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	<title>Perugia Online &#187; riqualificazione urbana</title>
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		<title>Ripopolare Fontivegge di cittadini perbene</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ex Upim]]></category>
		<category><![CDATA[Fontivegge]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione urbana]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Dobbiamo riempire i contenitori vuoti di Fontivegge, così da ripopolarla di cittadini perbene. Questa è la base per realizzare il rilancio del quartiere liberandolo dalle &#8220;presenze negative” Questo il commento dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica Emanuele Prisco, che ha presentato la pratica in Giunta. Resta quindi alta l’attenzione della Giunta Romizi per ciò che concerne la riqualificazione dell’area di Fontivegge. L&#8217;esecutivo ha approvato la preconsiliare concernente il piano di iniziativa pubblica relativo al comparto “L” ed “U” in zona Fontivegge (zona di Piazza del Bacio e aree limitrofe)- adozione di variante al PPE (Piano particolareggiato di esecuzione). Il PPE in menzione era stato originariamente approvato con delibera del C.C. 324 del 1983. La maggior parte del comparto è stata realizzata nel tempo; tuttavia la zona è stato oggetto negli anni di un progressivo degrado e dei connessi problemi di sicurezza. Infatti alcuni immobili del quartiere risultano in stato di abbandono ed alcune aree in situazione di degrado. Nello specifico di stratta di diversi edifici privati nel sub comparto “L II” e dell’area di proprietà comunale, destinata a terminal bus, sottostante l’edificio commerciale ex Upim. Per porre rimedio a queste criticità, l’amministrazione ha dunque deciso di dar corso ad iniziative che favoriscano il recupero e la riqualificazione degli edifici esistenti in Piazza del Bacio e dintorni, anche con l’obiettivo di facilitare la rigenerazione del tessuto edilizio e sociale della zona. L&#8217;obiettivo è quello di rendere più agevole l&#8217;insediamento di nuove attività (dai servizi, alle strutture ricettive, alle attività per il tempo libero). Ciò avverrà secondo due modalità che comportano la necessità di procedere alla variante del citato PPE: 1) l’incremento delle destinazioni d’uso ammesse nei sub comparti “L II” e “L IV”, al fine di favorire il recupero, la riqualificazione degli immobili esistenti e l&#8217;insediamento di nuove attività; 2) recuperare, attraverso la tamponatura del piano terreno, attualmente destinato a terminal bus, una superficie trasparente e luminosa da destinare a funzioni di interesse pubblico (coworking, Fab lab o altro). Nel dettaglio le modifiche riguarderanno l’art. 98 del PPE (disposizione particolari per le zone di Fontivegge e Bellocchio) ed, in particolare, i sub-comparti II e IV. Per il primo si prevede che: “in tale area gli edifici hanno destinazione direzionale, per esercizi pubblici, per servizi pubblici e attività di interesse generale, con volumetria massima pari a mc 136.000. Fino ad un massimo di mc 11.000, da reperire all’interno della volumetria complessiva soprariportata, è ammessa la destinazione d’uso per esercizi commerciali e ristorazione. L’intradosso dell’ultimo solaio degli edifici non può superare la quota di m 338,20. Al di sopra di tale quota non sono ammessi piani attici, ma solo volumi tecnici”. Per il secondo invece: “in tale area è ammesso un edificio destinato ad attività commerciali, direzionali, per esercizi pubblici, per servizi pubblici e attività di interesse generale, con una volumetria massima pari a mc 16.120. La quota dell’intradosso dell’ultimo solaio degli edifici non può essere superiore alla quota di m 322,00. Al di sopra di tale quota non sono ammessi piani attici, ma solo volumi tecnici”. “La battaglia per la legalità nella zona passa anche attraverso ponderate scelte urbanistiche &#8211; conclude l&#8217;Assessore Prisco &#8211; strumento spesso sottovalutato in passato. Oggi le scelte urbanistiche devono tenere in considerazione un nuovo parametro, quello della sicurezza. Se un&#8217;area è ripopolata e vissuta da persone perbene, non c&#8217;è spazio per i balordi che hanno bisogno di isolamento per delinquere”.</p>
