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	<title>Perugia Online &#187; riorganizzazione</title>
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		<title>Provincia Riorganizzazione, nuovi incarichi ai dirigenti</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 13:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nel quadro della riorganizzazione dell&#8217;ente di Area Vasta il presidente Mismetti, con decreto n. 176 del 22 febbraio, ha attribuito i nuovi incarichi ai dirigenti della Provincia. Il provvedimento del presidente è stato improntato ad un criterio di competenza professionale, ma anche all&#8217;esigenza di una profonda e rigorosa rotazione degli incarichi, che ha interessato quasi tutti i servizi, tanto nelle aree tecniche che in quella amministrativa.<br />
Allo stesso tempo, le poche limitate conferme sono state dettate da evidenti necessità di garantire un forte elemento di continuità in quei servizi interessati da processi particolarmente delicati e ancora in via di definizione, come il servizio finanziario, il servizio risorse umane, la polizia provinciale, nonché la direzione del settore amministrativo che dovrà sviluppare la funzione di soggetto aggregatore di cui allart. 9 del decreto legge n. 66/2014.<br />
In tutti gli altri servizi il presidente ha disposto la rotazione dei dirigenti, coerentemente con l&#8217;indirizzo del percorso di riorganizzazione dell&#8217;ente, che vuole essere caratterizzato da una profonda innovazione e rinnovamento.</p>
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		<title>Piano industriale Coop Centro Italia: per la Filcams Cgil ci sono &#8220;evidenti criticità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 10:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nell’incontro di lunedì primo febbraio, Coop Centro Italia ha presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale del gruppo. Secondo quanto presentato, l&#8217;obiettivo prioritario è quello di far crescere i fatturati del gruppo (Coop Italia, Mmc, Superconti) ed è prevista nel triennio l&#8217;apertura di 20 unità produttive in Umbria, in Toscana, ma anche nel Lazio, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nell’incontro di lunedì primo febbraio, Coop Centro Italia ha presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale del gruppo. Secondo quanto presentato, l&#8217;obiettivo prioritario è quello di far crescere i fatturati del gruppo (Coop Italia, Mmc, Superconti) ed è prevista nel triennio l&#8217;apertura di 20 unità produttive in Umbria, in Toscana, ma anche nel Lazio, attraverso Superconti. Il gruppo dovrebbe così passare da 3500 dipendenti circa, a 4000.</p>
<p><strong>Più equilibrio</strong> Il marchio Superconti non verrà sostituito, ma manterrà autonomia e quindi politiche commerciali e offerta che potranno essere diversificate da quelle di Coop. L&#8217;impresa ha inoltre dichiarato la possibilità che lo sviluppo della rete Superconti venga fatto attraverso il franchising. Gli investimenti fatti, in particolare per l&#8217;acquisizione di Superconti, e quelli programmati per il futuro, volti a creare un maggior equilibrio tra attività finanziaria, prestito soci e gestione caratteristica, hanno bisogno secondo l&#8217;impresa cooperativa di trovare una maggior redditività all&#8217;interno del gruppo.</p>
<p><strong>Gli interventi in programma</strong> Il piano di riorganizzazione prevede numerosi interventi: centralizzazione degli acquisti al fine di approfittare di economie di scala più ampie (l’intervento non produrrebbe esuberi); integrazione dei magazzini, affidando a quello di Terni, già terziarizzato, freschi, ortofrutta, salumi e latticini e a quello di Castiglione del Lago i generi vari. Questo, secondo la Filcams Cgil, però genererebbe 50 esuberi nel magazzino di Castiglione del Lago, che potrebbero trovare ricollocazione nella rete vendita, e un maggior fabbisogno pari a circa 30 unità a Terni. &#8220;Inoltre, il magazzino di Castiglione dovrebbe essere totalmente terziarizzato e affidato alla stessa azienda che gestisce il magazzino di Terni. Oltre a questo è prevista la dismissione della rete vendita abbigliamento di Superconti con conseguente esubero di personale, rispetto al quale l’azienda si è impegnata ad una ricollocazione nella rete vendite, mantenendo fede al principio evidenziato nelle trattativa della massima tutela dei livelli occupazionali&#8221;.</p>
<p><strong>Le criticità</strong> Il sindacato, alla luce di tutto ciò, ha fatto notare che il piano presenta evidenti criticità. “Da un lato &#8211; ha spiegato in una nota &#8211; si generano esuberi, rispetto ai quali le dichiarazioni di ricollocazione fatte dall&#8217;impresa necessitano di una attenta verifica di fattibilità. Dall&#8217;altro, il mantenimento dei livelli occupazionali e la ricerca di redditività passerebbero evidentemente attraverso un netto peggioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali dei dipendenti, in particolare modo nel magazzino Coop di Castiglione del Lago ed eventualmente per i lavoratori in esubero dei negozi di abbigliamento di Superconti”.</p>
<p><strong>No all’esternalizzazione</strong> La Filcams Cgil, condividendo la necessità che il piano venga attuato, soprattutto nella parte che prevede il consolidamento della cooperativa per lo sviluppo, ritiene quindi “inaccettabili le ipotesi di esternalizzazione del magazzino di Castiglione del Lago, il fatto che le risorse per finanziare lo sviluppo provengano in gran parte dal taglio del costo del lavoro, e la mancata chiarezza sulla eventuale ricollocazione dei lavoratori Superconti e Coop. Le parti hanno aggiornato il confronto e le organizzazioni sindacali si sono riservate di valutare tutte le soluzioni utili alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo”.</p>
<p><strong>Vendite nel 2015 positive</strong> Nello stesso incontro, fa notare l’organizzazione sindacale, “si è discusso dei risultati delle vendite del 2015 che sono stati leggermente positivi rispetto al budget, e, così come prevede l’integrativo, le parti hanno concordato il premio per il 2015, che sarà così composto: per i lavoratori Coop, 310 euro uguali per tutti, di cui 250 in buoni acquisto e 60 in denaro erogati il 10 di febbraio 2016; per i lavoratori Mmc 150 euro uguali per tutti in buoni acquisto erogati il 10 febbraio 2016. Si tratta di un risultato sicuramente positivo del confronto, di cui però sarà difficile apprezzare i risultati vista la pesante riorganizzazione”.</p>
