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	<title>Perugia Online &#187; sindacato</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Lavoratori invisibili: indetto lo sciopero nazionale dei dipendenti del terziario</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2016 15:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Più di un milione e cinquecentomila lavoratori aspettano, nella migliore delle ipotesi, il rinnovo del contratto di lavoro da tre anni, nella peggiore da sei. Stiamo parlando di baristi, camerieri, cuochi, operatori sanitari, addetti alle mense e farmacisti. A scendere in piazza domani saranno i professionisti a cui spesso ci si rivolge per adempiere alle necessità ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Più di un milione e cinquecentomila lavoratori aspettano, nella migliore delle ipotesi, il rinnovo del contratto di lavoro da tre anni, nella peggiore da sei. Stiamo parlando di baristi, camerieri, cuochi, operatori sanitari, addetti alle mense e farmacisti. A scendere in piazza domani saranno i professionisti a cui spesso ci si rivolge per adempiere alle necessità connesse alla salute e per soddisfare le esigenze della nostra vita quotidiana, dal caffè della mattina ai medicinali. Lavoratori invisibili, almeno da parte dello stato (anche a livello fiscale per chi lavora in nero) occupati in settori strategici dell’economia del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoratori che rappresentano, soprattutto per quanto riguarda il turismo, una componente più che rilevante del Pil italiano, e a maggior ragione nella nostra regione. I portavoce dei sindacati hanno più volte ribadito che le motivazioni dello sciopero hanno radici profonde e che una categoria come quella di baristi e camerieri, che non ha mai avuto una rappresentanza sindacale forte, vada maggiormente tutelata. Coloro che lavorano nella ristorazione sono lavoratori precari che si vedono retribuire, quando va bene, in vaucher o altrimenti in nero. Questa pratica comporta che, oltre ai rischi legali e all’assenza di una copertura assicurativa, il datore di lavoro non versi alcun contributo per cui gli impiegati in questo settore tra anni si troveranno senza alcuna possibilità di pensionamento e sussidio statale.</p>
<p style="text-align: justify;">Situazione che è ben visibile anche nella nostra città se si pensa che i più grandi alberghi di Perugia abbiano, dichiarati all’Inps, un massimo di quindici impiegati, cifra poco plausibile per la dimensione delle strutture.   Altra categoria di lavoratori invisibili, su cui si è ampiamente dibattuto in questi ultimi anni, sono gli operatori sanitari e gli addetti alle mense scolastiche: lavoratori che dipendono dai bandi e gare d’ appalto e che per questo motivo vedono continuamente cambiare la propria posizione. Se a tale problema si aggiunge poi la poca, quasi inesistente, trasparenza delle gare d’appalto è facilmente intuibile come la posizione di questi lavoratori peggiori e cali: non è una novità che la pratica delle tangenti abbia, in primo luogo, le proprie ricadute sui dipendenti che si vedono, costantemente, abbassare la retribuzione. D’altronde da qualche parte i soldi dovranno pure uscire, e quale fonte migliore se non i tagli agli stipendi?</p>
<p style="text-align: justify;">Doveroso è stato, inoltre, aggiungere da parte dei sindacati che i lavoratori di mense, farmacie ed operatori sanitari devono garantire obbligatoriamente un servizio minimo. Per questo motivo (data la necessità di garanzia del servizio) hanno successivamente ribadito che domani non ci sarà un concentramento ma la manifestazione si svolgerà localmente con banchetti in diversi punti della regione e della città. La precarietà dei lavoratori e la ristrettezza del personale, per quanto riguarda sanità e mense scolastiche, gravano profondamente sulla prestazione: non ci si deve stupire, purtroppo, della insufficiente pulizia di strutture sanitarie e scolastiche. Per quanto, infatti, gli addetti a pulizie e manutenzione facciano gli straordinari, la scarsa organizzazione da parte degli enti privati e soprattutto la mancanza di personale incidono negativamente sulla qualità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avere premesso e fatto luce su chi sono i lavoratori invisibili, i rappresentanti dei sindacati hanno fatto chiarezza su quali siano i diritti per cui domani scioperano.   Questi lavoratori scendono in piazza per ottenere un aumento salariale, adeguato a sostenere e rendere dignitose le proprie condizioni di lavoro, per sancire delle norme che valorizzino la loro professionalità e per la tutela di un lavoro dignitoso. Per dirlo in una parola, che purtroppo a molti dirà poco, domani si sciopererà per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro.</p>
