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	<title>Perugia Online &#187; tassa di soggiorno</title>
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		<title>Confcommercio Assisi ribadisce il no alla tassa di soggiorno: &#8220;La scelta del Comune di introdurla nel 2018 va contro il buon senso&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 08:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> A ridosso dell’approvazione da parte della Giunta Comunale di Assisi del regolamento che dispone l’introduzione dell’imposta di soggiorno dal 1° gennaio 2018, e in attesa del passaggio  del provvedimento in consiglio comunale, in programma il 28 settembre, Confcommercio Assisi “tuona” più forte che mai contro una scelta che ha sempre considerato dannosa per le sorti del turismo locale e tanto più inaccettabile nel momento attuale, in cui il settore sconta ancora pesantemente le conseguenze dell’effetto terremoto. Lo sforzo chiesto a più riprese e in diverse occasioni al Comune, era quello di rinviare tutto al 2019.</p>
<p>“Già prima di partecipare al confronto sul regolamento, e anche in quella occasione,  spiega il presidente Confcommercio Assisi Sebastiano Vincenzo Di Santi – come Confcommercio, e in accordo con Federalberghi, avevamo ribadito la nostra posizione di netta contrarietà all’introduzione dell’imposta di soggiorno, e l’abbiamo fatto “dati alla mano”: nel periodo gennaio &#8211; maggio 2017, il comprensorio di Assisi ha infatti  perso il 27,23% degli arrivi e il 26,85% delle presenze, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ad Assisi, inoltre, il turismo è in gran parte organizzato, e quindi molto disincentivato anche da piccolissimi aumenti di spesa. Senza contare che le distanze minime da località a località e l’applicazione a macchia di leopardo, inducono a pernottare laddove l’imposta di soggiorno non c’è, visto e considerato, tra l’altro, che abbiamo già la presenza del check point.</p>
<p>Nessun equivoco, dunque – prosegue Di Santi &#8211; sulla nostra posizione. Il Comune è stato sordo sotto questo aspetto, e  questo è aggravato dal fatto che anche il confronto sul regolamento è stato gestito in modo  per noi inadeguato. Già in occasione del primo incontro abbiamo sì e no avuto il tempo di documentarci  sulla bozza in discussione, che ci è stata inviata poche ore prima, e su nostra richiesta. In quella occasione abbiamo fatto richieste precise, come crediamo legittimo, dato che alla fine la tassa di soggiorno scarica tutti i suoi effetti sulle imprese ricettive e sui turisti: tra queste, misure contro l’abusivismo nel comparto turistico. Ci aspettavamo inoltre un piano dettagliato di investimento circa l’utilizzo delle risorse derivanti dalla imposta, che avrebbe consentito una  partecipazione reale sulla destinazione di queste somme, che comunque debbono essere reinvestite per lo sviluppo del settore turistico.  Ma sui contenuti definitivi del regolamento che è  stato portato in Giunta non abbiamo ricevuto nessun aggiornamento prima dell’approvazione: quindi oggi ci troviamo di fronte a cose fatte e decisioni prese. Non è questo il modo in cui, secondo noi, deve funzionare la partecipazione per non essere solo un rituale, la consultazione per non essere solo apparente. Confcommercio, su questo tema prioritario come su altri che riguardano le imprese e l’economia della città, non intende fare la parte del “figurante” a cui solo in apparenza viene data la possibilità di un confronto reale  e di incidere su temi strategici”.</p>
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		<title>Tassa di soggiorno regionale, per Ricci &#8220;sarebbe uno degli errori più gravi da commettere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2016 14:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Totale contrarietà a qualunque ipotesi di tassa di soggiorno regionale che sarebbe uno degli errori più gravi che si possano commettere per l&#8217;immagine dell&#8217;Umbria e per la vendita dei suoi prodotti turistici”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) annunciando la presentazione di un&#8217;interrogazione per “contrastare l&#8217;idea che emerge da ambienti culturali ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Totale