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	<title>Perugia Online &#187; sostegno</title>
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		<title>Grande successo e partecipazione per gli “Avanti Tutta days” con 12mila presenze, e oggi una nuova donazione all&#8217; ospedale</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 14:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>In oncologia medica è sempre Natale. Anche questa mattina Leonardo Cenci, accompagnato da parte del direttivo di Avanti Tutta, si è recato presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia per effettuare una nuova donazione. Sono stati consegnati al reparto un elettrocardiografo, un sollevatore elettrico, un deambulatore, quattro aeorosol di ultima generazione, quattro pc per snellire la terapia, due borse di studio per un importo complessivo di 10mila euro.  Sono queste le nuove donazioni che Leonardo Cenci e la sua Avanti Tutta onlus ha consegnato questa mattina al reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.</p>
<p style="text-align: justify;">E tutto questo all’indomani del grande successo della quarta edizione degli &#8220;Avanti Tutta days&#8221;, che in questo fine settimana ha animato l’area verde di Pian di Massiano registrando circa 12mila presenze. La manifestazione che dal 2013 promuove salute, sport, benessere e prevenzione ha fatto di nuovo centro. In due giorni la Chirofisiogen ha effettuato circa 150 screening. Anche i giochi e le attività sportive promosse sono state molto visitate. La parete di arrampicata ed il percorso tibetano, messi a disposizione dal Soccorso Alpino Italiano, ad esempio, hanno registrato oltre 1600 utenti. La manifestazione si è arricchita di molti piacevoli momenti. Domenica pomeriggio, dopo l’esibizione delle studentesse dell&#8217;Asd Fontivegge Gryphus, il presidente Andrea Vandone e la consigliera Patrizia Zolfacci hanno consegnato a Leonardo un assegno di 1.200 euro, frutto di una raccolta promossa dai genitori delle ragazze in occasione del saggio annuale “Inside Out 2016”.</p>
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		<title>L’unione fa la forza: le donne operate di tumore al seno a fianco dei medici  delle strutture pubbliche dedicate dell’Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 09:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Duecento donne umbre operate di tumore al seno, molte facenti parte di Associazioni di volontariato, altre in maniera autonoma, si sono ritrovate sabato 18 giugno presso la struttura di accoglienza del Villaggio Santa Caterina di Solfagnano per confrontarsi  tra di loro e con alcuni medici  del settore dopo la recente delibera regionale sui  Centri di Senologia (Breast Unit) in cui verranno curate le pazienti affette da neoplasia della mammella. L’occasione è stata utile per affrontare il tema dell’utilità del volontariato in tutta la regione all’interno dei Centri dedicati alla patologia e ribadire la disponibilità nel voler sostenere le donne che dovranno affrontare la malattia nel percorso assistenziale. Numerose le Associazioni presenti, che operano a Terni, Perugia, Foligno, Assisi, Città di Castello.  “Chiedete il nostro supporto e noi non ci tireremo indietro”, è stata la sintesi degli interventi di donne che hanno affrontato la malattia e che ora vogliono impegnarsi nella assistenza di altri donne, “consapevoli delle conseguenze di carattere familiare, sociale e psicologico che questa malattia porta con sé”.</p>
<p style="text-align: justify;">A coordinare l’incontro il Dott. Luciano Carli, chirurgo dell’AUSL Umbria, da molti anni in prima linea nella lotta contro una patologia in continuo aumento anche in Umbria, dove mediamente si registrano 900 nuovi casi all’anno. “Le donne che hanno vinto la loro battaglia contro il cancro rappresentano una forza trainante per l’Associazionismo e per le strutture pubbliche, avendo fatto loro stesse una esperienza in prima persona del supporto assistenziale ed organizzativo già presente nei nostri Centri di Senologia” &#8211;  ha detto il Dott. Carli-.  Il sistema sanitario pubblico ha necessità di poter contare su donne coraggiose e preparate, capaci di dare il loro pieno supporto nonostante gli impegni familiari e lavorativi”.</p>
