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	<title>Perugia Online &#187; stefano vinti</title>
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		<title>Casa, dal 2006 realizzati oltre tremila alloggi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 16:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Duemila 547 alloggi realizzati per una spesa di quasi 150 milioni di euro, attraverso i due piani triennali di cui si è dotata la Regione Umbria a partire dal 2006 ed altri 600 alloggi realizzati attraverso i PUC: sono questi i dati che emergono dal Rapporto “Abitare in Umbria” che è stato presentato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 25 marzo, nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia. Il rapporto, redatto dalla Direzione regionale programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria, ha preso in esame tutti gli interventi regionali messi in campo nel settore della casa, dalla realizzazione di nuovi alloggi al sostegno all’affitto, per cercare di garantire un’abitazione a tutte quelle famiglie in difficoltà.</p>
<p><strong>La crisi &#8211;</strong> “Appare evidente che la crisi economica che investe l’Italia, &#8211; ha affermato l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti – ha una ricaduta diretta sulle condizioni di vita dei cittadini e impone alle Istituzioni un ripensamento delle politiche di garanzia dei diritti fondamentali. E quello della casa è sicuramente uno dei diritti fondamentali in cui non si può accettare nessuna sottovalutazione e soprattutto nessun taglio di risorse. Oltre al crescente numero di famiglie che rischiano di perdere la propria casa per la difficoltà di pagamento dei mutui, non si può non citare l’impressionante numero di sfratti per morosità incolpevole. Oppure i problemi della sicurezza e della accessibilità delle abitazioni per anziani e portatori di handicap, l’aumento delle coabitazioni (in Umbria quasi il venti per cento in più). Oltre naturalmente al problema di vecchie e nuove famiglie che invece una casa proprio non riescono ad averla. La Regione dell’Umbria, nonostante le grandi ristrettezze economiche in cui sì è trovata ad operare, dovute anche ai consistenti tagli di trasferimenti da parte dei governi nazionali, ha testardamente fatto la propria parte per alleviare il disagio abitativo: interventi diretti per l’acquisto della prima casa, convenzione con gli istituti di credito per facilitare l’accesso ai mutui, sostegno all’affitto per categorie sociali deboli, valorizzando l’affitto a canone concordato e potenziando la disponibilità di appartamenti a canone sociale dei comuni e dell’Ater. Tutto ciò – ha sottolineato Vinti – tenendo sempre conto della qualità del vivere ed usando le politiche abitative anche per il recupero del patrimonio edilizio esistente, in particolare nei centri storici. Dall’ultimo censimento è emerso un dato: un alloggio su sei in Umbria non è occupato.</p>
<p><strong>Offerta abitativa</strong> &#8211; “Ed allora siamo sempre più convinti – ha detto Vinti &#8211; che sia inutile e dannosa un ulteriore espansione e consumo del territorio e che sia invece necessario aumentare l’offerta abitativa in affitto intensificando il recupero qualitativo e funzionale del patrimonio edilizio esistente, anche nelle periferie e nei quartieri di edilizia pubblica. Sarebbe molto utile, a livello nazionale, la costituzione di un Osservatorio sulla condizione abitativa per programmare, attivare ed indirizzare le iniziative in materia di politiche abitative. Occorre cioè riportare al centro del dibattito politico il tema del ‘diritto all’abitare’ che in un Paese civile dovrebbe essere garantito a tutti”.</p>