contrarietà a qualunque ipotesi di tassa di soggiorno regionale che sarebbe uno degli errori più gravi che si possano commettere per l&#8217;immagine dell&#8217;Umbria e per la vendita dei suoi prodotti turistici”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) annunciando la presentazione di un&#8217;interrogazione per “contrastare l&#8217;idea che emerge da ambienti culturali umbri”. “Chi conosce da vicino – spiega &#8211; l&#8217;operatività di imprese ricettive, ristorative, commerciali e nel quadro dei servizi turistici, può verificare che bastano pochi euro per far modificare le decisioni e perdere i clienti nelle località. Questo accade a causa dell&#8217;utilizzo di internet nel 65 per cento dei casi, per la scelta della prenotazione da parte di clienti individuali o famiglie/piccoli gruppi, nonché le modalità di decisione dei grandi tour operator. Bastano, per la precisione, 2 o 3 euro in più a persona per notte, come hanno dimostrato gli effetti negativi procurati della tassa di 2,5 euro, a passeggero, sui voli di Ryanair. A volte sono gli stessi operatori che si accollano i costi della tassa di soggiorno pur di non perdere le commesse, diminuendo il personale, i servizi e le manutenzioni con la conseguente qualità”.</p>
<p>“In ultimo non va dimenticato – prosegue Ricci &#8211; l&#8217;aspetto di marketing: un luogo, come l&#8217;Umbria, legato al turismo come accoglienza e passaporto di pace nonché incontro fra i popoli, deve evitare la tassa di soggiorno proprio per farne una leva di aggiuntiva di marketing e vantaggio competitivo rispetto alle destinazioni concorrenti, quale valore aggiunto percepito di accoglienza. Sul piano amministrativo – conclude &#8211; la tassa di soggiorno regionale non è possibile in quanto strettamente legata alle competenze amministrative e alle scelte di ciascun comune che, dovrebbe, se decide di mettere la tassa di soggiorno, dotarsi di un piano turistico per l&#8217;utilizzo delle risorse che sia condiviso con le categorie socio culturali e turistico economiche, evitando di destinare i proventi, della tassa di soggiorno, ad altri scopi amministrativi”.</p>
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		<title>Approvato il bilancio di previsione 2016-2018: scendono Tari ed imposta di soggiorno,</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/approvato-il-bilancio-di-previsione-2016-2018-scendono-tari-ed-imposta-di-soggiorno/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 18:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La Giunta Comunale, nella seduta di oggi, ha approvato il bilancio di previsione 2016-2018, varando un primo importante taglio delle tasse ed un pacchetto di interventi a sostegno di famiglie ed imprese, senza diminuire i servizi. Questi nel dettaglio i punti salienti della manovra. Innanzitutto, come promesso – sottolinea l’Esecutivo – per la Tari (tariffa rifiuti) ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Giunta Comunale, nella seduta di oggi, ha approvato il bilancio di previsione 2016-2018, varando un primo importante taglio delle tasse ed un pacchetto di interventi a sostegno di famiglie ed imprese, senza diminuire i servizi. Questi nel dettaglio i punti salienti della manovra.</p>
<p>Innanzitutto, come promesso – sottolinea l’Esecutivo – per la Tari (tariffa rifiuti) l’Amministrazione Comunale ha previsto una sostanziosa riduzione del 10 per cento per quanto attiene le utenze domestiche e di circa il 4 per cento per quelle non domestiche. E’ stata inoltre confermata, come illustrato in sede di conferenza stampa nei giorni scorsi, l’introduzione per la prima volta dell’indennità di disagio ambientale, con riduzioni/esenzioni della Tari dal 50 al 100%, in favore dei cittadini residenti intorno ai siti di Ponte Rio, Pietramelina e Borgo Giglione. Entrambi i provvedimenti sono già stati approvati dal Consiglio comunale.</p>
<p>Contestualmente è stato confermato anche per il 2016 lo stanziamento del fondo di garanzia per i crediti di dubbia esigibilità per un importo complessivo di 3,3 milioni. Ed ancora, vengono aumentate da 600mila a 630mila euro le agevolazioni Tari riconosciute alla cittadinanza, mentre sono già previste nuove agevolazioni per le famiglie numerose e per i casi di coabitazioni tra anziani e badanti, sulla base di specifiche modifiche regolamentari, che saranno sottoposte al vaglio del Consiglio comunale già nei prossimi giorni.</p>