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		<title>Polizia provinciale, richiesto un incontro urgente con Regione e Provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 12:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Commissione consiliare Bilancio-Affari generali della Provincia di Perugia presieduta da Roberto Bertini chiede un incontro urgente con Provincia e Regione per risolvere la situazione di incertezza cui si è venuto a trovare il Corpo di polizia provinciale. Nel corso della riunione il dirigente provinciale Michele Fiscella ha ripercorso sia le tappe normative che il bilancio dell’attività del Corpo. Ad oggi il nodo da sciogliere riguarda la destinazione puntuale dei 95 agenti poiché non si conoscono con precisione i numeri di quanti devono rimanere in capo alla Provincia, quanti andranno in Regione e quanti altri ancora nei Comuni o in altri enti. L’unica cosa certa, al momento, è la loro presenza nel portale nazionale voluto dal Ministro Madia e che desta molte preoccupazioni tra i lavoratori. La riunione della Commissione è servita anche a fare chiarezza sul numero degli agenti che risulta in eccesso, vista la dimensione e il numero degli abitanti della provincia di Perugia.</p>
<p>Ma, come ha tenuto a sottolineare il presidente Bertini, “la tipicità della nostra regione è che pur essendo di piccole dimensioni, si hanno numerosi beni da vigilare e mantenere. Se ancora oggi – ha detto – abbiamo una qualità dell’ambiente buona lo si deve anche all’attività di controllo che vi è stata svolta da parte di tutti i soggetti preposti”. E per dare un’idea dei numeri Fiscella ha spiegato come la superficie territoriale della provincia con oltre 63 mila kmq ed articolata in 59 comuni sia tra le più estese d’Italia e vede la presenza di cacciatori, pescatori, raccoglitori di funghi e cercatori di tartufi. Riguardo l’aspetto faunistico-venatorio ci sono 6 parchi naturali, 10 oasi di protezione, 36 zone di ripopolamento e cattura, 61 aziende faunistiche-venatorie ed agri turistiche venatorie, 400 allevamenti di selvaggina di vario tipo per un’utenza potenziale di circa 20 mila cacciatori residenti a cui si aggiungono quelli provenienti da altre regioni. Relativamente alla tutela della fauna ittica e disciplina della pesca abbiamo 65 zone di protezione e frega, 8 zone di pesca a regolamento specifico, 13 campi di gara pesca sportiva.</p>
<p>“Il primo dato che andrebbe posto in essere – ha detto il consigliere Floriano Pizzichini – da un punto di vista politico è riallineare l’opinione pubblica per quanto riguarda i dati reali per le esigenze del territorio”. Pizzichini poi è tornato sulle cifre relative alla spesa per il personale che dovrà rimanere in capo ai nuovi enti di Area Vasta del 50 per cento. “I 508 dipendenti – ha continuato – sono un numero che è dato dal taglio del costo del personale ma è ovvio che vi sono dei quadri che pesano più di altri. E allora si può ragionare sul numero dei dirigenti. Si tratta di una valutazione politica che spetta alla Provincia fare. Se una riorganizzazione prevedesse uno snellimento delle figure apicali si potrebbe riassorbire un numero di agenti maggiore”.  Di responsabilità di Provincia e Regione ha parlato anche il consigliere Giampiero Panfili per il quale “la mancanza della graduatoria per il trasferimento del personale che deve stilare la Provincia avrà come conseguenza un aggravamento del bilancio. Mentre la Regione dal 1 dicembre 2015 non ha rispettato le deleghe relative al servizio della polizia provinciale. deve finire questo clima di galleggiamento – ha sottolineato -. La cosa grave è che non si fanno più i controlli, ed ecco che serve un’azione forte di tenere aperto un tavolo con i soggetti interessati per risolvere la questione”.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, nuovo presidio giovedì 26 dei lavoratori a Perugia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 13:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Proseguono le azioni di protesta delle organizzazioni sindacali in merito alla riorganizzazione delle Province di Perugia e Terni. Ad annunciarlo in una nota è la Rsu dell’Ente perugino: “Alcune settimane fa è stato siglato l’accordo tra Regione, Province e organizzazioni sindacali sulla mobilità di 238 unità di personale dipendente. Un accordo necessario che abbiamo condiviso ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Proseguono le azioni di protesta delle organizzazioni sindacali in merito alla riorganizzazione delle Province di Perugia e Terni. Ad annunciarlo in una nota è la Rsu dell’Ente perugino: “Alcune settimane fa è stato siglato l’accordo tra Regione, Province e organizzazioni sindacali sulla mobilità di 238 unità di personale dipendente. Un accordo necessario che abbiamo condiviso e accompagnato. Ancora risultano però irrisolte molte questioni, che devono essere affrontate per garantire la continuità dei servizi e i livelli occupazionali. Tra queste è grave la situazione dei colleghi della polizia provinciale, inseriti nel portale della mobilità e quindi potenzialmente soggetti a essere un sovrannumero”.</p>
<p>Per questo, dopo l’assemblea di venerdì scorso la Rsu della Provincia di Perugia ha deciso di organizzare un presidio per giovedì 26 novembre sotto la Provincia, a partire dalle ore 9, in concomitanza con la riunione che l’organizzazione sindacale avrà con l&#8217;amministrazione del presidente Nando Mismetti sul problema.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, l&#8217;ira dei sindacati: &#8220;Rotto il percorso di condivisione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 14:18:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono trascorse alcune settimane dalla firma dell’accordo che ha definito il passaggio delle funzioni delegate e del personale dalle Province alla Regione e ad alcuni enti regionali. Un accordo importante, che garantisce la ricollocazione di 238 persone. Un accordo, tuttavia, che secondo la Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil lascia insolute una serie di questioni. “Vi è innanzitutto ancora incertezza sulla chiusura dei bilanci delle Province, che si deve realizzare entro il 30 novembre. La sostenibilità economica delle Province &#8211; hanno fatto notare &#8211; è fondamentale per la garanzia della continuità dei servizi e dell’occupazione, pertanto, la risoluzione e la chiusura dei due bilanci è atto fondamentale per garantire certezze ai cittadini e ai lavoratori Ad oggi non abbiamo elementi per dare queste certezze”.</p>
