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	<title>Perugia Online &#187; tumore al seno</title>
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		<title>L’unione fa la forza: le donne operate di tumore al seno a fianco dei medici  delle strutture pubbliche dedicate dell’Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 09:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Duecento donne umbre operate di tumore al seno, molte facenti parte di Associazioni di volontariato, altre in maniera autonoma, si sono ritrovate sabato 18 giugno presso la struttura di accoglienza del Villaggio Santa Caterina di Solfagnano per confrontarsi  tra di loro e con alcuni medici  del settore dopo la recente delibera regionale sui  Centri di Senologia (Breast Unit) in cui verranno curate le pazienti affette da neoplasia della mammella. L’occasione è stata utile per affrontare il tema dell’utilità del volontariato in tutta la regione all’interno dei Centri dedicati alla patologia e ribadire la disponibilità nel voler sostenere le donne che dovranno affrontare la malattia nel percorso assistenziale. Numerose le Associazioni presenti, che operano a Terni, Perugia, Foligno, Assisi, Città di Castello.  “Chiedete il nostro supporto e noi non ci tireremo indietro”, è stata la sintesi degli interventi di donne che hanno affrontato la malattia e che ora vogliono impegnarsi nella assistenza di altri donne, “consapevoli delle conseguenze di carattere familiare, sociale e psicologico che questa malattia porta con sé”.</p>
<p style="text-align: justify;">A coordinare l’incontro il Dott. Luciano Carli, chirurgo dell’AUSL Umbria, da molti anni in prima linea nella lotta contro una patologia in continuo aumento anche in Umbria, dove mediamente si registrano 900 nuovi casi all’anno. “Le donne che hanno vinto la loro battaglia contro il cancro rappresentano una forza trainante per l’Associazionismo e per le strutture pubbliche, avendo fatto loro stesse una esperienza in prima persona del supporto assistenziale ed organizzativo già presente nei nostri Centri di Senologia” &#8211;  ha detto il Dott. Carli-.  Il sistema sanitario pubblico ha necessità di poter contare su donne coraggiose e preparate, capaci di dare il loro pieno supporto nonostante gli impegni familiari e lavorativi”.</p>
<p style="text-align: justify;">All’incontro hanno partecipato anche il Prof. Antonio Rulli, responsabile della Breast Unit dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e della LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) dell’Umbria e il Dott. Marino Cordellini direttore della struttura complessa di Chirurgia Plastica dell’ospedale di Città di Castello. “Fortunatamente la ricerca ci fornisce costantemente nuove informazioni, terapie sempre più personalizzate grazie anche al supporto della genetica – ha ribadito il Prof. Rulli-. Noi medici affrontiamo il problema   in maniera del tutto diversa dai decenni scorsi, ed i risultati sono assolutamente confortanti. La tecnologia delle nostre strutture è molto avanzata, compatto il gruppo multidisciplinare che opera all’ interno delle Breast Unit dell’Umbria Centri. Quanto al volontariato ben venga, perché le associazioni sono una ulteriore garanzia per la salvaguardia della dignità della donna in un momento difficile della sua vita “</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito che si è sviluppato ha fatto emergere molte proposte, fra cui la richiesta, da parte delle associazioni di  essere presenti all’interno delle strutture ospedaliere per accompagnare le pazienti nei loro percorsi diagnostici e terapeutici. “Chiediamo di poter partecipare a corsi di comunicazione e umanizzazione, consapevoli che la conoscenza rappresenta un valore aggiunto – hanno ribadito le volontarie -; sempre di più occorrerà  focalizzare l’attenzione sulle problematiche delle pazienti molto giovani, purtroppo in aumento esponenziale rispetto agli anni scorsi, e delle pazienti con mutazioni genetiche”. Sono emerse alcune criticità a proposito di offrire le stesse garanzie di cura e di assistenza alle donne straniere.</p>