<p>Viene ridotta, inoltre, l’imposta di soggiorno attraverso una serie di specifiche misure. L’imposta si pagherà non più per i primi dieci giorni di permanenza nel nostro territorio, ma solo per i primi tre: i due giorni iniziali a tariffa intera ed il terzo scontata del 50%. Vengono inoltre ampliate le categorie dei soggetti totalmente esonerati dalla tassa di soggiorno, estendendo l’esenzione agli autisti degli autobus turistici ed ai capigruppo dei viaggi organizzati (in ragione di uno ogni 20 turisti).</p>
<p>Per quanto attiene, invece, i contratti di locazione a canone concordato, nel 2016 sono stati previsti in bilancio 165mila euro per il rimborso dell’imu in favore dei soggetti interessati che hanno concluso tali accordi nel corso del 2015, pagando la relativa imposta. Questi risultati – precisa la giunta – sono stati possibili grazie alla predisposizione di un monitoraggio costante della spesa e ad un’analisi approfondita, peraltro ancora in corso, rivolta ad una costruttiva e fattiva rivisitazione della stessa, con l’obiettivo di renderla maggiormente efficiente e contenuta. E’ stata confermata una puntuale strategia di contenimento delle spese, sulla scia di quanto già intrapreso lo scorso anno.</p>
<p>La manovra tariffaria delle entrate tributarie collegate al bilancio di previsione è stata impostata tenuto conto delle rilevanti modifiche introdotte in materia dalla Legge di stabilità 2016 (a titolo esemplificativo si evidenzia la cancellazione della Tasi sulle abitazioni principali, già esentate dall&#8217;Imu, ad eccezione di quelle accatastate in A1, A8 e A9 e le relative pertinenze, la eliminazione dell’assimilazione all’abitazione principale degli immobili dati in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado tramite i regolamenti comunali, con l’introduzione di una riduzione del 50% della base imponibile, subordinata a requisiti assai restrittivi, primo fra tutti la registrazione del contratto di comodato, l’esenzione da Imu e Tasi per i terreni agricoli, la riduzione al 75% delle aliquote riferite agli immobili locali a canone concordato, ecc…). Dette misure, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, dovrebbero essere integralmente compensate dallo Stato in termini di ristoro del minore gettito che ne deriva per i singoli Comuni.</p>
<p>L’addizionale comunale all’Irpef resta confermata nella misura degli anni precedenti, come pure la fascia di esenzione fino ad 12.500 euro di reddito lordo. Per quanto attiene la spesa corrente, circa 2,4 milioni sono stati recuperati grazie agli effetti della rinegoziazione dei mutui effettuata nel 2015, in virtù della possibilità offerta in tal senso dalla legge di stabilità 2016.</p>
<p>Il fondo perequazione Tasi-Imu, previsto solo nel 2016 dalle norme vigenti per un importo complessivo di 390 milioni di euro, con una riduzione di ben 235 milioni rispetto all’ammontare del 2014, determina un’entrata per il Comune pari a circa 5.400.000 euro che però non rileva ai fini del pareggio di bilancio introdotto dal Legislatore in sostituzione del patto di stabilità.</p>
<p>Tenuto conto dell’impegno assunto dall’assemblea legislativa regionale in sede di discussione del Documento di economia e finanza, di attivare l’agenzia regionale del trasporto, nel 2017 e 2018 sono stati previsti risparmi di spesa riguardanti l’Iva sul trasporto pubblico.</p>
<p>Si auspica, in ogni caso, di poter ottenere in via strutturale un congruo contributo per la mobilità alternativa da parte della Regione e una ridefinizione della ripartizione del fondo regionale dei trasporti per la mobilità su gomma, misure che nel passato hanno fortemente penalizzato il Comune di Perugia rispetto ad altri comuni della Regione. Proseguirà inoltre l’attività volta al recupero dell’evasione fiscale e la velocizzazione delle procedure d’incasso.</p>
