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	<title>Perugia Online &#187; referendum</title>
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		<title>Marco Travaglio e i suoi &#8220;Perché No&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 03:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span>Marco Travaglio al Lyrick di Santa Maria degli Angeli giovedì 20 ottobre per dire i suoi “Perché No” al “Referenzum” sulla Costituzione. Il giornalista de Il Fatto (la cui società editoriale è produttrice dello spettacolo) chiede invano da mesi un confronto in tv con la ministra Maria Elena Boschi. Dunque ha deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni della Boschi (con le frasi testuali della ministra delle Riforme). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più. Sembra una commedia, e infatti si ride. Ma non lo è. Sembra una pièce con sfumature surreali, visti i protagonisti diretti della vicenda. Ma non lo è affatto.</p>
<p>Partita lo scorso 16 giugno, dal Teatro del Sale di Firenze, proprio la Firenze di Matteo Renzi, la tournée teatrale di Marco Travaglio porta in scena in tutta Italia uno spettacolo di circa 90 minuti, nel quale si raccontano gli stravolgimenti, le follie, le storture, le forzature, le incongruenze, le bugie costruite attorno al prossimo appuntamento autunnale, quando gli italiani saranno chiamati ad approvare o appoggiare la riforma della Costituzione partorita dall’attuale esecutivo.</p>
<p>A decidere di portare Travaglio ad Assisi è stato un privato cittadino, l’architetto Andrea Romagnoli che, supportato dal meetup di Assisi a 5 Stelle, si è fatto carico di tutti gli oneri derivanti dal mettere in piedi la macchina organizzativa.</p>
<p>I biglietti, tutti a 15€, sono acquistabili on line o nei <a href="http://ticketitalia.com/index.php?route=product/search&amp;filter_name=Travaglio">punti Ticket Italia</a>. Per info e prenotazioni gruppi 3385458303.</p>
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		<title>Riforma costituzionale, il presidente Marini si schiera: &#8220;Il nuovo Senato opportunità da cogliere&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 14:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Dopo il referendum sulla riforma della Costituzione, che mi auguro abbia un esito positivo, si aprirà una nuova fase nella vita delle autonomie locali e delle Regioni”, lo ha detto Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, intervenendo al convegno per il centenario di Legautonomie, dove ha portato i saluti del presidente Stefano Bonaccini e dove ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Dopo il referendum sulla riforma della Costituzione, che mi auguro abbia un esito positivo, si aprirà una nuova fase nella vita delle autonomie locali e delle Regioni”, lo ha detto Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, intervenendo al convegno per il centenario di Legautonomie, dove ha portato i saluti del presidente Stefano Bonaccini e dove è intervenuta in rappresentanza della Conferenza delle Regioni.</p>
<p><strong>Il nuovo Senato</strong> “All’orizzonte oggi c’è il tema importante di come affrontare in modo dinamico la dimensione degli interessi da rappresentare, ovvero l’esigenza di coniugare le ragioni territoriali con l’interesse nazionale. Penso ad esempio al servizio sanitario nazionale e ai livelli essenziali di assistenza o alla tutela dell’ambiente e del paesaggio dove troppo spesso si è realizzata una diseguaglianza delle opportunità. Sotto questo profilo – ha ricordato la presidente Marini – il futuro Senato, con i sindaci e i rappresentanti delle Regioni &#8211; potrà rappresentare senz’altro una opportunità ed anche una sfida per una reale integrazione dinamica dei diversi livelli di governo”. Rispetto alle riforme degli anni Novanta e Duemila, ha aggiunto la Marini, “se c&#8217;era un elemento zoppo era proprio l&#8217;assenza di un Senato delle autonomie: un luogo in cui trovasse sede il confronto fra i principi dell’unità e del decentramento. Un ruolo che è stato poi affidato alla Corte Costituzionale perché le leggi delle Regioni e dello Stato sono state oggetto di continui ricorsi”.</p>