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		<title>Sipa: proclamato lo sciopero per giovedì 19 novembre</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 15:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Alla luce della vostra determinazione a cambiare unilateralmente il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro applicato ai vostri dipendenti, passando da quello dell’autonoleggio e parcheggi a quello del terziario Confcommercio, fatto che determina un decadimento delle condizioni economiche e normative dei medesimi dipendenti, e dello strappo consumatosi in occasione dell’incontro nazionale tenutosi lo scorso 30 ottobre 2015, dovuto alla rigidità mostrata dall’azienda nonostante le aperture effettuate dalle segreterie nazionali rispetto alla possibilità di modificare, in fase di rinnovo, il vigente Ccnl al fine di renderlo più calzante rispetto alle mutate esigenze, con la presente le scriventi organizzazioni sindacali si vedono costrette a proclamare lo sciopero di tutti i dipendenti per il prossimo giovedì 19 novembre per l’intera giornata o intero turno di lavoro”. Questo il testo della lettera che Marco Bizzarri e Gianluca Giorgi, segretari di Filt Cgil e Fit Cisl dell’Umbria, hanno inviato ieri, 5 novembre, all’amministratore delegato di Sipa Spa, Mauro Ercolani, preavvisando anche che, “alla luce della mancanza di una regolamentazione del settore (derivante dalla legislazione vigente e da accordi nazionali e/o aziendali) non sarà garantita nessuna prestazione minima”. Di conseguenza, in occasione dello sciopero verranno meno tutte le attività svolte dai dipendenti quali: la riscossione; l’attività della centrale operativa; la rimozione forzata; il controllo della sosta di superfice; il controllo degli impianti e l’assistenza tecnica ai parcometri; la sorveglianza dell’ascensore e la movimentazione delle auto presso il parcheggio del mercato coperto di Perugia.</p>
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		<title>Sanità Umbria: sindacati chiedono apertura e confronto con regia regionale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 16:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nuovi tagli alla Sanità vengono annunciati dal governo, tagli che significano decremento  del fondo sanitario regionale:  con la nuova Legge di stabilità il Fondo Sanitario del 2016 scende a 111 miliardi, nonostante le proteste delle Regioni e con due sole manovre Renzi taglia 6,7 miliardi e di fatto annulla il Patto per la Salute. Ma non ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nuovi tagli alla Sanità vengono annunciati dal governo, tagli che significano decremento  del fondo sanitario regionale:  con la nuova Legge di stabilità il Fondo Sanitario del 2016 scende a 111 miliardi, nonostante le proteste delle Regioni e con due sole manovre Renzi taglia 6,7 miliardi e di fatto annulla il Patto per la Salute. Ma non è finita, dal 2017 al 2019 sono previsti altri tagli: che potrebbero arrivare a 20 miliardi, tra quelli già decisi con la precedente manovra e quelli in arrivo sulle spese regionali, che comprendono esplicitamente il finanziamento della sanità. Si confermano così le fosche previsioni del DEF, che indicano un crollo della spesa sanitaria rispetto al PIL (dal 7% al 6,5%) che ci relega agli ultimi posti in Europa negli investimenti per la protezione sociale. Vengono  anche  smentite clamorosamente le rassicurazioni del Ministro Lorenzin sui risparmi che dovevano restare nel SSN per dare servizi migliori e più adatti ai nuovi bisogni di salute. Perfino per i nuovi Lea non