<p><strong>Le nuove famiglie</strong> &#8211; Il rapporto, che è stato illustrato da Giuliana Mancini del Servizio “Politiche della Casa e Riqualificazione Urbana”  e da Marta Scettri del Servizio “Statistica e Valutazione degli investimenti”, ha anche evidenziato i cambiamenti registrati in Italia ed in Umbria nelle tipologie di famiglie e dunque gli “aggiustamenti” che si sono resi necessari per cercare di intercettare al meglio i bisogni sociali. In Umbria le due tornate censuarie hanno rilevato nel 2001 313.629 famiglie e nel 2011, 367.335: l’incremento risulta essere più consistente del dato nazionale, con un tasso di variazione pari a 17,1%. Famiglie però meno numerose, molto ridotte le coppie con figli ed in invece in aumento le famiglie monoparentali o single, giovani ed anziani, è stato sottolineato. Nel 2001, la tipologia familiare più consistente è costituita dalle famiglie unipersonali: quasi una su quattro, quota che ai avvicina al 30% sul totale per le famiglie senza nucleo (per nucleo si intende l’insieme di persone che formano una relazione di coppia o di tipo genitore–figlio). È proprio per le famiglie senza nucleo che si registra un considerevole aumento tra il 2001 e il 2011, con un tasso di crescita che in Umbria si attesta al 30,7% e in Italia al 23,4%; un incremento analogo si osserva per le famiglie unipersonali, sia in termini di valore assoluto che a livello territoriale. Molto rilevante anche l’incremento della percentuale di famiglie unipersonali in coabitazione (160,4% sul 2001). E’ probabilmente il segnale da un lato di un fenomeno di costume (sempre più coppie giovani vanno a vivere insieme senza sposarsi) e dall’altro di una difficoltà economica crescente che spinge alla coabitazione. Il trend di molte persone che vivono da sole è il risultato di rapidi cambiamenti nello stile di vita: donne che vivono più a lungo dei loro compagni; tassi crescenti di divorzi e separazioni;  persone in grado di vivere da sole per scelta, ed il graduale spostamento di popolazione verso i centri urbani. Per questi motivi, le persone che vivono da sole coprono l’intera gamma delle età e un’ampia casistica di situazioni personali, inclusi i giovani studenti e i nuovi assunti che scelgono di vivere da soli, i divorziati o gli anziani che sopravvivono ai coniugi”.</p>
<p><strong>Coabitazioni</strong> &#8211; Considerando le famiglie con un nucleo, nel 2011 oltre la metà è composta da coppie con figli (53,5% in Italia, 51,9% in Umbria); all’interno di questa categoria prevale la non coabitazione. A seguire, circa un terzo delle famiglie con un nucleo sono costituite da coppie senza figli. La percentuale di famiglie con un nucleo caratterizzate dalla presenza della madre con figli è pari al 12,6% in Italia e al 12,3% in Umbria.In particolare, l’incremento percentuale, in Umbria, per le madri con figlio in coabitazione, raggiunge il 48,6%. Infine occorre rilevare, tanto in Umbria quanto in Italia, la forte crescita dei padri con figli in coabitazione: in Umbria la variazione percentuale di padri con figli in coabitazione è più che doppia rispetto a quelli non in coabitazione. In Umbria infine il numero delle famiglie proprietarie è proporzionalmente più elevato, circa il 74% del totale, il numero delle famiglie in affitto è più basso rispetto al dato nazionale (14,6%) mentre è leggermente superiore quello delle famiglie con altro titolo di godimento (11,4%). Questo spiega i motivi per cui il numero delle famiglie italiane che partecipano ai bandi regionali per l’acquisto o per l’affitto di alloggi sono proporzionalmente minori rispetto alle famiglie provenienti da altri paesi.“E questi dati, &#8211; ha concluso l’assessore Vinti &#8211; compreso ovviamente quello derivante dalle difficoltà economiche, hanno portato a privilegiare la costruzione di alloggi più piccoli ed a calibrare diversamente le varie priorità di aiuto. Non a caso la Regione dell’Umbria, nel 2014, ha emanato ben 10 bandi a seguito dell’analisi del contesto regionale umbro ed anche dell’ascolto dei vari soggetti pubblici e privati che compongono questo variegato settore”.</p>