<p>Ieri, inoltre, sono stati caricati nel portale della mobilità i nominativi del personale della polizia provinciale, contro il parere delle Rsu e senza alcun confronto nel tavolo della governance. “Insomma, si è voluto rompere un percorso di condivisione e di collaborazione che aveva portato fino ad oggi a una gestione attenta e consapevole della complessa situazione che attraversano le Province di Perugia e Terni, una situazione tra le più difficili in tutta Italia. Ribadiamo la nostra contrarietà a tale atto unilaterale che riteniamo inaccettabile e anche incomprensibile, oltreché irrispettoso del protocollo firmato solo a luglio scorso, in cui si ribadiva l’obiettivo di ricollocazione di tutto il personale”.</p>
<p>A preoccupare i sindacati è anche il “silenzio rispetto al percorso individuato per la formazione e i centri per l’impiego, servizi fondamentali per i giovani e i cittadini. Chiediamo che si riapra subito il tavolo della governance e si affrontino le questioni aperte con chiarezza e con la massima trasparenza, garantendo omogeneità di interventi nelle due province e omogeneità di trattamenti”.</p>
<p><strong>La nota congiunta di Lega Nord e Movimento 5 Stelle</strong> I capigruppo regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e del Movimento Cinque Stelle, Andrea Liberati, intervengono in merito alla “drammatica situazione in cui versa il corpo di polizia provinciale”, spiegando di essere pronti “a portare la questione all&#8217;ordine del giorno dell&#8217;Aula, se le rassicurazioni dell&#8217;assessore Antonio Bartolini non saranno seguite dai fatti”. Fiorini e Liberati rimarcano che “negli ultimi giorni alle organizzazioni sindacali è stato comunicato che l&#8217;Amministrazione provinciale ha inserito nel portale della mobilità tutte le 15 unità di personale che fanno parte del corpo di polizia provinciale di Terni. Analoga prospettiva si profila anche per la polizia provinciale di Perugia. Tale disposizione potrebbe essere la premessa di un futuro incerto per il personale della polizia provinciale, dato che ne metterebbe a rischio la condizione personale, professionale e lavorativa, per non parlare poi delle ricadute che questa scelta produrrebbe sul territorio in termini di tutela ambientale e della flora e fauna”.</p>
<p>Emanuele Fiorini e Andrea Liberati spiegano di essere stati “intenzionati a portare d&#8217;urgenza la questione all&#8217;ordine del giorno dei lavori dell&#8217;Assemblea regionale, ma di aver congelato l&#8217;iniziativa a seguito delle notizie diffuse dall&#8217;assessore Antonio Bartolini, che ha rassicurato i consiglieri in ordine alle sorti del personale di polizia provinciale, nei cui confronti, in queste ore, il Governo sembra stia provvedendo tramite un emendamento in Finanziaria. Ciò manterrebbe integri i corpi di polizia provinciale dell&#8217;Umbria. Dopo tante promesse disattese dalla Regione e dall&#8217;Amministrazione statale, ora attendiamo i fatti”.</p>
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		<title>Poste, incontro in Regione con gli onorevoli umbri Sereni e Verini e Anci Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 15:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Potrebbero aprirsi spazi di contrattazione interessanti tra Enti territoriali e Poste Italiane per il mantenimento di alcuni presidi  postali  altrimenti cancellati dalla riorganizzazione e ciò grazie al  Contratto di servizio universale tra  Poste italiane e  ministero alle telecomunicazioni a cui manca solo la formalizzazione della firma. E quanto emerso durante l&#8217;incontro in Regione nel corso ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Potrebbero aprirsi spazi di contrattazione interessanti tra Enti territoriali e Poste Italiane per il mantenimento di alcuni presidi  postali  altrimenti cancellati dalla riorganizzazione e ciò grazie al  Contratto di servizio universale tra  Poste italiane e  ministero alle telecomunicazioni a cui manca solo la formalizzazione della firma. E quanto emerso durante l&#8217;incontro in Regione nel corso del quale la vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Serini, e  l&#8217;onorevole Walter Verini hanno anticipato all&#8217;assessore regionale alle riforme,  Antonio Bartolini,  e  ai delegati di Anci Umbria (Jonathan Monti, Comune di Terni; Federico Gori, Comune di Montecchio e Giuseppe Patriarchi, Comune di Foligno) i contenuti del Contratto di servizio di cui è prevista a breve la sottoscrizione fra le parti. I parlamentari hanno infatti  anticipato i contenuti del  Contratto tra Poste e Ministero evidenziando come grazie al lavoro fatto dal Governo, ed in particolare dal sottosegretario Antonio Giacomelli, nel documento si aprano possibili margini di negoziazione con gli enti territoriali chiamati a fare rete e ad avanzare, entro il 31 marzo prossimo,  proposte aggiuntive che possano potenziare l&#8217;offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali.  Le proposte   hanno detto Sereni e Verini  potrebbero riguardare servizi utili ai cittadini, dalla prenotazione Cup al pagamento del bollo auto,  alle imprese, alle pubbliche amministrazione, potenziando le caratteristiche di alcuni uffici, soprattutto quelli ubicati in ambiti  disagiati e con scarsa densità abitativa, come veri e propri uffici di prossimità. E in questo quadro  hanno aggiunto Sereni e Verini , secondo il documento, le iniziative avanzare da Enti e Istituzioni territoriali verranno valutate prioritariamente da Poste italiane nell&#8217;ambito di una programmazione che tende a muoversi sul duplice binario di maggiore efficienza nella fornitura del servizio postale e del perseguimento della coesione sociale ed economica. Si stanno cercando insomma  hanno detto  ulteriori margini di trattativa che rendano le decisioni assunte da Poste italiane il meno disagevoli possibili per l&#8217;utenza. Per quanto ci riguarda come Gruppo del PD  hanno concluso  sosterremo questa iniziativa con un atto parlamentare.  