<p style="text-align: justify;">“Negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale il numero di donne operate al seno provenienti da tutti i continenti – ha sottolineato il Dr. Carlo-  Questo è dovutoalla forte immigrazione anche nel territorio dell’Alta valle del Tevere, ma più in generale in tutta la regione. Tale situazione impone di cercare una mediazione culturale con quelle pazienti che sono residenti sul territorio da poco tempo, che hanno cultura e stili di vita diverse dai nostri e con le quali  riuscire a comunicare può essere molto difficile”. Anche su questo tema  le donne operate, unitamente alle Associazioni presenti all’incontro, hanno colto tali esigenze, manifestando il pieno sostegno e dando la propria disponibilità.</p>
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		<title>Città di Castello si candida per un centro della mammella</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 11:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[citerna]]></category>
		<category><![CDATA[tavola rotonda]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> Si è svolta a Citerna, una tavola rotonda incentrata sulle problematiche delle donne operate al seno a cui hanno partecipato Il dottor Stefano Bravi responsabile della oncologia, il dottor Luciano Carli della chirurgia senologica, la dottoressa Daniela Felicioni Direttore del distretto Alto Tevere, oltre al Sindaco Giuliana Falaschi, il Vescovo di Città di Castello Domenico Cancian ed il Presidente dellAACC Italo Cesarotti. L&#8217;incontro è stata l&#8217;occasione per presentare i recenti dati sull&#8217;incidenza di questa patologia in Umbria e nell&#8217;Altotevere in particolare, le tecniche chirurgiche utilizzate e gli altri approcci terapeutici dalla chemio alla radioterapia, nonché i dati sullo screening per la diagnosi precoce della malattia ed infine anche il percorso diagnostico- terapeutico e della presa in carico delle donne con questa problematica. E stato messo in evidenza, inoltre, come nel corso degli ultimi anni vi sia stata una progressiva riduzione della mortalità a fronte di un progressivo aumento dell&#8217;incidenza e che a Città di Castello, nel 2014, siano stati eseguiti 204 interventi per neoplasia della mammella e 275 compresi quelli per patologia benigna. Molto toccante è stata anche la testimonianza di una rappresentante del gruppo &#8220;Le farfalle&#8221; che ha spiegato l&#8217;importanza della frequentazione del gruppo di mutuo aiuto per affrontare meglio un periodo così difficile della propria esistenza proprio attraverso la condivisione. LAACC dal canto suo, attraverso il presidente, ha ricordato l&#8217;importante sostegno dato dallassociazione nel corso degli anni alla Asl 1, soprattutto nel settore dellalta tecnologia diagnostica e non solo, che ha consentito di alzare lo standard qualitativo del servizio offerto ai cittadini. Sulla base delle indicazioni del Ministero della Salute, Città di Castello avrebbe tutte le caratteristiche per diventare una Brest Unit, o meglio un Centro per la Mammella, il quale prevede un numero di nuovi tumori oltre 150/anno, la presenza della radiologia senologica, della anatomia patologica, della radioterapia, della oncologia, della chirurgia senologica, di un team multiprofessionale (anestesisti, fisiatri, fisioterapisti, psicologi, infermieri, dietisti) e di un volontariato presente nei punti nevralgici. Nel 2016 in Italia verranno individuate le strutture deputate al trattamento delle pazienti affette da neoplasia della mammella, e Città di Castello, si candida ad essere una di queste strutture sia per la presenza di tecnologie allavanguardia (mammografi, IoRt e quantaltro), sia per un percorso rodato, sia per il numero di casi trattati. Il Sindaco di Citerna, Amministrazione che ha ospitato ed promosso lincontro, unitamente al Presidente Cesarotti, auspicano che la scelta ricada su Città di Castello che, come specificato, ha tutte le caratteristiche affinchè la candidatura diventi realtà, in modo tale che le donne affette da questa terribile patologia possano avere in loco il miglior trattamento possibile.</p>
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