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	<title>Perugia Online &#187; sindacati</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Ex Fcu, il 13 settembre presidio dei sindacati sotto il palazzo della Regione: &#8220;Si mantenga almeno la tratta Nord&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Sep 2017 08:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[ex fcu]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Fna Ugl, Orsa in merito alla situazione dell&#8217;ex Fcu: &#8220;Nella giornata di ieri, le Scriventi Organizzazioni Sindacali hanno incontrato la dirigenza di Umbria Mobilità spa, soggetto gestore della linea ferroviaria ex Fcu, in merito all’annunciata sospensione del servizio commerciale prevista a partire dal giorno 13 settembre. Dalla riunione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Fna Ugl, Orsa in merito alla situazione dell&#8217;ex Fcu:</p>
<p>&#8220;Nella giornata di ieri, le Scriventi Organizzazioni Sindacali hanno incontrato la dirigenza di Umbria Mobilità spa, soggetto gestore della linea ferroviaria ex Fcu, in merito all’annunciata sospensione del servizio commerciale prevista a partire dal giorno 13 settembre. Dalla riunione di ieri sono emerse numerose criticità. Se da una parte appare chiaro il percorso a lungo termine, con il subentro di RFI come gestore della linea ed esecutore materiale dei lavori strutturali previsti (51 milioni di euro), dall’altra non possiamo girarci dall’altra parte rispetto a quanto sta avvenendo. Rimaniamo infatti convinti che la sospensione del servizio doveva e poteva essere evitata. Nella riunione di ieri la stessa Umbria Mobilità, per bocca del proprio Direttore di Esercizio, ha ammesso che non si è effettuata manutenzione ciclica per anni e che anche quella ordinaria è stata sospesa da almeno due, per poi entrare in contraddizione con altri pezzi di dirigenza al momento in cui si è chiesto l’ammontare del budget stanziato per la manutenzione stessa, lo stesso ha anche affermato addirittura che senza altri nove milioni di euro (che ad oggi non ci sono) di investimenti nella manutenzione corrente, non sarà comunque possibile riaprire la linea. Altro che rilancio della linea ferroviaria come affermato sui giornali…..</p>
<p>Tali dichiarazioni prefigurano una condizione a nostro giudizio preoccupante, con responsabilità chiare delle dirigenze che si sono succedute e che noi come organizzazioni sindacali <wbr />abbiamo spesso denunciato. Probabilmente se si fosse fatta la manutenzione corrente, si sarebbe evitata la chiusura e gli interventi strutturali previsti (51 milioni di euro, come già detto) sarebbero stati svolti in continuità di esercizio. Chiediamo pertanto che per una volta i responsabili di tale situazione ne rispondano, poiché a pagare altrimenti sono solo i <wbr />cittadini umbri e i lavoratori di Umbria Mobilità e Busitalia (capistazione, macchinisti e Capitreni), con cui si fatica a trovare una soluzione rispetto al ricollocamento. Come organizzazioni sindacali,<wbr /> col senso di responsabilità che ci contraddistingue, chiediamo che, senza spreco di soldi umbri, si provveda a fare quello che non si è fatto fin ora, e cioè effettuare quella poca manutenzione che permetterebbe di mantenere in esercizio almeno la tratta Nord, importante per la mobilità umbra. Tale scelta permetterebbe di non privare la regione del treno, songiurerebbe il depauperarsi del know how del personale ferroviario e garantirebbe un impatto occupazionale ridotto. A sostegno di quanto sopra chiesto, organizzeremo il giorno 13 settembre un presidio sotto i palazzi della politica regionale Umbra&#8221;.</p>
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		<title>Umbria Mobilità, indette 4 ore di sciopero il 25 agosto</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 11:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria Mobilit]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Le organizzazioni sindacali proclamano una prima azione di lotta: 4 ore di sciopero per venerdì 25 agosto di tutti i dipendenti di Umbria Tpl e mobilità Spa nel pieno rispetto delle normative sulla gestione degli scioperi”. È quanto annunciano le segreterie regionale umbre di Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal per bocca dei rispettivi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Le organizzazioni sindacali proclamano una prima azione di lotta: 4 ore di sciopero per venerdì 25 agosto di tutti i dipendenti di Umbria Tpl e mobilità Spa nel pieno rispetto delle normative sulla gestione degli scioperi”. È quanto annunciano le segreterie regionale umbre di Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal per bocca dei rispettivi segretari e responsabili Marco Bizzarri, Gianluca Giorgi, Stefano Cecchetti e Paolo Bonino.</p>
<p>“Qualche anno fa – ricordano i sindacati – il sistema di trasporto pubblico locale (tpl) in Umbria rischiava il collasso per la grave crisi finanziaria dell’azienda unica regionale Umbria Tpl e mobilità Spa a totale capitale pubblico. Erano a rischio centinaia di posti di lavoro e tutto il servizio umbro di trasporto pubblico di persone, che a sua volta avrebbe potuto annullare la possibilità per il cittadino di continuare a godere del diritto di mobilità tra territori, sancito dalla nostra Costituzione. Tutto il mondo sindacale si mobilitò assieme ai lavoratori e ai cittadini affinché venissero individuate le responsabilità e, soprattutto, si evitasse il peggio sul piano occupazionale. Furono chiamate in causa tutte le istituzioni proprietarie. La sola Regione Umbria intervenne per garantire continuità al servizio di trasporto pubblico locale ai cittadini e il posto ai lavoratori. Stiamo parlando di un’azienda pubblica e non di una banca. Inoltre venne diviso l’esercizio di Tpl, compreso quello su ferro che passò dapprima parzialmente e poi totalmente a Busitalia, dall’infrastruttura che da allora è rimasta carica di debiti residui della precedente gestione”.</p>
<p>“Se allora la Regione intervenne risolvendo, almeno in parte, i problemi – sottolineano le organizzazioni sindacali –, oggi invece non si sta comportando allo stesso modo con Umbria Tpl e mobilità Spa. A ciò si aggiunge la recidiva latitanza degli altri enti proprietari: infatti non vengono girati alla stessa i corrispettivi dovuti da gennaio e ci sono le casse aziendali vuote che non consentono il totale pagamento delle proprie spettanze ai dipendenti, malgrado i vari momenti di confronto avvenuti nei giorni scorsi in cui erano state date tutte le rassicurazioni”.</p>
