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	<title>Perugia Online &#187; squadre</title>
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		<title>Selezione al cinghiale: per le squadre umbre &#8216;ennesimo attacco dalla politica&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo da Massimo Galdini, coordinatore delle Squadre di caccia al cinghiale dell&#8217;Umbria:</p>
<section class="sx articolo">
<article class="news">&#8220;E&#8217; l&#8217;ennesimo attacco della politica alle squadre di caccia al cinghiale, quello cui stiamo assistendo. Con la delibera di giunta del 3 febbraio scorso la Regione Umbria, senza nessun confronto con le associazioni venatorie, si inventa il regolamento regionale per la caccia di selezione al cinghiale, introducendo di fatto una nuova forma di caccia a questa specie. Ci si inventa una nuova forma di caccia senza prima aver regolarizzato quella in forma in singola, per la quale chiediamo certezze ormai da quattro anni. A proposito dei singoli, tutto sono fuorché tali: si tratta infatti, a tutti gli effetti, di piccole squadre che arrivano a contare anche oltre 10 cacciatori abilitati per la caccia al cinghiale in forma singola, che svolgono l&#8217;attività venatoria all&#8217;interno dei settori assegnati alle squadre autorizzate creando disturbo, azioni pericolose e danno per il raggiungimento degli obiettivi d&#8217;abbattimento stabiliti dagli Atc.Ebbene, senza avere ancora trovato soluzioni adeguate alla pacifica convivenza, adesso la Regione si inventa una nuova forma di caccia. Si continua ad affrontare il problema cinghiale solo aumentando le forme di prelievo: ma basta guardare i numeri per capire come non sia questa la soluzione. Qualche esempio? La quota di cinghiali abbattuti dai proprietari agricoli &#8220;sterminator&#8221;, autorizzati a sparare in qualunque momento e senza controlli a difesa della loro attività, è pari allo 0,15% del totale degli abbattimenti, mentre l&#8217;apporto da parte dei fantomatici singoli, nel quadriennio, corrisponde all&#8217;1,5% dei circa 70mila capi complessivamente abbattuti.Di fronte a questi numeri ci chiediamo: sono realmente utili alla riduzione del numero dei cinghiali le altre forme di caccia? Ricordiamo a tutti la funzione sociale gratuita delle squadre, offerta durante tutto l&#8217;anno anche al di fuori della stagione venatoria: installazione di recinzioni elettrificate (spesso di proprietà delle squadre) a difesa delle produzioni agricole, abbattimenti di contenimento per la salvaguardia delle colture e dell&#8217;incolumità pubblica, all&#8217;interno di parchi, aree verdi, dell&#8217;area aeroportuale, nelle vicinanze di centri abitati e vie, ecc. Nonostante tutto l&#8217;impegno profuso, le serietà e gli sforzi economici sostenuti, ci troviamo puntualmente a subire attacchi da parte delle istituzioni, dei soliti animalisti e degli agricoltori. L&#8217;ostilità di questa categoria è ancor più grave considerando che i ristori dei danni provengono dalle tasche dei cacciatori, oltre alle quote stanziate dagli Atc per le colture a perdere e i miglioramenti ambientali, fondi alimentati sempre con i soldi dei cacciatori attraverso le tasse di concessione regionali e le iscrizioni all&#8217;Ambito territoriale di caccia, fino a raggiungere il massimo della vessazione nel caso in cui la copertura finanziaria stanziata si riveli insufficiente per pagare tutti i danni: in quel caso gli Atc sono autorizzati a chiedere soldi alle sole squadre di caccia al cinghiale.</p>
<p>Rimproveriamo alla politica e alle associazioni agricole il mancato confronto nel corso degli anni: tavoli di concertazione, alla presenza di tutti i soggetti interessati, avrebbe permesso di riscrivere leggi e regolamenti più sobri e utili a tutti, invece di produrre atti furbeschi che hanno solo contribuito ad aggravare la situazione. Auspichiamo a breve un tavolo dove siano coinvolte tutte le parti, al fine di redigere un vero piano di gestione. Fino a quel momento, e in attesa che la situazione in merito alle problematiche esposte si faccia più chiara, <strong>le squadre di caccia al cinghiale sospendono ogni forma di collaborazione</strong>, riservandosi ulteriori iniziative in prossimità dell&#8217;iscrizione per la stagione venatoria 2021-22&#8243;.</p>
</article>