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		<title>Anci e Confcommercio scendono in campo per riqualificare le città</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 12:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[anci]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione urbana]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Sottoscritto mercoledì mattina a Perugia, nella sede dell’Anci Umbria, un Protocollo d’intesa per far rinascere le città e le aree urbane della regione. Le firme in calce al documento sono quelle di Aldo Amoni, presidente Confcommercio Umbria e di Cristian Betti, coordinatore Consulta commercio ANCI Umbria, nonché sindaco di Corciano. Lo scorso aprile, Confcommercio nazionale e Associazione nazionale ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sottoscritto mercoledì mattina a Perugia, nella sede dell’Anci Umbria, un Protocollo d’intesa per far rinascere le città e le aree urbane della regione. Le firme in calce al documento sono quelle di Aldo Amoni, presidente Confcommercio Umbria e di Cristian Betti, coordinatore Consulta commercio ANCI Umbria, nonché sindaco di Corciano. Lo scorso aprile, Confcommercio nazionale e Associazione nazionale Comuni italiani avevano raggiunto un accordo per lavorare in sinergia con l’obiettivo della riqualificazione e rigenerazione sociale ed economica delle aree urbane, per arrestare i processi di desertificazione; aumentare l’attrattività complessiva del sistema economico delle città; migliorare le funzioni e i servizi di prossimità ai cittadini, anche a tutela delle fasce deboli della popolazione e per la riduzione degli spostamenti con mezzi privati; la valorizzazione delle attività specifiche dei territori. Oggi l’accordo nazionale trova una sua prima fase di sviluppo in Umbria, con la firma del Protocollo d’Intesa regionale, che impegna ANCI Umbria e Confcommercio su diversi fronti.</p>
<p><strong>IL PROTOCOLLO D’INTESA</strong></p>
<p>ANCI Umbria e Confcommercio Umbria, ciascuna nell’ambito dei propri ruoli istituzionali e competenze, si impegnano a:</p>
<p>&#8211; Promuovere azioni in tema di <strong>locazioni commerciali</strong> al fine di consentire ai proprietari di immobili di usufruire di agevolazioni in caso di locazione per attività economiche particolari, tipiche o specializzate in merceologie o tipologie assenti, individuate dai Comuni anche con il coinvolgimento delle Associazioni datoriali.</p>
<p>&#8211; Sensibilizzare le amministrazioni comunali affinché individuino, nei nuovi PRG o nelle eventuali varianti, <strong>le aree oggetto di riqualificazione e rigenerazione urbana</strong>, inserendo i vari ambiti di intervento (urbanistici, architettonici, sociali, economici, ambientali, energetici, viari) in conformità con le normative urbanistiche regionali e approfondiscano poi, nell&#8217;ambito dei medesimi strumenti urbanistici, le possibili applicazioni e collegamenti ai Bandi diretti ed indiretti per l&#8217;utilizzo dei Fondi europei, individuando un primo nucleo di Comuni sperimentatori.</p>
<p>&#8211; Collaborare congiuntamente alla definizione di <strong>professionalità</strong> da utilizzare per la gestione del territorio e dei centri urbani anche con l’eventuale contributo di altri soggetti istituzionali.</p>
<p>&#8211; Collaborare nella definizione di <strong>progetti integrati di rivitalizzazione</strong> <strong>degli ambiti urbani</strong> condivisi finanziati attraverso Fondi europei.</p>
<p>&#8211; Promuovere e realizzare eventuali altre <strong>iniziative congiunte</strong> per il raggiungimento degli scopi della presente intesa. A tal fine, si indica come possibili aree di intervento quelle legate allo sviluppo dei <strong>centri commerciali naturali</strong>, alla attuazione dei <strong>Quadri strategici di valorizzazione</strong> e alla realizzazione dell’<strong>Agenda Urbana regionale</strong>.</p>
<p>Secondo i termini del Protocollo d’Intesa firmato a Perugia, sarà presto costituito un <strong>tavolo bilaterale</strong>, che si riunirà periodicamente, elaborerà proposte di azioni ed iniziative vigilando, nel contempo, su quelle già in corso.</p>
