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	<title>Perugia Online &#187; reati</title>
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		<title>In calo dell&#8217;11% i reati in Umbria:  impegnati oltre 1400 carabinieri, 612 le persone arrestate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 11:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono 30.828 i reati commessi in Umbria nel periodo compreso tra maggio 2015 e aprile 2016. A rivelarlo è stato questa mattina il comandante interinale della Legione dei carabinieri dell’Umbria Franco Bartolini nel corso della cerimonia per celebrare il 202° annuale della Fondazione dell’Arma, facendo notare che rispetto all’anno scorso si è registrato un calo del 11% (34.695). “Nella regione &#8211; ha affermato &#8211; sono operativi due comandi provinciali, undici compagnie, una tenenza e novantacinque stazioni per un totale di oltre 1400 carabinieri. A fronte del positivo andamento degli indici dell’attività criminosa, che registrano un ulteriore calo del numero complessivo dei reati consumati nelle province di Perugia e Terni, l’Arma umbra ha saputo contribuire in maniera  significativa a garantire la sicurezza e l’ordinata convivenza civile in questa  meravigliosa parte del nostro Paese”.</p>
<p><strong>I servizi svolti</strong>  Particolare rilievo è stato dato all’attività di prevenzione e di prossimità al cittadino, con oltre 67.000 servizi tra pattuglie, perlustrazioni e servizi di ‘carabiniere di quartiere’, a cui vanno aggiunti i circa 3000 di “ordine pubblico” effettuati per garantire il tranquillo svolgimento delle numerosissime manifestazioni (sindacali, studentesche, sociali), che degli eventi sportivi o delle cerimonie religiose. In stretta sinergia con le altre forze di polizia e l’Autorità giudiziaria, è stata incrementata l’azione di contrasto alla criminalità diffusa ed ai reati di tipo predatorio, con oltre 600 arresti e più di 6.300 persone denunciate in stato di libertà. “Grazie ad attività investigative sviluppate in stretta sinergia – ha detto il comandante &#8211; con la sezione anticrimine del raggruppamento operativo speciale, con costante tenacia, passione e ferma determinazione, il contrasto alla criminalità organizzata ha portato a significativi risultati, che tuttavia testimoniano quanto pericolosa ed aggressiva possa essere la strategia espansionistica delle organizzazioni mafiose in questa terra, con interessi che vanno dal riciclaggio degli enormi capitali illegali, al traffico di droga, alle rapine, all’usura ed all’estorsione”.</p>
<p><strong>Le infrazioni al codice della strada</strong> Costante è stata anche l’attività preventiva svolta anche nel settore dei  controlli alla circolazione stradale durante i quali sono state deferite in stato di libertà 91 persone per “guida sotto gli effetti di stupefacenti” e 390 per “guida sotto l’effetto di ebbrezza alcolica”, oltre a contestare circa 14.000 violazioni al Codice della strada.</p>
<p><strong>La tutela dell’ambiente e della salute</strong> La protezione dell’ambiente è un settore particolarmente importante e per questo in Umbria è stato istituito sin dal 2003 il nucleo operativo ecologico con personale che si dedica alla specifica attività, che nell’ultimo anno ha eseguito 229 ispezioni, rilevando 550 violazioni penali a cui è seguita la denuncia in stato di libertà di 79 persone, l’irrogazione di sanzioni amministrative per circa 91.000 euro ed il sequestro di beni per oltre 640.000 euro. Il nucleo carabinieri antisofisticazione e sanità nell’ultimo anno ha invece eseguito più di 2.100 ispezioni in esercizi commerciali dove sono confezionati o distribuiti prodotti alimentari, rilevando circa 439 infrazioni amministrative per l’importo di circa 1.300.000 euro nonché circa 470 infrazioni penali con l’arresto di 2 persone e la denuncia in stato di libertà di altre 275, nonché il sequestro di strutture e merci per un valore che supera i 50 milioni di euro.</p>
<p><strong>Il coinvolgimento delle scuole</strong> I carabinieri in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio tiene annualmente un ciclo di conferenze, che nell’ultimo anno ha coinvolto 97 istituti scolastici e circa 8.900 studenti. “La prevenzione più efficace è quella che deriva dall’educazione al rispetto della legalità e della civile convivenza, in quanto sappiamo benissimo che la consapevolezza diffusa del rispetto della legge è più forte della paura della pena”.</p>
<p><strong>Repressione</strong></p>