<p>“Va aggiunto – spiegano Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal – che il 9 agosto era la data indicata per la consegna dei lavori (già in ritardo) per il ripristino della galleria Baldeschi; anche questo impegno non è stato rispettato e si allungano i tempi di fine lavori, con tutte le conseguenze negative che si avranno al servizio a settembre. Se poi si pone l’attenzione sulla gestione dell’infrastruttura ferroviaria ex Fcu, priva della giusta e necessaria manutenzione ordinaria da lungo tempo, ci si rende conto al degrado a cui si è giunti. Bene gli investimenti di risanamento previsti che coinvolgeranno Rfi, ma è netta la difficoltà per la gestione del periodo transitorio, per il quale c’è molto disinteresse, in particolare a danno degli utenti e dei dipendenti che sono ormai stanchi di operare con notevoli disagi a causa della bassa dotazione organica, a cui si aggiunge anche la mancata corresponsione dei loro salari”.</p>
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		<title>Umbria Mobilità non paga le quattordicesime: sindacati pronti allo sciopero</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 14:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;In questi giorni, Umbria Mobilità spa, gestore della Linea Ferrovia Regionale (EX Fcu), con un succinto comunicato, ha informato lavoratori e organizzazioni sindacali dell’indisponibilità a pagare la quattordicesima mensilità a causa di mancanza di liquidità&#8221;. Un fatto giudicato da Filt-Cgil,  Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal &#8220;di inaudita gravità a nostro parere&#8221;. Soltanto pochi giorni fa, infatti, &#8220;avevamo letto titoli roboanti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;In questi giorni, Umbria Mobilità spa, gestore della Linea Ferrovia Regionale (EX Fcu), con un succinto comunicato, ha informato lavoratori e organizzazioni sindacali dell’indisponibilità a pagare la quattordicesima mensilità a causa di mancanza di liquidità&#8221;. Un fatto giudicato da Filt-Cgil,  Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal &#8220;di inaudita gravità a nostro parere&#8221;. Soltanto pochi giorni fa, infatti, &#8220;avevamo letto titoli roboanti sulla stampa che lasciavano presagire un futuro fatto di investimenti, frutto dell’accordo tra Regione e Rfi. Oggi invece si comunica ufficialmente il mancato pagamento delle quattordicesime ai dipendenti, sempre più vittime del continuo “scaricabarile” innescatosi tra Regione ed azienda&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Urge quindi &#8220;una presa di posizione forte nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. In una fase già complicata per l’infrastruttura, con il rischio chiusura dietro l’angolo e l’esercizio ridotto a mera testimonianza, si è largamente abusato del senso di responsabilità dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano e pertanto ci sentiamo di dire che la misura è ormai colma. La mancanza di manutenzione corrente, con continui rallentamenti imposti alla linea, in questi mesi ha esasperato l’utenza e preoccupato non poco i dipendenti, ora addirittura si arriva a dire che non ci sono i soldi per la quattordicesima, è tempo di iniziare a individuare responsabilità chiare nella dirigenza aziendale. Come organizzazioni sindacali abbiamo pertanto già aperto le procedure di raffreddamento e lo stato di agitazione del personale, siamo inoltre pronti a proclamare una prima azione di sciopero con relativo presidio sotto la Regione, nel caso in cui tale scabrosa situazione non rientri immediatamente. Indicazioni più precise sulle azioni di mobilitazione da mettere in atto emergeranno dall’assemblea del personale che si terrà il giorno 6 Luglio&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Filt-Cgil<br />
Marco Bizzarri</p>
<p align="JUSTIFY">Fit-Cisl<br />
Gianluca Giorgi</p>
<p align="JUSTIFY">Uiltrasporti<br />
Stefano Cecchetti</p>
<p align="JUSTIFY">Faisa-Cisal<br />
Paolo Bonino</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ancora sciopero alla Oma Tonti di Foligno. I sindacati: &#8220;Situazione sempre più critica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 10:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Oma Tonti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Continua la mobilitazione dei lavoratori della Oma Tonti, per il futuro della loro azienda e per la dignità del lavoro. Questa mattina (26 maggio) i lavoratori dell’azienda del polo aerospaziale di Foligno (Pg) sono tornati a scioperare, insieme ai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, per denunciare una situazione aziendale &#8220;sempre più critica ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> Continua la mobilitazione dei lavoratori della Oma Tonti, per il futuro della loro azienda e per la dignità del lavoro. Questa mattina (26 maggio) i lavoratori dell’azienda del polo aerospaziale di Foligno (Pg) sono tornati a scioperare, insieme ai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, per denunciare una situazione aziendale &#8220;sempre più critica e insostenibile”. I rischi ormai evidenti per la tenuta aziendale, l’interruzione dei contratti interinali (rapporti in essere da molti anni), un clima aziendale &#8220;da anni ’50” e un andamento del fatturato assolutamente allarmante sono le ragioni che hanno spinto sindacati e Rsu a questa nuova giornata di lotta. Una giornata macchiata peraltro dall’atteggiamento della proprietà aziendale che presenziando ai cancelli durante il picchetto dei lavoratori ha messo in atto &#8211; affermano i sindacati &#8211; un palese comportamento provocatorio e antisindacale, rispetto al quale Fim, Fiom e Uilm valuteranno anche la possibilità di un ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori.</p>
<div>“La situazione è ormai critica &#8211; affermano Adolfo Pierotti, Simone Pampanelli e Daniele Brizi per Fim, Fiom e Uilm &#8211; come è emerso con chiarezza dall’ultimo incontro di mercoledì 23 maggio in Confindustria dove il direttore generale ha riferito quello che come sindacati denunciamo da tre mesi, ovvero che le prime proiezioni economiche per il 2017 sono allarmanti e che senza un’inversione di tendenza potrebbero verificarsi problemi di sostenibilità finanziaria. Inoltre, negli ultimi 7 mesi sono letteralmente esplose le difficoltà organizzative, che non consentono di rimettere l’azienda sui giusti binari”. Quindi, commentano i sindacati, &#8220;non trovano conferma i toni trionfalistici utilizzati dall’azienda nell’ultimo periodo sulla stampa&#8221;.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Lo sciopero di oggi &#8211; concludono Fim, Fiom e Uilm &#8211; è l’ennesima dimostrazione della compattezza dei lavoratori a difesa della Oma, una delle realtà industriali più importanti della nostra regione, ma a questo punto ci chiediamo se il futuro di questa azienda interessi solo sindacati e lavoratori e non sia invece una questione cruciale per l’intera comunità regionale”. Proprio per questo Fim, Fiom e Uilm annunciano la richiesta di una serie di incontri formali a tutti i livelli istituzionali, &#8220;per richiamare tutti i soggetti alle proprie responsabilità ed evitare così una nuova profonda ferita per il nostro territorio&#8221;.</div>
