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	<title>Perugia Online &#187; universit? per gli stranieri</title>
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		<title>Umbria (Poesia) Jazz: il 12 luglio, ad Umbrò, accordi ritmici ed euritmici</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 09:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[poesiaejazz]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria poesia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>“Ritmo e significato”. Così Henri-Emile Matisse definiva il jazz. Un binomio, quello fra musica e pittura, di cui l’artista seppe impregnare le sue tele, dalle tinte forti, a tratti dissonanti, dei Fauves. E, d’altronde, per Steve Lacy il jazz era “un virus di libertà, che si è diffuso sulla terra ‘infettando’ tutto ciò che ha trovato sulla sua strada: il cinema, la poesia, la pittura”. Pittura e jazz, dunque. Accordi ritmici ed euritmici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche “Poesia e jazz”: il comitato organizzatore di “Umbria Poesia”, composto da Maria Borio, Costanza Lindi, Francesco Regina, Carlo Pulsoni, Massimiliano Tortora e Marco Paone, ed i collaboratori, da Fabio Castellani a Vera Lùcia De Oliveira, da Giacomo Girolmetti a Flavio Iuliani, Martina Pazzi ed Elena Zuccaccia, hanno scelto il 12 luglio, come data per l’ultimo appuntamento estivo con il progetto da loro ideato con l’intento di portare la poesia fuori dagli angusti confini in cui troppo spesso viene rilegata, e di concertarla con delle tematiche, che – è la stessa Costanza Lindi ad affermarlo – “sono state pensate e calibrate per il pubblico. Abbiamo selezionato dapprima gli argomenti – ha proseguito la Lindi – per poi invitare gli ospiti (solo in rarissimi casi è avvenuto il contrario): argomenti, indissolubilmente legati alla città di Perugia, ma anche alla nostra regione. La città di Perugia, ad esempio, forte di una lunga e consolidata tradizione universitaria, ci ha fatto pensare ad una prestigiosa istituzione come quella dell’Università per Stranieri: da qui, il collegamento con la Cina. Il mese di ottobre ci ha suggerito, invece, un altro tema, quello della vendemmia: “Poesia e vino” è il titolo scelto per l’appuntamento dell’11 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di “Umbria Poesia”, quindi, è tutt’altro che alle battute finali (vedrà solo una breve pausa estiva nel mese di agosto): in anteprima, per i lettori di Perugiaonline, il programma dei prossimi eventi. Il 12 luglio, alle 19, ad Umbrò, è la volta di “Poesia e jazz”, in accordo, è il caso di dirlo, con la cornice in cui è inserita la celebre kermesse che dal 1973 ha istituito uno stretto parallelismo fra l’Umbria e la musica jazz: “Abito da sempre le stanze che hanno luce / ma non basta. È l’alba e fuori brucia / anche il cemento, l’aria di sola cenere si posa. / E resto tra la notte e il giorno / mi sento ancora sporco e senza voce&#8230; / e che prometto al giorno nuovo? (&#8230;)”, si chiede Mario De Santis, in un componimento editato in “Sciami”, per i tipi di Landolfi Editore, nel 2015. Ospiti, con lui, Umberto Fiori, scrittore e musicista, con all’attivo saggi e interventi critici sulla musica (<em>Scrivere con la voce</em>, 2003; <em>Sotto gli occhi di tutti</em>, 2009: una trasposizione in musica delle sue poesie), e Dario Bertini (<em>Distilleria di contrabbando</em>, 2009, silloge poi confluita nell’omonimo disco di canzoni, frutto della collaborazione con Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones): gli inframmezzi musicali sono affidati alla musicista Martina Biguzzi, diplomata al Conservatorio, e l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale video della testata di Legambiente, <a href="http://www.lanuovaecologia.tv">www.lanuovaecologia.tv</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il progetto di “Umbria Poesia” non si arresta certo qui: il 27 settembre getterà uno sguardo sulla Grecia, con Alessandro