<p>Di seguito si riportano i dati principali dell’attività repressiva:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="244"></td>
<td width="201">maggio 2015-aprile 2016</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Delitti perseguiti dall’Arma</td>
<td width="201">25.361</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Delitti scoperti</td>
<td width="201">5.604</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Persone arrestate</td>
<td width="201">612</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Persone denunciate</td>
<td width="201">6.351</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="244"></td>
<td colspan="2" width="201">maggio 2015-aprile 2016</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Delitti di particolare gravità</td>
<td width="101">Perseguiti</td>
<td width="100">Scoperti</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Omicidi volontari</td>
<td width="101">5</td>
<td width="100">4</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Tentati omicidi</td>
<td width="101">7</td>
<td width="100">4</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Lesioni dolose</td>
<td width="101">624</td>
<td width="100">416</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Violenze sessuali</td>
<td width="101">27</td>
<td width="100">15</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Rapine</td>
<td width="101">150</td>
<td width="100">45</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">di cui in abitazione</td>
<td width="101">18</td>
<td width="100">6</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Sfruttamento della prostituzione</td>
<td width="101">5</td>
<td width="100">4</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Reati in materia di stupefacenti</td>
<td width="101">253</td>
<td width="100">253</td>
</tr>
<tr>
<td width="244">Estorsioni</td>
<td width="101">54</td>
<td width="100">28</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>In calo i furti e le rapine nella provincia di Perugia, aumentano (+42%) i reati estorsivi. Il bilancio del questore Gugliotta: &#8220;Perugia non è più il supermarket della droga&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 12:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Questore Gugliotta]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Continuano a diminuire i furti e le rapine nella provincia di Perugia: per il terzo anno consecutivo si è infatti registrato un calo del 17%. Aumentano invece i reati informatici e in maniera più preoccupante (+42%) quelli estorsivi che, come ha spiegato oggi il Questore Carmelo Gugliotta illustrando i dati relativi alle varie operazioni condotte dalla polizia dal primo maggio 2015 al 30 aprile 2016, “ovviamente oltre a rispecchiare la attuale crisi economica sono indicatori di una criminalità più aggressiva e spregiudicata per la quale è necessaria la collaborazione delle vittime. In totale sono state denunciate oltre 2000 persone, mentre gli arresti sono 357”.</p>
<p><strong>I decessi per overdose</strong> Particolare allarme, invece, hanno creato i recenti decessi di overdose, ravvicinati e verosimilmente collegati tra loro: dall’inizio dell’anno vi sono stati 4 decessi certi e due ancora da verificare. “Numeri in linea con quelli degli ultimi tre anni &#8211; ha detto il Questore, nel corso della ‘Festa della polizia’ tenutasi oggi nella sala auditorium dell’istituto Capitini &#8211; e si tratta di vittime di questo territorio e già aduse, verosimilmente, agli stupefacenti. Certamente si è frenato lo spaccio e Perugia non è più il supermarket dello spaccio: abbiamo emanato in questi tre anni circa 800 fogli di via obbligatori, allontanato gli acquirenti e intervenuti sull’offerta nonostante le ultime modifiche legislative ed interpretazioni giurisprudenziali che hanno limitato il potere di arresto. Preoccupante forse è il dato di neo tossicodipendenti abbastanza giovani che deve impegnare tutte le componenti, soprattutto della società civile ad intervenire. Assicuro un impegno continuo per la prevenzione e, secondo le direttive dell’Autorità giudiziaria, un’efficace azione repressiva”.</p>
<p><strong>I numeri della prevenzione giudiziaria</strong> Ma anche sul fronte della prevenzione giudiziaria lo sforzo della polizia è stato incisivo, con l’emissione di 134 avvisi orali, 38 ammonimenti per stalking , 31 Daspo e la confisca di una società e di 4 unità immobiliari del valore di oltre 600 mila euro. “La nostra attività ha riguardato anche il controllo e la gestione dei crescenti fenomeni e delle conseguenti tensioni di ordine politico, sociale ed economico dovute al perdurare della crisi. Un impegno più gravoso rispetto al passato e teso come sempre &#8211; ha detto il Questore &#8211; ad evitare possibili turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica considerato la notevole mole di servizi di ordine pubblico come si evince dalle 1180 ordinanze questorili e dall’impiego di circa 13.400 operatori delle forze di polizia”.</p>
