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	<title>Perugia Online &#187; Scs</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Commissariamento Scs, il Consiglio di Stato: &#8220;Serviva un&#8217;attività istruttoria del Mef&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 09:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spoleto</strong> &#8211; Ma questo Ministero proprio non ha voglia di fare i compiti. A pochi giorni di distanza (8 febbraio) dall&#8217;accoglimento del ricorso presentato da alcuni ex membri del cda della Banca Popolare di Spoleto, che lamentavano la totale assenza di un&#8217;istruttoria autonoma ed un esame critico da parte del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze in merito al commissariamento dell&#8217;istituto di credito spoletino, ancora una volta il Consiglio di Stato, con la sentenza di ieri (26 febbraio), ha riconosciuto le stesse gravi carenze anche per quanto riguarda il commissariamento della cooperativa che controllava la Bps, la Spoleto Credito e Servizi.</p>
<p><strong>Il Consiglio di Stato</strong> &#8211; In sostanza, ciò che i giudici Giorgio Giaccardi (presidente), Nicola Russo (estensore), Raffaele Greco, Andrea Migliozzi e Giulio Veltri (consiglieri) hanno rilevato è che il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, nel condividere la proposta di commissariamento di entrambi gli istituti avanzata dalla Banca d&#8217;Italia, &#8220;avrebbe dovuto eseguire un&#8217;attività istruttoria, anche al fine di dare contezza della sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi necessari ad attivare la procedura di amministrazione straordinaria&#8221;. A maggior ragione, come evidenziato dai ricorrenti e recepito dal Consiglio di Stato, il Ministero avrebbe dovuto muoversi riguardo la Credito e Servizi, dato che sulla cooperativa si era da poco espressa in maniera positiva la Lega Nazionale Cooperative e Mutue, che aveva controllato l&#8217;operato della Scs per il biennio 2011-2012 (il commissariamento risale al febbraio 2013) rilevando la non interferenza della controllante nelle scelte della controllata.</p>
<p><strong>Chi vince</strong> &#8211; Pertanto, dopo Zuccari, Umbrico e Carbonari &#8211; latori del ricorso già accolto circa le procedure di commissariamento della Bps -, anche gli ex amministratori Scs Leodino Galli, Giovannino Antonini, Massimo Morelli, Pasquale Coreno, Cesare Cattuto, Gianfranco Binazzi e Marco Bellingacci, rappresentati e difesi dall&#8217;avvocato Federico Tedeschini, segnano un importante punto a proprio favore verso l&#8217;epilogo della vicenda. Questa partita non era tesa a minare la legittimità del commissariamento sotto il profilo dei suoi effetti concreti: la Bps è stata acquistata da Banco Desio e Brianza e lì rimane; allo stesso modo la Scs, almeno per ora, è presieduta dall&#8217;avvocato Marcucci e gestita dal suo consiglio d&#8217;amministrazione. Tuttavia, per dirla in termini pratici, dopo questo pronunciamento del Consiglio di Stato sarà difficile che qualcuno avanzi pretese risarcitorie nei confronti dei succitati ex amministratori, che da oggi possono esibire una sentenza importante in termini di reputazione e di responsabilità soggettiva. Chi esce davvero malridotto da questa storia, per il momento, è il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, che passa come soggetto succube e remissivo nei confronti della Banca d&#8217;Italia, autorità di vigilanza il cui compito dovrebbe essere quello di controllare, eccepire e suggerire, ma non &#8211; come di fatto è avvenuto in entrambi i casi spoletini &#8211; decidere direttamente sul da farsi.</p>
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		<title>Banca Popolare di Spoleto, ecco Banco Desio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 18:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Popolare di Spoleto]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Desio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Arrivano i longobardi. Oggi pomeriggio (23 aprile) nella sede perugina della Banca Popolare di Spoleto, per gentile concessione dei commissari di Bankitalia, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Banco Desio, istituto che entro l&#8217;estate rileverà le quote di maggioranza della Banca Popolare di Spoleto. La presentazione. &#8220;Siamo assolutamente convinti di potere essere ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Arrivano i longobardi. Oggi pomeriggio (23 aprile) nella sede perugina della Banca Popolare di Spoleto, per gentile concessione dei commissari di Bankitalia, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Banco Desio, istituto che entro l&#8217;estate rileverà le quote di maggioranza della Banca Popolare di Spoleto.</p>
