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	<title>Perugia Online &#187; Sfratti</title>
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		<title>Perugia, 84 famiglie a rischio sfratto dall&#8217;Ater per &#8220;spese condominiali abnormi ed ingiustificate&#8221;. La replica dell&#8217;azienda: &#8220;Valuteremo le esigenze&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 11:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> <strong>Aggiornamento delle 19:</strong> Non si è fatta attendere la replica dell&#8217;Ater sulla vicenda. &#8220;Conosco la situazione degli inquilini di Villa Pitignano e Castel del Piano (84 nuclei complessivi, dei quali 14 interessati da pratiche legali; 4 dei 14 sono in fase di sfratto esecutivo non eseguito) residenti &#8211; ha detto il presidente Alessandro Almadori &#8211; nei complessi alloggiativi delle due località perugine gestite dall’Azienda. Le famiglie risiedono negli appartamenti con contratti a canone concordato e canone sociale. Non meno di una settimana fa abbiamo avuto una riunione con i rappresentanti del Sunia, nel corso della quale ho espressamente dichiarato che Ater è disposta a valutare le esigenze degli inquilini, come è nostro uso costante. Ci siamo resi disponibili a valutare forme e modi del pregresso dovuto, riferibili sia alle quote di affitto che di condominio. Più in generale, la Regione ha rifinanziato interventi per le morosità incolpevoli con risorse pari a circa un milione di euro, gestite dai Comuni, alle quali si può accedere tramite domanda nei casi previsti dalla legge&#8221;.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Ci sono 84 famiglie di Perugia a rischio sfratto, fatte di anziani, disoccupati, disabili, bambini, che hanno avuto la “fortuna” di vedersi assegnare una casa dall’Ater, a canone sociale o a canone concordato, ma che poi nel corso degli anni hanno accumulato un debito insostenibile, dovuto alle spese condominiali, spese che gli inquilini, insieme al Sunia e alla Cgil, ritengono “abnormi e ingiustificate”. Stamattina, presso i locali della Cgil di Perugia, si è svolta un’affollata assemblea con i cittadini residenti nei due condomini (uno a Castel del Piano e uno a Villa Pitignano) per fare il punto della situazione e denunciare una condizione ormai insostenibile.</p>
<p align="JUSTIFY">“Quando mi è stata assegnata la casa ero entusiasta &#8211; ha raccontato una delle inquiline presenti &#8211; oggi invece non vivo più per l’ansia e l’angoscia di questo debito e la paura di perdere la casa, il tutto per responsabilità che non dipendono certo da noi”. Gli inquilini sono infatti in regola, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, con il pagamento degli affitti, ma hanno comunque ricevuto dall’Ater le lettere di sfratto a causa del debito accumulato per le spese condominiali, soprattutto negli anni passati, durante la gestione da parte di amministratori nominati dallo stesso ente pubblico. E proprio l’operato di questi amministratori è oggi contestato fortemente dai condomini e dal sindacato. “Queste persone non chiedono altro che di poter pagare il giusto &#8211; commentano Rossano Iannoni e Cristina Piastrelli, per il Sunia, il sindacato degli inquilini &#8211; mentre non è accettabile che si carichino sulle loro spalle migliaia di euro derivanti da gestioni dissennate degli anni passati, come dimostra il fatto che, una volta nominati amministratori condominiali di fiducia, le stesse spese si sono dimezzate”.</p>
<p align="JUSTIFY">La richiesta del Sunia, sostenuto dalla Cgil di Perugia e dallo Spi (all’assemblea hanno partecipato Vanda Scarpelli per la Camera del Lavoro e Luciano Campani del sindacato pensionati), è dunque quella di sospendere immediatamente le procedure di sfratto ed aprire un vero confronto sul debito, non solo con l’Ater, ma anche con Regione e Comune che hanno “forti responsabilità in questa vicenda”.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/c7nf7Pih0Mg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p align="JUSTIFY">Il Sunia sottolinea inoltre l’assoluta necessità di rivedere immediatamente i canoni concordati, “che sono ormai fuori mercato” e denuncia l’atteggiamento di Ater nei confronti del sindacato, “considerato come un fastidio, nonostante la storia di questa regione sia caratterizzata da una collaborazione che in passato ha portato a una legge all’avanguardia in Italia”. Intanto, le famiglie di Castel del Piano e Villa Pitignano sono determinate a difendere il proprio diritto alla casa e la propria dignità: “Qualcuno deve ascoltarci e venirci incontro &#8211; affermano &#8211; perché così non resistiamo più: non si può giocare con la vita delle persone”. Da parte loro, Cgil e Sunia avvertono: “Siamo pronti a difendere queste famiglie fino in fondo e metteremo in campo tutte le azioni necessarie perché questa assurdità senza precedenti approdi ad una soluzione giusta e umana”.</p>