<p><strong>Basta divisioni</strong> Ora invece, sembra aprirsi la fase di un rinnovato confronto tra Regioni e Comuni sul nuovo titolo V e sul Senato federale. “Quest’ultimo dovrà diventare il luogo della politica in cui le Regioni e gli enti locali saranno chiamati non solo a partecipare alla fase legislativa sui provvedimenti che li riguardano, ma in cui dovranno anche valutare l’impatto delle politiche pubbliche nazionali, ed anche europee, sui territori. Forse in passato abbiamo lavorato troppo ‘divisi’: Comuni con i Comuni, Province con le Province, Regioni con le Regioni. Oggi abbiamo bisogno di condividere un percorso che è quello di una visone comune, di un ‘progetto paese’. E sotto questo profilo sono certa che la Conferenza delle Regioni, come ha già fatto in passato, non mancherà di fornire il proprio contributo propositivo”.</p>
<p><strong>Il futuro delle Regioni </strong>Rispetto poi al futuro assetto delle Regioni, Marini ha sottolineato come, “più che alle dimensioni, occorra puntare sull&#8217;aggregazione di competenze e sull’esercizio unitario di alcune funzioni”. Per fare un esempio “le tre Regioni dell&#8217;Italia centrale hanno messo insieme capacità, competenze amministrative e istituzionali per favorire la semplificazione e l&#8217;efficienza nei campi della sanità, dell&#8217;export, dell&#8217;innovazione. Per offrire insomma servizi migliori a imprese e cittadini”.</p>
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		<title>Referendum sulle trivelle, istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 15:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[17 aprile]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica 17 aprile 2016, dalle ore 7:00 alle ore 23:00, si svolgeranno in tutta Italia le consultazioni elettorali per il referendum popolare abrogativo, previsto dall’art. 75 della Costituzione, relativo alle trivellazioni in mare. A norma del terzo comma dello stesso articolo, il referendum sarà considerato valido solo se avrà partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Domenica 17 aprile 2016, dalle ore 7:00 alle ore 23:00, si svolgeranno in tutta Italia le consultazioni elettorali per il referendum popolare abrogativo, previsto dall’art. 75 della Costituzione, relativo alle trivellazioni in mare. A norma del terzo comma dello stesso articolo, il referendum sarà considerato valido solo se avrà partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto (i quali corrispondono a tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati).</p>
<p><strong>Il testo e il senso del quesito &#8211; </strong>Il testo del quesito referendario è il seguente: &#8220;Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato o legge di stabilità 2016), limitatamente alle seguenti parole: <em>per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale?</em>&#8220;. Più precisamente si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Il quesito referendario, quindi, non riguarda le trivellazioni sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri), e nemmeno nuove concessioni entro le 12 miglia marine, vietate dalle norme introdotte nella legge di stabilità 2016.</p>
<p><strong>I possibili effetti &#8211; </strong>Se il quesito dovesse passare, alla scadenza naturale della concessione le compagnie petrolifere non potranno rinnovare la licenza anche se i giacimenti non sono ancora esauriti. Viceversa, se il referendum fallisse, alla scadenza delle concessioni le stesse compagnie  potranno estrarre gas o petrolio fino all’esaurimento completo del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale, così come previsto dal comma 239 della stessa legge di stabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le ragioni del <em>sì</em> &#8211; </strong>Queste le principali ragioni indicate dai promotori del referendum, favorevoli all&#8217;abrogazione della norma. 1) Questione energetica. Un&#8217;eventuale vittoria del <em>sì</em>, darebbe un forte segnale al governo a favore dell&#8217;incentivazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili. 2) Questione ambientale. La presenza delle trivelle potrebbe apportare conseguenze nocive per l&#8217;ambiente considerati: i rischi legati alle tecniche di ricerca ed estrazione di idrocarburi, che possono incidere sulla fauna marina, elevando il livello di stress o provocando danni; il rischio di subsidenza (cioè l&#8217;abbassamento della superficie del suolo, indotto in questo caso dall’attività dell’uomo); i danni provocati da eventuali incidenti. 