<p style="text-align: justify;">All’incontro hanno partecipato anche il Prof. Antonio Rulli, responsabile della Breast Unit dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e della LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) dell’Umbria e il Dott. Marino Cordellini direttore della struttura complessa di Chirurgia Plastica dell’ospedale di Città di Castello. “Fortunatamente la ricerca ci fornisce costantemente nuove informazioni, terapie sempre più personalizzate grazie anche al supporto della genetica – ha ribadito il Prof. Rulli-. Noi medici affrontiamo il problema   in maniera del tutto diversa dai decenni scorsi, ed i risultati sono assolutamente confortanti. La tecnologia delle nostre strutture è molto avanzata, compatto il gruppo multidisciplinare che opera all’ interno delle Breast Unit dell’Umbria Centri. Quanto al volontariato ben venga, perché le associazioni sono una ulteriore garanzia per la salvaguardia della dignità della donna in un momento difficile della sua vita “</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito che si è sviluppato ha fatto emergere molte proposte, fra cui la richiesta, da parte delle associazioni di  essere presenti all’interno delle strutture ospedaliere per accompagnare le pazienti nei loro percorsi diagnostici e terapeutici. “Chiediamo di poter partecipare a corsi di comunicazione e umanizzazione, consapevoli che la conoscenza rappresenta un valore aggiunto – hanno ribadito le volontarie -; sempre di più occorrerà  focalizzare l’attenzione sulle problematiche delle pazienti molto giovani, purtroppo in aumento esponenziale rispetto agli anni scorsi, e delle pazienti con mutazioni genetiche”. Sono emerse alcune criticità a proposito di offrire le stesse garanzie di cura e di assistenza alle donne straniere.</p>
<p style="text-align: justify;">“Negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale il numero di donne operate al seno provenienti da tutti i continenti – ha sottolineato il Dr. Carlo-  Questo è dovutoalla forte immigrazione anche nel territorio dell’Alta valle del Tevere, ma più in generale in tutta la regione. Tale situazione impone di cercare una mediazione culturale con quelle pazienti che sono residenti sul territorio da poco tempo, che hanno cultura e stili di vita diverse dai nostri e con le quali  riuscire a comunicare può essere molto difficile”. Anche su questo tema  le donne operate, unitamente alle Associazioni presenti all’incontro, hanno colto tali esigenze, manifestando il pieno sostegno e dando la propria disponibilità.</p>
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		<title>“Caffè Alzheimer”, un’iniziativa per aiutare malati e familiari</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 14:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato presentato questa mattina nella Sala consiliare del Comune capofila della Zona sociale 5 “Caffè Alzheimer”, progetto promosso dall&#8217;Associazione Amata Umbria in collaborazione con la Cooperativa Polis. Seconda esperienza in Umbria dopo quella attivata un anno e mezzo fa a Perugia, il progetto, come spiegato questa mattina dalla presidente di Amata, la geriatra Annalisa Longo, e dal presidente di Polis, Gianfranco Piombaroli, ha la finalità di favorire la socializzazione e il sostegno alle famiglie con malati di Alzheimer all&#8217;interno di un ambiente armonico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 21 giugno al 28 gennaio 2017, a Panicale in località Olmini, due volte a settimana, il martedì e il venerdì dalle 15 alle 18, malati e familiari potranno prendere parte ad una serie di attività (laboratoriali, di riattivazione cognitiva, motorie e di musicoterapia), svolte in ambienti piacevoli e rilassati dove potranno riacquistare alcune forme di relazione. Con il supporto di professionisti esperti nei vari aspetti che caratterizzano il “prendersi cura” di una persona malata di Alzheimer, si creerà uno spazio d&#8217;incontro informale e de-istituzionalizzato dove trascorrere del tempo insieme, socializzare e confrontarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto si pone in continuità con quanto avviato lo scorso anno con il corso di formazione rivolto a familiari, volontari e operatori, durante il quale era stato messo a disposizione uno spazio per far vivere all&#8217;anziano un&#8217;esperienza di socializzazione e intrattenimento. “Questo progetto – ha commentato la direttrice del Distretto del Trasimeno, Simonetta Simonetti – mette in evidenza l&#8217;importanza della collaborazione. Una patologia così complessa può ricevere risposte solo se c&#8217;è il concorso di più soggetti”. Simonetti ha quindi espresso l&#8217;auspicio che si possa mettere presto a segno un altro fondamentale servizio, un centro diurno dedicato proprio all&#8217;Alzheimer. Auspicio fatto proprio anche dal sindaco di Panicale, Giulio Cherubini: “Il diurno va attivato il prima possibile, anche per adempiere alle disposizioni del Piano regionale”. “Questo progetto – ha quindi dichiarato riferendosi a “Caffè Alzheimer” &#8211; merita la massima attenzione e deve essere supportato dal sistema socio-sanitario già strutturato”.</p>