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		<title>Perugia, pubblicato il bando per l’erogazione di contributi a favore delle famiglie perugine sfrattate</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Vista la grande emergenza locativa attraversata dall’Italia tutta e che, e che negli ultimi anni non ha risparmiato nemmeno Perugia, il Comune di Perugia e l&#8217;assessore al Welfare Edi Cicchi hanno predisposto un bando pubblico per l’erogazioni di contributi integrativi del canone di locazione a favore di nuclei familiari in possesso di intimazione di sfratto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Vista la grande emergenza locativa attraversata dall’Italia tutta e che, e che negli ultimi anni non ha risparmiato nemmeno Perugia, il Comune di Perugia e l&#8217;assessore al Welfare Edi Cicchi hanno predisposto un bando pubblico per l’erogazioni di contributi integrativi del canone di locazione a favore di nuclei familiari in possesso di intimazione di sfratto per “morosità incolpevole”, ovvero quelli che, successivamente alla stipula del contratto di locazione, si sono trovati in una condizione di impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, a causa di una delle seguenti motivazioni: licenziamento (escluso quello per giustificato motivo soggettivo e per dimissioni volontarie); accordi sindacali o aziendali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; collocazione in stato di mobilità; cessazione di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da causa di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o invalidità di uno dei componenti il nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche o assistenziali; decesso o trasferimento per separazione legale del componente il nucleo familiare unico percettore di reddito. Per accedere ai contributi i nuclei familiari beneficiari devono essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato per un’unità abitativa ad uso residenziale e risiedere nella stessa da alm eno un anno alla data di pubblicazione del bando (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie A1, A8, A9) ed essere destinatari di intimazione di sfratto per morosità antecedente al 23 dicembre 2014, data di pubblicazione del bando.</p>
<p>L’intervento prevede l’erogazione dei contributi direttamente ai proprietari che formulino rinuncia allo sfratto nei confronti degli inquilini. Il bando per esteso ed il modello per presentare domanda (da indirizzare al Sindaco del Comune di Perugia, Corso Vannucci, 19, 06121 Perugia), si possono trovare sul sito del Comune di Perugia all’indirizzo <a href="http://www.comune.perugia.it/articoli/bando-pubblico-per-lindividuazione-dei-nuclei-fami">www.comune.perugia.it/articoli/bando-pubblico-per-lindividuazione-dei-nuclei-fami</a> . La domanda deve essere compilata e sottoscritta sia dall’inquilino che dal proprietario dell’alloggio da cui è stato sfrattato oppure dal proprietario di un altro alloggio, anche individuato successivamente. Termine perentorio per la presentazione della domanda è il giorno 20 febbraio 2015 entro e non oltre le ore 13,30, e può essere trasmessa via Pec o per raccomandata. È possibile anche la consegna a mano presso l’Archivio del Comune di Perugia, presso Via Scarlatti 6.</p>
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		<title>Milleproroghe non blocca gli sfratti, famiglie umbre a rischio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>mesiNel testo del Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non c&#8217;è alcun riferimento alla proroga del blocco degli sfratti. Nel 2015, quindi, non ci sarà l&#8217;allungamento dei tempi per gli inquilini che si ritrovano con il contratto di affitto scaduto. Questo diritto veniva riconosciuto alle famiglie con determinati limiti di reddito e in difficoltà per avere a carico persone malate o più figli piccoli. Il ministero delle Infrastrutture fa sapere che non è stata inserita visto che, nel decreto casa, sono stati incrementi i fondi affitti e per morosità incolpevole. I due fondi in tutto prevedono uno stanziamento di 446 milioni di euro (200 milioni il primo, 226 l&#8217;altro). Confedilizia Umbra e l&#8217;assessore regionale Vinti dicono la loro.</p>
<p><strong>Confedilizia &#8211;</strong> “Il decreto Milleproroghe, non prevede la proroga del blocco degli sfratti. Una scelta del Governo Renzi, importante e positiva, per la categoria più penalizzata in Italia dal 1993 ad oggi, quella dei proprietari di casa che vedono così ripristinata la certezza del diritto” – dichiara Armando Fronduti, presidente della Confedilizia umbra e membro della giunta esecutiva nazionale. “Sarebbe stata la 31° proroga, quasi una all’anno, dopo l’infausta legge dell’equo canone (legge n. 392 del 27/7/78) che non risolse alcun problema, creandone molti. Occorre sottolineare che l’eventuale proroga avrebbe riguardato soltanto un segmento degli sfratti, quello per finita locazione, escludendo quelli per morosità. Un numero davvero limitato di famiglie anche nella nostra Regione, con redditi sotto i 27mila Euro e con presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali. Proprio per aiutare i conduttori in difficoltà il Governo ha previsto un forte incremento destinato ai fondi affitto ed agli sfratti per morosità “incolpevole” – dichiara Fronduti – con 446 milioni di Euro di cui 200 milioni per gli affitti e 226 per la morosità incolpevole. L’Umbria vedrà più che raddoppiati gli attuali contributi, così come i Comuni.<br />
