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	<title>Perugia Online &#187; tessile</title>
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		<title>Sistema moda Italia, è umbra la terza tappa del roadshow</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Spello. </span>E&#8217; umbra la terza tappa del roadshow organizzato dal gruppo giovani imprenditori di Sistema moda Italia (la federazione nazionale di Confidnustria che rappresenta il tessile e la moda) alla scoperta delle eccellenze dei distretti della filiera tessile italiana. Dopo Milano e Napoli, e&#8217; toccato a Spello, nella cornice di Villa Fidelia, ospitare l&#8217;evento dal titolo &#8216;Arte tessile e distretto. Umbria, un viaggio tra eccellenze italiane e territorio&#8217; organizzato in collaborazione con il Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Umbria.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si è sviluppata nell&#8217;arco di due giorni prima con alcune visite aziendali e poi con una tavola rotonda tra imprenditori che operano nella filiera del tessile e che hanno avuto cosi&#8217; l&#8217;occasione per confrontarsi su temi strategici per il futuro del settore. &#8220;In Umbria il settore conta 1700 imprese, ha sottolineato Marzio Presciutti Cinti, presidente dei Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria con circa 7 mila addetti e un fatturato di oltre 400 milioni. E&#8217; per l&#8217;Umbria uno dei comparti manifatturieri piu&#8217; vitali e radicati, con una forte propensione all&#8217;export e che puo&#8217; contare su importanti brand che svolgono un ruolo trainante nei confronti delle tantissime imprese del territorio&#8221;.</p>
<p>Come nelle precedenti tappe, anche in questa occasione, la delegazione dei Giovani di SMI ha visitato alcune delle realta&#8217; imprenditoriali locali, a monte e a valle della filiera tessile che sono riuscite, in virtu&#8217; dell&#8217;eccellenza dei propri prodotti, a valicare i confini dell&#8217;Italia, diffondendo il bello e ben fatto, inconfondibile connotato del made in Italy riconosciuto in tutto il mondo. Infatti, i numeri dell&#8217;export del tessile-abbigliamento della regione Umbria hanno registrato nel 2014 un incremento su base annua dell?export del +4,5%, oltre il 50% delle esportazioni umbre e&#8217; rappresentato dall&#8217;abbigliamento in senso stretto, mentre la maglieria rappresenta il 22% del totale.</p>
<p>A ospitare la prima visita è stata l&#8217;azienda tessile perugina Sterne International SpA che produce il brand Lorena Antoniazzi, nato nel 1993 come linea di maglieria in cachemire di alta gamma, ha sviluppato negli anni un proprio total look e continua la sua evoluzione in ricerca e sperimentazione delle piu&#8217; esclusive tecniche di filato. La seconda visita ha coinvolto la storica Tessitura Brozzetti, che ha la sua sede all&#8217;interno di una chiesa sconsacrata in cui le fonti documentali attestano il passaggio di San Francesco d&#8217;Assisi e dove oggi si producono in maniera artigianale tessuti pregiati che ricordano la tradizione antica umbra. La due giorni umbra si e&#8217; conclusa poi con la tavola rotonda negli spazi di Villa Fidelia a Spello.</p>
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		<title>Bastia Umbra, scoperto laboratorio clandestino di abbigliamento</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 09:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Verificare la possibile presenza nell&#8217;area industriale di Bastia Umbra, di un laboratorio clandestino di confezioni dove sarebbe stata impiegata irregolarmente manodopera cinese. L&#8217;operazione è stata portata avanti dagli agenti del Commissariato di Assisi, diretto dal Commissario Capo della Polizia di Stato Francesca D. Di Luca. Lunghi appostamenti, articolati servizi di osservazione e pedinamento, verifiche catastali ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Verificare la possibile presenza nell&#8217;area industriale di Bastia Umbra, di un laboratorio clandestino di confezioni dove sarebbe stata impiegata irregolarmente manodopera cinese. L&#8217;operazione è stata portata avanti dagli agenti del Commissariato di Assisi, diretto dal Commissario Capo della Polizia di Stato Francesca D. Di Luca.</p>