Fo, Donato Loscalzo e Michalis Pieris, mentre l’11 ottobre i versi di Francesco Dalessandro, Luigia Sorrentino e Costanza Lindi verranno decantati nell’incontro dedicato a “Poesia e vino”. Passaggio ad Oriente, poi, il 15 novembre, con “Poesia e Cina”: a tre, il dialogo fra le voci poetiche di Maria Grazia Calandrone, Lanbo Hu e Francesca Terzago, il 15 novembre. L’appuntamento dicembrino, invece, focalizzerà la sua attenzione sul binomio “Poesia e donne”, con Antonio Riccardi, Luisa Castro e Silvio Mignano. Un’anticipazione per gennaio: ospite di “Umbria Poesia”, Patrizia Valduga, traduttrice dal francese (Molière, Mallarmé, Valéry), direttrice, nel 1988, della rivista “Poesia” e autrice, fra gli altri, di <em>Lezioni d’amore</em> (2004) e de <em>Il libro delle laudi</em> (2012). “Allora sogno d’un trascendimento – scrive in <em>Medicamenta</em> (1982) – / a fiaba o ad arte (&#8230;)”. Andare oltre, solcando le onde dei versi, delle dita che scandiscono il ritmo sulle tastiere. “Nella punta delle dita (molto) jazz”, ad Umbria Poesia.</p>
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		<title>Il mobbing e lo stress da lavoro come fenomeni sociali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 13:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[mobbing]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l&#8217;emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità”. È quanto recita la massima della sentenza n. 22393/2012 – 10/12/2012 della Corte di Cassazione, in materia di mobbing, ovvero, secondo quanto si legge nell’articolo 2087 c.c., di una “condotta protratta nel tempo e diretta a ledere il lavoratore”. “Caratterizzano questo comportamento – si legge ancora nel medesimo articolo del Codice Civile – la sua protrazione nel tempo attraverso una pluralità di atti (giuridici o meramente materiali, anche intrinsecamente legittimi (&#8230;), la volontà che lo sorregge (diretta alla persecuzione od all’emarginazione del dipendente), e la conseguente lesione, attuata sul piano professionale o sessuale o morale o pscicologico o fisico (&#8230;)”.</p>
<p>Al mobbing ed allo stress da lavoro, “argomenti affini, ma non sovrapponibili”, come ha precisato Valeria Paoletti, presidente del CUG (Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni) dell’Università per Stranieri di Perugia, costituito con D.R. n. 38 il 26 febbraio 2014 per il quadriennio 2014-2018, è stato interamente dedicato il seminario di oggi, mercoledì 25 maggio 2016 nella Sala Goldoni di Palazzo Gallenga, “Mobbing e stress da lavoro”, organizzato dal Comitato Unico di Garanzia, con interventi di Valeria Paoletti (Cos’è il mobbing. Risultati dell’indagine sul benessere organizzativo all’Università per Stranieri), di Claudio di Nicola, psicologo, psicoterapeuta, sociologo formatore (La vita di relazione: quale comunicazione), di Elena Tiracorrendo, consigliera regionale di Parità della Regione Umbria (Discriminazioni e stress-lavoro correlato. Alcune casistiche) e di Barbara Pirisinu, che ha presentato una panoramica su quel fenomeno sociale di difficile individuazione, dal punto di vista giuridico, del mobbing.</p>
<p>Un ambito, quello del mobbing, farraginoso, non normato giuridicamente. Un terreno, dunque, scivoloso, sul quale è molto difficile muoversi. Il seminario promosso dal CUG, ha sottolineato la Presidente del Comitato, Valeria Paoletti, “si è prefissato due obiettivi precipui: tracciare delle linee-guida sul fenomeno del mobbing ed aprire un dibattito sui risultati dell&#8217;indagine sul benessere organizzativo, secondo il modello ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione), approvato il 29 maggio 2013, per gli anni 2013, 2014, 2015”. La sentenza della cassazione sopraccitata ha stabilito le linee-guida standard che consentono di riscontrare in modo fattuale la presenza del danno lavorativo sul soggetto mobbizzato. Affinché si possa parlare di “mobbing”, si rendono essenziali due fattori: la reiterazione