Quando parliamo di 900 &#8211; 1.400 sfratti in Umbria, oggi al 90% sono sfratti per morosità. Questo importante segnale dato dal Governo, come mai nel passato, in linea con le politiche abitative degli altri paesi europei, dovrà essere confermato in sede di esame del decreto Milleproroghe dove potrebbe riaffacciarsi qualche posizione di pericolosa demagogia.”<br />
​<br />
<strong>L&#8217;assessore Vinti &#8211;</strong> Nessuna proroga per gli sfratti da parte del Governo che però, come afferma l&#8217;assessore regionale Stefano Vinti non è nemmeno &#8220;un atto di merito che ‘finalmente interrompe la liturgia delle proroghe’ come afferma Confedilizia”. “In Italia &#8211; continua l&#8217;assessore facendo riferimento alle parole di Fronduti di Confedilizia &#8211; non è stata in vigore nessuna sospensione generalizzata degli sfratti. La sospensione in vigore era valida solo per gli sfratti per finita locazione, per quei nuclei familiari con reddito lordo complessivo inferiore a 29mila euro anno e contemporaneamente che avessero una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, di minori, di portatori di handicap gravi e malattie terminali”. “La stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Vinti – in questa tipologia sono i pensionati. In Italia si stimano almeno 30 mila famiglie e in Umbria alcune centinaia con questi requisiti. Pertanto un provvedimento che garantisse gli inquilini e al tempo stesso i piccoli proprietari immobiliari era atteso da più parti, anche a seguito di un ordine del giorno specifico, approvato dal Parlamento, su proposta del Partito Democratico”.<br />
“Si trattava &#8211; continua l’assessore regionale – di una proroga che avrebbe riguardato una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione che quindi avrebbe escluso sia la morosità, oggi la causa prevalenete di sfratto, sia la necessità per il proprietario di ritornare in possesso dell’alloggio. Si tratta di famiglie che per livello di reddito e situazione complessiva hanno scarse se non nulle possibilità di reperire un alloggio a libero mercato e data la cronica carenza di alloggi a canone sociale, risulta improbabile che possano risultare assegnatari di un appartamento pubblico”.<br />
“La mancata proroga degli sfratti – continua – causerà ulteriore disagio sociale visto che non esiste nessun meccanismo certo, pubblico, di passaggio ‘da casa a casa’ per una famiglia sfrattata. Inoltre l’annuncio del Ministero delle Infrastrutture di uno stanziamento di 446 milioni di euro per le politiche abitative può andar bene per un po’ di propaganda ma non certamente per risolvere i problemi. I fondi stanziati, infatti, sono da spalmare per i prossimi sette anni e non come si vuol far intendere utilizzabili per il 2015. Ne vengono fuori risorse annuali imbarazzanti, se non ridicole, per affrontare anche parzialmente la ‘crisi strutturale abitativa’ del nostro Paese. Risorse del tutto insufficienti anche per l’Umbria, sia per il ‘sostegno all’affitto’ sia per la ‘morosità incolpevole’ che coprirenno percentuali irrisorie delle famiglie che ne hanno diritto.<br />
“Inoltre – secondo Vinti – è bene chiarire che i fondi a sostegno servono per cerczre di impedire nuovi e ulteriori sfratti, ma non hanno nessuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione. La realtà è che il fondo per il sostegno agli affitti nel 1998 era di 300 milioni di euro e oggi di 100 milioni con sfratti che sono aumentati, in questi anni, del 50%, sono risorse, pertanto poco più che simboliche”.<br />
“La politica del Governo – conclude Stefano Vinti – dovrebbe incentrarsi sul come evitare ulteriori sfratti, negli ultimi sei anni sono stati 350 mila in Italia e in Umbria 6mila circa, di cui il 90% per morosità, mettendo in campo risorse per accedere ad un alloggio alternativo o per compensare del prolungamento del contratto d’affitto, il piccolo proprietario immobiliare. Inoltre è bene ricordare che per ogni sfratto ci sono almeno altre dieci famiglie sulla soglia dello sfratto, infatti il 30% degli inquilini sono in ritardo nel pagamento dell’affitto, evidentemente in crescente difficoltà per la crisi economica e per le politiche di austerità. A fronte di queste nuove annunciate ondate di sfratti di famiglie particolarmente disagiate, il Parlamento ora metta una ‘pezza’ a questo disastro emendando il testo del ‘Mille proroghe’ in sede di conversione in legge del decreto, reinserendo la proroga”.</p>
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