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	<title>Perugia Online &#187; stampa</title>
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		<title>Un foglio miniato su kashmir e la passione del bibliofilo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 16:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Città di Castello]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostra mercato nazionale del libro antico e della stampa antica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span>
<p>Una (s)mania di cercare, nel pellegrinaggio bibliografico. Un lavor(i)o di scavo. ‘Una grande genealogia che rappresenta non un semplice dato ma un groviglio di percorsi’, nonché ‘la mappa incompleta di un luogo da esplorare’. Perché il bibliofilo ed il collezionista, appassionati degli oggetti-libro, hanno una sana attenzione anche nei confronti di chi sta nelle ‘cucine’ della bibliografia, per ricorrere ad una felice metafora di Simone Volpato.</p>
<p>Perlustrando le ‘cucine’ dei quaranta espositori, italiani ed esteri, di librerie antiquarie e venditori di stampe decorative e cartografiche, che, dal 1° al 3 settembre partecipano alla XVII edizione della Mostra Mercato Nazionale del Libro antico e della stampa antica, a Città di Castello – coordinatore dell’esposizione, Giancarlo Mezzetti; partner, il Comune di Città di Castello, che ha organizzato l’evento in linea con la tradizione nel campo grafico-cartotecnico ed editoriale del territorio tifernate, in cui sono presenti un Istituto di Istruzione Superiore di Arti Grafiche e centocinquanta aziende con oltre mille dipendenti, la Regione Umbria e l’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio –, nella prestigiosa sede del Loggiato Gildoni (ex-Logge Bufalini), si può incappare, ad esempio, in un foglio miniato su kashmir di XVII/XVIII secolo, su cui sono intessuti versi di carattere religioso. O, ancora, in un trittico silografico a colori con più legni su carta di riso, firmato da Morikawa Chikashige e datato al 1870 circa, in un’antica carta geografica della costa della Provenza, opera del cartografo Christophe Nicholas Tassin, che la pubblicò in tre fogli nel 1638, in un libro d’ore all’uso di Roma, impresso su pergamena, a Parigi, nel 1513, e nel frammento di un antifonario di Rouen, databile al primo quarto del XVI secolo. Prime edizioni di opere letterarie italiane novecentesche corredate dell’autografo degli autori, poste accanto a manifesti futuristi e al primo libro italiano sull’agopuntura, datato al 1834, sul tavolo de ‘Il muro di Tessa’, libreria milanese specializzata nel Novecento letterario italiano. Antiche carte geografiche, mappe, incisioni giapponesi ottocentesche, eseguite con punta secca e policrome – fino a tredici colori –, libri di montagna con resoconti delle salite, da metà Ottocento ai giorni nostri, libri antichi restaurati, manoscritti miniati in arabo e persiano datati al XIII secolo, antologie poetiche Calipā, manifesti di moda, erbari, giornali otto-novecenteschi, come ‘Le cento città d’Italia’ (1892), la prima edizione della <em>Gerusalemme liberata</em> approvata dal Tasso, una cinquecentina francese dedicata alla storia degli uccelli, il cui costo si aggira attorno ai 31mila euro, l’edizione del 1564 degli Emblemi di Alciati, con raffigurazioni mitologiche per decorazioni maioliche e pitture, corredate di motti parlanti: sono solo alcuni delle stampe e dei libri antichi in mostra nei quaranta espositori, da ‘Giuseppe Solmi Studio Bibliografico’ di Osano Emilia ad ‘Antichità Il Tarlo’ di Ancona, da ‘Fortebraccio’ di Firenze a ‘Il Corniciaio’ di Napoli, da ‘Kosmos Arte’ di Perugia alla ‘Libreria Antiquaria Scripta Manent’ di Albenga, passando per la ‘Libreria Claudio Ceotto’ di Genova, la ‘Nova Charta’ di Padova e la parigina ‘Sartoni Prints’ di Jader Sartoni. «Questa particolare attenzione alle differenze tra le edizioni – per dirla con Alberto Cadioli – da un lato avrebbe portato gli editori più sensibili ai problemi testuali a compiere scelte consapevoli e motivate (e, secondo un’idea che si stava cominciando a diffondere nei primi dell’Ottocento, a dare la redazione più vicina ‘all’ultima volontà d’autore’; dall’altro avrebbe intensificato i rapporti tra i curatori dei testi in pubblicazione e i librai, i collezionisti, i bibliotecari, che potevano dare testimoni delle diverse edizioni possedute».</p>