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		<title>Il Comune di Perugia punta sui giovani e sulla loro progettualità</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 21:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Giunta comunale ha confermato questo pomeriggio quanto già espresso in altre occasioni, relativamente all’importanza che la città dà alla creatività e alla progettualità dei giovani, nella volontà di creare le condizioni perché esse possano svilupparsi e innovare il territorio. In quest’ottica, l’amministrazione Romizi ha approvato oggi il sostegno al Forum regionale dei Giovani dell’Umbria per partecipare al “Secondo simposio sull’impatto delle politiche giovanili a livello regionale e locale” negli stati membri che si svolgerà a Bruxelles dal 14 al 16 ottobre prossimo. In occasione del Simposio, insieme ai giovani del Forum Regionale dei Giovani dell’Umbria, che presenteranno alle altre organizzazioni giovanili e ai rappresentanti del Parlamento europeo gli aggiornamenti del Progetto di Perugia Capitale Europea dei Giovani 2018, ci sarà anche il Sindaco Andrea Romizi a sostenere, anche con la sua presenza, la candidatura della città. Ma l’attività di sostegno della Giunta comunale non si ferma qui. Nella stessa seduta, infatti, è stata approvata anche la concessione di una somma pari a 50.000 euro da parte dell’Ente, a valere sui fondi di Perugia Capitale Italiana della Cultura, per finanziare il progetto “Regenerating youth – We are, We dare!” un insieme di sette progetti frutto della creatività giovanile, mirato a fare di Perugia la città dei Giovani. Individuati dal Forum regionale dei Giovani, i progetti rappresentano un insieme coerente con il programma di attività della Capitale italiana della Cultura e saranno presentati a breve dall’Amministrazione e dai giovani ideatori.</p>
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		<title>Oltre 40 mila famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa: pronti interventi a sostegno delle famiglie</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2014 13:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Interventi a sostegno delle famiglie, con particolare attenzione a quelle &#8220;vulnerabili&#8221;, per gli anziani, i minori e i disabili, per rafforzare il contrasto al crescente impoverimento: ammontano a oltre 10 milioni e 500mila euro le risorse che la Giunta regionale dell&#8217;Umbria, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare Carla Casciari, ha destinato a questo scopo, approvando la programmazione e il riparto dei finanziamenti regionali e nazionali tra le istituzioni del territorio.<br />
&#8220;La situazione attuale – afferma la vicepresidente – impone una speciale attenzione alle fasce deboli della popolazione, provate dal protrarsi della crisi economica. In Umbria, come nel resto del Paese, c&#8217;è una tendenza sempre più allarmante all&#8217;impoverimento delle famiglie – sottolinea &#8211; Lo confermano i recenti dati dell&#8217;Istat sulla povertà: nel 2013 oltre 40mila famiglie umbre, circa l&#8217;11 per cento del totale, sono sotto la soglia di povertà relativa. Il numero è raddoppiato rispetto a cinque anni prima. Peggiorano soprattutto le condizioni economiche delle famiglie con figli, specie se minori, e di quelle con problemi di accesso o permanenza nel mercato del lavoro.<br />
&#8220;Diventa pertanto sempre più importante – rileva-, anche a fronte del ridimensionamento dei trasferimenti statali, perseguire e potenziare il welfare di comunità, obiettivo prioritario ‘storico&#8217; delle politiche sociali della Regione. Lo stesso obiettivo verso cui tende la nuova programmazione dei fondi comunitari per il 2014-2020 che, per l&#8217;inclusione sociale e la lotta alla povertà e a ogni forma di discriminazione, prevede servizi socio-assistenziali per individui e nuclei familiari, la promozione dell&#8217;innovazione sociale con lo sviluppo di modalità sperimentali rivolte alla famiglia e l&#8217;inserimento socio-lavorativo delle persone, per un totale di circa 55 milioni di euro&#8221;.</p>
<p>Sono quattro le macroaree sociali tra cui, in base a criteri demografici e sociali, confermando l&#8217; ‘architettura&#8217; consolidata nell&#8217;ultimo biennio di vigenza del Piano sociale 2012-2013, vengono ripartite le risorse: circa 4 milioni e 300mila euro assegnati alla Regione Umbria a valere sul Fondo nazionale per le politiche sociali e 6 milioni 250mila euro del Fondo regionale sociale.</p>