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		<title>Consigliere Mori Pd: &#8220;La tassa di soggiorno va abolita&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 16:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[abolizione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Oggi ho presentato un ordine del giorno in cui chiedo a questa amministrazione di abolire la tassa di soggiorno”- dichiara la consigliera del PD Emanuela Mori – “Si trattava di una delle promesse elettorali del Sindaco Romizi e rappresentava un punto così importante del suo programma politico da essere stato inserito anche tra le sue ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Oggi ho presentato un ordine del giorno in cui chiedo a questa amministrazione di abolire la tassa di soggiorno”- dichiara la consigliera del PD Emanuela Mori – “Si trattava di una delle promesse elettorali del Sindaco Romizi e rappresentava un punto così importante del suo programma politico da essere stato inserito anche tra le sue linee programmatiche.”<br />
“Ritengo, infatti, che la tassa di soggiorno rappresenta ad oggi un freno all’attività turistica della città. Con la mia proposta chiedo, quindi, di abolire questa imposta, che è di difficile comprensione, oltre che un deterrente turistico, che a Perugia ha frenato il movimento turistico verso il territorio, soprattutto per il turismo organizzato, per il quale pochi euro influiscono nella scelta di una destinazione a scapito di un&#8217;altra. Credo sia necessario, inoltre, coinvolgere gli imprenditori, che svolgono il ruolo di “esattori “ per il Comune, nella definizione dei progetti da finanziare per la promozione del turismo e dell’economia del territorio con gli introiti ottenuti fino ad oggi, grazie all’applicazione della tassa di soggiorno, dal momento che nelle casse comunali le relative entrate dovrebbero aggirarsi intorno ad 1 milione di euro. Occorre sfruttare al meglio le potenzialità della realtà turistica locale per capirne i limiti e le opportunità, senza dover penalizzare nessuno.”<br />
“Ci tengo poi a sottolineare”- continua la consigliera Mori – “che Perugia è una delle poche città della nostra regione in cui ancora esiste questa imposta. E’ quindi logico che un turista scelga di pernottare in Comuni vicini dove non è obbligato a pagare nessun importo maggiore per il suo soggiorno”.</p>
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		<title>Tassa di soggiorno, Amoni: &#8220;Del tutto inopportuni nuovi balzelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2015 07:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[tassa di soggiorno]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Da mesi assistiamo a una situazione a dir poco paradossale: da un lato la politica umbra sembra ‘tifare’ per il turismo, forse anche in vista del prossimo appuntamento elettorale, sottolineandone le potenzialità per lo sviluppo dell’economia del territorio, e dunque guardando al futuro con una prospettiva di medio lungo periodo; dall’altro, alcune amministrazioni locali si dichiarano pronte ad introdurre da subito l’imposta di soggiorno, dimostrando, con i fatti, di voler fare cassa oggi, costi quel che costi, pur di far quadrare i conti dei loro bilanci in rosso&#8221;.</p>
<p>Questa specie di strabismo della politica umbra, sottolinea Aldo Amoni, presidente della Confcommercio regionale dell’Umbria, è ormai inaccettabile. &#8220;Se è vero che il turismo è un settore sul quale la nostra regione può e deve investire per il proprio futuro, allora sono del tutto inopportuni nuovi balzelli, che sul mercato globale, dove le nostre imprese devono competere con margini sempre più ridotti, fanno davvero la differenza. Chiudere gli occhi davanti a queste evidenze non solo dimostra la mancata conoscenza delle dinamiche del settore, ma è anche un atteggiamento miope e colpevole, di chi preferisce avere un uovo oggi piuttosto che una gallina domani. Possiamo perfino comprendere che le amministrazioni comunali non vadano tanto per il sottile pur di portare a casa un po’ di soldi, tanto poi l’imposta la pagherebbero i turisti, non gli elettori sul territorio&#8221;.</p>