ci sono risorse aggiuntive. La sanità viene usata come bancomat per finanziare altre scelte. Mentre i lavoratori del settore restano senza contratto. Già oggi milioni di persone rinunciano alle cure per ragioni economiche. La drammatica, e colpevole, riduzione delle risorse pubbliche per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, e ticket sempre più pesanti, stanno preparando la strada ad una sanità privata a pagamento, ingiusta e dannosa. Per questi motivi la Cgil insieme alle altre organizzazioni sindacali promuove  una grande manifestazione per il 28 novembre a Roma. In questo quadro, poche, ancora troppo poche, sono le azioni di razionalizzazione e riorganizzazione messe in campo nella nostra regione dal 2012, anno in cui si è definito legislativamente il riordino del sistema sanitario regionale. Prendiamo atto dell&#8217;attenzione all&#8217;ascolto da Lei posta in essere, attenzione concretizzatasi nelle sue frequenti visite nei luoghi della sanità Umbra, riteniamo fondamentale tuttavia che si realizzino al più presto sinergie, tutelando il servizio pubblico da incursioni della &#8220;cattiva politica&#8221;, si superino doppioni, si operi una reale integrazione dei servizi nei territori, si attivino le case della salute h24, con opportune risorse anche strumentali, si garantisca la maggiore fruibilità di accesso al servizio sanitario da parte di tutti i cittadini umbri, si rilanci  la mobilità attiva che nel 2014 è passata dai 9 milioni e 412 mila del 2013 a soli 3 milioni e 297 mila del 2014, con una riduzione di oltre il 60%. Si evitino, invece, trasferimenti o riallocazioni di servizi senza avere chiari obiettivi e finalità, ma  creando solo disagi ai lavoratori. La programmazione sanitaria &#8211; demandata alle Regioni fin dalla legge 833 del 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale &#8211; e la gestione dei servizi di competenza delle ASL, devono “fare i conti” con continui ridimensionamenti dei finanziamenti del Fondo sanitario nazionale. La conseguenza si esprime in tagli, per lo più lineari: ai servizi, alle prestazioni, alle tariffe pagate ai privati convenzionati e ai fornitori di servizi esternalizzati. Il tutto non solo accompagnato dal blocco dei contratti, ma anche dalle assunzioni del personale. In Umbria il problema delle dotazioni organiche e dei carichi di lavoro del personale della sanità, è allarmante, e seppure sono in atto concorsi per infermieri ed oss, ad oggi ancora rimane insoluto il problema del precariato, per gran parte del personale sanitario compreso il personale della dirigenza medica. E&#8217; necessario che da subito si avviino le procedure per il percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari così come previsto dalla vigente normativa, un confronto che non può che avere una regia regionale e che deve interessare tutto il territorio umbro. In questi ultimi mesi le aziende, in ottemperanza a direttive nazionali e regionali, hanno rimodulato il numero delle strutture semplici e in alcuni casi le posizioni organizzative senza alcun intervento riorganizzativo generale, senza definire accorpamenti o sperimentazione di modelli. Si sono definiti solo tagli operando una parziale applicazione della normativa in considerazione del fatto, ad esempio, che in tutta la nostra regione molte sono le strutture complesse che non sono assegnate e quindi sono da assegnare secondo gli standard nazionali. O in considerazione delle necessarie fasi riorganizzative previste dalla normativa. Il 25 novembre,  entrerà in vigore la regolamentazione di orario di lavoro e riposi, in applicazione della L. 161/2014. Com’è noto, la norma è tassativa e recepisce la direttiva europea, a lungo rimasta disattesa, senza possibilità di ulteriori deroghe o modifiche se non nei prossimi CCNL, secondo quanto previsto dall’art. 14 della stessa Legge.  