<p>Il 2 settembre, alle 17, fra le attività collaterali, si è tenuta la conferenza dal titolo ‘La figura di Giangirolamo de’ Rossi parente dei Vitelli’, con gli interventi degli storici Guido Perra, Fabio Nisi e Pierluigi Poldi Allaj, del coordinatore della mostra, Giancarlo Mezzetti e del sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, secondo il quale l’esposizione, giunta alla sua XVII edizione, intendere mantenere viva una tradizione tipografica illustre che con il tempo è divenuta pilastro della manifattura locale. ‘Come alla fine dell’Ottocento la Tipografia Scipione Lapi ristampava, con il commento critico di Carducci, la monumentale opera dei <em>Rerum Italicarum Scriptores</em>, così oggi Città di Castello è punto di riferimento per chi cerca qualità e design in prodotti grafici e cartotecnici, artigianali ed industriali, grazie ad un sistema di aziende in grado di coprire ogni tipologia e fase del processo produttivo’. Fra le attività collaterali di domenica 3 settembre, invece, si segnala la conferenza, alle 16.30, a Palazzo Bufalini, dedicata al convento di San Girolamo a Città di Castello, a cura della Società Bibliografica Toscana, presieduta da Fabio Nisi, con interventi di Isabella Gagliardi e Francesco Rossi, e quella, tenuta da Andrea Czortek, sul beato Giovanni Colombini, fondatore dell’ordine dei Gesuati a Città di Castello. La XVII edizione, inoltre, omaggia, per il suo 25esimo anniversario, la rivista ‘Charta’, con conferenze tenute dai relatori Giovanna Zaganelli, Giovanni Biancardi, Fabio M. Bertolo, Carlo Bodoni, Massimo Gatta, Mario A. Orefice, Giovanni Saccani, Piero Scapecchi, Alessandro Scarsella e Giovanni Solmi, ed animazioni, alla presenza della fondatrice, Vittoria De Buzzacarini e del direttore responsabile, Francesco Rapazzini. In occasione della mostra, è possibile visitare il museo del Duomo, il laboratorio di restauro ‘Memorie di carta’, il museo delle arti grafiche della tipografia Grifani-Donati ed il museo storico dello stabilimento tipografico Pliniana.</p>
<p>«E così la costruzione della <em>summa</em> bibliografica alla fine è un monumento ai ridicoli sogni di poter tutto ordinare?». Non si può sapere. Ma, come scrive Simone Volpato nella prefazione a <em>La bibliografia come febbre di conoscenza</em> di Alfredo Serrai, «a Serrai questa immagine è piaciuta».</p>
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		<title>La foto della refurtiva data alla stampa consente alla polizia di incastrare i ladri</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 13:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Qualche giorno fa, gli agenti della squadra Volanti , nel corso di uno specifico servizio volto alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di microcriminalità a Fontivegge, avevano fatto irruzione in un covo di ladri e ricettatori albanesi, trovati in possesso di diversi arnesi utili per lo scasso di abitazioni ed esercizi commerciali nonché refurtiva, nello specifico diversi capi di abbigliamento, anche intimo, e articoli sportivi.  I due occupanti dell&#8217;abitazione, due cugini albanesi, evidentemente molto attivi, prima dell&#8217;arrivo della polizia, nel compimento di furti e nella ricettazione di refurtiva, erano stati denunciati all&#8217;autorità giudiziaria per i predetti reati e sottoposti alle procedure per l&#8217;espulsione dal territorio dello Stato. A seguito della divulgazione, a mezzo stampa, della notizia relativa al blitz effettuato dalle Volanti ma anche delle immagini della refurtiva rinvenuta e sottoposta a sequestro, è stato possibile, nella mattinata odierna, avviare l&#8217;iter procedurale volto alla restituzione all&#8217;avente diritto di parte di essa. In particolare, una giovane perugina, che aveva subìto il furto, sul proprio autoveicolo in sosta, di abbigliamento sportivo intimo, di un borsone da tennis e di alcune racchette, ha potuto, grazie alla minuzia e alla tempestività con cui gli organi di stampa hanno diffuso le immagini messe a disposizione dalla polizia, riconoscere gli oggetti asportati e presentarsi in Questura per la restituzione. La circostanza in narrativa rappresenta al meglio come la più sinergica e armonica collaborazione tra la polizia e gli organi di stampa sia utile, oltre alla doverosa divulgazione dei risultati più squisitamente operativi, anche ai fini della soddisfazione delle esigenze dei cittadini che hanno tratto disagio o svantaggio dalla commissione dei reati e che, giustamente, hanno diritto alla compensazione di tale disagio.</p>
