La strategia dei difensori &#8211;</strong> Proprio sui problemi del ragazzo si concentra la difesa da parte degli avvocati Francesco Areni e Vincenzo Bochicchio:&#8221;Federico aveva bisogno di aiuto già da prima e nessuno lo ha capito. Erano due anni che non usciva di casa, e di fatto viveva dentro la camera. Non aveva mai preso la patente, non studiava e non lavorava, negli ultimi mesi è stato protagonista di un drammatico dimagrimento perdendo circa 30 chili&#8221;. Allo stato attuale &#8220;Federico non solo è sotto shock, ma è letteralmente terrorizzato. È in isolamento guardato a vista: lo faremo visitare da un consulente psichiatrico di nostra fiducia perché ne ha assoluto bisogno. Al consulente chiederemo di valutare il suo stato psichico, prima durante e dopo i fatti». I legali annunciano inoltre ricorso al Tribunale della libertà per il riesame delle risultanze indiziarie in merito alla contestazione di maltrattamenti.</p>
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