<p><strong style="line-height: 1.5em;">La presentazione</strong><span style="line-height: 1.5em;">. &#8220;Siamo assolutamente convinti di potere essere utili a questo territorio, abbiamo le energie </span><span style="line-height: 1.5em;">e le professionalità per farlo&#8221;. Questo, in estrema sintesi, il biglietto da visita proposto dai vertici dell&#8217;istituto di credito brianzolo, forte di una tradizione ultracentenaria nell&#8217;amministrazione del credito e dei risparmi di famiglie e piccole e medie imprese. Proprio come la Banca Popolare di Spoleto, per la quale Desio ha in serbo grandi progetti, come ha avuto modo di spiegare il presidente Agostino Gavazzi, il quale ha fra l&#8217;altro elencato le caratteristiche che accomunano le due banche. Dopo il saluto e l&#8217;introduzione del presidente, l&#8217;amministratore delegato Tommaso Cartone ha spiegato nei dettagli l&#8217;operazione, spendendo parole di elogio per il personale e il management della Bps che Desio ha trovato una volta giunto a Piazza Pianciani. &#8220;Della competenza e professionalità di chi lavora in Bps &#8211; ha detto Cartone &#8211; ne abbiamo la miglior riprova nel fatto che la banca non ha perso clientela malgrado quest&#8217;ultimo periodo travagliato, il che testimonia la grande fiducia di cui godono dipendenti e dirigenza&#8221;. Proprio sulle risorse umane Cartone ha dichiarato l&#8217;intenzione, anzi l&#8217;impegno di Desio a mantenere i livelli occupazionali, aggiornando alcuni servizi e aprendo a trasmigrazioni di manager da e per Spoleto verso e da Desio. Ma la direzione generale e la sede legale resteranno rigorosamente a Spoleto.</span></p>
<p><strong style="line-height: 1.5em;">L&#8217;operazione</strong><span style="line-height: 1.5em;">. Venendo all&#8217;operazione finanziaria, l&#8217;accordo con Banca d&#8217;Italia prevede un aumento di capitale di quasi 140 milioni, sottoscritto da Desio, che alla fine controllerà tra il 69% e il 77% delle quote Bps. Quel che più conta è il fatto che il marchio della Banca Popolare di Spoleto non sparirà, ma anzi sarà potenziato. &#8220;La Bps &#8211; ha detto ancora Cartone &#8211; sarà la banca del centro Italia. Il marchio Banco Desio scomparirà nel Lazio e in Toscana, per far posto a Bps, che sarà così più forte e riconosciuta. Come Desio disponiamo di eccesso di liquidità, che può quindi essere utile al territorio umbro e al centro Italia&#8221;. Per il momento Desio si è già sostituita a Bankitalia nel finanziamento speciale da 230 milioni, disposto da palazzo Koch per mantenere in vita Bps. Per addivenire alla definitiva acquisizione occorrerà ora attendere i tempi autorizzativi. Qualche settimana fa è stata inviata alla Banca d&#8217;Italia la richiesta ufficiale: non è azzardato supporre che entro i primi di luglio si possa assistere al versamento dei 140 milioni di euro mentre un mese più tardi, entro la prima decade di agosto, il primo consiglio d&#8217;amministrazione targato Desio potrebbe già essere nominato.</span></p>
<p><strong style="line-height: 1.5em;">Incontri istituzionali</strong><span style="line-height: 1.5em;">. In attesa dei tempi legati all&#8217;ufficialità, proprio oggi i dirigenti del Banco Desio hanno avuto un colloquio con la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Allo stesso modo, nelle scorse settimane hanno incontrato alcuni imprenditori umbri e il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti.</span></p>
<p><strong style="line-height: 1.5em;">I nuovi vertici</strong><span style="line-height: 1.5em;">. &#8220;Il controllo dell&#8217;azienda &#8211; ha spiegato ancora Cartone &#8211; sarà incondizionatamente nelle mani di Banco Desio, per dare le necessarie garanzie di discontinuità rispetto agli ultimi avvenimenti&#8221;. Chiaro il riferimento alle ultime gestioni, che hanno portato la banca spoletina al commissariamento. Definita anche la questione relativa alla cooperativa Spoleto Credito e Servizi, anch&#8217;essa commissariata da Bankitalia. &#8220;Ci siamo posti l&#8217;obiettivo del ripristino ‘in bonis&#8217; della cooperativa &#8211; ha detto Cartone &#8211; e per questo la finanzieremo con 15 milioni di euro. Questa cifra dovrebbe essere sufficiente a chiudere il contenzioso con il Monte dei Paschi di Siena&#8221;. Al termine dell&#8217;aumento di capitale, alla Scs dovrebbe restare circa il 9-10% delle azioni Bps, quota con ogni probabilità sufficiente a nominare l&#8217;unico membro di minoranza degli undici componenti il nuovo board. A meno che gli altri azionisti minoritari non trovino accordi per decidere in maniera differente. Venendo al nuovo vertice, presidente designato è Stefano Lado, ora vicepresidente del Banco Desio. Il vicepresidente designato è Luciano Colombini, attuale direttore generale di Banco Desio. Il direttore generale della Banca Popolare di Spoleto sarà Angelo Antoniazzi, ora affiancato ai commissari e già al lavoro a Spoleto da circa una settimana. Non è escluso, infine, che due o tre consiglieri di amministrazione possano essere scelti da Desio tra le eccellenze del mondo dell&#8217;imprenditoria locale o tra altre personalità di prestigio che fanno comunque capo a Spoleto o all&#8217;Umbria. &#8220;Pensiamo di poter dare molto a questa realtà &#8211; ha concluso Cartone &#8211; e di essere in grado di far tornare la Banca Popolare di Spoleto alla sua condizione ante commissariamento&#8221;.</span></p>
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