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	<title>Perugia Online &#187; scippi</title>
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		<title>I quartieri di Elce e Ponte d&#8217;Oddi nella morsa della microcriminalità</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 19:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L’interrogazione della consigliera Emanuela Mori è stata relativa alla sicurezza nelle zone cittadine di Ponte d’Oddi e Elce. Dall’estate scorsa –ha ricordato- la caserma Fortebraccio dei carabinieri è stata trasferita nei locali dell’Università in Via Innamorati. A distanza di più di un anno, la situazione dal punto di vista della sicurezza nei quartieri di Ponte d’Oddi e di Elce si è però aggravata: furti nelle abitazioni, nei negozi, assalti alle banche, scippi con vittime predilette le donne sono purtroppo divenuti all’ordine del giorno. Si tratta di due quartieri cittadini che erano finalmente immuni da atti di microcriminalità, riuscendo ad ottenere la tranquillità. È necessario, pertanto, che l’amministrazione comunale agisca prima che tutto degradi in modo progressivo ed in maniera irreversibile. Si chiede se, alla luce dei fatti avvenuti da un anno a questa parte che denotano una situazione di allarme continuo e costante, sia opportuno attuare una nuova riflessione, in quanto i provvedimenti presi finora per sopperire alla mancanza di un presidio fisso si sono rivelati insufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini dei due quartieri. Si chiede anche che l’amministrazione comunale agisca di concerto con il Ministero dell’Interno per individuare nuove azioni e strategie in modo da rendere le zone in questione nuovamente vivibili per i cittadini di Perugia e che, infine, valuti la possibilità di utilizzare la videosorveglianza come deterrente per i fatti criminosi che continuano a verificarsi. A rispondere è stato lo stesso sindaco, che ha confermato la forte attenzione da parte dell’amministrazione ai temi della sicurezza. Peraltro, ha aggiunto, il sottosegretario Bocci insieme al questore hanno delineato un panorama ancora critico ma in fase di miglioramento rispetto al passato, con un calo di varie fattispecie delittuose. Certo, ha però concluso il Sindaco, non per questo dobbiamo fare finta che tutto vada bene, piuttosto ancor più dobbiamo essere vigili e attenti ora che le cose migliorano proprio perchè non vi siano recrudescenze. Ma dobbiamo lavorare su un’organizzazione che consenta di intervenire in tempi rapidi e stiamo monitorando la situazione con la polizia municipale e le altre forze dell’ordine. Quanto alla videosorveglianza stiamo lavorando per incrementarla –ha detto- soprattutto in alcune zone della città come la stazione. La partita della sicurezza può essere vinta con lo sforzo massiccio di tutte le istituzioni e delle forze dell’ordine ancora una volta la differenza la fanno i cittadini ha concluso il Sindaco, aggiungendo un apprezzamento per il lavoro del corpo di polizia urbana, a suo dire troppo bistrattato. La consigliera Mori, nella sua replica si è augurata che i quartieri in oggetto possano continuare ad avere più tranquillità e sicurezza e ha invitato l’amministrazione a non abbassare la guardia e a essere più presenti sul territorio anche con il supporto, laddove necessario, della polizia provinciale.</p>
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		<title>Ponte San Giovanni, assalti e aggressioni nel sottopasso pedonale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 07:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gino Goti</strong></p>
<span id="areaSingle">Perugia. </span> “La prima volta si sono avvicinati due giovani e mi hanno strappato la catenina d&#8217;oro con l&#8217;immagine del mio povero marito: mi sono messa a piangere dicendo che era l&#8217;ultimo suo ricordo e i due malviventi si sono guardati negli occhi e mi hanno restituito la catenina. Ma pochi giorni fa, di giorno e sempre sul sottopassaggio pedonale, si è avvicinata una ragazza, che non conoscevo, mi ha abbracciata dicendo “zia come stai”? Poi mi si è come annebbiata la vista e quando ho potuto rivedere ho visto che la giovane stava salendo in una macchina che l&#8217;aspettava sulla salita di via Pieve di Campo. Ma io non avevo più il portafoglio”. E&#8217; la signora Fernanda che, sconsolata, racconta questi due incresciosi episodi, denunciati ai carabinieri.</p>