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		<title>Centro commerciale Collestrada aperto il 2 giugno, scatta la protesta dei sindacati</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/centro-commerciale-collestrada-aperto-il-2-giugno-scatta-la-protesta-dei-sindacati/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2017 09:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono la propria contrarietà per la decisione di Coop Centro Italia di aprire l’Ipermercato di Collestrada il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana. &#8220;Le organizzazioni sindacali hanno un accordo con Coop che prevede che in 8 festività civili e religiose di particolare importanza i negozi Coop restino chiusi, almeno sino alla validità dell’accordo. Più volte sia il ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono la propria contrarietà per la decisione di Coop Centro Italia di aprire l’Ipermercato di Collestrada il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana. &#8220;Le organizzazioni sindacali hanno un accordo con Coop che prevede che in 8 festività civili e religiose di particolare importanza i negozi Coop restino chiusi, almeno sino alla validità dell’accordo. Più volte sia il sindacato che la Coop hanno spiegato che tale accordo è giustificato da una serie di valori politici e morali condivisi ed imprescindibili, che vanno al di sopra dei pur legittimi interessi economici&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa posizione è stata riconfermata anche di recente, quando la dirigenza di Coop Centro Italia ha addirittura ipotizzato il ricorso al Referendum contro il lavoro domenicale e festivo. Inoltre, questo atto unilaterale ci preoccupa molto perché rischia di porre una ipoteca negativa sulle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di Coop che di fatto sono avviate. Anche la modalità con cui l’azienda intende portare avanti questa operazione, inducendo i lavoratori ad andare al lavoro con la promessa di aumentare a dismisura il compenso per quella giornata lavorativa e nel contempo sul tavolo di trattativa chiede di ridurre i costi del lavoro festivo, ci sembra una contraddizione che non può non pesare nel rinnovo del contratto stesso. Affrontare la situazione delicata che investe tutto il settore, richiede atteggiamenti responsabili e relazioni sindacali serie, come Filcams Fisascat e Uiltucs riconfermiamo questa volontà, ma chiediamo che la riconfermi anche Coop con atteggiamenti più coerenti con gli impegni presi&#8221;.</p>
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		<title>Centri per l&#8217;impiego dell&#8217;Umbria: parte la mobilitazione</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/centri-per-limpiego-dellumbria-parte-la-mobilitazione/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/centri-per-limpiego-dellumbria-parte-la-mobilitazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 10:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[centri per l'impiego]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Si è svolta presso la sala Pietro Conti della Cgil regionale a Perugia la riunione congiunta tra Fp-Cgi Fp-Cisl Fpl-Uil regionali, le delegate e i delegati delle rappresentanze sindacali unitarie, e Cgil Cisl Uil dell’Umbria per fare il punto della situazione sulla vertenza aperta sul futuro dei centri per l’impiego in Umbria. Dopo le assemblee ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/centri-per-limpiego-dellumbria-parte-la-mobilitazione/">Centri per l&#8217;impiego dell&#8217;Umbria: parte la mobilitazione</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si è svolta presso la sala Pietro Conti della Cgil regionale a Perugia la riunione congiunta tra Fp-Cgi Fp-Cisl Fpl-Uil regionali, le delegate e i delegati delle rappresentanze sindacali unitarie, e Cgil Cisl Uil dell’Umbria per fare il punto della situazione sulla vertenza aperta sul futuro dei centri per l’impiego in Umbria. Dopo le assemblee di Perugia e di Terni delle scorse settimane che hanno approvato all’unanimità il documento elaborato dalle categoria di Cgil Cisl Uil insieme alle rappresentanze sindacali unitarie, a sostegno del quale è stato proclamato lo stato di agitazione, le iniziative sindacali programmate a partire dalla prossima settimana prevederanno un volantinaggio di sensibilizzazione dei cittadini utenti e una richiesta d’incontro agli assessori competenti, ai capogruppo in consiglio regionale, ai parlamentari eletti in Umbria.</p>
<p><strong>I rischi</strong> L’obiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di evitare sia lo smantellamento di un servizio fondamentale per realizzare un sistema compiuto e articolato di politiche attive del lavoro, sia la dispersione di un patrimonio di professionalità che, nonostante le enormi problematiche inerenti la condizione di precarietà di tutti i dipendenti e le insufficienze organizzative, secondo tutti gli indicatori di settore del Ministero del Lavoro, colloca le esperienze umbre dei Centri per l&#8217;Impiego ai primi posti in Italia, mettendo in primo piano il ruolo fondamentale e insostituibile del servizio pubblico.</p>
<p><strong>Gli iscritti</strong> Per dare un’idea della mole di utenza annuale che insiste su tali servizi, il numero degli iscritti come disoccupati/inoccupati ai centri per l’impiego a livello regionale ammonta a 65.748 cittadini, di cui oltre 50.000 nel territorio della provincia di Pg e 15.700 a Terni (dati forniti dall’ultimo bollettino sul Mercato del Lavoro della Regione dell’Umbria relativi 2015). Questo è solo il dato numerico di partenza a cui vanno aggiunti i servizi di secondo livello rivolti all’utenza (mediazione, orientamento, legge 68, servizi per i cittadini stranieri) a cui ciascun utente può accedere. La composizione dell’utenza vede 34.604 donne e 31.144 uomini. Tra i titoli di studio prevalgono i diplomati, ma è possibile trovare sia soggetti privi di titolo di studio, che laureati e soggetti con titoli elevati.</p>