Nel ringraziare i parlamentari umbri per aver accolto linvito della Regione, Bartolini ha sottolineato come il Piano di  riorganizzazione di Poste italiane sia molto sentito dalla comunità umbra e come sin da subito ci sia stato un forte impegno da parte della Regione e di Anci Umbria per contrastare le  chiusure indicate, fino alla costituzione in giudizio di fronte al Tar per sostenere le ragioni dei nove comuni umbri interessati dai tagli. L&#8217;annuncio dell&#8217;imminente stipula del Contratto di servizio  ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; rappresenta per cittadini ed istituzioni uno spiraglio di trattativa con Poste italiane che intendiamo cogliere. Mi impegno  ha detto &#8211; a riconvocare il tavolo di coordinamento con Anci Umbria per approfondire i contenuti del Contratto tra Poste e Governo così da poter individuare insieme nel più breve tempo possibile le azioni da intraprendere.  Inoltre  ha concluso   verificherò la possibilità da parte della Regione, anche accedendo ai fondi a disposizione destinati al digitale,  di supportare i progetti dei singoli Comuni che andranno ad accrescere i servizi oggi offerti dagli uffici postali, anche in considerazione della particolare rilevanza che, nell&#8217;ambito del Contratto, viene proprio assegnata a possibili azioni legate ai Piani di Agenda digitale.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, il 16 ottobre scioperano i dipendenti di Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 10:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il personale dipendente della Provincia di Perugia è in stato di agitazione e annuncia, congiuntamente a quello di Terni, uno sciopero di due ore, dalle 12 alle 14, per venerdì 16 ottobre ’15. La notizia è stata fornita questa mattina in conferenza stampa dalla Rsu, indetta alla vigilia di una nuova riunione dell’Osservatorio regionale, “per fare il punto sulla gravissima situazione in cui versa l’Ente”. “L&#8217;impossibilità di approvare il Bilancio nei termini previsti – si legge nella nota diffusa dalle sigle sindacali &#8211; oltre a compromettere l&#8217;erogazione di servizi già fortemente ridotti a causa delle misure imposte dalla legge di stabilità 2015, disegna uno scenario inedito dagli effetti non prevedibili sia sul versante stipendiale che sul versante dei processi di mobilità del personale.</p>
<p>Tali effetti rischiano di compromettere i già difficili ed incerti processi di riordino istituzionale e di ricollocazione del personale derivanti dalla Legge n. 56/2014 e la L.R. 10/2015”. Al primo punto tra le richieste della Rsu la riallocazione in Regione di tutti i dipendenti delle due Province, assegnati alle funzioni delegate, ovvero 241, secondo la fotografia scattata all’8 aprile 2014, e il veloce completamento del processo di riordino delle stesse funzioni a livello regionale, a cui deve seguire l’attivazione di tutte le procedure di mobilità previste dal decreto, riservandole al personale non collocato nelle suddette funzioni. “I dati forniti dalla Regione non concordano con gli obblighi di completa riallocazione dei 241 dipendenti assegnati alle funzioni delegate &#8211; hanno spiegato i rappresentanti sindacali provinciali: infatti si parla di solo 150/181 dipendenti”, da cui scaturirebbe un nucleo di 60-90 unità non ricollocati sulle funzioni non fondamentali.</p>
<p>“L&#8217;atto adottato dalla Giunta Regionale del 28 settembre e non ancora pubblicato – si fa inoltre rilevare &#8211; non permette di avere un quadro finanziario definito, che indichi se gli stanziamenti siano solo per il 2015 o anche per l&#8217;anno 2016”. Altro problema il fatto che ad oggi nessun Comune, nonostante sia richiesto dalla legge, abbia ufficializzato con atti e risorse le disponibilità di posti. Da qui il problema sulla gestione delle funzioni turismo e cultura che la Legge regionale 10/2015 destina ai Comuni o alle Unioni di Comuni. C’è poi tutta la partita ancora da affrontare legata alla Polizia provinciale: 113 agenti a Perugia e 20 a Terni “che la Regione pensa di ricollocare per i due terzi presso i Comuni, lasciando il resto in seno alle Province e quindi a carico dei loro Bilanci, ampliando così il numero dei dipendenti a rischio mobilità”. A ciò si deve aggiungere il personale ex Anas (93 a Perugia e 42 a Terni) per viabilità regionale, che rimane in carico ai bilanci delle Province senza copertura finanziaria. Infine si è fatto il punto sul personale dei Centri per l&#8217;impiego, formazione, politiche attive del lavoro: 139 unità tra Perugia e Terni, di cui 55 a tempo determinato con il contratto in scadenza al 31/12/2015, in attesa di definizione del nuovo modello organizzativo dei servizi e delle convenzioni Stato-Regioni. “Non ci accontentiamo più di dichiarazioni di stampa e ipotesi – hanno concluso i sindacati – dal Tavolo di governance di domani si devono tradurre in atti pratici i passaggi da attuare e devono uscire garanzie per i lavoratori”.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, la trattativa prosegue ma rimane lo stato di agitazione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 15:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “La trattativa prosegue: le organizzazioni sindacali hanno condiviso la necessità di procedere speditamente almeno per le questioni che possono essere risolte a livello regionale, anche se rimane in piedi lo stato di agitazione che è stato proclamato in questi giorni”. L’assessore regionale alle riforme, Antonio Bartolini, commenta così l’incontro del Tavolo regionale che sì è svolto questa mattina a Villa Umbra ed al quale hanno preso parte, insieme ai rappresentanti regionali, le Organizzazioni Sindacali, i presidenti delle Province di Perugia e Terni ed i rappresentanti del Consiglio delle Autonomie Locali e di Anci Umbria.</p>
<p>“A partire da domani – ha annunciato l’assessore Bartolini &#8211; si svolgerà tutta una serie di incontri per cercare di  chiudere i punti relativi al trasferimento del personale dalle Province a Regione, Agenzie e Sistema Sanitario. E’ questo l’adempimento più urgente, visto che il Decreto Madia fissa al prossimo 31 ottobre il termine entro il quale occorre trasmettere al Ministero l’elenco nominativo del personale, con le relative funzioni, che si trasferisce”.</p>
<p>L’assessore Bartolini ed il direttore delle risorse umane della Regione, Annalisa Doria, hanno illustrato ai partecipanti al Tavolo, la delibera assunta dalla Giunta regionale che indica i numeri ed criteri necessari per l’individuazione del personale che si trasferirà in Regione. “Abbiamo confermato la volontà di mantenere un dialogo assolutamente costruttivo – ha sottolineato Bartolini – per individuare intanto le migliori condizioni possibili e per seguire fino in fondo anche a livello nazionale tutta la vicenda. Abbiamo già sottoposto al Dipartimento della Funzione Pubblica le problematiche, economiche ed amministrative,  delle nostre due Province. Abbiamo concordato di chiudere al più presto sul trasferimento del personale a Regione, Agenzie e Sistema Sanitario e contemporaneamente aprire tavoli di confronto dedicati alla Polizia Provinciale, ai Centri per l’Impiego ed ai Dirigenti. Abbiamo anche fatto presente alle Organizzazioni Sindacali che non c’è chiusura sui numeri e sui criteri, fermo restando però che non può essere superato il budget finanziario che abbiamo stabilito e che rappresenta un impegno economico molto rilevante per la Regione”.</p>