<p><strong>Le azioni antiterrorismo</strong> In tale contesto, ha aggiunto Gugliotta, “non vanno dimenticati i maggiori impegni, in funzione antiterrorismo, connessi all’anno giubilare della misericordia e la particolare e costante attività svolta sul fronte del contrasto all’immigrazione e permanenza clandestina: si è proceduto a 343 espulsioni di cui circa la metà con accompagnamento alla frontiera”.</p>
<p><strong>Un’attività di monitoraggio costante</strong> Il questore, dopo aver dedicato agli studenti presenti in aula  un pensiero di Papa Giovanni Paolo II (“non lasciatevi vivere ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico capolavoro”), ha poi ringraziato le Istituzioni, il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro e tutti gli agenti di ogni ordine e grado per il lavoro svolto sul territorio provinciale. “La Polizia di Stato è fatta di uomini e donne dotati di elevata forza morale e grandi idealità, fattori che unitamente al loro impegno ci hanno consentito di conseguire risultati lusinghieri nella prevenzione e nella repressione di ogni forma di illegalità. Continueremo &#8211; ha affermato &#8211; ad impegnarci per salvaguardare i valori sacri della libertà, della democrazia e della giustizia e ad essere difensori a volte fino al sacrificio estremo del diritto dei cittadini a vivere in una società giusta e libera. Fortunatamente non siamo soli in questa ‘mission’ e colgo l’occasione per rivolgere un deferente ringraziamento a sua eminenza cardinale Gualtiero Bassetti per i suoi insegnamenti e le sue riflessioni spirituali, che ci guidano nella nostra attività istituzionale e per l’impegno della chiesa sempre più presente e coinvolta nell’azione formativa della coscienza sociale”.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 61 arresti e sequestri per 30 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['drangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[Procuratore antimafia Franco Roberti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi. L&#8217;inchiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta &#8211;</strong> Diversi i reati contestati negli arresti, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: <strong>associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione</strong>. L’inchiesta, secondo quanto riferito dagli investigatori, “ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive”.</p>
<p><strong>Il sequestro &#8211;</strong> Il sequestro riguarda beni mobili e immobili riconducibili alle attivita&#8217; degli indagati e ritenuti provento dei reati. I particolari dell&#8217;operazione, denominata &#8220;Quarto passo&#8221;, saranno illustrati in una conferenza stampa, alla quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia, in programma alle 11 a Perugia, nella sede del Comando Legione Carabinieri.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione quarto passo &#8211; </strong><strong>&#8216;Ndrangheta in Umbria collegata a cosca Farao Marincola</strong> &#8211; L&#8217;operazione &#8216;Quarto Passo&#8217; eseguita stamane dai carabinieri del Ros scaturisce da un&#8217;articolata manovra investigativa nei confronti di un&#8217;organizzazione &#8216;ndranghetista collegata alla cosca Farao Marincola di Ciro&#8217;capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. Le 61 ordinanze di arresto sono stati eseguiti nelle province di Perugia, Roma, Crotone, Cosenza, Arezzo, Siena, Ancona, Macerata, Viterbo, Caserta, Bologna e Varese, nonchè in Germania.</p>
