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	<title>Perugia Online &#187; Sole 24 Ore</title>
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		<title>Multe, da Nord a Sud dove si paga di più e di meno. Bene Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 13:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da Nord a Sud la mappa italiana delle città dove si pagano più multe. L’indagine, de “Il Sole 24 Ore” è stata pubblicata oggi, 21 luglio, e analizza il trend delle grandi città. Le multe stradali nei Comuni, dove si paga di più e dove di meno, provincia per provincia; da importi medi di 170 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Da Nord a Sud la mappa italiana delle città dove si pagano più multe. L’indagine, de “Il Sole 24 Ore” è stata pubblicata oggi, 21 luglio, e analizza il trend delle grandi città.</p>
<p><strong>Le multe stradali nei Comuni</strong>, dove si paga di più e dove di meno, provincia per provincia; da importi medi di 170 euro per patentato a richieste di nemmeno un euro, la mappa delle “tante Italie” nei verbali delle polizie locali.</p>
<p><strong>È Milano, si legge sulla testata, la capitale delle multe</strong> e anche unico caso, fra le grandi città, in cui non si avverte la moria delle riscossioni che nei primi mesi del 2014 è stata registrata in quasi tutta Italia, complice lo stop quasi semestrale alla riscossione (terminato il 16 giugno) imposto dalla sanatoria delle vecchie cartelle.</p>
<p><strong>Che Milano fosse una zona a rischio per parcheggi, autovelox e Ztl è risaputo.</strong> Complice anche il flusso di pendolari che ogni giorno si recano nel capoluogo lombardo. Lo stesso fenomeno dei city users fa salire nella classifica anche Firenze e Bologna, mentre tra le città più “tranquille” spiccano i dati di Treviso e Rovigo.</p>
<p><strong>Va sottolineato, inoltre, che se da un lato gli importi dividono Nord e Sud</strong> con picchi di 170 euro a Milano e di 60 centesimi a Caserta dall’altro il calo degli incassi riavvicina i Comuni italiani: nei primi sei mesi del 2014, infatti, si è verificato un calo dei pagamenti che in alcuni centri ha raggiunto anche l’80% ed è stato contenuto in ribassi a una cifra solo in pochi casi. A Roma, Napoli, Firenze, Bologna la contrazione oscilla dal 25 al 50%.</p>
<p><strong>Ma veniamo alla classifica</strong>. Le prime 10 province dove l’importo medio è maggiore sono Milano, Firenze, Bologna, Parma, Treviso, Rovigo, Pavia, Pisa, Torino, Venezia. Le 10 province, invece, dove l’importo medio è più basso sono Caserta, Isernia, Taranto, Nuoro, Crotone, Fermo, Enna, Barletta, Reggio C., Gorizia.</p>
<p><strong>Nella <a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2014/07/multe-comuni.pdf" target="_blank">classifica completa</a> pubblicata dal Sole 24 ore</strong>, provincia per provincia, in ordine decrescente (a partire da Milano, dove le sanzioni sono le più alte): Terni occupa il trentunesimo posto, meglio, invece per Perugia, dove si paga di meno. Il capoluogo umbro, infatti, si piazza al sessantunesimo posto della classifica.</p>
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		<title>Siamo tutti più poveri</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>  A guardarla oggi, l’Italia restituisce una fotografia di quasi cento anni fa. Un paese fermo per produzione e consumi, che cerca riparo nel risparmio, che non ce la fa a ripartire e con un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle (43%). Da Novara a Messina, passando per Viterbo e tutto il centro Italia, la crisi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <b> </b>A guardarla oggi, l’Italia restituisce una fotografia di quasi cento anni fa. Un paese fermo per produzione e consumi, che cerca riparo nel risparmio, che non ce la fa a ripartire e con un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle (43%). Da Novara a Messina, passando per Viterbo e tutto il centro Italia, la crisi non ha risparmiato nessuno. Ha decimato aziende e imprese, acuito le disuguaglianze tra nord e sud e messo in ginocchio la classe media, da sempre il traino dell’economia italiana.</p>
<p><strong>Un’Italia in affanno da nord a sud</strong>, secondo il Sole 24 Ore, che oggi ha pubblicato un’indagine approfondita sulla tenuta del tessuto economico e sociale del paese negli ultimi sette anni di recessione. Dieci gli indicatori presi in considerazione, tra cui disoccupazione, prestiti, costo degli immobili, spesa per i medicinali e reddito medio pro capite, un vero e proprio indice della “resistenza” alla crisi che vede, tra le città più colpite, proprio <b>Terni, in settima posizione</b>, mentre <b>Perugia si piazza al 58esimo posto.</b> Tra le città che hanno subito il contraccolpo maggiore Viterbo, Latina e Novara mentre quelle che hanno retto meglio sono state Modena, Bolzano e Venezia.</p>
<p><b>Redditi e immobili &#8211; </b>In calo, un po’ ovunque, il reddito pro-capite che dal 2007 al 2013 è diminuito dell’1,8% in media attestandosi su 23.400 euro annui. Raddoppiata invece la disoccupazione che, nel 2013, ha toccato il 12,2% contro il 6,1 del 2007. Aumentano, in generale, i giovani con una laurea in tasca, ma a <b>Terni</b> la percentuale è scesa da 73,5 a 69,2 per cento.</p>
<p><strong>In ribasso anche prezzi</strong> di case e immobili commerciali, testimoniati a Perugia dalla lunga di fila cartelli e saracinesche abbassate lungo corso Vannucci e dintorni. Un calo del 20% dei prezzi per affittare una casa da 100 mq in centro e che arriva fino al 35 % nelle zone più periferiche della città. Ma nonostante questo i cartelli rimangono appesi e gli immobili sfitti.</p>
<p><b>La spesa delle famiglie – </b>Allarmanti anche i dati pubblicati dall’Istat sulla povertà in Italia. Povera o quasi povera circa una famiglia su cinque, con un tasso di incidenza per l’ Umbria del 10,9% nel 2013. Sfiduciati e impoveriti, gli italiani tagliano le spese e si risparmia per necessità. In Umbria negli ultimi 6 anni la spesa media mensile per famiglie è calata del 13,4 per cento passando dai 2.708 euro del 2007 ai 2.345 euro del 2013. Peggio di noi solo Molise (-17,74%) e Calabria (-16,52). Si va meno dal dentista e più dallo psicologo, e si cerca di fare a meno anche del pane. Secondo la Coldiretti nel 2007 si comprava quasi un etto e mezzo di pane a testa mentre oggi appena 98 grammi. Ed è proprio l&#8217;Umbria che, insieme a Puglia e Sardegna, è sul podio delle regioni che più di tutte hanno tagliato la spesa alimentare dall&#8217;inizio della crisi. Meno 8,6 per la nostra regione nel periodo 2008-2013 per la spesa che assorbe, in media, il 19,5 per cento del budget di una famiglia.</p>
<p><strong>Più magri e più poveri</strong>, ci consoliamo con smartphone e pc. Il 93% delle famiglie italiane possiede oggi un cellulare (nel 2007 era l’85%) e in 26 milioni siamo iscritti a Facebook.</p>
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