<p>Meno comprensibile e addirittura sorprendente, secondo Amoni, l’atteggiamento di chi &#8220;si dice rappresentante delle imprese per poi difendere le amministrazioni comunali che vogliono introdurre l’imposta di soggiorno, con motivazioni a dir poco confuse e incoerenti, che lascio al giudizio degli imprenditori a loro associati, se davvero ne hanno.  Amministrazioni che avevano promesso ben altro in campagna elettorale e che si apprestano a fare scelte suicide per il turismo locale, senza coinvolgere in una vera partecipazione le imprese maggiormente interessate. Ciò che chiediamo alla politica umbra, a tutti i livelli – conclude il presidente Confcommercio Aldo Amoni – è un impegno di alto profilo sul tema del turismo, che per l’Umbria rappresenta un valore di cui beneficia tutta l’economia e la comunità territoriale. Comprendere questo significa proporre una regione libera, totalmente, da vincoli e balzelli, una Umbria Free dall’imposta di soggiorno nel suo complesso.  Sono già tanti i problemi e i ritardi che sconta la nostra regione, non ultimi quelli di tipo infrastrutturale, che da questo tipo di scelte l’economia del territorio, non solo l’economia turistica, può solo guadagnare”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/tassa-di-soggiorno-amoni-del-tutto-inopportuni-nuovi-balzelli/">Tassa di soggiorno, Amoni: &#8220;Del tutto inopportuni nuovi balzelli&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Federalberghi, &#8220;no all&#8217;imposta di soggiorno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 15:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “E’ paradossale che i territori in cui purtroppo non si vedono ancora segnali di ripresa turistica, come il Trasimeno, siano proprio quelli più determinati ad introdurre l’imposta di soggiorno, un ulteriore balzello che ha dimostrato ampiamente di danneggiare il turismo verso l’Umbria. Se i Comuni umbri sono troppo occupati, nell’immediato, a far quadrare i bilanci per prendere in considerazione gli effetti di lungo periodo di scelte chiaramente scellerate, ci aspettiamo che almeno la Regione e l’assessore regionale al turismo appoggino la nostra battaglia per un’Umbria libera dall’imposta di soggiorno e dunque maggiormente appetibile sui mercati turistici”.  Così Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi della provincia di Perugia – Confcommercio, lancia un accorato appello alla Regione dell’Umbria e, in particolare, all’assessore regionale al turismo Fabrizio Bracco, perché sostenga la battaglia che in questi giorni stanno portando avanti Federalbergli e le altre organizzazioni del turismo aderenti a Confcommercio.</p>
<p><strong>L&#8217;imposta di soggiorno</strong> &#8211; “Più volte, in un passato anche recente – aggiunge Bianconi &#8211; l’assessore Bracco ha dimostrato concreta attenzione nei confronti delle nostre argomentazioni relative all’introduzione dell’imposta di soggiorno in Umbria. Più volte ha condiviso, anche pubblicamente, le nostre molte e documentate preoccupazioni. Oggi vorremmo che l’assessore Bracco si faccia di nuovo sentire. Se c’è nel 2015 una opportunità per cogliere i segnali della ripresa, non succederà di certo con l’imposta di soggiorno!</p>
<p><strong>Potenziare il turismo</strong> &#8211; A parole tutti convergono sull’obiettivo di valorizzare le potenzialità turistiche del sistema Umbria, ma si rischia che sia l’autolesionismo a prevalere. Eppure – conclude Bianconi – un territorio che stenta a uscire dalla crisi non dovrebbe scoraggiare lo svolgimento di attività che generano valore: più turisti equivalgono a più occupazione e più reddito, e quindi a maggiori entrate.</p>
<p><strong>L&#8217;economia turistica</strong> &#8211; L&#8217;imposta di soggiorno aggrava il differenziale competitivo che il nostro sistema turistico già sconta rispetto ai Paesi concorrenti in materia di dotazione infrastrutturale, pressione fiscale, costo del lavoro, costo del danaro e costo dell’energia. Inoltre, la decisione di individuare l’esercizio ricettivo come punto di prelievo, è profondamente iniqua: non risponde all’esigenza di far pagare ai non residenti il prezzo dei servizi utilizzati (ad esempio, restano esenti tutti coloro che non pernottano all’interno del territorio comunale, così come gli escursionisti e i pendolari); fa gravare l’onere su una sola delle molte attività che traggono beneficio, direttamente o indirettamente, dall’economia turistica”.</p>
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