<p><strong>Autentica holding criminale &#8211;</strong> Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti intervenendo durante la conferenza stampa sull&#8217;operazione &#8216;Quarto passo&#8217; che ha portato all&#8217;esecuzione di 61 ordinanze di custodia cautelare ad opera del Ros a Perugia e in altre città, ha parlato di un&#8217;operazione di &#8220;autentica holding criminale&#8221;. &#8220;Non chiamiamola omertà ma paura&#8221; spiega il Procuratore della Repubblica Antonella Duchini in conferenza stampa, riferendosi al silenzio per anni portato avanti da imprenditori estorti, minacciati anche con la violenza in cambio del silenzio. &#8220;L&#8217;Umbria non è Roma ma c&#8217;è una presenza ultra decennale di soggetti calabresi radicati in Umbria con delle facciate pulite (imprese edili ma anche ristoratore) ma con un&#8217;ombra criminale&#8221;. &#8220;la criminalità non ha confini, è una lezione che dobbiamo imparare tutti &#8211; continua la Duchini &#8211; . possiamo comunque dire che una zona come quella di ponte San Giovanni interessa più faccende quali usura, traffico di droga mentre le altre attività sono diffuse su tutto il territorio&#8221;. 61 indagati, 54 custodie cautelari e 8 domiciliari, in gran parte calabresi ma anche egiziani e albanesi. Numeri importanti in una realtà come quella del territorio.</p>
<p><strong>Nessun paragone con Mafia Capitale &#8211;</strong> L&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217; &#8220;non c&#8217;entra niente con &#8216;mafia capitale&#8217;, non si possono fare paragoni&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti parlando dell&#8217;indagine che ha portato all&#8217;emissione di 61 ordinanze cautelari a Perugia e in altre province. &#8220;Qui &#8211; ha spiegato &#8211; non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c&#8217;era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perche&#8217; &#8211; ha aggiunto il procuratore &#8211; questo gruppo criminale puntava anche a settori dell&#8217;economia e dell&#8217;imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Interessi anche nel fotovoltaico &#8211;</strong> Sequestrati beni per 30 milioni di euro I &#8220;considerevoli proventi illeciti&#8221; dell&#8217;organizzazione criminale affiliata a una cosca calabrese, operante a Perugia da 6 anni &#8220;sono stati reimpiegati per acquistare beni immobili ed attivita&#8217; commerciali nel settore dell&#8217;intrattenimento e del fotovoltaico, anche intestati a prestanome&#8221;, per &#8220;dissimulare la reale riconducibilita&#8217; dei beni alla cosca&#8221;, spiegano i Ros. Il tribunale ha posto sotto sequestro beni immobili, mobili, conti correnti e societa&#8217; nelle disponibilita&#8217; degli indagati, per oltre 30 milioni di euro.</p>
<p><strong>Lo stato deve combattere la mafia &#8211;</strong> Roberti, corruzione e criminalità economica stessa realtà. &#8220;Lo Stato deve dare il segnale di volere veramente combattere la mafia e credo che lo stia dando con gli interventi, non solo gli ultimi, ma da molti anni lo Stato sta facendo molto contro le mafie&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a Perugia per la conferenza stampa sull&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217;. &#8220;Dovrebbe &#8211; ha aggiunto &#8211; fare altrettanto contro la corruzione e contro la criminalita&#8217; economica, che sono altre facce della stessa realta&#8217; criminale e credo che anche gli interventi annunciati negli ultimi giorni di maggior rigore nel contrasto alla corruzione vadano in questa direzione giusta&#8221;.</p>
<p><strong>Gli arresti &#8211;</strong> Sono 54 gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros nell&#8217;ambito del&#8217;operazione &#8220;Quarto passo&#8221;, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia, guidata dal pm Antonella Duchini. I risultati sono stati illustrati stamani in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il comandante del Ros, generale Mario Parente, quello della Legione Umbria dell&#8217;Arma, generale Roberto Boccaccio e quello provinciale, colonnello Cosimo Fiore. Nell&#8217;inchiesta &#8211; e&#8217; stato spiegato &#8211; figurano complessivamente 61 indagati. Oltre 54 in carcere, 8 soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri il gip di Perugia ha disposto obblighi di varia natura. Si tratta in gran parte di calabresi ma anche, in misura minore, di albanesi ed egiziani. Sequestri sono stati operati tra Umbria, Calabria, Toscana, Lazio, Piemonte, Marche ed Emilia Romagna. Hanno riguardato 39 imprese, 106 immobili, 129 autoveicoli, 28 contratti assicurativi e 300 rapporti bancari e di credito.</p>
<pre></pre>
<pre><em>Maggiori informazioni nel corso della giornata</em></pre>
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		<title>Sicurezza, reati contro patrimonio 71% di quelli denunciati</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 16:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Reati denunciati, in Umbria il 71% riguarda quelli contro il patrimonio, mentre quelli relativi alle sostanze stupefacenti ammontano ad appena l&#8217;un percento del totale. E&#8217; quanto emerge dai dati statistici relativi alla criminalita&#8217; in Umbria, raccolti nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Criminalita&#8217; e sicurezza&#8221; del dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Perugia e relativi al periodo 2011/2013, presentati oggi alla prima commissione consiliare dall&#8217;assessore regionale Fabio Paparelli.</p>