<p>Dalla riunione odierna è uscito così il calendario dei prossimi giorni che prevede per domani, mercoledì, la riunione di un Tavolo tecnico e per giovedì una riunione politica alla quale parteciperà nuovamente l’assessore Bartolini, per esaminare la delibera della Giunta regionale. Lunedì prossimo 12 ottobre si svolgeranno le riunioni dei Tavoli tematici e martedì tornerà nuovamente a riunirsi il Tavolo generale che cercherà un accordo sull’atto di competenza della Regione Umbria.</p>
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		<title>Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura, la Rsu della Provincia di Perugia entra nella fase attiva della protesta</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2015 11:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In Provincia di Perugia permane la situazione di incertezza che riguarda non solo il bilancio dell’Ente, ma il complessivo processo di riorganizzazione e la conseguente riallocazione del personale. Continua, pertanto, lo stato di agitazione di tutti i lavoratori. A darne comunicazione, la Rsu della Provincia di Perugia a seguito del ‘fallimento’ del tentativo di Conciliazione esperito in data odierna in Prefettura. La riunione di oggi era un passaggio obbligatorio tra la parte pubblica (datore di lavoro) e i rappresentanti dei lavoratori per scongiurare nuove forme di protesta. “A questo punto, i dipendenti della Provincia di Perugia – spiegano i rappresentanti sindacali – attiveranno le forme di protesta già deliberate nell’assemblea del 28 settembre”.</p>
<p>La Rsu della Provincia di Perugia ha quindi convocato una conferenza stampa urgente per fare il punto sulla gravissima situazione in cui versa l’Ente per lunedì 5 ottobre alle 11 nella sede centrale della Provincia (Sala Pagliacci) in piazza Italia. L’incontro con la stampa sarà anche l’occasione per riepilogare tutte le questioni ancora aperte relative al processo di riordino che saranno, altresì, l’oggetto del tavolo di governance fissato per martedì 6 ottobre.</p>
<p><strong>I tagli all&#8217;informazione</strong> <span style="color: black;">Sospesa la testata “Il Cittadino e Provincia”. A comunicarlo sono l’Asu, il Gus e l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria attraverso una nota che pubblichiamo integralmente. Eccola: </span></p>
<p style="background: white;"><span style="color: black;">“Asu, Gus  e Ood dell’Umbria  ritengono inaccettabile,  perché pretestuosa e immotivata,  la  sospensione da parte della Provincia di Perugia della testata dell’Ente, attiva dal 1969. Sospensione di cui si è avuta notizia anche attraverso gli organi di stampa.  La motivazione addotta dagli uffici e dalla Direzione, che vede nell’obbligo da parte dell’Ente di dover corrispondere al direttore responsabile della Testata un riconoscimento economico aggiuntivo in ragione della sua “responsabilità”, non ha alcun fondamento giuridico nell’ambito delle norme che regolano il rapporto di lavoro giornalistico nella pubblica amministrazione. Per esseri chiari la Provincia di Perugia – che versa nelle condizioni di grave difficoltà finanziaria a tutti note ed i cui dipendenti stanno attraversando un tormentato periodo di incertezza lavorativa &#8211;  non deve tirare fuori un solo euro in più per editare “Cittadino e Provincia”.  Ma la inspiegabile volontà dell’Ente di chiudere la testata si era già manifestata a fine giugno scorso (fanno fede le due lettere inviate il 2 luglio e il 9 luglio  da  Asu, Gus e Odg dell’Umbria con la richiesta di incontro, mai avvenuta), in occasione proprio del cambio della Direzione responsabile a seguito del pensionamento del precedente Direttore. Poi la registrazione è stata fatta così da poter continuare ad editare.</span></p>
<p style="background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px;"><span style="color: black;">Ora si torna nuovamente sulla questione con la pervicace volontà di sospendere la testata, ma perché proprio ora nel momento in cui sono  più che mai necessarie informazione e trasparenza? Tale decisione comporta  grave e immotivato nocumento ai giornalisti, che da anni operano per la Provincia di Perugia e  che si troverebbero in difficoltà anche in relazione ad eventuali casi di mobilità come previsto dal Decreto Madia.  Inoltre la Provincia vedrebbe spegnersi, proprio in questo momento così difficile e complesso per l’ente e per i suoi dipendenti, una finestra informativa di grande importanza per la comunità tutta, per gli stessi dipendenti e  in relazione al rilevante servizio che l’ufficio stampa dell’Ente  sta svolgendo per i Comuni.</span></p>
<p style="background: white;"><span style="color: black;">Ai giornalisti, infatti, in mancanza di  una testata  (perché sospesa),  non potrà essere chiesto di fare informazione e quindi di redigere comunicati stampa riducendo così la Provincia al silenzio. Tutto questo rischia inoltre di precarizzare dipendenti giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine che, stante anche il loro livello professionale (CAT C, peraltro non adeguato neanche rispetto a quanto prevede la legge 150/2000), rischierebbero in questa situazione di confusione  di esser assegnati ad altre mansioni.  Si tratterebbe quindi per questi colleghi di una ulteriore, immotivata penalizzazione, che andrebbe ad aggiungersi alla situazione di grande precarietà e preoccupazione per il futuro lavorativo che condividono con gli altri dipendenti della Provincia di Perugia e di altre Province italiane.</span></p>
<p style="background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px;"><span style="color: black;">Per questi motivi Asu, Gus e Odg chiedono un incontro urgente  al Presidente della Provincia di Perugia,  Nando Mismetti&#8221;.</span></p>
