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	<title>Perugia Online &#187; rifugiati</title>
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		<title>L&#8217;Umbria modello di accoglienza per i rifugiati</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 16:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>&#8220;Allo stato in Umbria sono presenti 918 cittadini extracomunitari gestiti dalle Prefetture, di cui 698 in provincia di Perugia e 220 in provincia di Terni. A questi numeri occorre aggiungere 373 immigrati ospitati nei centri Sprar dell&#8217;Umbria di cui 180 in questa provincia inviati direttamente dal Servizio centrale protezione del ministero dell&#8217;Interno&#8221;.  Questi i dati diffusi oggi dal prefetto Antonella De Miro nel corso del convegno su &#8216;I profili internazionali del diritto di asilo&#8217; che si e&#8217; svolto in prefettura a Perugia.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; De Miro ha precisato che, oltre quelli accolti, non sono mancati casi di profughi che si sono allontanati dal territorio prima della identificazione. Più precisamente oltre 500 soggetti a Perugia 514 e e 270 a Terni solo tra il 2014 e il 2015. Il prefetto ha anche fornito i dati dell&#8217;attivita&#8217; della sezione di Perugia della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, che si e&#8217; insediata lo scorso 18 marzo ed e&#8217; competente sulle province di Perugia, Terni e Arezzo. Al 23 giugno sono state complessivamente esaminate 165 istanze di cui 52 di Arezzo, 78 di Perugia e 35 di Terni. Sono state accolte 6 istanze di riconoscimento dello status di rifugiato (2 di Arezzo, 2 di Perugia e 2 di Terni) mentre sono state concesse 6 protezioni sussidiarie (1 di Arezzo, 4 di Perugia, 1 di Terni). Sono stati concessi 33 riconoscimenti del diritto alla protezione umanitaria (12 di Arezzo, 13 di Perugia e 8 di Terni). Infine, sono state rigettate 108 domande (32 di Arezzo, 55 di Perugia e 21 di Terni).</p>
<p><strong>Migrazione da paesi in guerra</strong> &#8211; &#8220;Oggi &#8211; ha detto il prefetto &#8211; siamo colpiti dall&#8217;enormita&#8217; dell&#8217;attuale migrazione che pressa sull&#8217;Italia e sul continente europeo, che non e&#8217; soltanto migrazione economica, ma e&#8217; la fuga da paesi in guerra o sconvolti da conflitti. Debbo dare atto &#8211; ha sottolineato &#8211; che in questa regione l&#8217;organizzazione dell&#8217;accoglienza e&#8217; il frutto di una forte ed efficace sinergia tra istituzioni prefetture di Perugia e di Terni, Regione, Anci, Comuni, Asl, terzo settore. Un ringraziamento particolare &#8211; ha concluso &#8211; mi sento di rivolgere alle forze di polizia&#8221;.</p>
<p><strong>Governo-Regioni</strong> &#8211; &#8220;Come Regioni intendiamo offrire al Governo la nostra collaborazione nella gestione dell&#8217;accoglienza degli immigrati, condividendo i principali punti esposti oggi dal presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, al quale ho ribadito la positivita&#8217; del modello di accoglienza realizzato in Umbria, che si basa su piccoli gruppi diffusi nel territorio regionale&#8221;: e&#8217; quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in seguito all&#8217;incontro che si e&#8217; tenuto stamani con il premier Renzi, l&#8217;Anci e le Regioni sulle questioni legate all&#8217;immigrazione. &#8220;Si e&#8217; trattato di un incontro informativo e di un primo confronto tra Regioni e Governo, in vista del Consiglio dei ministri europeo &#8211; ha riferito la presidente &#8211; cui seguira&#8217; una nuova riunione gia&#8217; convocata dal Governo tra quindici giorni&#8221;. La presidente, nel corso dell&#8217;incontro &#8211; riferisce un comunicato della Regione &#8211; ha ribadito la contrarieta&#8217; alla realizzazione di hub per l&#8217;accoglienza, preferendo invece (come gia&#8217; si fa in Umbria da molti anni) la collocazione, in sicurezza, degli immigrati attraverso l&#8217;organizzazione di piccoli gruppi nei diversi comuni del territorio regionale, in modo da evitare grandi concentrazioni in pochi luoghi. Marini ha precisato che &#8220;in ogni caso per l&#8217;Umbria non sono previsti, al momento, nuovi arrivi&#8221;.</p>
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