<p><strong>Il documento</strong> &#8211; Nel triennio si registra un forte incremento delle segnalazioni all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria, come pure e&#8217; in aumento il numero delle denunce alle forze dell&#8217;ordine. Il documento &#8211; riferisce una nota della Regione &#8211; verra&#8217;presentato durante i lavori del convegno internazionale &#8220;Quali politiche per la sicurezza?&#8221;, organizzato dall&#8217;universita&#8217; di Perugia, che si svolgera&#8217; nel capoluogo regionale il 14 e 15 novembre. L&#8217;atto &#8220;solo esame&#8221;, che quindi non prevede un voto finale, verra&#8217; illustrato in Aula dal presidente della commissione, Oliviero Dottorini.</p>
<p><strong>La ricerca</strong> &#8211; L&#8217;assessore Paparelli ha spiegato che i dati, aggiornati al 31 dicembre 2013, sono il frutto di una convenzione con il ministero dell&#8217;Interno, che permette di avere un quadro aggiornato e verificato dei reati denunciati alle forze dell&#8217;ordine e di quelli poi segnalati da queste alla magistratura. Con questo aggiornamento, la rilevazione copre un periodo che va dal 2007 al 2013. Nel periodo considerato &#8211; ha spiegato &#8211; le denunce di reati sono leggermente aumentate (del 4,16 per cento) e gran parte delle denunce prestate in Umbria nel 2013 sono relative a reati contro il patrimonio, tra cui furti, rapine, ricettazioni, estorsioni, danneggiamenti. Nel triennio 2011-2013 le segnalazioni all&#8217;autorita&#8217;giudiziaria da parte delle forze dell&#8217;ordine sono aumentate sensibilmente: una tendenza recente, che supera percentualmente il contemporaneo aumento delle denunce. E, sempre nel periodo considerato, quelle relative alla violazione di leggi sugli stupefacenti diminuiscono.</p>
<p><strong>Le reazioni</strong> &#8211; Dopo l&#8217;illustrazione fa parte dell&#8217;assessore, Sandra Monacelli (Udc) &#8211; prosegue la nota &#8211; ha rilevato che i dati del rapporto &#8220;sembrano divergere sensibilmente non solo dalla percezione dei cittadini sulla sicurezza in Umbria ma anche dai risultati dell&#8217;attivita&#8217; della commissione di inchiesta del consiglio regionale su droga e criminalita&#8217; organizzata. Ci troviamo cosi&#8217; di fronte a due documenti della Regione che sostengono tesi opposte, almeno per quanto riguarda la droga&#8221;.   Manlio Mariotti (Pd) ha rilevato che &#8220;il documento fa riferimento a denunce e segnalazioni all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria.Il quadro che emerge appare effettivamente discordante da quanto risulta nella nostra percezione. E&#8217; necessario trovare il modo di incrociare i dati e di confrontarli&#8221;. Per Andrea Lignani Marchesani (Fdi), &#8220;benche&#8217; la sicurezza non sia una delle sue competenze specifiche, la Regione deve porsi come soggetto centrale. Anche per quanto riguarda divise e dotazioni, bisogna sollecitare una uniformita&#8217; di funzioni e azioni, tra prevenzione e repressione, che preveda anche una omogenea dotazione di armi&#8221;.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; Renato Locchi (Pd) ha detto di riconoscersi nel rapporto presentato: &#8220;Sono dati &#8211; ha affermato &#8211; che non sorprendono e coincidono con quelli presentati, negli ultimi dieci anni, alle inaugurazioni degli anni giudiziari. Dovremmo valutare il potere di condizionamento dei media: le cronache locali rappresentano una realta&#8217; che prescinde dai dati e ora non si curano piu&#8217; di spacciatori e frane. Esiste in effetti una discrasia tra questo rapporto e i risultati della commissione di inchiesta presieduta da Paolo Brutti, ma sono le risultanze di quest&#8217;ultima che non condivido, dato che si basano su sensazioni piu&#8217; che sulla situazione reale. Ricordo il caso degli appartamenti di Ponte San Giovanni a Perugia: i palazzi sequestrati non sono stati confiscati ma anzi restituiti al proprietario che li sta ora completando. Non esisteva alcun insediamento mafioso e la rappresentazione che e&#8217; stata data era semplicemente falsa&#8221;.</p>
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