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		<title>Bioarchitettura, in Umbria finanziati dalla Regione oltre trecento alloggi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 18:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[ &#8220;In Umbria in totale sono stati programmati 303 alloggi realizzati con tecniche di bioarchitettura, di cui 229 gia&#8217; conclusi e 74 da realizzare, per un finanziamento regionale totale pari ad oltre 11 milioni di euro&#8221;: e&#8217; quanto ha riferito oggi l&#8217;assessore regionale ai lavori pubblici Stefano Vinti, nell&#8217;aula Magna del polo di Ingegneria dell&#8217;Universita&#8217; di Perugia, dove e&#8217; stato presentato il volume &#8220;Bioarchitettura in Umbria: risultati di una sperimentazione&#8221;, realizzato dalla Regione attraverso il Centro interuniversitario di ricerca sull&#8217;inquinamento e sull&#8217;ambiente &#8220;Mauro Felli&#8221;<br />
dell&#8217;Universita&#8217; di Perugia.</p>
<p>&#8220;La giunta regionale &#8211; ha sottolineato Vinti, secondo quanto riferisce una nota della Regione &#8211; da tempo ha individuato nella bioarchitettura e nell&#8217;edilizia sostenibile strumenti importanti per declinare il &#8216;diritto alla casa&#8217; in Umbria e per qualificare le politiche pubbliche di edilizia abitativa&#8221;. &#8220;Insieme ai bandi per il sostegno alle locazioni e per i contributi all&#8217;acquisto della prima casa &#8211; ha sottolineato Vinti &#8211; la bioarchitettura assume un ruolo rilevante nell&#8217;ambito delle iniziative volte ad affrontare la crisi abitativa crescente. Basti pensare che nei primi due piani triennali di edilizia residenziale sono state impegnate risorse per contributi all&#8217;acquisto, fino ad un massimo di 35mila euro per ogni singola abitazione, che hanno consentito la realizzazione di 229 alloggi<br />
con caratteristiche proprie dell&#8217;edilizia sostenibile e cioe&#8217; con livelli di efficienza energetica ed ambientale sicuramente piu&#8217; elevati dell&#8217;edilizia tradizionale nei Comuni di Foligno, Citta&#8217; di Castello, Marsciano, Orvieto, San Giustino, Perugia, Calvi dell&#8217;Umbria, Terni ed Umbertide&#8221;.</p>
<p>&#8220;A questi interventi &#8211; ha proseguito l&#8217;assessore Vinti &#8211; vanno aggiunti quelli programmati nell&#8217;ambito del piano casa regionale di edilizia abitativa, che prevedeva la realizzazione, da parte di imprese di costruzioni e cooperative di abitazione, di interventi di nuova costruzione di bioarchitettura caratterizzati da elevati standard di sostenibilita&#8217; ambientale e di risparmio energetico nei comuni classificati ad alta tensione abitativa ed in aree di proprieta&#8217; pubblica. Sono stati ammessi definitivamente a finanziamento gli interventi dei comuni di Amelia, Corciano, Foligno, Perugia e Terni, i quali entro il prossimo mese di settembre dovranno iniziare i lavori di costruzione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questi interventi sperimentali &#8211; ha osservato l&#8217;assessore &#8211; testimoniano un impegno importante, seppur parziale e condizionato dalla progressiva e costante diminuzione dei finanziamenti  statali per le politiche della casa, della Regione Umbria per un progetto ambizioso: la riconversione ecologica del settore delle costruzioni, finalizzato a cambiare il volto di un settore che in Europa utilizza quasi la meta&#8217; dell&#8217;energia prodotta e fornisce circa la meta&#8217; del totale dei rifiuti prodotti annualmente. Tale obiettivo in Umbria e&#8217; stato rafforzato con l&#8217;emanazione della Legge regionale 17 del 2008 che disciplina la certificazione della &#8216;sostenibilita&#8217; ambientale&#8217; delle abitazioni. Infatti la Regione Umbria si e&#8217; dotata di detta normativa che prevede la &#8220;certificazione della sostenibilita&#8217; ambientale&#8221; degli edifici, facoltativa per gli operatori privati, mentre e&#8217; obbligatoria per tutti gli interventi di &#8216;Social Housing&#8217;. Numerosi interventi tra quelli realizzati &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; sono stati sottoposti a monitoraggio da parte del Centro di ricerca sull&#8217;inquinamento e sull&#8217;ambiente dell&#8217;Universita&#8217; di Perugia ed i risultati che presentiamo in una apposita pubblicazione, per portare alla conoscenza di un pubblico piu&#8217; vasto possibile di tecnici, imprese e semplici cittadini le nuove pratiche adottate, dimostrano il gradimento delle famiglie coinvolte ma anche la<br />