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		<title>Chiusura degli uffici postali, la Regione si costituisce al fianco dei Comuni di fronte al Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 09:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Coerentemente con l’azione portata avanti fino ad oggi, vogliamo continuare a sostenere le ragioni dei comuni ricorrenti nei giudizi di fronte al Tar Umbria e per questo motivo abbiamo deciso di intervenire anche con i nostri legali per dare maggior forza ai ricorsi presentati contro il Piano di riorganizzazione presentato da Poste Italiane che prevede ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/chiusura-degli-uffici-postali-la-regione-si-costituisce-al-fianco-dei-comuni-di-fronte-al-tar/">Chiusura degli uffici postali, la Regione si costituisce al fianco dei Comuni di fronte al Tar</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Coerentemente con l’azione portata avanti fino ad oggi, vogliamo continuare a sostenere le ragioni dei comuni ricorrenti nei giudizi di fronte al Tar Umbria e per questo motivo abbiamo deciso di intervenire anche con i nostri legali per dare maggior forza ai ricorsi presentati contro il Piano di riorganizzazione presentato da Poste Italiane che prevede la chiusura di diversi uffici postali nella nostra Regione&#8221;. L’assessore regionale Antonio Bartolini ha così comunicato che la Giunta regionale, su proposta della presidente Marini, ha dato incarico all’Ufficio legale della Regione, che sarà rappresentato dagli avvocati Gobbo e Manuali, di costituirsi in giudizio di fronte al Tar Umbria (la cui udienza avrà luogo mercoledì 23 settembre) per sostenere le ragioni dei comuni di Perugia, Montecchio, Terni, Narni, Foligno, Collazzone, Castiglione del Lago, Castel Ritaldi ed Orvieto, nel cui territorio, secondo il piano di Poste Italiane, avrebbero dovuto chiudere gli uffici di Castel Ritaldi, Annifo, Capodacqua, S.Egidio, Villastrada e Collazzone in provincia di Perugia e Collestatte, Sugano, Capitone e Melezzole in provincia di Terni.</p>
<p>Come si ricorderà il Tar ha accolto in prima istanza i ricorsi presentati dai Comuni e sospeso l’efficacia dei provvedimenti annunciati da Poste Italiane, rimandando il giudizio di merito appunto alla prossima udienza.</p>
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		<title>Riorganizzazione della Provincia, incontro tra Mismetti e le Rsu</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 11:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ieri mattina si è svolto l&#8217;incontro tra l&#8217;amministrazione e le parti sindacali per discutere del nuovo modello organizzativo della Provincia e delle problematiche inerenti il percorso della riforma. L&#8217;amministrazione nella figura del presidente Nando Mismetti ha confermato l&#8217;intenzione di portare avanti e rendere attuabile la nuova struttura organizzativa dell&#8217;Ente a partire dal mese di ottobre,  ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riorganizzazione-della-provincia-incontro-tra-mismetti-e-le-rsu/">Riorganizzazione della Provincia, incontro tra Mismetti e le Rsu</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri mattina si è svolto l&#8217;incontro tra l&#8217;amministrazione e le parti sindacali per discutere del nuovo modello organizzativo della Provincia e delle problematiche inerenti il percorso della riforma. L&#8217;amministrazione nella figura del presidente Nando Mismetti ha confermato l&#8217;intenzione di portare avanti e rendere attuabile la nuova struttura organizzativa dell&#8217;Ente a partire dal mese di ottobre,  la parte sindacale ha affermato la volontà di sostenere la posizione dell&#8217;amministrazione a condizione che il nuovo modello proceda di pari passo con il percorso che la Regione ha impostato. Le parti hanno concordato su tale indirizzo e hanno condiviso la necessità che proprio la Regione entro pochi giorni attui il percorso di riallocazione del personale provinciale relativo alle deleghe, presso le sue strutture, stabilendo risorse certe relative al suddetto trasferimento, nonché la sua tempistica e definisca il personale che si occuperà della delega regionale in materia di viabilità.</p>
<p>Le parti, come si legge nella nota diffusa oggi dalla Provincia, hanno condiviso inoltre &#8220;le problematiche inerenti la situazione dei dipendenti appartenenti al settore delle politiche attive del lavoro e della formazione, compresa la necessità di un&#8217;intesa per risolvere la questione dei precari presenti in questi servizi, ed in particolare delle risorse finanziarie destinate alla spesa del personale, che dovrà essere finanziata dalla Regione&#8221;. Preoccupano poi quei servizi che &#8220;non rientrano tra le funzioni fondamentali come l’ex polizia provinciale, sulla quale la Rsu ha chiesto chiarezza e tutela per i poliziotti che si troveranno a breve a dover espletare le funzioni di controllo dell&#8217;attività venatoria. Su questi punti la Rsu insieme alle organizzazioni sindacali finché la Regione non darà risposte in merito, manterrà lo stato d&#8217;agitazione e individuerà prossime iniziative specifiche di mobilitazione&#8221;.</p>
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		<title>Riorganizzazione degli uffici postali, Numerini: &#8220;Sbagliato chiudere quello di Sant&#8217;Egidio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 14:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “La conferma da parte di Poste Italiane di voler chiudere 11 uffici in Umbria desta grande preoccupazione. Vi sono uffici postali, come ad esempio quello di Sant’Egidio a Perugia, che non solo offrono servizi ai cittadini, ma che sono veri e propri pezzi storici del territorio, punti di riferimento per l’intera comunità”. Sulla questione relativa alla soppressione di 11 sportelli sul territorio è intervenuto oggi il capogruppo di Progetto Perugia Otello Numerini.</p>
<p>“Le scelte di Poste Italiane debbono andare oltre le rigide logiche imprenditoriali. Gli uffici postali in molti casi &#8211; ha affermato &#8211; offrono un servizio che è anche di carattere sociale. È proprio questa peculiarità che ha fatto la fortuna dell’azienda che da sempre è punto di riferimento per pensionati, famiglie ed imprese che scelgono Poste non solo per i servizi di corrispondenza, ma anche per quelli di carattere bancario. Per questi motivi l’azienda deve garantire un servizio che sia presente anche nelle zone più limitrofe della città, ma che hanno una storia ed un bacino di utenza considerevole, proprio come nel caso citato di Sant’Egidio”.</p>