3) Questione politica. Con la vittoria del <i>sì, </i>il divieto di estrazione entro le 12 miglia marine diventerebbe assoluto e si eviterebbe che il Parlamento possa un giorno prevedere di nuovo la possibilità di cercare ed estrarre gas e petrolio anche all’interno di tale area. 4) Questione giuridica. La disposizione presente nella legge di stabilità 2016 si porrebbe in contrasto con il diritto dell&#8217;Unione Europea, in quanto una durata a tempo indeterminato delle concessioni violerebbe le regole sulla libera concorrenza. In particolare, non verrebbe rispettata la direttiva 94/22/CE (recepita dall’Italia con d.lgs. 25 novembre 1996, n. 625) in materia di ricerca e di estrazione di idrocarburi, la quale prescrive che “la durata dell’autorizzazione non superi il periodo necessario per portare a buon fine le attività per le quali essa è stata concessa” e che solo in via eccezionale il legislatore statale possa prevedere proroghe della durata dei titoli abilitativi. Il mancato rispetto della direttiva potrebbe indurre l’UE ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.</p>
<p><strong>Le ragioni del <em>no &#8211; </em></strong>Queste invece le principali argomentazioni da parte di coloro che sono contrari all&#8217;abrogazione della norma e desiderano il suo mantenimento. 1) Questione energetica. L’Italia estrae sul suo territorio il 10% circa del gas e del petrolio che utilizza: se le concessioni in scadenza non dovessero essere rinnovate, la quota di energia prodotta da quelle attività estrattive non verrebbe sostituita da fonti rinnovabili, ma da altrettanto gas naturale o petrolio proveniente da altre parti del mondo, causando una maggiore dipendenza dai paesi fornitori. 2) Questione ambientale. Se vincesse il <i>sì</i>, arriverebbero di conseguenza in Italia più petroliere, aumentando i rischi di inquinamento da idrocarburi nel Mediterraneo. 3) Questione politica. Il referendum non sarebbe lo strumento corretto per chiedere al governo maggiori investimenti nelle energie rinnovabili e sarebbe caratterizzato da un atteggiamento Nimby, cioè attento a difendere solamente il proprio cortile, senza porsi una visione d’insieme. 4) Questione occupazionale. La chiusura delle piattaforme provocherebbe la perdita del posto di lavoro alle migliaia di persone che lavorano nel settore.</p>
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		<title>La città di Leonessa chiede l&#8217;annessione alla provincia di Terni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 12:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Riportiamo di seguito la richiesta del comitato referendario &#8220;Tutti SiAmo Leonessa&#8221; di dare la possibilità agli abitanti del Comune di Leonessa, attualmente in provincia di Rieti, di scegliere se passare o meno sotto Terni in seguito alla riorganizzazione delle province. &#8220;La proposta che preghiamo di prendere in considerazione non è politica: siamo un libero comitato di cittadini ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span> Riportiamo di seguito la richiesta del comitato referendario &#8220;Tutti SiAmo Leonessa&#8221; di dare la possibilità agli abitanti del Comune di Leonessa, attualmente in provincia di Rieti, di scegliere se passare o meno sotto Terni in seguito alla riorganizzazione delle province. &#8220;La proposta che preghiamo di prendere in considerazione non è politica: siamo un libero comitato di cittadini leonessani, uniti dal comune Amore per la propria terra. Ci rivolgiamo a tutti i nostri paesani perché prendano coscienza di quanto, molto presto e in modo inevitabile, accadrà a tutti noi.</p>
<p><strong>LA SITUAZIONE ATTUALE</strong></p>
