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	<title>Perugia Online &#187; usl umbria 1</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>A Città di Castello presentato il nuovo sistema per endourologia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 May 2017 13:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Città di Castello]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> L&#8217;associazione &#8220;Altotevere Contro il Cancro&#8221; ha recentemente donato all&#8217;unità operativa urologia dell&#8217;Ospedale di Città di Castello un&#8217;apparecchiatura per endourologia che consiste in sistema video dotato di una particolare fonte luminosa ad ultravioletti e una particolare ottica che, previa somministrazione endovenosa di Acido 5-Aminolevulinico, determina sulla mucosa vescicale aree di diverso colore (azione fotodinamica) in relazione alla possibile presenza di cellule tumorali. In tal modo è possibile indirizzare la resezione del tessuto in maniera mirata. Tale sistema è utile soprattutto nel follow-up del tumore vescicale per evidenziare zone altrimenti poco distinguibili dalla mucosa normale. Oggi alla presentazione ufficiale sono intervenuti Andrea Casciari Direttore Generale Usl Umbria 1, Italo Cesarotti Presidente Associazione Altotevere Contro il Cancro e rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, Luciano Bacoccoli Dirigente Unicredit, Daniela Belsoli Vicepresidente Associazione Altotevere Contro il Cancro, Silvio Pasqui Direttore Sanitario Ospedale di Città di Castello e Filippo Balloni Direttore SC Aziendale di Urologia USL Umbria 1.</p>
<p>&#8220;Questa apparecchiatura &#8211; ha dichiarato Casciari &#8211; permette alla struttura complessa aziendale di fare un consistente passo in avanti nelle attività di urologia e nelle performance della nostra azienda. Grazie di cuore a questa &#8216;triade&#8217; formata dall&#8217;associazione, Fondazione e Unicredit: voi siete un grande valore aggiunto per la sanità soprattutto in anni difficili come questi: lo scorso anno la Regione ha dovuto bloccare gli investimenti per poter garantire a tutti le cure per l&#8217;epatite C. Meglio il 2017 con la ripresa di un programma intenso di acquisti, diversi milioni di euro, sempre valutando attentamente le giuste priorità. L&#8217;Ospedale di Città di Castello è ai massimi livelli in Umbria, con un programma denso di innovazioni che vedrete anche nei prossimi mesi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Grazie all&#8217;associazionismo i nostri ospedali mantengono il passo e possono proporre gli ultimi ritrovati tecnologici ai pazienti. Questo che presentiamo &#8211; ha spiegato il dottor Filippo Balloni &#8211; non è altro che un sistema video, dotato di monitor 36 pollici, di una centralina, di una micro telecamera applicata su un resettore per vedere che succede dentro la vescica: in pratica potrebbe essere un sistema multidisciplinare, in ginecologia, ortopedia, ecc. Accanto a questo ho pensato di far inserire un valore aggiunto, il sistema fotodinamico: questa centralina è dotata di un sistema a luce bianca che può essere convertito a luce ultravioletta. La luce ultravioletta con l&#8217;utilizzo di Acido 5-Aminolevulinico che acquisisce fluoroescenza, fa vedere aspetti che la luce bianca non fa vedere. L&#8217;esempio è la formazione tumorale all&#8217;interno della vescica e il successivo controllo delle eventuali recidive. Questo acido costa molto, 470 euro a fiala e quindi dobbiamo gestire la tecnologia con attenzione e la procedura dovrà essere indirizzata ai casi più particolari&#8221;.</p>
<p>I dati relativi alle resezioni vescicali per neoplasia nell&#8217;anno 2016 possono essere così riassunti negli ospedali dell&#8217;Usl Umbria 1: a Città di Castello circa 100 resezioni, a Gubbio-Gualdo circa 70 resezioni, 20 a Pantalla e circa 20 a Castiglione del Lago. &#8220;Di queste un buon 30% sono rappresentate da Neoplasie di &#8220;alto grado&#8221; e quindi meritevoli di un &#8220;second look&#8221; a distanza di quattro/sei settimane dalla prima resezione. È a questo livello che può entrare in gioco l&#8217;endoscopia &#8220;fotodinamica&#8221; che permette di evidenziare quelle ulteriori aree sospette su cui &#8220;mirare&#8221; la nuova resezione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci siamo attivati subito dopo la richiesta del dottor Balloni &#8211; ha detto Italo Cesarotti in qualità di presidente della Fondazione &#8211; rivolta anche congiuntamente all&#8217;associazione. Il primo preventivo era molto elevato e quindi l&#8217;ostacolo era grosso: la Fondazione CariCast ha subito stanziato 20.000 euro e dopo opportune limature e aggiustamenti siamo arrivati al costo attuale che consiste in una spesa di 36.000 euro IVA compresa. Poi abbiamo trovato un partner in Unicredit con il &#8220;Progetto il mio Dono&#8221; che è un concorso fra tante associazioni di volontariato come noi&#8221;. La somma totale di 36.000 euro è stata quindi ripartita così: 20.000 la Fondazione, 9.000 l&#8217;associazione e 7.000 Unicredit.</p>
