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	<title>Perugia Online &#187; Stefano Massini</title>
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		<title>&#8220;7 minuti&#8221;, dramma contemporaneo del lavoro che da diritto diventa priviegio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 11:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adele Mauro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/7-minuti-dramma-contemporaneo-del-lavoro-che-da-diritto-diventa-priviegio/">&#8220;7 minuti&#8221;, dramma contemporaneo del lavoro che da diritto diventa priviegio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Diritti e lavoratori, privilegiati e disoccupati, riforma del lavoro e dignità nella retribuzione: è il tema del momento, in tutte le sue sfaccettature, e da qualsiasi diversa angolazione lo si affronti sicuramente la certezza, probabilmente l&#8217;unica, è che nella società qualcosa è cambiato, forse fin troppo è cambiato.<br />
Oggi il posto di lavoro è una vera utopia, oggi chi lotta in difesa dei suoi diritti sembra quasi un folle, perché in realtà il lavoro è un vero privilegio. In questo contesto, in questa nuova realtà che valore hanno 7 minuti nella giornata di un lavoratore? Quanto oggi un operaio è disposto a lottare per 7 minuti della propria pausa? Soprattutto oggi esiste davvero qualcuno disposto a lottare per 7 miseri minuti?</p>
<p>E&#8217; questo il tema dello spettacolo di Stefano Massini in scena da martedì scorso al Teatro Morlacchi: &#8220;7 minuti&#8221; è tratto da una storia realmente accaduta nel 2012, in una fabbrica nell&#8217;Alta Loira, dove le operaie si rifiutarono di rinunciare a 7 minuti della loro pausa per la consapevolezza che questa prima rinuncia fosse solo l&#8217;inizio di una futura totale usurpazione dei loro diritti.<br />
&#8220;7 minuti&#8221; racconta la storia di 11 operaie membri del consiglio di fabbrica, che a seguito della vendita dell&#8217;azienda Picard &amp; Roche per cui lavorano, sono costrette a votare la richiesta dei nuovi padroni di rinunciare a pochi minuti della loro già breve pausa. Più che uno spettacolo teatrale è un&#8217;analisi tremendamente attuale delle difficoltà quotidiane legate al mondo del lavoro: la paura di perdere tutto, il terrore di non avere uno stipendio, il dramma di una famiglia da mantenere e la necessità di tenersi stretto tutto anche quando il più delle volte quel tutto è, in realtà, poco o niente, il continuo ricatto morale a cui ormai la società civile sembra essersi abituata. Il lavoro è davvero diventato un lusso? Ci siamo abituati a fare qualsiasi cosa pur di lavorare, a tal punto che i diritti oggi sono diventati dei veri privilegi, perchè quando si vive costantemente con il terrore di essere licenziati si smette anche di preoccuparsi di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato ed illegittimo.</p>
<p>Protagonista dello spettacolo è l&#8217;eclettica e ormai nota Ottavia Piccolo, che interpreta Bianca, la portavoce delle operaie, colei che fin dall&#8217;inizio mette in dubbio la reale convenienza dell&#8217;accettazione della richiesta, scuotendo le coscienze e le anime delle altre dipendenti.<br />
Bianca, che lavora in quella fabbrica da 30 anni, esce dall&#8217;incontro con i nuovi padroni completamente sconvolta e con una strana &#8220;sensazione alla bocca dello stomaco&#8221; e con la determinazione di chi ha lottato per anni per difendere e tutelare i suoi diritti e quelli di tutta la classe operaia e di chi non ha nessuna intenzione di smettere di lottare. Inizia a condividere i suoi dubbi e le sue perplessità con le colleghe, incontrando inizialmente molte difficoltà, ma piano piano generando in alcune di esse altrettanti dubbi e mostrando una realtà diversa, più dura e più subdola. All&#8217;ennesima votazione la situazione è cambiata ma sul 5 pari lo spettacolo si chiude prima dell&#8217;ultimo voto, quello decisivo, perchè l&#8217;importante non è se rinunciare o meno ai famosi 7 minuti di pausa, ma il senso sta nel riacquisire quella lucidità utile a riscoprire la necessità di analizzare criticamente le questioni e di lottare per difendere quello che ci viene fatto passare per un lusso, ma che in realtà spetta di diritto ad ogni essere umano in quanto tale.</p>
<p>Diretto in maniera semplice e curato da Alessandro Gassmann, pur non emozionalmente forte quanto dovrebbe vista la drammaticità del tema, lo spettacolo è sicuramente più realistico, crudo e da preferire ai tanti talk show politici ormai così di moda.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/7-minuti-dramma-contemporaneo-del-lavoro-che-da-diritto-diventa-priviegio/">&#8220;7 minuti&#8221;, dramma contemporaneo del lavoro che da diritto diventa priviegio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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