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		<title>Caccia: i cinghialisti ricorrono al Tar contro l&#8217;Atc Perugia 1</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2019 11:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Atc Pg 1]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/caccia-i-cinghialisti-ricorrono-al-tar-contro-latc-perugia-1/">Caccia: i cinghialisti ricorrono al Tar contro l&#8217;Atc Perugia 1</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo dal Coordinamento regionale squadre cinghialisti:</p>
<p><em>&#8220;All&#8217;indomani dell&#8217;ennesima e illegittima richiesta fatta ai cacciatori ed alle rispettive squadre da parte dell&#8217;ATC PG 1 di pagare i danni derivanti dal mancato contenimento della specie cinghiale per la trascorsa stagione venatoria 2017-2018, i cacciatori appartenenti alle squadre iscritte nel registro dell&#8217;ATC PG 1 hanno promosso ricorso innanzi al Tar Perugia contro l&#8217;Ambito Territoriale di Caccia Perugia 1 e la Regione Umbria per denunciare la grave inadeguatezza della politica venatoria condotta negli ultimi anni da suoi rappresentanti.</em></p>
<p><em>Le squadre di cinghialisti si sono rivolte al Tribunale per chiedere l&#8217;annullamento del Piano di Gestione della specie cinghiale redatto dall&#8217;ATC PG 1 ed approvato dalla Regione Umbria per la stagione venatoria 2018-2019 previa verifica delle irregolarità formali che avrebbero caratterizzato la sua adozione (avvenuta in epoca posteriore rispetto alla richiesta di iscrizione delle squadre nel registro) nonché per evidenziare i profili di inadeguatezza che sembrerebbero emergere dal Piano di abbattimento predisposto dalla stessa ATC PG 1 per la gestione della specie cinghiale e per la prevenzione dei danni.</em></p>
<p><em>Le squadre avrebbero denunciato la sostanziale assenza dell&#8217;attività di prevenzione per il mantenimento numerico della specie cinghiale a livelli di densità tollerabile in relazione alle esigenze di tutela delle colture. Attività di prevenzione che l&#8217;ATC PG 1 non avrebbe autorizzato nonostante le numerose richieste da parte delle squadre di consentire interventi di proroga della caccia nei mesi di febbraio e marzo 2017 e interventi di prelievo venatorio in aree non vocate. Attività queste che, secondo i cacciatori, avrebbero potuto consentire il completamento dei piani di abbattimento e soprattutto contenere e prevenire i danni alle produzioni agricole per il 2018, registrate in costante e preoccupante crescita, per cui oggi viene presentato ai cacciatori ed alle squadre, tutte indistintamente, anche a quelle che hanno abbattuto tutti i capi previsti dal piano, un conto assai salato da pagare!</em></p>
<p><em>La denuncia dei cacciatori e delle rispettive squadre avrebbe riguardato l&#8217;assenza di qualsivoglia confronto con le associazioni venatorie e con i cacciatori stessi, la verifica dell&#8217;inidoneità dei piani di abbattimento finora adottati dall&#8217;ATC PG 1 oltre che il grave disavanzo di gestione registrato per l&#8217;anno 2017.</em></p>
<p><em>A destare le preoccupazioni dei cacciatori anche per la corrente stagione venatoria sarebbero state le scelte adottate dal Comitato di Gestione che, a fronte della dichiarata difficoltà di contenere la densità della popolazione dell&#8217;ungulato, avrebbe escluso tra le aree vocate per il prelievo numerosi settori nei vari distretti mentre si continuerebbe a registrare un sensibile aumento dei danni.</em></p>
<p><em>Quello che in sostanza è stato portato al vaglio dell&#8217;autorità giudiziaria adita è la verifica del Piano di gestione. Le squadre ricorrenti temono, infatti, che il predetto Piano sia stato adottato dall&#8217;ATC PG1 per la stagione venatoria 2018-2019 solo per legittimare la richiesta ai cacciatori ed alle squadre di pagare la quota dei danni registrati alle coltivazioni agricole nella trascorsa stagione venatoria non coperta dal fondo regionale, assegnando obiettivi di abbattimento più che doppi rispetto agli anni precedenti (in un contesto in cui gli abbattimenti effettivi ormai registrati non vanno oltre la metà dei dati precedenti)&#8221;. Si attende ora la pronuncia del Tar&#8221;.</em></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/caccia-i-cinghialisti-ricorrono-al-tar-contro-latc-perugia-1/">Caccia: i cinghialisti ricorrono al Tar contro l&#8217;Atc Perugia 1</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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