riduzione dei consumi e l&#8217;incremento del confort abitativo&#8221;. &#8220;Il monitoraggio ha anche permesso di evidenziare &#8211; ha concluso Vinti &#8211; che, rispetto alla vita media di un edificio, in pochi anni possono essere recuperati i costi inizialmente piu&#8217; elevati abitando edifici che invece di consumare energia, ne producono di pulita con benefici anche ambientali oltreche&#8217; economici&#8221;</p>
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		<title>Milleproroghe non blocca gli sfratti, famiglie umbre a rischio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Fronduti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>mesiNel testo del Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non c&#8217;è alcun riferimento alla proroga del blocco degli sfratti. Nel 2015, quindi, non ci sarà l&#8217;allungamento dei tempi per gli inquilini che si ritrovano con il contratto di affitto scaduto. Questo diritto veniva riconosciuto alle famiglie con determinati limiti di reddito e in difficoltà per avere a carico persone malate o più figli piccoli. Il ministero delle Infrastrutture fa sapere che non è stata inserita visto che, nel decreto casa, sono stati incrementi i fondi affitti e per morosità incolpevole. I due fondi in tutto prevedono uno stanziamento di 446 milioni di euro (200 milioni il primo, 226 l&#8217;altro). Confedilizia Umbra e l&#8217;assessore regionale Vinti dicono la loro.</p>
<p><strong>Confedilizia &#8211;</strong> “Il decreto Milleproroghe, non prevede la proroga del blocco degli sfratti. Una scelta del Governo Renzi, importante e positiva, per la categoria più penalizzata in Italia dal 1993 ad oggi, quella dei proprietari di casa che vedono così ripristinata la certezza del diritto” – dichiara Armando Fronduti, presidente della Confedilizia umbra e membro della giunta esecutiva nazionale. “Sarebbe stata la 31° proroga, quasi una all’anno, dopo l’infausta legge dell’equo canone (legge n. 392 del 27/7/78) che non risolse alcun problema, creandone molti. Occorre sottolineare che l’eventuale proroga avrebbe riguardato soltanto un segmento degli sfratti, quello per finita locazione, escludendo quelli per morosità. Un numero davvero limitato di famiglie anche nella nostra Regione, con redditi sotto i 27mila Euro e con presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali. Proprio per aiutare i conduttori in difficoltà il Governo ha previsto un forte incremento destinato ai fondi affitto ed agli sfratti per morosità “incolpevole” – dichiara Fronduti – con 446 milioni di Euro di cui 200 milioni per gli affitti e 226 per la morosità incolpevole. L’Umbria vedrà più che raddoppiati gli attuali contributi, così come i Comuni.<br />
Quando parliamo di 900 &#8211; 1.400 sfratti in Umbria, oggi al 90% sono sfratti per morosità. Questo importante segnale dato dal Governo, come mai nel passato, in linea con le politiche abitative degli altri paesi europei, dovrà essere confermato in sede di esame del decreto Milleproroghe dove potrebbe riaffacciarsi qualche posizione di pericolosa demagogia.”<br />
​<br />
<strong>L&#8217;assessore Vinti &#8211;</strong> Nessuna proroga per gli sfratti da parte del Governo che però, come afferma l&#8217;assessore regionale Stefano Vinti non è nemmeno &#8220;un atto di merito che ‘finalmente interrompe la liturgia delle proroghe’ come afferma Confedilizia”. “In Italia &#8211; continua l&#8217;assessore facendo riferimento alle parole di Fronduti di Confedilizia &#8211; non è stata in vigore nessuna sospensione generalizzata degli sfratti. La sospensione in vigore era valida solo per gli sfratti per finita locazione, per quei nuclei familiari con reddito lordo complessivo inferiore a 29mila euro anno e contemporaneamente che avessero una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, di minori, di portatori di handicap gravi e malattie terminali”. “La stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Vinti – in questa tipologia sono i pensionati. In Italia si stimano almeno 30 mila famiglie e in Umbria alcune centinaia con questi requisiti. Pertanto un provvedimento che garantisse gli inquilini e al tempo stesso i piccoli proprietari immobiliari era atteso da più parti, anche a seguito di un ordine del giorno specifico, approvato dal Parlamento, su proposta del Partito Democratico”.<br />