<p><strong>I destinatari</strong> L’utenza è composta anche da fasce deboli tra cui gli extracomunitari disoccupati che risultano essere circa 9730, mentre gli iscritti alle categorie protette ed al collocamento mirato dei disabili sono circa 9800. La fascia di età di iscritti più consistente è quella dei giovani fino a 29 anni, tra i quali è da rimarcare che sono già stati presi in carico 17183 utenti dai Centri per l’Impiego umbri in base all’ultima rilevazione del 2017, uno dei migliori dati in Italia. A questi soggetti sono stati proposti servizi di orientamento e misure di politica attiva del lavoro finanziate. I Centri per l’Impiego sono, inoltre, impegnati nel nuovo programma rivolto a Giovani ed Adulti della Regione dell’Umbria con una agenda di appuntamenti giornalieri che arriva al mese di luglio 2017. C&#8217;è, inoltre, da rilevare che il numero di operatori a tempo indeterminato messo in relazione con il numero di utenti disoccupati non corrisponde in Umbria ai parametri ottimali, recentemente comunicati da Anpal: sarebbero infatti necessari ulteriori 87 operatori a tempo indeterminato e sarebbe pertanto opportuno prevedere perlomeno le stabilizzazioni dei 46 operatori precari di Perugia ed il potenziamento degli uffici di Terni.</p>
<p><strong>Gli obiettivi</strong> Per raggiungere risultati utili a tutta la collettività umbra, al sistema sociale ed economico, è necessario investire sul potenziamento dei servizi e sulle risorse umane (stabilizzazione dei precari che hanno nel tempo superato svariate selezioni e concorsi ed avrebbero i requisiti per l&#8217;assunzione a tempo indeterminato previsti dal decreto Madia, superare istituti come l’avvalimento per le gestione del personale), programmare un’attività di formazione permanente e adottare modelli organizzativi chiari e condivisi. Questi gli obiettivi prefissati da Cgil, Cisl e Uil regionali.</p>
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		<title>&#8220;Atteggiamento di Sistema Moda Italia incomprensibile&#8221;, i lavoratori del tessile e dell&#8217;abbigliamento pronti ad incrociare le braccia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 11:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Si fermano lavoratrici e lavoratori del settore tessile e abbigliamento: lunedì 21 novembre i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dell’Umbria hanno proclamato uno sciopero regionale di 8 ore nell’ambito della mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto di settore che interessa 420 mila addetti. “Dopo 20 anni si torna a scioperare in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si fermano lavoratrici e lavoratori del settore tessile e abbigliamento: lunedì 21 novembre i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dell’Umbria hanno proclamato uno sciopero regionale di 8 ore nell’ambito della mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto di settore che interessa 420 mila addetti. “Dopo 20 anni si torna a scioperare in un settore ancora importante per la nostra regione nonostante la crisi &#8211; affermano i sindacati &#8211; e lo si fa a causa dell’atteggiamento di totale chiusura da parte di Sistema Moda Italia (Confindustria), un atteggiamento incomprensibile al quale rispondiamo con queste 8 ore di sciopero regionale per arrivare ad un ripensamento delle loro posizioni”.</p>
<p><strong>La questione salario</strong> In particolare, Filctem, Femca e Uiltec ribadiscono la volontà di giungere ad un contratto &#8220;in grado di rinnovare qualitativamente le relazioni industriali, migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’occupazione, far ripartire gli investimenti e avviare una nuova politica industriale del settore, strategicamente importante per il nostro Paese e per l’Umbria”. Tra i nodi più critici c’è quello sul salario: Sistema Moda Italia ha proposto infatti una verifica dell&#8217;inflazione &#8220;ex post&#8221;, ovvero al termine di ogni anno, invece di anticiparla nell&#8217;aumento in busta paga come prevede l&#8217;attuale modello contrattuale. &#8220;Una richiesta inaccettabile a nostro avviso &#8211; insistono i sindacati &#8211; perché si rischia di uscire dal rinnovo triennale, introducendo un nuovo modello&#8221;. Non solo: “La controparte chiede anche la restituzione di 72 euro del precedente rinnovo &#8211; continuano Filctem, Femca e Uiltec &#8211; che risultano dallo scostamento tra inflazione programmata (indice Ipca) e quella effettiva. Di fatto, la somma non viene restituita in busta paga ma le imprese ma vogliono fare &#8216;pari e patta&#8217; con l&#8217;indice dei prezzi al consumo stimato nei prossimi tre anni. E anche questo è del tutto inaccettabile”.</p>
<p>Da qui la decisione di scendere in sciopero. &#8220;La miopia e l’intransigenza di SMI e di Confindustria vanno superate con la necessaria mobilitazione unitaria &#8211; concludono Filctem, Femca e Uiltec dell’Umbria &#8211; per questo invitiamo lavoratrici e lavoratori a partecipare numerosi allo sciopero per esigere il diritto ad un contratto nazionale dignitoso”.</p>
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		<title>Ex Fcu a Reti ferroviarie italiane, arriva la risposta di Chianella: &#8220;Nessuna intenzione di escludere i sindacati&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 13:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Non c’è alcuna  volontà  da parte della Giunta Regionale di escludere le rappresentanze sindacali dal confronto sul futuro della Ferrovia centrale umbra&#8221;. È quanto dichiara l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Chianella commentando il comunicato stampa delle organizzazioni sindacali che lamentano il loro mancato coinvolgimento nella vicenda dell’affidamento in concessione della rete e del successivo trasferimento ed inserimento nel perimetro  dell’Infrastruttura ferroviaria nazionale  al fine di renderne possibile il progressivo adeguamento agli standard nazionali.</p>
<p>&#8220;La bozza di accordo di programma approvato dalla Giunta &#8211; puntualizza Chianella &#8211; si riferisce ad un primo necessario passaggio propedeutico al trasferimento della gestione della Ferrovia Centrale Umbra ad Rfi Spa e quindi rappresenta nient’altro che l’avvio di un percorso che vedrà necessariamente il massimo coinvolgimento dei lavoratori interessati e delle loro rappresentanze anche al fine di effettuare i necessari approfondimenti e le verifiche che un simile progetto richiede. È del tutto evidente – aggiunge l’assessore &#8211; che intendiamo concretamente affrontare questo percorso insieme agli altri soggetti pubblici e alle aziende interessate con l’intento di individuare le soluzioni più appropriate sia sul piano tecnico-ingegneristico, al fine di garantire la massima funzionalità dell’infrastruttura ferroviaria in un’ottica trasportistica, sia al fine di individuare e conseguire le opzioni più garantiste possibili rispetto ai diritti acquisiti dai lavoratori&#8221;.</p>