<p>Luciano Bacoccoli ha infine spiegato il meccanismo del concorso &#8220;Progetto il mio Dono&#8221; di Unicredit, spiegando l&#8217;importanza dei legami con il territorio umbro. Il 2 per mille di ogni acquisto fatto con la carta di credito va a costituire un fondo a livello nazionale che poi viene ripartito in base all&#8217;importanza e all&#8217;interesse per la collettività.</p>
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		<title>Giornata Nazionale della Salute della Donna: significativo potenziamento del servizio di senologia di Perugia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 15:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nell’ambito dell’annoso problema delle liste di attesa, le prestazioni di senologia sono sempre state tra le più critiche, con tempi di attesa molto lunghi e soprattutto organizzate con &#8220;agende chiuse&#8221;, costringendo la donna a ripresentarsi più volte al punto prenotazione, per ottenere la mammografia. Sebbene i servizi di senologia dell’USL Umbria 1 abbiano sempre garantito le urgenze, fino a pochi mesi fa la donna asintomatica che faceva una visita senologica con accesso spontaneo, doveva tornare, sulla base delle indicazioni ricevute dallo specialista senologo, prima dal medico di famiglia per farsi prescrivere la visita di controllo e poi al CUP per la prenotazione, con un’alta probabilità di dover attendere oltre l’intervallo consigliato.</p>
<p>Da pochi mesi invece, con il nuovo Piano Aziendale per il contenimento delle liste di attesa, l&#8217;USL Umbria 1 ha introdotto la &#8220;presa in carico della donna&#8221; che si rivolge al servizi di senologia aziendali. La novità è stata introdotta da ottobre 2016 al Servizio di Senologia di piazzale Europa a Perugia: la presa in carico della donna, al di fuori dell&#8217;età da screening, ha visto l’incremento di 3 sedute ambulatoriali settimanali con 36 posti complessivi settimanali aggiuntivi dedicati al primo esame senologico (priorità P, asintomatiche), alle donne già operate per cancro al seno (esenzione 048) che devono sottoporsi ad un controllo annuale e che non trovano collocazione nelle sedute ambulatoriali già disponibili, alle pazienti con priorità B e D, se non trovano collocazione nelle sedute ambulatoriali già disponibili; alle donne residenti nell’area del Perugino che, secondo le cadenze consigliate dallo specialista, svolgono regolarmente esami di controllo.</p>
<p>«Proprio nella Giornata Nazionale della Salute della Donna che si svolgerà sabato 22 aprile &#8211; afferma il Direttore Generale Andrea Casciari &#8211; l’USL Umbria 1 vuole porre l’accento sul potenziamento che questa Direzione ha messo in essere in modo particolare nel Servizio di Senologia del Distretto del Perugino, con l’assunzione di un medico e un tecnico radiologi in più e con l’acquisizione di tecnologie, ecografi e mammografi, di ultima generazione. Queste risorse aggiuntive hanno permesso, grazie anche al costante impegno profuso da tutti le operatrici e gli operatori che lavorano nei nostri servizi di Senologia, di arrivare ad un così importante risultato della “presa in carico” delle richieste di prestazioni di senologia da parte delle donne. In particolare da gennaio, in tutti i nostri servizi di senologia e soprattutto in quello del Perugino, che è il più grande della nostra regione, la donna che ha eseguito l’esame senologico clinico/strumentale riceve, nella stessa seduta, la prenotazione del successivo controllo secondo la data indicata dallo specialista radiologo, senza fare ulteriori file o passaggi burocratici».</p>