<p>Lunghi appostamenti, articolati servizi di osservazione e pedinamento, verifiche catastali e anagrafiche e riscontri documentali delle attività commerciali hanno permesso di individuare un seminterrato sospetto, adibito a magazzino e preso in locazione da un cittadino di nazionalità cinese titolare di una ditta di confezioni e abbigliamento con sede legale a Monsano (AN).<br />
Dagli sviluppi investigativi emergeva che era stato affittato a una famiglia di cittadini cinesi anche un appartamento sito nell’ultimo piano dello stesso stabile. Il continuo andirivieni di cittadini di orientali p le rampe dello stabile e nelle vie vicine, hanno confermato l’ipotesi che tale abitazione fungesse in realtà da dormitorio per la manodopera impiegata nel magazzino. Grazie ai servizi di controllo effettuati anche nelle ore notturne dai poliziotti, è stato possibile accertare che l’attività di laboratorio operava in pieno regime a ogni ora del giorno e della notte. Dalla luce che fuoriusciva da una grata che confina con l’esterno è stato possibile intravedervi, tra calzini, metri e fili da sartoria sagome di cittadini orientali intenti a cucire nelle proprie postazioni di lavoro e i rumori di macchinari in funzione provenienti dal seminterrato non lasciavano dubbi sull’attività in corso di confezionamento e cucitura. Con la collaborazione di personale qualificato della Direzione Provinciale del Lavoro di Perugia a tarda serata è scattato il blitz degli agenti del Commissariato di Assisi. Controlli in contemporanea sia nel piano seminterrato sia nell’abitazione locata al secondo piano dello stabile. </p>
<p><strong>Il dormitorio &#8211;</strong> Questo lo scenario apparso davanti agli occhi degli agenti: l’appartamento che formalmente doveva essere l’abitazione di una famiglia di cittadini cinesi regolari formata dai due coniugi e tre bambini di tenera età in realtà era un vero e proprio dormitorio. Più di 20 i posti letto contati dagli agenti di polizia, che vi hanno fatto irruzione e che hanno scoperto camere di ridottissime dimensioni ricavate da un solo vano e nascoste dietro porte “ a scomparsa”, fatte con pannelli di compensato bianco fissati in maniera rudimentale con dei chiodi e dotate solo all’interno di una chiusura a chiavistello in modo che dal fuori non si riuscisse a distinguere dal resto della parete bianca con la quale, le porte si confondevano perfettamente. Scarsissime le condizioni igieniche constatate all’interno, un’unica cucina a uso comune, panni, valigie, cibi sparsi per i corridoi, stanze piccolissime capaci di contenere solo le reti dei letti; unico svago un computer presente in ogni camera.All’ingresso nell’appartamento gli agenti avevano inizialmente rinvenuto solo una persona, un cittadino cinese intento a smontare l’impianto gas della cucina. Gli agenti a quel punto con ostinata perizia hanno proceduto a un secondo più accurato controllo, e attirati dalla visione di chiodi sulla parete, hanno scoperto le porte a scomparsa: dietro una di questi è stato trovato un uomo cinese con un neonato in braccio che si era chiuso nella stanza per sfuggire al controllo della polizia. Intanto contemporaneamente gli uomini dell’Ufficio Anticrimine e Immigrazione del Commissariato di Assisi e della Direzione Provinciale del Lavoro, coordinati sul campo dall&#8217;Ispettore Capo Valter Stoppini, irrompevano all’interno del laboratorio/magazzino nel piano seminterrato dello stesso stabile. </p>
<p><strong>Il magazzino &#8211;</strong> Circa sette i cittadini di nazionalità cinese sorpresi a lavorare nelle postazioni da rammagliatrice, in mezzo a sporcizia e in evidenti mancanze delle minime condizioni di sicurezza, tra bambini di tenerissima età che scorazzavano tra i macchinari. Dodici le postazioni di lavoro presenti e costituite da macchinari vecchi ma pienamente funzionanti. Dai controlli effettuati i cittadini cinesi sono risultati tutti regolari sul territorio nazionale ma da un punto di vista lavorativo due dei sette trovati al lavoro sono invece risultati irregolari ovvero “In nero”. </p>
