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	<title>Perugia Online &#187; radioattivit</title>
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		<title>Progetto “umbriarad”, in volo sull’umbria con radgyro per mappare la radioattività del territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Condotto dal Servizio Geologico della Regione Umbria e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), attraverso misure su campioni di roccia e suolo, rappresentativi di tutte le varietà litologiche affioranti e dei suoli che ne derivano, e attraverso misure realizzate in volo da uno speciale velivolo, il RadGyro. Si sono conclusi di recente i prelievi di circa 300 campioni e i sorvoli delle principali zone pianeggianti e collinari. L’occasione per fare il punto dei risultati di UmbriaRad e presentare il RadGyro è stata questa mattina quando il velivolo ha fatto base all’aviosuperficie di Monte Melino (Magione).</p>
<p style="text-align: justify;">“Questa attività di ricerca – sottolinea Giuseppe Chianella, assessore regionale alla Mitigazione del rischio sismico e geologico – ci permette di approfondire la conoscenza ambientale del territorio regionale, allineandoci ai più elevati standard mondiali. Nello sviluppo dei progetti per il monitoraggio, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute, in questo caso in particolare sulla radioattività naturale quale indispensabile elemento di studio della pianificazione territoriale e della conoscenza dei possibili elementi di rischio di un territorio, la Regione ha profuso grande impegno in termini di risorse umane, finanziarie e di strumenti, con un’importante integrazione fra enti di ricerca e amministrazioni locali. Il frutto di questo lavoro scientifico – conclude &#8211; sarà poi diffuso, oltre che ai professionisti del settore ambientale, alla cittadinanza in generale anche allo scopo di sensibilizzare la popolazione in maniera corretta”.</p>
<p style="text-align: justify;">La mappa della radioattività di un territorio descrive la distribuzione dei radioisotopi naturali (238U, 232Th, 40K) che costituiscono la principale sorgente di radioattività terrestre. Sulla base della conoscenza di questo fondo naturale è possibile pianificare standard abitativi che mitighino la concentrazione di radon in ambienti interrati e seminterrati, studiare possibili contaminazioni radiologiche e basare futuri studi nel campo della geologia e della salute pubblica. Le attività finora condotte nell’ambito di UmbriaRad sono state realizzate grazie alla disponibilità della banca dati geologica regionale messa a disposizione dal Servizio Geologico regionale, e che dispone di informazioni di elevato dettaglio e presenta una struttura omogenea rispetto alle banche dati delle altre regioni dell’Italia Centrale, ovvero Emilia-Romagna, Marche e Toscana. È, infatti, il frutto di un’intensa attività congiunta tra i Servizi geologici delle quattro Regioni che già da anni lavorano in maniera sinergica sviluppando progetti comuni, quali quello della misura della radioattività naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le misure aeree di radioattività sono state realizzate a bordo del Radgyro, un velivolo di ricerca equipaggiato con un’innovativa piattaforma multiparametrica. Una quindicina di sorvoli hanno interessato le principali valli umbre e sono stati pianificati sulla base di uno studio multidisciplinare del territorio che comprende la valutazione della morfologia del territorio, le pendenze dei versanti, le caratteristiche litologiche e l’idrografia. Il progetto prevede inoltre uno studio dell’esposizione della popolazione umbra alla radioattività di origine cosmica sulla base di standard di riferimento internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminata questa fase di acquisizione delle misure, il team di ricerca dell’INFN in collaborazione con il Servizio Geologico regionale sarà impegnato per i prossimi mesi nell’analisi dei dati. I risultati finali saranno sintetizzati in specifiche elaborazioni cartografiche open data e saranno divulgati nel corso del 2017 agli enti locali e alle scuole del territorio.</p>
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		<title>Tracce di radioattività nella zona artiginale di Fabro, il M5S: &#8220;Grave caso di inquinamento ambientale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 12:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere Liberati]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Nella zona artigianale di Fabro le analisi dell&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente hanno rilevato significative tracce di radioattività proprio dove sono state interrate 1,5 tonnellate di ceneri. Chiederemo ulteriori verifiche, anche sull&#8217;acqua, carotaggi del terreno ed indagini epidemiologiche per delineare con esattezza i contorni di questo grave caso di inquinamento ambientale”. Lo hanno detto, durante la conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.</p>
<p>Intervenendo sull&#8217;argomento dell&#8217;inquinamento da ceneri a Fabro, insieme all&#8217;eurodeputata Laura Agea e al consigliere al Comune di Orvieto Lucia Vergaglia, Liberati e Carbonari hanno annunciato che, “dopo l&#8217;interrogazione presentata dalla Agea alla Commissione europea, saranno imposti approfondimenti in ogni sede dal Commissario europeo all&#8217;ambiente per verificare quanto avvenuto e quali materiali inquinanti siano presenti nel sottosuolo dell&#8217;area artigianale: sono serviti 20 anni per avere delle risposte ed ora, con l&#8217;iniziativa M5S, esse arriveranno. È ormai evidente – hanno detto – che l&#8217;Umbria non è più il cuore verde d&#8217;Italia. E dopo le discariche di Belladanza e Le Crete, ora c&#8217;è Fabro a dimostrarlo. Temiamo che le &#8216;terre dei fuochi&#8217; umbre riguardino anche Piegaro e Tavernelle, dove sarebbero state sepolte altre ceneri. Faremo in modo che emergano con chiarezza eventuali contaminazioni avvenute anche in quelle zone. E chiameremo l&#8217;assessore Fernanda Cecchini a chiarire quanto di competenza della Regione Umbria”.</p>
<p>I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno ricostruito le vicende del sito di Fabro, “dove parte delle ceneri prodotte dalla centrale a carbone dell’Enel di La Spezia vennero utilizzate per livellare i terreni su cui realizzare l&#8217;area artigianale”, spiegando che “secondo le rilevazione Arpa iniziate a settembre 2015 la radioattività misurata è tra 0,1 e 0,4 microsievert/ora, valore tale da aver suggerito ulteriori approfondimenti. Numeri preoccupanti, se si pensa che una radiografia sviluppa 1 microsievert/ora, che a Roma si registrano 0,04 microsv/h e che a Tokyo, dopo Fukushima, il livello medio era 0,25 microsv/h”.</p>
<p>“Continueremo ad approfondire le segnalazioni che ci arrivano dai cittadini – hanno concluso Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari &#8211; raccogliendo le denunce che in questi anni sono rimaste inascoltate anche a causa di partiti politici troppo vicini tra loro e senza una reale opposizione che vigilasse”.</p>
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