degli atti ritenuti illegittimi, per la durata minima di 6 mensilità, e la concatenazione di 7 fattori: le vessazioni devono avvenire nel posto di lavoro, per sei mesi consecutivi, ci deve essere una frequenza degli atti vessatori, le azioni ostili possono concretizzarsi in attacchi alla possibilità di comunicare e alla reputazione, ci deve essere un dislivello fra gli antagonisti (il cosiddetto “mobbing verticale” – ce ne è anche uno orizzontale -, poggia sull’inferiorità gerarchica del soggetto mobbizzato), si debbono avvertire sintomi psicosomatici, deve essere riscontrato un intento persecutorio.</p>
<p>“Questi i dati emersi dal questionario per la valutazione del benessere organizzativo sul luogo di lavoro e del proprio superiore gerarchico, secondo il modello ANAC del 2013, per gli anni 2013-2014-2015 – ha dichiarato Valeria Paoletti -: i risultati dell’indagine hanno attestato una progressiva diminuzione del numero dei rispondenti, dal 72% del 2013 al 42% del 2015, testimoniando, di fatto, un’altra deminutio, quella della convinzione che questo tipo di indagine possa costituire uno strumento efficace di valutazione del lavoro”. Alcuni aspetti positivi dell’indagine condotta nel 2015 concernono la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro e sullo stress lavoro correlato: il 4,71 delle donne e il 4,46 degli uomini, per un valore medio del 4,63, per esempio, dichiara di non aver subìto mobbing. Non mancano, però, le criticità: solo il 3,63 delle donne ed il 2,88 degli uomini non avvertono malessere (i dati non paiono rincuoranti, se confrontati con quelli relativi al biennio 2013-2014: rispettivamente, 3, 79 e 4,00). Focalizza la sua attenzione sulla componente emozionale, Claudio Di Nicola, sulla correlazione fra stress da lavoro e stress da esistenza, in quanto “ovunque c’è vita da relazione – ha affermato il sociologo formatore – ci sono un immaginario ed un emozionale, che vanno riabilitate nell’esperienza della realtà, specie di fronte ad atti di violenza, al mobbing, allo stalking, al bullismo, al terrorismo psicologico, in quanto la vittima soffre la propria parte “attrice” della comunicazione in una situazione di disagio e di stress da lavoro”.</p>
<p>“La sensazione &#8211; ha proseguito Di Nicola – costituisce una reazione psichica che scaturisce dalla registrazione dell’ambiente circostante, mediante il proprio bagaglio culturale ed il proprio patrimonio genetico. Il disagio è sempre legato alla sfera del rifiuto e della sfiducia”. Elena Tiracorrendo, consigliera regionale di Parità della Regione Umbria ha presentato, invece, alcune casistiche di discriminazioni e di stress da lavoro ad esse correlato, riscontrando un maggiore grado di discriminazione sul lavoro verso le donne (una vera discriminazione di genere) e ricordando che, per far fronte a queste situazioni di esclusione e di molestie, la Regione offre consulenza e possibilità di intervento sia in via extra-giudiziale che in via giudiziale, secondo il D.L. 198 del 2006 in materia di parità uomo/donna in ambito lavorativo. Questa la casistica degli ultimi 3 anni: nel settore privato sono stati registrati circa 35 casi di discriminazione nel mondo del lavoro, alcuni dei quali con molestie (a tal proposito, la USL Umbria 2 propone un servizio attivo contro il mobbing).</p>
<p>La discriminazione, inoltre, passa anche per i demansionamenti al rientro dalla maternità. Ha parlato delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la persona morale del soggetto vittima di mobbing, Barbara Pirisinu, che ha affrontato questo fenomeno sociale costruito dalla giurisprudenza e non individuabile, da un punto di vista, appunto, giuridico. “Più che di veri e propri atti vessatori – ha aggiunto – si tratta molto spesso di condotte omissive (ad esempio il mancato coinvolgimento in un progetto), di demansionamento (vietato dal codice civile, a differenza dello svuotamento dei contenuti professionali, che non è codificato), che, se sommati agli altri elementi tassativi, possono essere valutati per un risarcimento del soggetto mobbizzato”.</p>