<p><strong>Le sanzioni &#8211;</strong> Pesanti le sanzioni scattate nei confronti del loro datore di lavoro un cinese, residente a Trento, titolare di un maglificio a Monsano (An) presso il quale sono formalmente assunti i lavoratori cinesi controllati a Bastia. Tutte italiane, alcune tra le più affermate nel comparto tessile Umbro, Marchigiano e Toscano le ditte di maglieria da cui gli operai ricevevano le commesse con tanto d’indicazioni operative per la cucitura e l’assemblamento dei tagli di maglieria forniti loro. Abbigliamento da adulto, vestitini da bambino, copertine per neonati che i lavoratori cinesi dovevano riammagliare seguendo le istruzioni date loro dalle stesse ditte committenti per un costo ovviamente molto basso perché la paga giornaliera per ognuno dei cinesi intervistati dal personale della DPPL sono in media di sole 10 euro al giorno per orari certamente diversi da quelli previsti e garantiti dal nostro ordinamento. Gli accertamenti compiuti hanno inoltre permesso di constatare che il titolare della ditta in realtà è anche colui che provvede al pagamento dei canoni di locazione dell’appartamento adibito a dormitorio.<br />
 Per lui è scattata una maxi sanzione che supera gli 11mila euro alla quale si è aggiunta la sospensione immediata dell’attività, pena una denuncia penale (ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. 81/2008 che, al fine di garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, e di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, prevede che possano essere adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora si riscontri l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro come è avvenuto in questo caso: 2 su 7 lavoratori risultati in nero qualora il datore di lavoro non dovesse ottemperare al provvedimento è previsto l’arresto fino a sei mesi).<br />
Sono stati effettuati inoltre altri controlli con il personale della locale ASL per verificare l’adempimento delle prescrizioni in materia di igiene e sanità pubblica sui luoghi di lavoro. Mancata consegna del certificato di agibilità per la destinazione d’uso a laboratorio del magazzino locato e del certificato di conformità degli impianti  elettrici hanno fatto scattare così la diffida per il datore di lavoro a non proseguire nello svolgimento dell’esercizio delle attività di cucitura e confezionamento nel laboratorio di Bastia fino a quando non avrà prodotto i documenti richiesti pena, il sequestro preventivo dei locali.</p>
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		<title>Umbria, export rallenta ma dato sempre positivo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 10:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Un rallentamento dell&#8217;export dei distretti umbri nel secondo trimestre 2014, pur rimanendo in territorio positivo (+0,9%). E&#8217; quanto emerge dal monitor realizzato dal servizio Studi e ricerche di Intesa San Paolo per Casse di risparmio dell&#8217;Umbria. Sulla base dei dati fino al 30 giugno, nella seconda parte dell&#8217;anno sia l&#8217;olio umbro che il mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere, hanno chiuso il trimestre con rispettivamente +2,1% e +4%, con risultati superiori rispetto all&#8217;andamento dei distretti italiani dei<br />
rispettivi comparti. Non migliora invece la maglieria e il settore dell&#8217;abbigliamento di Perugia (-0,3%) in controtendenza rispetto al complesso del sistema moda. Ciononostante, il distretto si mantiene vicino a livelli di massimo storico. Grazie alle &#8220;buone performance&#8221; realizzate nel secondo trimestre del 2014 l&#8217;olio umbro ha toccato livelli di massimo<br />
storico, portando le esportazioni a 46,5 milioni di euro e registrando il miglior secondo trimestre di sempre. Il mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere si riporta invece a livelli pre-crisi con 18,4 milioni di valori esportati. Ma il contributo maggiore alla crescita dei distretti umbri è rappresentato da Paesi quali Federazione russa,<br />