<p>La completa integrazione e la gestione unitaria di tutta l’infrastruttura ferroviaria nazionale che ricomprenda anche la rete Fcu, secondo l’assessore, &#8220;rappresenta una straordinaria opportunità per l’intero sistema di trasporto regionale per gli effetti positivi che può produrre sull’offerta complessiva di servizi di breve e di media percorrenza e per il  miglioramento degli standard di sicurezza. Abbiamo inteso avviare da subito il percorso con l’approvazione in bozza dello schema di accordo programmando alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva l’apertura dei tavoli di confronto con gli altri soggetti,  istituzionali e non, che saranno chiamati a sottoscrivere l’intesa, compreso quello con le rappresentanze sindacali dei lavoratori dalle quali, come  in  occasione della cessione del ramo d’azienda a Busitalia Spa, ci attendiamo un contributo costruttivo e responsabile per la buona riuscita dell’operazione&#8221;.</p>
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		<title>Ex Fcu assegnata a Rfi, i sindacati non ci stanno: &#8220;Mancato il coinvolgimento&#8221;. Sciopero in vista?</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 10:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> La concessione della gestione a Rfi della ferroviaria ex Fcu preoccupa le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Autoferrotranvieri e Orsa. Il motivo è da ricercare nel “mancato coinvolgimento nella discussione”: infatti, “al di là dei pochi incontri che hanno visto l’assessore regionale Chianella fornire alcune sommarie informazioni circa le ipotesi in campo” viene ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La concessione della gestione a Rfi della ferroviaria ex Fcu preoccupa le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Autoferrotranvieri e Orsa. Il motivo è da ricercare nel “mancato coinvolgimento nella discussione”: infatti, “al di là dei pochi incontri che hanno visto l’assessore regionale Chianella fornire alcune sommarie informazioni circa le ipotesi in campo” viene contestato il fatto che “ad oggi ancora non si è aperto un vero tavolo di confronto tra loro, la Regione, Rfi e Umbria Tpl e Mobilità, finalizzato a stabilire il numero di lavoratori coinvolti (ancora incerto), ai tempi e alle modalità dell’eventuale passaggio presso la stessa Rfi che, si precisa, dovranno essere le più garantiste possibili rispetto ai diritti acquisiti”.</p>
<p><strong>I dubbi</strong> Inoltre, permangono tutti i dubbi circa il futuro dell’azienda e dei dipendenti destinati a rimanere all’interno della stessa. “Nel momento in cui dovesse cedere la gestione della linea ferroviaria, vedrebbe significativamente ridotta la sua funzione e la sua strategicità, cosa che, al contrario, non accadrebbe qualora si desse seguito al progetto di realizzazione dell’Agenzia regionale del Tlp”. Infine, le organizzazioni sindacali ricordano le “difficoltà gestionali legate alla carenza di organico dell’azienda, situazione che, unitamente alle problematiche sopra esposte, nonché ad altre questioni prettamente aziendali, quali l’apprezzamento della produttività aziendale, che ancora attendono una risposta da parte dall’azienda stessa, hanno determinato la necessità di avviare le procedure di raffreddamento, ancora in corso, propedeutiche alla mobilitazione del personale”.</p>
<p><strong>Sciopero in vista</strong> Pertanto, i sindacati attendono la convocazione urgente di un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati “in assenza del quale si vedranno costrette a dare seguito alle procedure di raffreddamento avviate con la lettera del 18 luglio stabilendo una prima giornata di sciopero del personale da collocare alla ripresa del servizio di trasporto scolastico”.</p>
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		<title>Nubi sul futuro della polizia provinciale, i sindacati: &#8220;L&#8217;Umbria è tra le poche regioni a non aver trovato una soluzione per i lavoratori&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 13:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Solo l’Umbria e altre tre regioni non sono riuscite a definire una soluzione per tutti i lavoratori”. Parola dei segretari regionali della funzione pubblica di Cgil, Fabrizio Fratini, Cisl, Massimiliano Speranzini e Serena Sargenti, e Uil, Marco Cotone che oggi, nel corso della prima commissione dell’assemblea legislativa, hanno fatto il punto sulla situazione della polizia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Solo l’Umbria e altre tre regioni non sono riuscite a definire una soluzione per tutti i lavoratori”. Parola dei segretari regionali della funzione pubblica di Cgil, Fabrizio Fratini, Cisl, Massimiliano Speranzini e Serena Sargenti, e Uil, Marco Cotone che oggi, nel corso della prima commissione dell’assemblea legislativa, hanno fatto il punto sulla situazione della polizia provinciale. “Nel faticoso processo di riordino delle Province per la legge Del Rio &#8211; hanno affermato &#8211; registriamo due difficoltà nel tavolo di governance regionale: la polizia provinciale e i centri per l&#8217;impiego. La questione è capire qual è la funzione che la Regione vorrà esercitare in futuro. La Regione si è riappropriata di alcune funzioni importanti come caccia, pesca e lago Trasimeno, dove il servizio prima svolto dalla polizia provinciale deve essere mantenuto. Il problema centrale è che le persone devono seguire le funzioni. Ad oggi a noi risultano ancora 38 unità della polizia provinciale senza ricollocazione. Il negoziato comunque è in corso e noi siamo convinti che si possa addivenire ad una soluzioni in tempi brevi. Altrimenti il rischio è quello di disperdere competenze, e il prezzo lo pagherebbero anche i cittadini”.</p>