Orario di lavoro e turni di riposo dovranno d’ora in poi essere inappellabilmente regolati, allo scopo di consentire il recupero psico-fisico di ogni lavoratore, dirigente e non, per garantire sicurezza al lavoratore stesso. Che in sanità significa anche più sicurezza per ogni paziente. Questo è il significato della norma. Riteniamo che su questa norma vadano attivati specifici tavoli di confronto in ogni azienda, in ragione proprio delle carenze organiche e delle difficoltà registrate: gli organici medici e di tutto il personale sanitario un po’ dovunque hanno subìto negli anni diminuzioni importanti, causando centinaia di ore di straordinari, salti di riposo, abolizione dei turni di recupero, rinvii sine die delle ferie. Rivedere l&#8217;organizzazione del lavoro è quindi fondamentale, si apra subito un confronto che non può essere settoriale né aziendale ma che deve avere, in discontinuità con il passato, una regia regionale e una applicazione aziendale e che deve saper affrontare le molteplici problematiche oggi presenti.</p>
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		<title>Assisi, nuova sede del commissariato nel ricordo di Romano Riccetti</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 12:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella mattinata del 15 settembre è stata inaugurata la nuova sede del Commissariato di polizia di Assisi. Le segreterie provinciale di Perugia e regionale dell&#8217;Umbria del Silp Cgil, insieme alla Camera del Lavoro di Perugia, esprimono grande soddisfazione per questa nuova sistemazione logistica che rappresenta un sicuro passo in avanti per i  poliziotti in servizio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Nella mattinata del 15 settembre è stata inaugurata la nuova sede del Commissariato di polizia di Assisi. Le segreterie provinciale di Perugia e regionale dell&#8217;Umbria del Silp Cgil, insieme alla Camera del Lavoro di Perugia, esprimono grande soddisfazione per questa nuova sistemazione logistica che rappresenta un sicuro passo in avanti per i  poliziotti in servizio ad Assisi e più in generale per i turisti che la città continuamente accoglie e per tutti i cittadini che lì risiedono. “In questa occasione – affermano Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, e Mirko Cerasoli, segretario provinciale del Silp Cgil di Perugia – ci sembra giusto sottolineare l&#8217;indubbio merito che in questa vicenda va riconosciuto al nostro compianto icompagno, già segretario regionale del Silp Cgil dell’Umbria, Romano Riccetti il quale, fin dall&#8217;inizio degli anni 2000, insieme a Libero Luchini, oggi segretario regionale Silp ed al tempo delegato proprio per il Commissariato di Assisi, si fece fautore di numerose iniziative sindacali, con l&#8217;obiettivo di realizzare questo spostamento di sede, cercando di sensibilizzare gli allora vertici dell&#8217;Amministrazione della Polizia di Stato sulla necessità di ottenere ciò che oggi è finalmente divenuto realtà”.</p>
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		<title>Vertenza Trafomec: la Cgil si rivolge alla magistratura</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 10:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La Fiom Cgil di Perugia, insieme alla Camera del Lavoro e alla Cgil Umbria hanno conferito incarico agli avvocati Lina Bravetti, Massimo Rossini e Vincenzo Bioli di sottoporre la vertenza Trafomec all’attenzione delle magistrature competenti, affinché valutino la presenza di eventuali profili anche di rilevanza penale, nelle condotte poste in essere dai vertici aziendali. Lo annuncia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Fiom Cgil di Perugia, insieme alla Camera del Lavoro e alla Cgil Umbria hanno conferito incarico agli avvocati Lina Bravetti, Massimo Rossini e Vincenzo Bioli di sottoporre la vertenza Trafomec all’attenzione delle magistrature competenti, affinché valutino la presenza di eventuali profili anche di rilevanza penale, nelle condotte poste in essere dai vertici aziendali. Lo annuncia la Fiom Cgil di Perugia in una nota nella quale sottolinea come la vicenda Trafomec, una delle vertenze più difficili e drammatiche del territorio, con sacrifici da parte di tutti i lavoratori, necessiti di un immediato sblocco per sanare una situazione inaccettabile. “Inaccettabile per coloro che hanno mantenuto il posto di lavoro, in quanto sono stati privati, giocoforza, di una cospicua parte della retribuzione in cambio di maggiore occupazione, così come per coloro che il posto