<p>“Appare incomprensibile &#8211; ha aggiunto Numerini &#8211; inoltre andare a penalizzare una zona che da un lato viene scelta come punto nevralgico di accesso alla regione, con la riqualificazione dell’aeroporto Internazionale dell’Umbria, e poi viene abbandonata da servizi fondamentali per la cittadinanza e le aziende come l’ufficio postale. Le istituzioni, e tutti noi che possiamo fare da portavoce di coloro che si troverebbero a disagio dopo eventuali chiusure di uffici periferici, ma non certo marginali devono fare tutto il possibile per cercare di far comprendere a Poste italiane l’importanza della loro presenza capillare sul territorio”.</p>
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		<title>Poste Italiane conferma la chiusura di 11 sportelli sul territorio, Bartolini: &#8220;Siamo estremamente delusi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 12:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Siamo estremamente delusi dall’atteggiamento e dalla risposta di Poste Italiane, pervenutaci ieri pomeriggio, che in pratica ha confermato per intero il proprio piano di riorganizzazione  ignorando completamente il nostro report e le motivazioni che avevamo presentato in accordo con Anci Umbria e soprattutto le alternative che insieme ai comuni avevamo costruito per rendere accettabile il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Siamo estremamente delusi dall’atteggiamento e dalla risposta di Poste Italiane, pervenutaci ieri pomeriggio, che in pratica ha confermato per intero il proprio piano di riorganizzazione  ignorando completamente il nostro report e le motivazioni che avevamo presentato in accordo con Anci Umbria e soprattutto le alternative che insieme ai comuni avevamo costruito per rendere accettabile il Piano”. L’assessore regionale Antonio Bartolini commenta così, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Montecchio, Federico Gori, in rappresentanza di Anci Umbria, che si è tenuta questa mattina nella sala Fiume di palazzo Donini, la lettera, che è pervenuta ieri sera alla Regione ed ad Anci Umbria con cui Poste Italiane fa seguito all’incontro svoltosi la scorsa settimana a Firenze e, “dopo verifica delle situazioni rappresentate &#8211; scrive il responsabile per Umbria e Toscana, Michele Deiana &#8211; Poste Italiane ribadisce che le istanze, che Anci e Regione Umbria avevano precedentemente raccolto dai singoli comuni, sono state adeguatamente ed oggettivamente verificate, con la determinazione finale di accogliere 4 eccezioni rispetto ai 15 interventi previsti inizialmente dal piano presentato ad Agcom per il 2014. E’ stato inoltre confermato che il piano nella sua specifica applicazione rispetta i parametri previsti dal Decreto Ministeriale del 7 Ottobre 2008 e dalla successiva delibera Agcom, sicché, a fronte dell’accertato equilibrio economico del servizio postale universale, si è concretizzata l’esigenza di riallineare l’offerta dei servizi alla effettiva domanda dei cittadini”.</p>
<p><strong>Gli sportelli colpiti</strong> Saranno così colpiti dalla riorganizzazione gli uffici postali di Castel Ritaldi, Annifo, Capodacqua, Perugia-Piazza Partigiani, S.Egidio, Villastrada e Collazzone in provincia di Perugia e Collestatte, Sugano, Capitone e Melezzole in provincia di Terni. “Poste Italiane – ha affermato l’assessore Bartolini – chiaramente sta interpretando in maniera molto strumentale i provvedimenti ministeriali e dell’Agcom che disciplinano la materia. E lo fa senza tener conto che i parametri della dislocazione territoriale, dell’assenza di servizio di trasporto pubblico e dell’età anagrafica della popolazione, sono stati invece ritenuti validi da numerose sentenze a favore dei Comuni ricorrenti, emesse in questi ultimi tempi e lo stesso Consiglio di Stato, appena tre mesi fa, ha riconosciuto la validità di questi criteri. Non si è tenuto conto nemmeno della disponibilità espressa da alcuni Comuni di mettere a disposizione gratuitamente spazi di proprietà per l’ubicazione e dunque il mantenimento dell’ufficio postale”.</p>
<p><strong>Il commento</strong> “Ci sembra insomma una vera e propria forzatura quella che Poste Italiane intende mettere in atto dal prossimo 7 settembre &#8211; ha concluso l’assessore Bartolini. Forzatura che inevitabilmente produrrà disagi alle popolazioni interessate. Per questi motivi, la Regione continuerà la sua azione al fianco degli Enti Locali, Anci e singoli Comuni, che hanno già preannunciato ricorsi al Tar dell’Umbria per bloccare la riorganizzazione così come è stata proposta. Come Regione stiamo anche verificando i rapporti esistenti con Poste Italiane, di cui siamo un ‘cliente importante’, per valutare quali ulteriori azioni possiamo mettere in campo”.</p>
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		<title>Provincia di Perugia, il presidente Mismetti: &#8220;Ente più snello a partire dal primo ottobre&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 11:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Oggi il presidente Nando Mismetti ha preadottato con delibera presidenziale la nuova macro organizzazione della Provincia, che ridefinisce il nuovo Ente di area vasta alla luce delle nuove competenze e funzioni che è chiamato a svolgere ai sensi della riforma Delrio e della legge regionale 10/’15. Il nuovo modello organizzativo, che sarà oggetto di un ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Oggi il presidente Nando Mismetti ha preadottato con delibera presidenziale la nuova macro organizzazione della Provincia, che ridefinisce il nuovo Ente di area vasta alla luce delle nuove competenze e funzioni che è chiamato a svolgere ai sensi della riforma Delrio e della legge regionale 10/’15. Il nuovo modello organizzativo, che sarà oggetto di un confronto con le organizzazioni sindacali del comparto e dei dirigenti e che, comunque, nelle prossime settimane sarà oggetto di verifica da parte dell’amministrazione provinciale alla luce del percorso di riordino delle funzioni e di ricollocazione del personale, andrà a regime il pirmo ottobre 2015.</p>
<p>Tra i tratti salienti, il significativo snellimento della macchina amministrativa, che prevede tre sole aree (a fronte delle sette attuali), che svilupperanno l’attività della Provincia su tre grandi filoni: l’attività amministrativa di supporto e di assistenza ai Comuni (settore affari generali, risorse umane e assistenza ai comuni); i servizi relativi alle strade provinciali e regionali e ai trasporti (area viabilità e trasporti); l’edilizia scolastica ed i servizi ambientali (area edilizia, ambiente e territorio). Razionalizzato anche il servizio gestione finanziaria, che sarà collocato in posizione di autonomia e indipendenza rispetto a tutte le altre aree.</p>