<p>Da 40 anni, il territorio reatino è stato condannato a un inesorabile declino e ha visto lentamente morire tutto il tessuto imprenditoriale: industria, agricoltura, commercio, turismo. Dopo anni d&#8217;irresponsabile abbandono l&#8217;ennesimo colpo è inferto dall&#8217;abolizione delle province. Sostituite dagli &#8220;Enti di Area Vasta&#8221;, sottratti al controllo diretto dei cittadini, avranno competenza nella Difesa Ambientale ,dei Trasporti , della Viabilità, dell&#8217;assistenza agli Enti locali e delle pari opportunità . Tutte le altre attività delle ex-province verranno svolte dai Comuni e dalla Regione.  Attualmente la Dirigenza delle autorità locali, Prefettura, Questura, Vigili del fuoco è già stata trasferita a Viterbo o in procinto di esserlo.</p>
<p><strong>NEL BREVE TERMINE</strong></p>
<p>Il disegno di legge di ristrutturazione delle regioni, ad oggi a la Camera, prevede la divisione dell&#8217;Italia in 12 macroregioni. Rieti e la sua ex-provincia, dunque anche Leonessa, faranno parte della &#8220;Regione Adriatica&#8221;, con l&#8217;Abruzzo, Marche e Molise. Il capoluogo della &#8220;Regione Adriatica&#8221; sarà, probabilmente, Pescara, centro maggiore di questo accorpamento.</p>
<p><strong>LA NOSTRA PROPOSTA</strong></p>
<p>Facendo leva sulla volontà popolare sancita e difesa dalla Costituzione, prima che i politici decidano in base ai loro interessi e a quelli dei macro-organismi che rappresentano, intendiamo proporre un referendum che permetta a Leonessa di far riferimento non alla distante ed estranea Viterbo, o in futuro alla lontanissima Pescara ma alla vicina Terni e all&#8217;Umbria. Se ci muoviamo in tempi brevi, possiamo ancora scongiurare il pericolo del decentramento in una sede così lontana, evitando la scomodità e l&#8217;umiliazione che ne derivano.</p>
<p>Perché per noi Terni è preferibile a Viterbo:</p>
<p>• Per la minore distanza: la strada che passa per Polino permette di raggiungere Terni in soli trenta minuti.</p>
<p>• Per la Sanità: la sanità umbra e, in particolare, quella ternana offre un servizio qualificato e attento, come sanno molti leonessani che già ne usufruiscono.</p>
<p>• Per l&#8217;Istruzione: oltre a scuole superiori di vario genere, Terni conta anche la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Infermieristica, Ingegneria ed Economia, tutte facenti parte dell&#8217;Università di Perugia.</p>
<p>• Per il Turismo: il turismo religioso,naturalistico,artistico ed architettonico, enogastronomico e sportivo, attirano milioni di persone ogni anno e in tutte le stagioni.</p>
<p>• Per l&#8217;industria, il commercio e le possibilità di sviluppo del territorio.</p>
<p>• Per le Infrastrutture: oltre ad essere servita dalla ferrovia che immette al nodo di Orte ai treni veloci, Terni conta con un servizio di trasporti efficiente e in continua espansione ed è collegata con una rete viaria e autostradale di primaria importanza.</p>
<p>• Per la storia in comune: la nostre più lontane radici storiche e culturali sono umbro-sabine; le relazioni tra territorio leonessano e umbro sono state sempre consistenti; le tradizioni sono esattamente comparabili.</p>
<p><strong>Terni cosa ne pensa?</strong></p>
<p>Con l&#8217;annessione del territorio di Leonessa e di quello sabino, l&#8217;Umbria rafforzerebbe la sua presenza nella macroregione appenninica e sarebbe in grado di bilanciare la preponderanza della Toscana; il territorio ternano acquisirebbe inoltre un&#8217;area montana importante con conseguente espansione del turismo e delle attività commerciali collegate alla Montagna. Leonessa, col suo consistente patrimonio storico, religioso e naturalistico, sarebbe inclusa nei notevoli flussi del turismo umbro e in quello, specialmente fiorente, della limitrofa Valnerina.</p>
<p><strong>CHE DOBBIAMO FARE</strong></p>
<p>Dobbiamo esprimere la nostra volontà di cambiamento attraverso la raccolta di firme su un testo di delibera comunale di iniziativa popolare per avviare la procedura che permetterà di indire il referendum. Occorre portare la politica ad agire come espressione del popolo sovrano. Facciamo tutto ciò per il nostro bene e per quello dei nostri figli.</p>
<p>Il Comitato promotore del referendum, come da Statuto, si scioglierà subito dopo aver raggiunto lo scopo.</p>
<p>Il Comitato</p>
<p>Cesaretti Francesca &#8211; Tiziana Boccanera &#8211; Valentina Milano &#8211; Antonio Zelli &#8211; Carlo Fornari &#8211; Gabriele Cesarini &#8211; Giuseppe Rauco &#8211; Mario Polia&#8221;</p>
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