di lavoro, magari dopo decenni e decenni di onorata carriera, lo hanno perso”, spiega Cristiano Alunni, della segreteria Fiom Cgil di Perugia. “L’accordo, sottoscritto nel marzo 2014 – ricorda Alunni &#8211; ha impegnato la Regione Umbria, il sindacato e l’azienda su alcuni obiettivi fondamentali: rilancio dello stabilimento e possibilità di sviluppo anche occupazionale per ridare linfa vitale al territorio e a quei lavoratori che si erano visti precludere la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro con Trafomec”. Ma quasi venti mesi dopo, denuncia il segretario Fiom, “la situazione complessiva è rimasta immutata. L’organico dello stabilimento è nettamente inferiore a quello previsto e sottoscritto nell’accordo ed i lavoratori licenziati non hanno ricevuto un solo euro delle loro spettanze”. Stante questa situazione drammatica, il sindacato ha deciso di passare alle vie legali. “Non possiamo permettere che questa ingiustizia si protragga ulteriormente, faremo tutto quanto necessario per tutelare i lavoratori e gli ex lavoratori Trafomec”, conclude il sindacalista.</p>
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		<title>Linea ferroviaria Città di Castello e Umbertide, cronaca di una morte annunciata</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 15:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Allarme]]></category>
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		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Fna-Ugl, con riferimento alla recente notizia della chiusura del tratto di linea ferroviaria compreso tra Città di Castello e Umbertide, ritengono che ciò rappresenta la triste cronaca di una morte annunciata. Infatti, in questi ultimi anni, le organizzazioni sindacali avevano, in completa solitudine, denunciato ripetutamente lo stato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Alta Valle del Tevere. </span> Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Fna-Ugl, con riferimento alla recente notizia della chiusura del tratto di linea ferroviaria compreso tra Città di Castello e Umbertide, ritengono che ciò rappresenta la triste cronaca di una morte annunciata. Infatti, in questi ultimi anni, le organizzazioni sindacali avevano, in completa solitudine, denunciato ripetutamente lo stato “disastroso” della linea ferroviaria ex FCU, sollecitando i soggetti responsabili (la regione Umbria, la Società FCU prima e la Società Umbria Tpl e Mobilità poi) ad effettuare gli interventi necessari per scongiurare quanto accaduto in questi ultimi mesi, e cioè la chiusura della galleria di Poggio Azzuano (San Gemini), il rallentamento della linea nel tratto nord e, infine, la chiusura del tratto in questione. E’ evidente che, in assenza di un massiccio piano di manutenzione straordinaria si rischia la chiusura di ulteriori tratti della linea ferroviaria, cosa che la renderebbe di fatto inutilizzabile, comportando la ulteriore perdita di passeggeri. Non effettuare gli interventi necessari sulla linea ferroviaria significa compromettere significativamente la futura attuazione del Piano Regionale dei Trasporti in via di approvazione. A meno che, dubbio più che legittimo, non ci sia, da parte delle istituzioni, un ripensamento rispetto alle linee strategiche del piano, tale da favorire la scelta dell’autobus rispetto a quella del treno. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente all’assessore regionale Chianella, a Umbria Tpl e Mobilità (gestore dell’infrastruttura ferroviaria) e a Umbria Mobilità Esercizio/Busitalia (gestore del trasporto), al fine di fugare ogni dubbio circa possibili scelte “politiche” riguardanti la graduale dismissione del trasporto ferroviario, e di verificare gli impegni circa la realizzazione degli interventi necessari, con l’obiettivo di garantire agli utenti livelli di servizio degni di questo nome, di garantire i necessari standard di sicurezza della circolazione dei treni, e, infine, di garantire gli attuali livelli occupazionali degli addetti. In mancanza di un riscontro, le organizzazioni sindacali si vedranno costrette a ricorrere alla mobilitazione degli addetti del settore.</p>
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