Svizzera, Regno Unito, Canada, Belgio, Spagna. Subiscono invece un ulteriore arretramento le esportazioni negli Stati Uniti, prima meta commerciale dei distretti umbri. L&#8217;analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali presenta poi<br />
un quadro positivo. Si assiste infatti a un consistente calo complessivo delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nei distretti della regione.</p>
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		<title>Export: Umbria in crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2014 17:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le esportazioni estere dell&#8217;Umbria nel primo trimestre del 2014 continuano a registrare segnali di crescita e, a detta dell&#8217;assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, questo &#8220;rafforza le aspettative di una positiva uscita dalla crisi specie per quella parte del sistema produttivo che si colloca sui mercati internazionali&#8220;. Crescita del 7,6% nella provincia di Perugia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Le esportazioni estere dell&#8217;Umbria nel primo trimestre del 2014 continuano a registrare segnali di crescita e, a detta dell&#8217;assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, questo &#8220;<em>rafforza le aspettative di una positiva uscita dalla crisi specie per quella parte del sistema produttivo che si colloca sui mercati internazionali</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Crescita del 7,6% nella provincia di Perugia &#8211;</strong> &#8220;L<em>e migliori performance le facciamo registrare come sistema regionale proprio in quei settori in cui possiamo identificare la nostra matrice e soprattutto le prospettive di specializzazione produttiva</em>”<em>&#8211; aggiunge l&#8217;assessore</em> <em>Riommi &#8211; </em>commentando i dati diffusi che indicano come nei primi tre mesi del 2014 le esportazioni italiane sono state pari a 96 miliardi di euro, con una caduta rispetto allo stesso periodo del 2013, del -1,5 per cento mentre in Umbria tale dato, al netto della siderurgia, segna un valore positivo pari a 3,1% con un trend di crescita che in Provincia di Perugia fa registrare una crescita del 7,6%. “D’altra parte, ha proseguito Riommi, le politiche regionali in materia di sostegno allo sviluppo economico e a favore dell’export si caratterizzano per il forte impulso all’aggregazione, anche mediante la costituzione di reti di imprese, e alle agevolazioni per l’accesso al credito nella consapevolezza che un mercato interno ancora asfittico non riesce ancora a mostrare segnali di una crescita effettivamente apprezzabile. Le stesse politiche comunitarie, sottolinea l’assessore, tendono a promuovere e incentivare le aggregazioni che, lasciando sostanzialmente intatto il livello di autonomia di ciascuna impresa, accrescono la capacità innovativa e favoriscono una maggiore competitività delle stesse imprese. Con la strumentazione comunitaria per il periodo 2014 – 2020 porremo quindi particolare attenzione alla promozione e al supporto all’internazionalizzazione con misure concrete, in grado di consolidare quanto fino a oggi realizzato e favorire il processo di crescita e sviluppo in termini con politiche a favore dell’internazionalizzazione articolate su due direttrici: la diffusione di servizi che favoriscano l’accesso delle imprese ai mercati internazionali anche attraverso gli strumenti di ICT; la promozione e il sostegno di cluster e reti di impresa su cui stiamo investendo e che pensiamo rappresentino anche per le imprese più strutturate le modalità ideali per affrontare nuovi mercati.</p>
<p><strong>Esportazione settore macchinari</strong> <strong>&#8211;</strong> Con circa 162 milioni di euro esportati, il trend è particolarmente positivo (+22,5 percento rispetto al primo trimestre 2013), trainato dai comparti delle “Altre macchine di impiego generale” (83,7 milioni esportati, con un +39,3 percento) e dalle “Macchine per l&#8217;agricoltura” (20,4 milioni esportati, con un +28,7 per cento).</p>