<p>La prima macroarea riguarda le famiglie con compiti educativi e di cura ed è articolata nelle aree minori, anziani e disabili. Per il benessere, la tutela e protezione di bambini adolescenti, le loro opportunità educative di socializzazione e di partecipazione alla vita delle comunità, il sostegno alle responsabilità degli adulti in famiglia e nelle realtà associative, vengono assegnati circa 3 milioni di euro.</p>
<p>Quasi 1 milione e 950mila euro viene ripartito per interventi, azioni e servizi socio assistenziali per gli anziani soli o in coppia, anziani senza o con reti sociali deboli, senza casa, con insufficiente livello di reddito. Gli interventi per gli anziani non autosufficienti sono finanziati con risorse dedicate del Fondo sociale regionale per la non autosufficienza e programmati con il &#8220;Prina&#8221;, Programma regionale integrato non autosufficienza. Complessivamente alla non autosufficienza (persone disabili giovani, adulte e minori, anziani) sono dedicate in questo riparto 2 milioni di euro che saranno gestiti direttamente dai Comuni capofila delle zone sociali.<br />
Per l&#8217;area &#8220;disabilità&#8221; con la delibera regionale vengono messi a disposizione oltre 1 milione e 250mila, che si aggiungono alle risorse già destinate e trasferite per interventi volti a sostenere politiche per la piena inclusione sociale e socio lavorativa per le annualità 2013 e 2014.<br />
Vanno ad integrare gli interventi in corso i 300mila euro del Fondo sociale regionale a favore delle famiglie &#8220;vulnerabili&#8221;, a rischio sociale. La seconda macroarea presa in considerazione ricomprende i nuclei familiari con reddito medio-basso che, per la perdita del posto di lavoro o altre cause, possono scivolare verso una condizione aperta di disagio. &#8220;Le risorse, direttamente trasferite al territorio- dice la vicepresidente -, dovranno servire a interrompere la traiettoria discendente verso l&#8217;esclusione e la povertà&#8221;.</p>
<p>La terza macroarea individuata è quella della povertà e comprende interventi e servizi socioassistenziali per persone senza fissa dimora, senza tetto e &#8220;rom&#8221;, persone soggette a esecuzione penale, che necessitano di interventi di risocializzazione e reinserimento e, più in generale, per il sostegno al reddito di persone e famiglie al fine di fronteggiare il crescente impoverimento legato a una perdurante riduzione del reddito. A questo scopo sono stati destinati 1 milione e 250mila euro. Per la macroarea &#8220;immigrati&#8221; sono stati ripartiti 250mila euro.<br />
Le risorse trasferite sono destinate alla gestione associata dei servizi e degli interventi sociali nell&#8217;ambito dei rispettivi Piani sociali di zona e comunque, in via prioritaria, alla costruzione di livelli essenziali e uniformi di assistenza sociale definiti dal Piano sociale regionale. Prima dell&#8217;approvazione da parte della Giunta regionale, la proposta di riparto è stata esaminata e condivisa con i Presidenti della Conferenza di Zona sociale (sindaci o assessori dei Comuni capofila di Zona sociale).<br />
&#8220;In attesa sia dell&#8217;assestamento dell&#8217;assetto istituzionale territoriale delineato dalla legge regionale, ma in corso di definizione alla luce delle modifiche della legislazione nazionale, sia delle conseguenti decisioni sull&#8217;assetto della ‘governance&#8217; nel nuovo Piano sociale in fase di elaborazione – spiega la vicepresidente – con questo atto forniamo indirizzi per la programmazione attuativa del settore sociale alle istituzioni del territorio, nel rispetto delle autonomie dei Comuni associati, per orientare la pianificazione sulla base delle peculiarità sociali e territoriali&#8221;.</p>
<p>Viene rifinanziato con circa 500mila euro il progetto regionale (ex legge 162/1998) di sollievo alle famiglie con disabili gravi, con interventi di tipo domiciliare e per alleviare il carico assistenziale dei familiari.<br />
Ammonta, infine, a 400mila euro la somma destinata alle azioni regionali di sistema, relative a sperimentazione di servizi innovativi; programmi e progetti di valenza regionale; interventi regionali di area sociale; cofinanziamento di progetti nazionali ed europei; monitoraggio; definizione dei criteri per l&#8217;autorizzazione, l&#8217;accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi; formazione. &#8211; See more at: http://www.regione.umbria.it/notizie/-/asset_publisher/VQyRMqH3GnjG/content/polsoci53?read_more=true#sthash.qyKTwXfD.dpuf</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/40-mila-famiglie-umbre-soglia-poverta-relativa-pronti-interventi-sostegno-delle-famiglie/">Oltre 40 mila famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa: pronti interventi a sostegno delle famiglie</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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