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		<title>Perugia, protocollo d&#8217;intesa Comune &#8211; stampa umbra</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 14:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Svolta nella situazione dell&#8217;ufficio stampa del Comune di Perugia. E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Perugia, l’Associazione Stampa Umbra e l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria. Lo scopo è quello di tracciare un percorso comune che porti ad un progetto di comunicazione e informazione istituzionale sempre più trasparente, incisiva, facilmente fruibile e al ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Svolta nella situazione dell&#8217;ufficio stampa del Comune di Perugia. E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Perugia, l’Associazione Stampa Umbra e l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria. Lo scopo è quello di tracciare un percorso comune che porti ad un progetto di comunicazione e informazione istituzionale sempre più trasparente, incisiva, facilmente fruibile e al passo con le nuove tecnologie. Durante il percorso stesso si individuerà anche l’effettivo fabbisogno di professionalità giornalistica di cui l’Ente si doterà in pianta organica, dopo una serie di tappe intermedie e non oltre 24 mesi dalla data odierna. Soddisfazione da parte dei firmatari, il sindaco Andrea Romizi, la presidente Asu Marta Cicci e per l’Ordine dei Giornalisti il consigliere Roberto Conticelli che hanno concordato sull’importanza di riuscire a comunicare e informare rafforzando il rapporto con gli organi di stampa e creando un filo diretto con i cittadini.</p>
<p><strong>Il documento</strong> &#8211; Il documento ricorda il principio costituzionale secondo cui “l’informazione, nei suoi risvolti attivi e passivi (libertà di informare e diritto ad essere informati) esprime una condizione preliminare (o, se vogliamo, un presupposto insopprimibile) per l’attuazione ad ogni livello, centrale o locale, della forma propria dello Stato democratico” e fa riaffermare al Comune di Perugia “la decisiva rilevanza dell’informazione su ogni e qualsiasi propria attività istituzionale, intesa nei suoi vari e più articolati profili riferiti ad Organi ed Uffici, quale essenziale esercizio di democrazia, la cui qualità è misurabile anche nel grado di conoscenza, trasparenza, utilità, partecipazione e relazione per i cittadini che un’adeguata comunicazione istituzionale deve saper garantire al miglior livello”. La nuova ricchezza di fonti informative “sta progressivamente mutando anche il modello di loro ricerca ed acquisizione, sempre più integrata nella combinazione tra carta stampata, tv, radio, <i>web </i>e <i>social</i>, così da prefigurare un profondo mutamento anche della comunicazione istituzionale. Ciò vale particolarmente per le specificità proprie di un Comune, che deve aggiornare i suoi di modelli, sia per rispondere a questa rinnovata e variegata attesa di informazioni, sia per l’opportunità di divenire esso stesso <i>medium</i> capace di comunicare direttamente con i suoi cittadini”. In questo quadro il protocollo ricorda che il Comune è impegnato in una profonda rielaborazione del sito web, “che dovrà assumere vesti e contenuti più prossimi ad una testata giornalistica <i>web</i>, già dalla <i>pre-home</i> sulla quale potranno esporre quotidianamente i migliori fotografi professionisti dei quali la Città di Perugia può esprimere giusto vanto (da formarne una progressiva <i>photogallery</i>), che condurrà, poi, sì al portale più propriamente istituzionale, che comprenderà dati e funzionalità elencate sopra, ma condurrà anche verso altri portali tematici che dovranno fornire informazioni sulle tante e varie attività dell’ente comunale”.</p>
<p class="western" align="LEFT"><strong>Comunicazione non solo politica</strong> &#8211; “Le attività da raccontare non riguardano solo gli organi politici, ovvero anche la promozione delle iniziative comunali, come usualmente concentrata la comunicazione istituzionale, ma tutte le attività – dice il protocollo d&#8217;intesa &#8211; costantemente aggiornate, che possano far realmente conoscere cosa è il Comune di Perugia, avvicinandolo ai suoi cittadini nelle funzioni che più contano nel loro quotidiano, ma del tutto sconosciute, che sia il Cantiere comunale, piuttosto che la Polizia Municipale o un asilo nido. Le persone, il loro impegno, quanto tutti i giorni decisivo per la nostra Comunità”.</p>
<p class="western" align="LEFT"><strong>Superamento</strong> &#8211; “Tutto questo comporta il superamento dell’attuale modello informativo comunale frazionato in varie separate specificità, per le attività di Sindaco e Giunta, del Consiglio, con copertura delle altre informazioni data dal sito comunale, alimentato con i più vari riferimenti interni all’ente e con gestione dei vari attuali <i>social</i> anch’essa frazionata e scarsamente collegata a tutte le altre fonti informative comunali. Va, invece, ricomposta l’organizzazione di una vera e propria unica “redazione municipale” &#8211; si legge nel testo &#8211; ricca delle varie competenze che servono, ma il cui motore non può che essere la professione giornalistica, il Comune di Perugia qui lo riconosce e riafferma, comprendendo non solo quanto già previsto dal nostro Ordinamento con la legge n. 150/2000, ma, ancor prima, valutando quanto essenziale questa specificità professionale per qualificare contenuti che devono essere trattati, composti e veicolati al miglior livello di efficacia informativa”.</p>