<p><strong>Esportazioni nel tessile/abbigliamento &#8211; </strong>Questo settore ha raggiunto, nel primo trimestre 2014, esportazioni per oltre 149 milioni di euro, registrando un +6,8 percento rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. A fronte di un sostanziale pareggio del comparto di maggior peso del settore, quello degli “Articoli di abbigliamento” (con oltre 65 milioni esportati), sono da segnalare le performance degli “Altri prodotti tessili” (con 27,4 milioni esportati e un +42,6 percento). Solido come di consueto il comparto che maggiormente caratterizza il settore tessile/abbigliamento regionale, quello della maglieria in cashmere (27,8 milioni esportati, +4,3 sul primo trimestre 2013).</p>
<p><strong>Esportazioni nel settore agroalimentare &#8211;</strong> Le esportazioni di &#8220;Oli e grassi vegetali&#8221; rappresentano la quarta voce regionale per volume di esportazioni, e con 47,2 milioni di euro esportati (+14,6 percento sul 2013), proseguono anche nel primo trimestre 2014 il trend positivo registrato negli anni precedenti. Gli &#8220;Altri prodotti alimentari&#8221; si attestano su un +5,1 percento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con esportazioni per quasi 21 milioni. Infine vanno segnalati anche i dati positivi dei &#8220;Prodotti da forno e farinacei&#8221; (12 milioni, +9,7 percento). In controtendenza le “Bevande”, che registrano nel primo trimestre 2014 un brusco rallentamento (-10,4 percento).</p>
<p><strong>Esportazioni settore arredo &#8211;</strong> Leggera flessione per quanto riguarda i &#8220;Mobili&#8221; che registrano esportazioni per 15,8 milioni di euro e un -1,1 percento rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.</p>
<p><strong>Esportazione settore ceramica artistica</strong> <strong>&#8211;</strong> con 11,3 milioni esportati, registra nel terzo trimestre 2013 un +11,2 percento rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Va registrata tuttavia una buona performance del comparto degli “Altri prodotti in porcellana e in ceramica”, che nel primo trimestre 2014 con oltre 3,3 milioni di euro esportati registra un +1,7 percento rispetto al 2013.</p>
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		<title>Lavoro nero, sequestrato laboratorio tessile cinese a Sant&#8217;Andrea delle Fratte</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 18:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Impiegava otto connazionali senza rispettare le più elementari norme di sicurezza e di sicurezza sul lavoro. E’ stato sottoposto a sequestro preventivo un laboratorio tessile gestito da cinesi nella zona di San’Andrea delle Fratte a Perugia, in Via Monteneri. A renderlo noto è il Corpo di Polizia provinciale di Perugia che nei giorni scorsi ha ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoro-nero-sequestrato-laboratorio-tessile-cinese-santandrea-delle-fratte/">Lavoro nero, sequestrato laboratorio tessile cinese a Sant&#8217;Andrea delle Fratte</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Impiegava otto connazionali senza rispettare le più elementari norme di sicurezza e di sicurezza sul lavoro. E’ stato sottoposto a sequestro preventivo un laboratorio tessile gestito da cinesi nella zona di San’Andrea delle Fratte a Perugia, in Via Monteneri. A renderlo noto è il Corpo di Polizia provinciale di Perugia che nei giorni scorsi ha effettuato un’operazione congiunta, insieme alla Asl e al Nucleo dei Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro, presso l’azienda tessile. La segnalazione che ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti del laboratorio cinese, per altro regolarmente denunciato, è partita dalla stessa Polizia provinciale che nel corso della sua normale attività di controllo del territorio aveva colto dei segnali che potevano far nutrire sospetti sullo svolgimento del lavoro all’interno dello stabilimento. Come detto, per il laboratorio è immediatamente scattato il sequestro preventivo, mentre il titolare è stato denunciato alla autorità giudiziaria. Si attendono ora i risultati delle analisi dei documenti da parte dell’Ispettorato del lavoro che dovrà esprimersi sulla regolarità o meno della posizione lavorativa degli operai.</p>
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<p>OI14039.ET</p>
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