<p>Nel corso della riunione è intervenuto anche l’assessore Antonio Bartolini. “Ad oggi 25 persone non hanno un posto in Umbria e contiamo di risolve la situazione. Le difficoltà sono dovute all&#8217;anomalia della situazione umbra, visto che il personale in esubero nella polizia provinciale a Terni, con 15 dipendenti, è in media con il dato nazionale, mentre Perugia è la Provincia con il numero più alto e molto al di sopra della media italiana con 94 esuberi. Per le 25 persone ancora rimaste abbiamo aperto un tavolo a Roma e il ministero ci ha chiesto di fare una verifica sul nostro territorio delle disponibilità effettiva dei posti negli uffici periferici dello Stato. Lo stiamo facendo. Non sono pessimista sul fatto che riusciremo a trovare un ulteriore disponibilità di posti. Abbiamo anche riaperto un tavolo con i Comuni per vedere se ci sono altri posti disponibili”.</p>
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		<title>Mercoledì 25/05 i dipendenti pubblici in sciopero: &#8220;Dopo 7 anni di attesa chiediamo il rinnovo del contratto&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 11:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[contratto nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> La mobilitazione dei lavoratori pubblici, in attesa da sette anni del rinnovo del contratto nazionale, arriva in Umbria: mercoledì 25 maggio Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa hanno infatti proclamato lo sciopero generale regionale dei servizi pubblici nei comparti sanità, enti locali, Regione, ministeri, enti pubblici non economici e servizi socio-sanitari privati. A ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/mercoledi-2505-i-dipendenti-pubblici-in-sciopero-dopo-7-anni-di-attesa-chiediamo-il-rinnovo-del-contratto/">Mercoledì 25/05 i dipendenti pubblici in sciopero: &#8220;Dopo 7 anni di attesa chiediamo il rinnovo del contratto&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La mobilitazione dei lavoratori pubblici, in attesa da sette anni del rinnovo del contratto nazionale, arriva in Umbria: mercoledì 25 maggio Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa hanno infatti proclamato lo sciopero generale regionale dei servizi pubblici nei comparti sanità, enti locali, Regione, ministeri, enti pubblici non economici e servizi socio-sanitari privati. A Perugia è anche prevista una manifestazione che si svolgerà in piazza Italia e in piazza della Repubblica, con flash-mob e interventi di lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici coinvolti dalla protesta e impegnati nelle principali vertenze regionali (polizia provinciale, centri per l’impiego, comunità montane, operatori sanitari, cooperazione sociale, agenzia di forestazione, educatrici dell’infanzia, Camera di commercio). In piazza con loro ci sarà anche la segretaria generale della Fp Cgil nazionale, Rossana Dettori.</p>
<p align="JUSTIFY">Oggi, 23 maggio, i segretari generali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl regionali, Fabrizio Fratini, Ubaldo Pascolini e Maurizio Molinari, hanno illustrato le ragioni della protesta ad una delegazione di parlamentari eletti in Umbria. Erano presenti Tiziana Ciprini per il Movimento 5 Stelle, Valeria Cardinali, Giampiero Giulietti e Antonella Venti (assistente di Marina Sereni) per il Pd. “Li abbiamo voluti incontrare – spiegano i tre segretari – perché portino in Parlamento anche la voce dei lavoratori pubblici dell’Umbria, che rivendicano il loro sacrosanto diritto al rinnovo del contratto e si battono per la tutela dei servizi pubblici per garantire i diritti fondamentali ai cittadini della nostra regione”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per la manifestazione di Perugia i sindacati hanno previsto autobus in partenza da tutta l’Umbria. In particolare da: Castiglione del Lago, Passignano, Magione, Gubbio, Branca, Gualdo Tadino, Terni, Spoleto, Marsciano, Orvieto, Città di Castello e Umbertide. “Facciamo appello a tutti i lavoratori dei servizi pubblici dell’Umbria perché aderiscano allo sciopero di mercoledì 25 e partecipino alla manifestazione di Perugia – concludono Fratini, Pascolini e Molinari &#8211; un appuntamento fondamentale per sbloccare questa vertenza infinita e dare il giusto riconoscimento a decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/mercoledi-2505-i-dipendenti-pubblici-in-sciopero-dopo-7-anni-di-attesa-chiediamo-il-rinnovo-del-contratto/">Mercoledì 25/05 i dipendenti pubblici in sciopero: &#8220;Dopo 7 anni di attesa chiediamo il rinnovo del contratto&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Pareri discordanti sulla questione trasporti: a parlare sono il consigliere regionale del PD Giacomo Leonelli e i rappresentanti dei sindacati</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 09:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto San francesco]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p>Giacomo Leonelli, consigliere regionale del Partito Democratico, ha presentato Giovedì 26 Aprile, in aula la sua interrogazione su quali strategie la Giunta regionale intende adottare per scongiurare le ipotesi di ridimensionamento dei vettori attuali e per il rilancio complessivo dell&#8217;Aeroporto internazionale dell&#8217;Umbria &#8211; Perugia “San Francesco di Assisi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo economico della nostra regione – ha sottolineato Leonelli nel corso del suo intervento in aula, non può e non deve prescindere dalle norme dal Piano regionale dei trasporti recentemente licenziato da questa stessa assemblea. Il mantenimento dei buoni risultati di crescita fatti registrare dal “San Francesco di Assisi”, con passeggeri più che raddoppiati negli ultimi 5 anni e passati dai 113mila del 2010 ai 274mila del 2015, non è alternativo alla creazione della fermata dell’alta velocità, né in contraddizione rispetto all’ormai prossimo completamento della Quadrilatero.”</p>
<p>Secondo l’assessore Aerei, treni e traffico veicolare possono e devono essere armonizzati tra di loro. Meno fiduciosi nella buona riuscita dei nuovi progetti della regione sono invece i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle categorie Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che ieri, 27 Aprile, hanno tenuto un’assemblea con i lavoratori dell’aeroporto, ascoltando le preoccupazioni e condividendo le richieste e le proposte da portare all’azienda e alle istituzioni.</p>
<p>La preoccupazione primaria di sindacati e lavoratori è quella di capire il ruolo che rivestirà in futuro l’aeroporto e se avrà ancora una posizione centrale nel progetto di sviluppo infrastrutturale dell’Umbria. “Prima di tutto una richiesta di chiarezza – hanno sottolineato lavoratori e sindacati – perché vogliamo capire se dopo gli ingenti investimenti fatti e gli importanti risultati raggiunti è cambiato qualcosa nelle strategie della Regione o se alle difficoltà contingenti legate alle scelte delle compagnie aeree si intende rispondere in maniera determinata, senza rinunciare allo sviluppo di questa infrastruttura strategica”.</p>