<p class="western" align="LEFT"><strong>Portavoce</strong> – “La figura del portavoce, oltre la migliorabile definizione che pare mutuata dalla diversa cultura anglosassone e che emerge dal ben diverso tempo in cui fu introdotta, assume un ruolo strettamente integrato nel complessivo progetto di comunicazione sopra indicato, pur con la specifica vocazione informativa riferibile all’operato e missione di Sindaco e sua Giunta”.</p>
<p class="western" align="LEFT"><strong>Il progetto</strong> &#8211; “Il Comune di Perugia intende realizzare il progetto di complessiva ed unica comunicazione sopra indicato e, nello sperimentare la sua progressiva formazione ed esecuzione, chiede all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria ed all’Associazione Stampa Umbra, che aderiscono, di accompagnare questo percorso fornendo tutti i supporti di competenza e professionalità che servono, sia nella fase di elaborazione, che con periodiche congiunte verifiche degli stati di avanzamento del rinnovato modello di comunicazione municipale qui esposto. Il Comune di Perugia, una volta stabilizzato il nuovo unitario progetto di sua comunicazione istituzionale secondo le indicate linee guida, perciò chiarito l’effettivo fabbisogno di professionalità giornalistica che si rende necessaria, provvederà con i necessari inserimenti nella sua pianta organica, comunque non oltre 24 mesi dalla data odierna. All’esito di questo percorso, il Comune di Perugia, l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e l’Associazione Stampa Umbra già qui concordano di organizzare un convegno sulla comunicazione istituzionale in occasione del quale potranno riferire sulla rinnovata progettualità perugina sul tema”</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-protocollo-dintesa-comune-stampa-umbra/">Perugia, protocollo d&#8217;intesa Comune &#8211; stampa umbra</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Viva il Re! Marco Travaglio ridicolizza la stampa di regime nell&#8217;epoca di Re Giorgio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2014 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Andrea Petrini]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Grande serata ieri (2 maggio) al Teatro Morlacchi di Perugia con Marco Travaglio e il suo spettacolo &#8220;<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2014/travaglio">Viva il Re!</a>&#8221; in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo 2014. Se qualcuno si aspettava una mera presentazione dell&#8217;omonimo libro, si sbagliava. Marco Travaglio, con il suo stile ormai noto e inconfondibile, ha incentrato il monologo sul rapporto tra il potere e una parte rilevante della stampa italiana, colpevole di reiterate operazioni di ruffianeria. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano ha messo quindi in risalto l&#8217;assurdità di molte citazioni, spesso ridicole e in sintonia con la propaganda di regime in epoca fascista: &#8220;<em>la stampa si rivolge a Napolitano come ad un monarca assoluto</em>&#8220;.</p>
<p>Non è mancata la consueta stoccata al Partito Democratico, colpevole di aver impedito ogni ipotesi di cambiamento affossando l&#8217;elezione di Prodi e Rodotà al Quirinale e favorendo la rielezione (gradita a Berlusconi) di Napolitano il quale aveva, ed ha, lo scopo di favorire la conservazione e le larghe intese. Marco Travaglio strappa così l&#8217;applauso di un teatro strapieno affermando: &#8220;<em>il PD voleva impedire che al quirinale andasse un cultore della Costituzione italiana</em>&#8220;.</p>
<p>Puntuale il riferimento alla vicenda relativa alle intercettazioni telefoniche Napolitano-Mancino. Un momento di grande imbarazzo per il Capo dello Stato, ma anche per quella stampa che, nel luglio 2012, temeva la diffusione di testi scomodi da pubblicare e quindi premeva, insieme allo stesso Napolitano, per far bruciare tutto.</p>
<p>Insomma in &#8220;<em>un contesto strano (il nostro paese ndr) in cui si nota molto la normalità</em>&#8220;, poiché poco diffusa, Marco Travaglio chiude con il rifiuto di due terribili parole che hanno accompagnato il fallimentare ventennio Berlusconiano e il nuovo periodo di falsi annunci targati Matteo Renzi: &#8220;lasciatelo lavorare&#8221;. Parole che, a suo dire, suonano peggio della peggiore imprecazione.</p>
<p>Pubblicato anche nel magazine del <a href="http://magazine.journalismfestival.com">Festival internazionale del Giornalismo 2014</a>.</p>
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