“Si trattava &#8211; continua l’assessore regionale – di una proroga che avrebbe riguardato una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione che quindi avrebbe escluso sia la morosità, oggi la causa prevalenete di sfratto, sia la necessità per il proprietario di ritornare in possesso dell’alloggio. Si tratta di famiglie che per livello di reddito e situazione complessiva hanno scarse se non nulle possibilità di reperire un alloggio a libero mercato e data la cronica carenza di alloggi a canone sociale, risulta improbabile che possano risultare assegnatari di un appartamento pubblico”.<br />
“La mancata proroga degli sfratti – continua – causerà ulteriore disagio sociale visto che non esiste nessun meccanismo certo, pubblico, di passaggio ‘da casa a casa’ per una famiglia sfrattata. Inoltre l’annuncio del Ministero delle Infrastrutture di uno stanziamento di 446 milioni di euro per le politiche abitative può andar bene per un po’ di propaganda ma non certamente per risolvere i problemi. I fondi stanziati, infatti, sono da spalmare per i prossimi sette anni e non come si vuol far intendere utilizzabili per il 2015. Ne vengono fuori risorse annuali imbarazzanti, se non ridicole, per affrontare anche parzialmente la ‘crisi strutturale abitativa’ del nostro Paese. Risorse del tutto insufficienti anche per l’Umbria, sia per il ‘sostegno all’affitto’ sia per la ‘morosità incolpevole’ che coprirenno percentuali irrisorie delle famiglie che ne hanno diritto.<br />
“Inoltre – secondo Vinti – è bene chiarire che i fondi a sostegno servono per cerczre di impedire nuovi e ulteriori sfratti, ma non hanno nessuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione. La realtà è che il fondo per il sostegno agli affitti nel 1998 era di 300 milioni di euro e oggi di 100 milioni con sfratti che sono aumentati, in questi anni, del 50%, sono risorse, pertanto poco più che simboliche”.<br />
“La politica del Governo – conclude Stefano Vinti – dovrebbe incentrarsi sul come evitare ulteriori sfratti, negli ultimi sei anni sono stati 350 mila in Italia e in Umbria 6mila circa, di cui il 90% per morosità, mettendo in campo risorse per accedere ad un alloggio alternativo o per compensare del prolungamento del contratto d’affitto, il piccolo proprietario immobiliare. Inoltre è bene ricordare che per ogni sfratto ci sono almeno altre dieci famiglie sulla soglia dello sfratto, infatti il 30% degli inquilini sono in ritardo nel pagamento dell’affitto, evidentemente in crescente difficoltà per la crisi economica e per le politiche di austerità. A fronte di queste nuove annunciate ondate di sfratti di famiglie particolarmente disagiate, il Parlamento ora metta una ‘pezza’ a questo disastro emendando il testo del ‘Mille proroghe’ in sede di conversione in legge del decreto, reinserendo la proroga”.</p>
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		<title>Sostegno affitti per anziani, c&#8217;è tempo fino al 9 gennaio per i contributi regionali</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 10:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[afffitti]]></category>
		<category><![CDATA[assessore]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
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		<category><![CDATA[stefano vinti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I nuclei familiari composti da non più di due persone, delle quali almeno una sia di età superiore ai 65 anni, o compia 65 anni di età nel 2014, hanno tempo fino al 9 gennaio per beneficiare del contributo regionale, che potrà arrivare fino a 7.500 euro in tre anni, per integrare il canone di ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/sostegno-affitti-per-anziani-ce-tempo-fino-al-9-gennaio-per-contributi-regionali/">Sostegno affitti per anziani, c&#8217;è tempo fino al 9 gennaio per i contributi