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		<title>Puc2 a Todi, Marini: “Utilizzate al meglio le risorse disponibili”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 15:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Puc2]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Con l’avvio dei lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche del palazzo dei Priori, finanziati grazie alla risorse regionali del Puc2, Todi può dire di aver utilizzato al meglio, in questi primi due anni e mezzo di legislatura, le opportunità derivanti dalla programmazione regionale, intervenendo in maniera significativa per la riqualificazione e la rivitalizzazione del nostro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span>“Con l’avvio dei lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche del palazzo dei Priori, finanziati grazie alla risorse regionali del Puc2, Todi può dire di aver utilizzato al meglio, in questi primi due anni e mezzo di legislatura, le opportunità derivanti dalla programmazione regionale, intervenendo in maniera significativa per la riqualificazione e la rivitalizzazione del nostro centro storico”. Lo  ha affermato il sindaco di Todi, Carlo Rossini, che insieme alla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e all’assessore regionale alla riqualificazione urbana, Silvano Rometti, ha illustrato alla stampa il progetto dei lavori “Percorsi verticali di Palazzo dei Priori”. All’incontro era presente anche il consigliere regionale Massimo Buconi.<br />
  “Il nostro obiettivo &#8211; ha proseguito il sindaco &#8211; era quello di utilizzare tutte le risorse che la Regione ci ha messo a disposizione, sia per realizzare interventi di riqualificazione di diversi ambiti urbani della città, sia per rivitalizzare il centro storico cittadino. E questo non solo attraverso i pur importanti lavori sulle opere pubbliche, ma anche a sostegno delle attività economiche e commerciali. Perché un centro storico possa vivere è necessario che ci siano servizi. E questo è stato l’obiettivo strategico che abbiamo voluto perseguire”. Il Puc2 di Todi, con 4 milioni di risorse regionali, prevedeva interventi per la riqualificazione di ambiti urbani, interventi di ammodernamento su aree verdi, parchi e attività ad essi connesse; un percorso turistico-culturale di visita della città connesso alla creazione del Parco letterario Jacopone da Todi; la riqualificazione di attività produttive poste sull’asse che va da Porta Romana alla piazza principale del centro storico; il recupero di alloggi di proprietà privata e la realizzazione di nuova edilizia residenziale, oltre ai lavori di Palazzo dei Priori illustrati oggi alla stampa.</p>
<p><strong>Rometti.</strong> “In questi anni &#8211; ha affermato l’assessore regionale Rometti &#8211; attraverso lo strumento dei Puc abbiamo come Regione privilegiato una strategia che puntasse alla rivitalizzazione dei centri storici attraverso il finanziamento di opere pubbliche che rendessero concreto questo obiettivo. E i lavori realizzati a Todi ne sono un esempio. Quello che abbiamo voluto perseguire con la nostra legge sui centri storici è un mix virtuoso di interventi di riqualificazione urbana ed urbanistica con misure a favore delle attività economiche, turistiche e commerciali che operano nei centri storici&#8221;.</p>
<p> La presidente. L’attuale amministrazione comunale ed il Sindaco Rossini &#8211; ha affermato la Presidente Marini &#8211; hanno avuto il merito di riavviare una positiva collaborazione con la Regione, grazie alla quale è stato possibile incrociare la programmazione regionale con quella comunale. Ciò ha reso possibile garantire alla città significative risorse per ciò che riguarda l’edilizia scolastica, interventi per il rischio idrogeologico, beni culturali, politiche sociali, ma soprattutto per la sanità. Dopo l’inaugurazione del nuovo Ospedale comprensoriale, infatti, a Todi abbiamo anche dato vita alla Casa della salute riutilizzando da subito parte dei locali del vecchio ospedale. Comune e Regione insieme, quindi, hanno potuto definire interventi che avessero una chiara strategia per agevolare anche – ha concluso la presidente &#8211;  la ripresa economica e che servisse ad utilizzare il complesso dei beni immobiliari di proprietà del Comune”.</p>
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