<p>Nell’assemblea, i lavoratori &#8211; solo 35 quelli fissi, più alcuni stagionali, numeri che fanno escludere subito che il problema possa essere nel costo del personale &#8211; hanno rivendicato con forza il ruolo che lo scalo perugino riveste per l’economia regionale in termini di turismo e indotto. Tra l’altro – è stato sottolineato in vari interventi – la situazione dello scalo umbro da un punto di vista di equilibrio economico, proprio in virtù dell’efficienza dei lavoratori e del loro basso costo, è “assolutamente sostenibile, soprattutto rispetto ad altre realtà vicine, con livelli di indebitamento molto elevati”.</p>
<p>Tra le proposte emerse nel corso del dibattito per il rilancio dell’aeroporto regionale c’è quella, peraltro non nuova, di studiare sinergie con altri scali limitrofi (Ancona, Pescara e anche Roma), di ricercare nuove compagnie, perché la sola Ryanair “non dà le necessarie garanzie”, ma anche di lavorare all’integrazione con altri vettori di trasporto, dato che “è assolutamente sbagliato – hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil – mettere in contrapposizione il trasporto aereo con quello ferroviario”.</p>
<p>Sul possibile ruolo di soggetti privati i sindacati si sono detti “laici”, purché un eventuale partecipazione (comunque minoritaria) sia “finalizzata alla volontà di fare investimenti e business nel settore e non a semplici speculazioni, come purtroppo accade sempre più spesso”. Cgil, Cisl e Uil restano dunque in attesa di una convocazione ufficiale da parte della Regione, con la massima disponibilità a lavorare insieme per trovare soluzioni che possano garantire un futuro di crescita all’aeroporto, ma al tempo stesso pronte a mettere in campo tutte le azioni necessarie in caso di mancate risposte all’altezza di una sfida che è decisiva per il futuro dell’Umbria.</p>
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		<title>Gruppo Novelli, a fine anno il nome del possibile nuovo investitore</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 09:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Si saprà soltanto a fine anno il nome del possibile acquirente del gruppo Novelli. A confermarlo è stato l&#8217;amministratore delegato e componente del Consiglio d&#8217;amministrazione tecnico della società Alberto Alfieri, che a Roma ha incontrato i rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e le Rsu in vista della riunione al Ministero dello sviluppo economico ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si saprà soltanto a fine anno il nome del possibile acquirente del gruppo Novelli. A confermarlo è stato l&#8217;amministratore delegato e componente del Consiglio d&#8217;amministrazione tecnico della società Alberto Alfieri, che a Roma ha incontrato i rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e le Rsu in vista della riunione al Ministero dello sviluppo economico in programma il 27 aprile. Il percorso che dovrebbe portare all&#8217;individuazione di nuovi imprenditori, chiamati dai sindacati a &#8220;tenere insieme i business pane, uova, pastorizzato, rilanciare il mangimificio e salvaguardare i livelli occupazionali&#8221;, prenderà il via a giugno per concludersi poi a dicembre con le manifestazioni d&#8217;interesse che saranno raccolte, come noto, dalla società di advisor Vitale &amp; Co.</p>
<p><strong>Rispetto per i lavoratori</strong> Dal canto loro, le sigle sindacali hanno evidenziato ancora una volta &#8220;che l&#8217;azienda in questi anni ha avuto continuità produttiva e societaria anche grazie ai sacrifici dei lavoratori e pertanto in un processo così delicato rivendichiamo la necessità che le scelte di assetti societari futuri debbano essere costantemente monitorate attraverso incontri che portino alla condivisione del percorso e delle strategie attraverso un&#8217;attenta informazione preliminare. Questo, al fine di evitare che le organizzazioni sindacali e i dipendenti vengano solo chiamati a ratificare soluzioni finali non discusse e non condivise&#8221;.</p>
<p><strong>Fondi della Regione non arrivano</strong> Nel corso dell&#8217;incontro del 27 saranno chieste quindi &#8220;ulteriori garanzie in merito al pagamento delle spettanze contrattuali, visto che sembra in dirittura di arrivo, così come dichiarato dal Cda Novelli, lo sblocco del credito Iva fondamentale per dare ossigeno al gruppo e ai dipendenti&#8221;. A complicare il quadro è però il mancato arrivo dei fondi legati al piano sviluppo rurale della Regione (pari a circa 1,5 milioni). &#8220;Sono indispensabili perché saranno reinvestiti negli allevamenti &#8211; hanno affermato in una nota Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e le Rsu &#8211; e con preoccupazione sollecitiamo l&#8217;Ente affinché, in maniera rapida e costruttiva, assolva agli impegni e riportati nel Psr&#8221;. Il tempo, infatti, stringe. &#8220;Tutti i soggetti interessati devono necessariamente remare dalla stessa parte, quella del futuro dei dipendenti e della salvaguardia dei livelli occupazionali, per questi motivi e per l&#8217;ormai annosa vertenza del Gruppo Novelli chiediamo alle istituzioni locali e regionali di essere vigili sul percorso affinché si arrivi ad una soluzione che dia prospettive al territorio ed ai lavoratori e alle loro famiglie&#8221;.</p>
<p><strong>Nuovo presidio</strong> Infine, &#8220;per tenere alta l&#8217;attenzione e conoscere finalmente il proprio futuro, essendo aperto lo stato di agitazione&#8221;, una delegazione di lavoratori effettuerà un presidio davanti al Mise il 27 aprile dalle 17 alle 20 a Roma.</p>
<p><strong>Interviene la Regione </strong>In merito alle preoccupazioni espresse dai sindacati sulle risorse regionali destinate al Gruppo Novelli, la Regione Umbria conferma l’ammissione dell’azienda ai contributi e informa che &#8220;è a cura dell’azienda ottemperare alla procedura di rendicontazione degli investimenti oggetto di contributo, così come, da notizie informali, risulta stia avvenendo in questi giorni&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Situazione dell&#8217;aeroporto in stallo&#8221;: preoccupati i dipendenti. Per il 27 aprile convocata un&#8217;assemblea urgente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 11:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/situazione-dellaeroporto-in-stallo-preoccupati-i-dipendenti-per-il-27-aprile-convocata-unassemblea-urgente/">&#8220;Situazione dell&#8217;aeroporto in stallo&#8221;: preoccupati i dipendenti. Per il 27 aprile convocata un&#8217;assemblea urgente</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle organizzazioni di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil esprimono forte preoccupazione per la fase di stallo che sta interessando l’aeroporto internazionale dell’Umbria. “Un aeroporto che dopo lunghi anni di attesa ha conseguito la concessione ventennale e l’inserimento negli scali di interesse nazionale, un riconoscimento subordinato però ad almeno due condizioni: la specializzazione dello scalo e una sua riconoscibile vocazione funzionale al sistema all’interno del bacino di utenza; e la dimostrazione, tramite un piano industriale corredato da un progetto economico e finanziario, che l’aeroporto è in grado di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno sul triennio”.</p>