<p>Il numero dei servizi complessivamente si riduce dai ventitre attuali ad undici, di cui quattro del settore amministrativo e di supporto ai Comuni, due dell’area viabilità e trasporti e tre dell’area edilizia ambiente e territorio, cui vanno ad aggiungersi il servizio gestione finanziaria ed il servizio  polizia provinciale, che, alla luce delle modifiche in corso di approvazione definitiva in questi giorni, sarà oggetto di revisione delle proprie competenze verso un nucleo di controllo ambientale che eredita in parte le funzioni ora svolte.</p>
<p>Altrettanto significativo l’intervento sugli uffici e sulle posizioni organizzative: il nuovo modello di Ente di area vasta, infatti, si articolerà su di un numero di uffici tendenzialmente non superiori a 30: tale decisione sarà sviluppata nel dettaglio in una prossima delibera, nella quale verrà definito in maniera compiuta l’articolazione e la composizione dei singoli uffici e la loro organizzazione all’interno della macro struttura. La selezione del personale che assumerà la titolarità delle nuove posizioni organizzative avverrà mediate avviso come previsto nel regolamento sui criteri generali per il conferimento degli incarichi approvato con delibera n. 14 del 30 gennaio 2015.</p>
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		<title>La Giunta Romizi prepara la riorganizzazione del Comune</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 10:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Primo passo della riorganizzazione della Giunta Romizi. Meno burocrazia, più efficienza, una struttura sempre più leggera, taglio dei dirigenti e revisione del sistema dei premi; più attenzione alle esigenze di cittadini, famiglie e imprese. Sono stati approvati ieri pomeriggio dalla Giunta i criteri generali di organizzazione dell’Ente da adottare e da sottoporre al consiglio comunale. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Primo passo della riorganizzazione della Giunta Romizi. Meno burocrazia, più efficienza, una struttura sempre più leggera, taglio dei dirigenti e revisione del sistema dei premi; più attenzione alle esigenze di cittadini, famiglie e imprese. Sono stati approvati ieri pomeriggio dalla Giunta i criteri generali di organizzazione dell’Ente da adottare e da sottoporre al consiglio comunale.</p>
<p>Questi i criteri generali:</p>
<p><strong>razionalizzazione e diminuzione della spesa (</strong>la riorganizzazione della struttura comunale dovrà comportare un accorpamento ed una ridefinizione delle funzioni attribuite ai diversi uffici e servizi per contesti omogeni, evitando quanto più possibile la frammentazione delle procedure e delle competenze. Tale scelta dovrà implicare effetti di razionalizzazione della spesa derivanti dal miglioramento organizzativo);</p>
<p><strong>diminuzione del numero dei dirigenti e realizzazione di un nuovo sistema di valutazione </strong>(nell’ottica della razionalizzazione della spesa la Giunta dovrà diminuire il numero dei dirigenti e dare attuazione ad un nuovo sistema di valutazione della dirigenza che veda riconosciuta la professionalità e che non costituisca un adempimento meramente formale o contrattuale: in tale contesto il Sindaco valuterà l’esigenza organizzativa della figura del direttore generale);</p>
<p><strong>sicurezza urbana</strong> (si dovrà potenziare adeguatamente, nel corso del mandato, il presidio della sicurezza urbana attraverso una specifica struttura posta alle dirette dipendenze del Sindaco);</p>
<p><strong>semplificazione e sviluppo delle conoscenze</strong> (si dovrà procedere ad una revisione e semplificazione dei processi decisionali, anche mediante strumenti di continua interazione e dialogo fra amministratori e struttura tecnico-amministrativa, favorendo momenti di coordinamento e confronto finalizzati alla migliore attuazione dei programmi dell’Amministrazione);</p>
<p><strong>dialogo aperto con la comunità locale, il Comune “amico”</strong> (lo strumento attuativo sarà costituito da un processo di valorizzazione delle risorse umane dell’ente attraverso l’efficientamento degli strumenti di formazione indirizzati a migliorare la professionalità, a tutela dell’interesse pubblico e conseguentemente, a favorire una percezione positiva da parte del cittadino dell’immagine del lavoro nell’amministrazione comunale, sviluppando un metodico sistema  di dialogo aperto con la comunità locale e facendo così sentire il Comune <em>“amico</em>”);</p>
<p><strong>sviluppo economico </strong>(dovrà essere sviluppata la più ampia progettualità per lo sviluppo economico dell’ente e della comunità, con l’impegno ad ampliare la ricerca delle risorse finanziarie intercettabili, dando ascolto agli stakeholders.Collegato allo sviluppo economico dovrà essere la programmazione comunitaria e la ricerca della più ampia gamma di ambiti di finanziamento, volti a rendere sostenibili i progetti sviluppati dai vari settori, supportandoli, laddove necessario, nella stessa stesura progettuale);</p>
<p><strong>meccanismi di controllo (</strong>in tale ambito dovranno essere realizzati anche meccanismi di controllo e verifica dei risultati raggiunti con strumenti di ascolto e monitoraggio dell’efficacia dell’azione amministrativa e della sua economicità complessiva che diano evidenza alla comunità della validità delle scelte compiute);</p>
<p><strong>servizi alla persona</strong> (si dovrà dare centralità e ridisegnare il sistema dei servizi alla persona, con una struttura specificatamente dedicata ad ascoltare in maniera più completa le diverse istanze della società, ponendo il cittadino al centro di tale sistema);</p>
<p><strong>innovazione tecnologica e servizi</strong> (si favorirà lo sviluppo dei temi delle smart cities, della sostenibilità e dell’innovazione finalizzato alla rinascita economica e sociale della città, coniugandolo con una maggiore attenzione alla manutenzione del patrimonio e delle infrastrutture);</p>
<p><strong>revisione della struttura del governo del territorio</strong> (si dovrà rimodellare la struttura preposta al governo del territorio nell’ottica di un’accentuazione del ruolo di attuatore delle politiche di sviluppo e gestione territoriale e non come elemento di gestione dei servizi e delle manutenzioni).</p>
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