regionali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ I nuclei familiari composti da non più di due persone, delle quali almeno una sia di età superiore ai 65 anni, o compia 65 anni di età nel 2014, hanno tempo fino al 9 gennaio per beneficiare del contributo regionale, che potrà arrivare fino a 7.500 euro in tre anni, per integrare il canone di affitto del proprio alloggio, già individuato o anche da individuare”. È quanto sottolinea l’assessore regionale alle Politiche della casa, Stefano Vinti, ricordando che la scadenza del bando della Regione, fissata inizialmente per venerdì 2 gennaio, è stata posticipata di una settimana per garantire ai richiedenti la possibilità di consegnare regolarmente la domanda con le modalità stabilite (recandosi personalmente presso gli uffici regionali o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno).</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;assessore</strong> -“Un bando – dice Vinti &#8211; che si aggiunge alle altre iniziative già intraprese dalla Giunta regionale in materia di affitti a favore di quelle famiglie in condizioni di particolare debolezza sociale che non riescono a far fronte al pagamento dell’affitto. In questo caso, stiamo parlando di nuclei familiari con un reddito Isee alla data di pubblicazione del bando e con un Isee 2014 non superiore a 23.500 euro per i nuclei con presenza di anziani”.</p>
<p align="justify"><strong>Le richieste</strong> &#8211; Il sostegno economico consiste in un incentivo, pari alla caparra richiesta dal proprietario fino ad un massimo di 200 euro, e in un contributo mensile, erogato per un periodo di 36 mesi. Il contributo mensile è calcolato in base all’incidenza del costo dell’affitto sul reddito annuo e può arrivare al massimo fino a 200 euro mensili. Per i contratti registrati prima della data di approvazione della graduatoria definitiva, il contributo verrà erogato all’inquilino, mentre per quelli registrati dopo tale data, l’incentivo verrà liquidato a favore del proprietario dell’alloggio. Le richieste potranno essere effettuate da cittadini residenti in Italia o di Paesi che non aderiscono all’Unione Europea (in regola con le vigenti norme sull’immigrazione) che abbiano la residenza o attività lavorativa in Umbria da almeno 24 mesi consecutivi e non siano titolari della proprietà, della comproprietà, dell’usufrutto, dell’uso o di altro diritto di godimento su di un alloggio o quota parte di esso, ovunque ubicato sul territorio nazionale. Gli alloggi devono essere ubicati in Umbria, far parte di un fabbricato costituito da almeno due alloggi; devono essere accatastati nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e avere una superficie utile non superiore a 95 mq. Priorità alle famiglie in possesso di sfratto esecutivo, gli alloggi nei centri storici, i lavoratori precari e i nuclei inseriti nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica.</p>
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		<title>Perugia città meno costosa per l&#8217;acquisto di appartamenti nei capoluoghi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 12:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[assessore]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
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		<category><![CDATA[stefano vinti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Malgrado una leggera ripresa dei prezzi rispetto alle rilevazioni del 2013, Perugia continua ad essere, dopo Catanzaro, la città meno costosa d&#8217;Italia per quello che riguarda l&#8217;acquisto di appartamenti nel capoluogo. Lo rivela un&#8217;indagine condotta da Immobiliare.it su tutti i capoluoghi italiani. A Perugia, i prezzi sono ulteriormente scesi dell&#8217;8 per cento nell&#8217;ultimo semestre e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <span style="color: #000000;">Malgrado una leggera ripresa dei prezzi rispetto alle rilevazioni del 2013, Perugia continua ad essere, dopo Catanzaro, la città meno costosa d&#8217;Italia per quello che riguarda l&#8217;acquisto di appartamenti nel capoluogo. Lo rivela un&#8217;indagine condotta da