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		<title>Università per Stranieri di Perugia, presentato il secondo numero della rivista di Scienze umane e sociali “Gentes”.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gentes]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Multiculturalità, interdisciplinarità, interdiscorsività come “luoghi futuribili” e assi scientifici spostati verso l’esterno, sul piano della condivisione di saperi tra i più disparati, che viaggiano sui binari dell’editoria digitale online, gratuitamente. Lo ha evidenziato, il direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia, Roberto Fedi, nel corso dell’evento di presentazione, nella sala Goldoniana di Palazzo Gallenga, del secondo numero di “Gentes”, la rivista annuale peer reviewed di Scienze Umane e Sociali, di cui dirige il comitato scientifico e per la quale sono state attivate le procedure affinché l’ANVUR valuti e approvi questo prezioso strumento accademico come rivista di classe A. &#8220;Un Ateneo – ha proseguito Fedi – deve dotarsi di un proprio strumento di divulgazione del sapere o, per meglio dire, dei saperi scientifici, privati degli infruttuosi e sterili confini disciplinari, dalla letteratura alla linguistica, dall’economia alla semiotica, passando per la storia dell’arte, la sociologia, le scienze tecnologiche, in grado di restituire una visione di insieme, enciclopedica&#8221;. Una visione enciclopedica, che, come ha sottolineato il direttore responsabile di “Gentes”, Antonello Lamanna, funge da ponte tra saperi umanistici e scientifici e di cui i veri protagonisti sono gli autori, sulla base di una proficua collaborazione scientifica cui la rivista vuol dare voce. Quattro, le sezioni tematiche della rivista accademica, attorno alle quali ruotano i campi disciplinari afferenti alle scienze umane e sociali: “Visioni interdisciplinari”, che gettano, come ha sottolineato la professoressa Giovanna Zaganelli, coordinatrice del Dottorato in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale della Stranieri di Perugia, che ne ha ripercorso l’indice conoscitivo, &#8220;uno sguardo multi-dialogico teso a connettere e rendere discorsivi ambiti disciplinari diversi, in un costante dialogo tra le arti, che rappresenta uno dei tratti distintivi di questo strumento di divulgazione culturale, perfettamente in linea con ciò che chiedono gli studenti, i dottorandi, i giovani ricercatori, l’Università e, soprattutto, la Riforma&#8221;. “Laboratori e pratiche della comunicazione linguistica” e “Strategie e pratiche delle culture contemporanee” costituiscono la seconda e la terza sezione in cui si struttura la rivista e sono dedicate, rispettivamente, alle ricerche linguistiche, sia da una prospettiva diacronica, che sincronica, ed alle nuove metodologie messe in campo nella ricerca scientifica contemporanea; una quarta sezione, infine, è finalizzata alla pubblicazione di recensioni di importanti volumi e contributi di ambito scientifico. Attiva, la partecipazione di docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi al secondo numero della rivista, più corposo e più definito, rispetto al primo, edito nel dicembre del 2014, in un asse spaziale e internazionale che collega l’ateneo perugino ad altre prestigiose Università, da Teheran a Napoli, da Varsavia alla Tuscia di Viterbo. Molte, le richieste inoltrate per la pubblicazione del terzo numero della rivista; 1000, i download in una settimana. Non è un caso, forse, come ha ancora osservato la professoressa Zaganelli, che nella copertina campeggi, come elemento iconico, una cupola. Non una cupola qualunque, ma quella dell’oratorio di Santa Cecilia: &#8220;una volta, che, dal punto di vista connotativo, raccoglie le ramificazioni del sapere&#8221;. E la comunità di intenti che a quello sottendono.</p>
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