<p>Un aeroporto efficiente, fanno notare le sigle sindacali, “contribuisce sia allo sviluppo locale del territorio in cui è inserito, sia all’integrazione dell’economia regionale con il resto del sistema economico nazionale e internazionale. Di questo siamo perfettamente convinti, anche perché è proprio grazie ai lavoratori che è stato possibile realizzare incrementi di traffico significativi, arrivando a quasi 270.000 viaggiatori/anno. Una convinzione, la nostra, che era condivisa dalle precedenti amministrazioni regionali, dalle associazioni degli industriali e dalle Camere di Commercio che hanno investito economicamente per la crescita del ‘San Francesco’, contribuendo a trasformarlo da scalo “contadino” in aeroporto internazionale”.</p>
<p>I sindacati hanno già prodotto una richiesta d’incontro unitario urgente con le Istituzioni regionali al fine di chiarire le reali intenzioni della Regione sul futuro di questo aeroporto, “futuro che a nostro avviso non può essere di solo consolidamento, ma soprattutto di sviluppo, con l’obiettivo di una piena integrazione in un sistema infrastrutturale ferroviario e stradale efficace ed efficiente, tale da portare l’Umbria fuori da questo isolamento. L’aeroporto rappresenta il principale elemento di interconnessione con il resto del mondo, oggi fortunatamente alla portata di tutti, ed è quindi in grado di contribuire in maniera determinante alla sviluppo economico territoriale”.</p>
<p>Nella giornata del 27 aprile, presso l’aeroporto sono previste assemblee unitarie con i lavoratori, con conferenza stampa, al fine di ridare nuovi impulsi a scelte che possano essere determinanti per il futuro del nostro scalo.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/situazione-dellaeroporto-in-stallo-preoccupati-i-dipendenti-per-il-27-aprile-convocata-unassemblea-urgente/">&#8220;Situazione dell&#8217;aeroporto in stallo&#8221;: preoccupati i dipendenti. Per il 27 aprile convocata un&#8217;assemblea urgente</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>2 Aprile: in piazza a Terni per cambiare le pensioni</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 10:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge fornero]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> In Umbria, la manifestazione regionale si svolgerà a Terni, alle ore 9.30, sotto la prefettura. In piazza con i sindacati ci saranno lavoratrici e lavoratori che hanno subito negli ultimi anni le scelte dei governi in materia di previdenza. Da qualche mese la Cgil Umbria ha cominciato a raccogliere alcune di queste storie, testimonianze dirette ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/2-aprile-in-piazza-a-terni-per-cambiare-le-pensioni/">2 Aprile: in piazza a Terni per cambiare le pensioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> In Umbria, la manifestazione regionale si svolgerà a Terni, alle ore 9.30, sotto la prefettura. In piazza con i sindacati ci saranno lavoratrici e lavoratori che hanno subito negli ultimi anni le scelte dei governi in materia di previdenza. Da qualche mese la Cgil Umbria ha cominciato a raccogliere alcune di queste storie, testimonianze dirette dell’“Effetto Fornero” nella nostra regione. Storie come quella di Maurizio, operaio metalmeccanico, per il quale 40 anni di lavoro alla pressa non sono sufficienti. “Ho visto nel tempo andare in pensione i miei colleghi con 35 anni di contributi, poi con 40 – confida l’operaio &#8211; ma a me, dopo la riforma Fornero, toccherà lavorarne 43 (42 e 10 mesi per l’esattezza, ndr)”. Si potrebbe dire pochi di più, ma per Maurizio alzarsi la mattina alle 4.30, con il passare degli anni pesa sempre di più. “Qualche volta mi capita di andare al lavoro che ancora ci sono in giro ragazzi che devono andare al letto – racconta – e vogliamo poi parlare della fatica alla pressa? Posizione fissa per tutto il turno, movimenti ripetitivi, caldo e tanto rumore”. Condizioni diverse da quelle di Silvia, che di mestiere fa la parrucchiera, ma che allo stesso modo vede allontanarsi sempre più il traguardo della pensione. “Qualche giorno fa – racconta &#8211; mi sono divertita a vedere sul sito dell’Inps quando ci sarei potuta andare. Sapevo che mancava ancora molto, ma, udite udite, risulta che potrò andare in pensione a 68 anni. Ho fatto due conti, così ho realizzato che a quell’età avrò 54 anni di contributi”. Silvia, infatti, ha iniziato a lavorare che aveva solo 14 anni. “Sono stata messa in regola subito – spiega &#8211; sia per l’assistenza sanitaria che per la pensione, i miei dicevano che era una garanzia per il futuro, solo che quel futuro adesso è scappato via”. Di storie così ce ne sono un’infinità, ma quella di Marcello, ex operaio metalmeccanico, oggi venditore porta a porta, ha del clamoroso. “La mia azienda è fallita nel 2012 – racconta – ci lavoravo da 30 anni. Per un po&#8217; sono andato avanti con l’Aspi e gli stipendi arretrati, ma ora, a 57 anni, l’unico impiego che ho trovato è quello di bussare casa per casa per vendere aspirapolvere, che però sono troppo care e nessuno vuole acquistare. Sarà anche che sono abituato al silenzio della catena – continua Marcello – e mi risulta difficile parlare alle persone per convincerle a spendere”. Secondo i conti fatti al patronato, la sua pensione arriverà a settembre 2027, quando lui avrà 67 anni e 11 mesi. &#8220;Se non ci fosse stata la Fornero &#8211; conclude amaramente Marcello &#8211; avrei avuto la pensione a 60 anni, otto anni prima. E non è una differenza da poco”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/2-aprile-in-piazza-a-terni-per-cambiare-le-pensioni/">2 Aprile: in piazza a Terni per cambiare le pensioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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