Immobiliare.it su tutti i capoluoghi italiani. A Perugia, i prezzi sono ulteriormente scesi dell&#8217;8 per cento nell&#8217;ultimo semestre e del 10,4 per cento rispetto allo scorso anno, con una valutazione media di 1504 euro al metro quadro. Mentre i prezzi del mattone continuano a scendere, a salire e&#8217; l&#8217;offerta, tanto di appartamenti in locazione quanto di immobili in vendita: nel corso del primo semestre gli indici sono cresciuti rispettivamente dell&#8217;1% e del 3,4%. Rimane forte, comunque, la differenza di disponibilità sul mercato di appartamenti in locazione, meno numerosi di quelli in vendita.  &#8220;Il dato di Perugia è molto diverso, commenta l&#8217;assessore alle politiche abitative Stefano Vinti, sia rispetto alla media nazionale, assestata intorno ai 2.250 euro/mq, ma anche rispetto alla stessa area del Centro che in media fa registrare un prezzo medio di vendita intorno ai 2650 euro al metro quadro. Certamente il calo continuo dei prezzi, anche se più contenuto rispetto all&#8217;anno scorso, è un segnale del perdurare della crisi. A Perugia, in particolar modo per la presenza di centinaia di appartamenti realizzati ma ancora sfitti o invenduti. Ma questo dato, accompagnato da quello che rileva una lieve ripresa nel settore mutui evidenziata da più osservatori, tanto per la domanda quanto per le erogazioni, ha facilitato le famiglie nella compravendita di immobili, anche se non e&#8217; cresciuta certo la capacità reddituale. Per questo motivo e dunque per agevolare ancora più le famiglie che comunque ancora faticano a conquistarsi questo vero e proprio &#8220;diritto&#8221;, la Regione dell&#8217;Umbria ha messo in campo diversi incentivi rivolti a quelle tipologie familiari più disagiate. Sul versante degli affitti l&#8217;indicazione ad Ater di procedere all&#8217;acquisto di palazzine da assegnare a canone sociale ed inoltre il sostegno al pagamento dell&#8217;affitto nei casi di particolare debolezza sociale. Nei prossimi mesi, a partire da ottobre, invece, usciranno i bandi regionali dedicati all&#8217;acquisto della prima casa. Sono previsti  contributi per le giovani coppie e le famiglie monoparentali pari al 40 per cento del costo dell&#8217;alloggio con un massimo di 40.000 euro nei centri storici di Perugia e Terni, nei centri storici degli altri comuni dell&#8217;Umbria il 35 per cento del costo dell&#8217;alloggio con un massimo di  35.000 euro.</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Per gli acquisti fuori del centro storico il contributo è pari al 30 per cento del costo dell&#8217;alloggio con un massimo di  30.000 euro. Per i single invece il contributo andrà calcolato sui metri quadrati dell&#8217;alloggio. Potranno essere ammessi a contributo fino a 60 mq  ed anche in questo caso saranno privilegiate le domande per alloggi situati nei centri storici: 450 euro al metro quadro (fino ad un massimo di 27mila euro) nelle città di Perugia e Terni, 400 euro al metro quadro (fino ad un massimo di 24mila euro) nei centri storici delle altre città ed infine 350 euro al metro quadrato (fino ad un massimo di 21mila euro) aldifuori dei centri storici. A tutto ciò va aggiunta la possibilità di utilizzare la convenzione Gepafin-Istituti bancari che la Regione ha finanziato per facilitare l&#8217;acquisizione di mutui ipotecari assistiti da garanzia dedicati proprio all&#8217;acquisto della prima casa, prevedendo condizioni ancora più vantaggiose e favorevoli rispetto alle condizioni del mercato. &#8220;Comprare casa in tempi di crisi, ribadisce Vinti, è comunque cosa non facile, soprattutto se rientri nelle categorie di maggiore disagio. Certamente però questi strumenti, uniti al particolare andamento dei prezzi, possono risolvere numerosi problemi per quelle famiglie che ancora lottano per raggiungere il diritto alla prima casa&#8221;.</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">  &#8211; See more at: http://www.regione.umbria.it/notizie/-/asset_publisher/VQyRMqH3GnjG/content/asterurb-118?read_more=true#sthash.OuwXQ6Aj.dpuf</span></p>
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