<p><strong>I fatti</strong> &#8211; Certo per chi vive sola come lei, non guida la macchina ed è costretta a scendere a Ponte San Giovanni quasi ogni giorno per fare la spesa il tratto pedonale sopraelevato diventa un “viaggio” sempre più pericoloso. Per il ritorno alcune signore, nella stessa situazione della signora Fernanda, si aspettano sul muretto prima di imboccare il percorso pedonale e ritornano a Pieve di Campo insieme. Un aspetto preoccupante della delinquenza spicciola che si accanisce vigliaccamente contro persone anziane e indifese.</p>
<p><strong>Cosa fare?</strong> &#8211; Oltre a denunce e segnalazioni cosa si potrebbe fare? Un signore che era presente al racconto suggeriva di fare un accordo con il negozio o il supermercato abituale per una consegna a domicilio o interessare la Caritas o altre associazioni di volontariato di Ponte San Giovanni di dare la loro disponibilità per questo utilissimo servizio. “I figli e i nipoti lavorano o studiano e non sempre sono disponibili per necessità urgenti” aggiunge un&#8217;amica, più fortunata della signora Fernanda, che ancora – diciamo per fortuna – non ha subito scippi o rapine.</p>
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		<title>Via Fonti Coperte e limitrofe, i cittadini lanciano una petizione: vogliamo più sicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 16:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[forze dell'ordine]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong> Non si abbassa l&#8217;asticella di interesse (e di preoccupazione) sul tema della sicurezza a Perugia. Questa volta a sollevarlo sono residenti e commercianti di una vasta area del capoluogo umbro che va da via Fonti Coperte a via Birago, via della Concordia, via del Lavoro, via della Pescara, via Leonardo da Vinci e si conclude al parco Sant&#8217;Anna e aree limitrofe. Stanchi di una sequenza costante di atti di criminalità ai loro danni, i cittadini della zona hanno, infatti, deciso di avviare una raccolta firme da presentare alle Istituzioni.</p>
<p><strong>Gli episodi</strong> &#8211; A scatenare la volontà di denuncia da parte dei residenti e dei commercianti della zona, è stato il ripetersi e &#8220;l&#8217;acuirsi &#8211; come si legge nel testo della petizione &#8211; degli episodi di violenza verificatisi negli ultimi mesi in questo quartiere, con furti, scippi e danneggiamenti&#8221;. &#8220;Molti commercianti della zona sono stati derubati. Io stesso &#8211; racconta, a tal proposito, un esercente &#8211; ho colto in flagrante un ladro nel mio negozio, l&#8217;ho bloccato, ho recuperato il materiale rubato e l&#8217;ho denunciato. Ma due giorni dopo me lo sono ritrovato che camminava tranquillamente per la stessa strada. Quindi, oltre il danno, pure la beffa&#8221;. Nella petizione si denuncia anche il problema dello smercio di sostanze stupefacenti, vista la &#8220;presenza di elementi dediti al controllo del territorio per fini di spaccio o altre attività illecite in aree note a tutti e limitrofe a istituti scolastici e spazi riservati al gioco e alla ricreazione di famiglie e anziani&#8221;. Nel quartiere, infatti, si alternano parchi e aree verdi, come quello di Sant&#8217;Anna, nonché almeno cinque plessi scolastici tra materne, elementari e medie.</p>
<p><strong>La petizione</strong> &#8211; &#8220;Non vogliamo creare inutili allarmismi o simili &#8211; spiegano da via Birago -, ma semplicemente sentirci sicuri, essere liberi di circolare, fare il nostro lavoro con serenità. Chiediamo semplicemente il passaggio regolare e ripetuto di personale delle Forze dell&#8217;Ordine, una pattuglia che giri per le nostre strade e serva da deterrente o intervenga, se necessario&#8221;. Per questo, la petizione è rivolta al sindaco del Comune di Perugia, Andrea Romizi, ma anche al prefetto De Miro e al questore Gugliotta. E mentre la raccolta firme sta procedendo con molte adesioni ed è disponibile in vari esercizi della zona, i cittadini si stanno già muovendo per organizzare un incontro con il primo cittadino, così da esporgli vis-a-vis la situazione.</p>
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