<p>In sintesi gli scopi della &#8220;presa in carico&#8221; sono: facilitare il percorso delle donne che attuano esami di prevenzione non solo con la chiamata di screening ma anche con esami ambulatoriali; ridurre i tempi di attesa e i vari passaggi burocratici; ridurre gli esami inappropriati, cioè attuati al di fuori dei tempi consigliati, che con la loro ridondanza aumentano le liste di attesa, sottraendo posti alle richieste appropriate. Con l’occasione è bene ricordare l’importanza per la salute della donna del percorso di screening mammografico che si effettua da vent’anni circa nella nostra Regione. Ad esso la USL Umbria 1 dedica molte energie con invito attivo gratuito biennale a tutte le donne dai 50 ai 72 anni e con previsione nel prossimo biennio di ulteriore estensione della chiamata a 74 anni.</p>
<p>Nel corso dell’intero round di screening 2014/15, la USL Umbria 1 ha invitato allo screening mammografico complessivamente 64.700 donne, con una percentuale di adesione aziendale molto alta, oltre il 73%, con la punta massima nel distretto del Perugino di 74,8%. La senologia di Perugia, oltre alle 18 mila donne del perugino esegue la lettura dello screening delle residenti dell’Assisano e di Castiglione del Lago e offre anche annualmente oltre 14 mila prestazioni di diagnostica clinico-strumentale, al di fuori dello screening, coprendo il 34% di tutta l’attività senologica ambulatoriale dell’Azienda (Branca 16%, Castello 16%, Pantalla 14%, Assisi 11%, Castiglione del Lago 5%, Città della Pieve 4%).</p>
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		<title>Consegnati 105 attestati di operatore sociosanitario, in arrivo nuovi bandi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 08:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si è svolta all’ospedale della Media Valle del Tevere a Pantalla la cerimonia di consegna degli attestati regionali di operatore socio sanitario, figura professionale istituita  fin dal 2001 dalla Conferenza permanente Stato-Regioni, per la quale l’Umbria è stata tra le prime Regioni a definire apposite norme che ne hanno precisato il profilo e l’utilizzo in ambito sia sanitario (ospedaliero e domiciliare) sia sociale, stabilendo in 550 ore di teoria e 450 di tirocinio pratico lo standard formativo articolato in diverse materie di natura sanitaria e socio-assistenziale. Nel corso della breve cerimonia il direttore generale della Usl Umbria 1 Andrea Casciari si è  congratulato con i centocinque allievi che hanno superato positivamente l’esame finale del corso di formazione biennale, organizzato dal Centro di Formazione della Usl Umbria 1, e ha sottolineato l’importanza della presenza di questa figura professionale nei servizi sociosanitari che sempre più sono rivolti alla popolazione anziana affetta da malattie e disabilità croniche.  “La necessità di assistenza anche per i bisogni di  base &#8211; ha aggiunto Casciari – richiede, oltre a professionalità e competenza, specifica forte motivazione e sensibilità umana”.</p>
<p>Il dottor Palmiro Riganelli, direttore dell’area sanitaria  del corso, anche a nome della dottoressa Marina Sonno, responsabile dell’area sociale del corso, e dei  tutor,  Maria Grazia Carnio  e Barbara Radicchia,  ha tracciato il  bilancio delle attività didattiche ricordando che “l’azienda Usl Umbria 1 è attualmente l’unica struttura pubblica della regione a garantire la formazione dell’operatore socio sanitario, e chein un decennio sono stati diplomati oltre cinquecento operatori, consolidando così una esperienza significativa che ha consentito di strutturare un proprio corpo docenti e una stabile  direzione didattica”. Al termine dell&#8217;incontro il dottor Franco Cocchi, dirigente responsabile della formazione aziendale, ha annunciato che sono state già autorizzate dalla Regione ulteriori edizioni di corsi di formazione per Operatori sociosanitari,  sia di base che di specializzazione, per i quali presto saranno emessi i bandi pubblici per le selezioni di accesso.</p>
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		<title>Troppo sale nei prodotti tipici: in Umbria nasce la &#8220;salsiccia del benessere&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 10:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Per far fronte ai pericoli dell’eccessivo consumo di sale e dimostrare che è possibile coniugare gusto e salute, dall’Umbria è partito il progetto della “salsiccia del ben..essere!!”, un’iniziativa realizzata nell’ambito del programma di studio ed educazione alimentare “Città del ben…essere!!”, nato a Gubbio dalla collaborazione della Usl Umbria 1 con il Centro Studi Nutrizione Umana ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Per far fronte ai pericoli dell’eccessivo consumo di sale e dimostrare che è possibile coniugare gusto e salute, dall’Umbria è partito il progetto della “salsiccia del ben..essere!!”, un’iniziativa realizzata nell’ambito del programma di studio ed educazione alimentare “Città del ben…essere!!”, nato a Gubbio dalla collaborazione della Usl Umbria 1 con il Centro Studi Nutrizione Umana con il patrocinio dell’associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. In Italia il consumo giornaliero di sale è almeno il doppio rispetto a quanto raccomandato dall’Oms, cioè fino a 5 grammi (più o meno un cucchiaino da tè), corrispondenti a circa 2 grammi di sodio. E poiché è dimostrato che il sale da cucina (o cloruro di sodio) favorisce l’aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto e ictus, calcolosi renale, osteoporosi e alcuni tumori (in particolare quello allo stomaco), anche in Italia da alcuni anni, come in altri paesi europei, sono state avviate iniziative per ridurre il sale negli alimenti.</p>
<p>Considerato che il pane è uno degli elementi che porta a un maggiore consumo di sodio nell’arco della giornata (una sola fetta ne apporta circa 0,15 grammi), in Italia la prima strategia per la riduzione del sodio è partita dal pane meno salato: nel 2009 il Ministero della Salute ha siglato  un accordo con i produttori di pane (a livello industriale e artigianale) per diminuire entro il 2011 il contenuto di sale del 15%, una riduzione minima non percepibile a livello di gusto. “La strategia adottata a livello nazionale – sottolinea il coordinatore del progetto Guido Monacelli, medico nutrizionista della Usl Umbria 1 e presidente regionale Adi &#8211; avrebbe tuttavia una limitata efficacia in regioni come l’Umbria, dove il pane è storicamente ‘sciapo’ e prevale invece il consumo di altri alimenti tipici della tradizione e della gastronomia regionale ad alto contenuto di sale; per questo si è deciso di intervenire sulla produzione di salumi ed anche di formaggi (quest’ultimi ancora in fase sperimentale) con la convinzione di poter ribaltare il luogo comune secondo cui il prodotto tipico è buono ma fa male”.</p>
<p>L’iniziativa, che ha comportato una attenta rivisitazione scientifica e tecnologica della produzione dei salumi, partita dall’Alto Chiascio, grazie alla collaborazione di alcune aziende locali, dove vengono regolarmente prodotti salumi caratterizzati da riduzione del 35% della quantità di sale, uso esclusivo di sale iodato per contrastare le patologie tiroidee,aromatizzazione che privilegia il finocchio e il peperoncino a scapito del pepe, utilizzo di tagli magri (con diminuzione dell’apporto calorico e dei grassi saturi) e assoluta assenza di conservanti.</p>
<p>Per mettere in evidenza questo ed altri temi nutrizionali di forte impatto sul benessere della popolazione generale e sulla sanità pubblica, il 3 settembre 2016 a Gubbio si svolgerà la &#8220;Marcia della Pace Alimentare&#8221;, percorrendo un tratto del “Sentiero di Francesco”, il pellegrinaggio organizzato dalle Diocesi di Assisi e Gubbio. L’evento sarà realizzato in occasione della 30esima edizione del progetto “Città del Ben…essere!!” che, sul tema “Come nutrire il pianeta?”, invita a fornire risposte concrete ai problemi mondiali della malnutrizione per difetto (carenza di iodio, acido folico, ferro, calcio/vitamina D) e per eccesso (sodio/sale, obesità). Un’attenzione speciale sarà rivolta alle scelte personali, sociali ed etiche, che passano dai modelli estetici femminili stressanti della nostra società, all’iniziativa prevista in riferimento al  progetto Onu “Fame zero entro il 2030” con  la concessione di “Mucche in comodato d’uso” in alcuni villaggi dell’Etiopia.</p>
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		<title>Usl Umbria 1, referti online in tutto il distretto del Perugino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 10:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Dal mese di marzo è attiva su tutto il territorio del Distretto del Perugino la refertazione online dei prelievi ematochimici, per cui i cittadini potranno vedere direttamente da casa, tramite computer collegato ad internet o dal proprio smartphone o tablet, i risultati delle analisi laboratorio. La procedura &#8211; La procedura è semplice. Il cittadino al ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dal mese di marzo è attiva su tutto il territorio del Distretto del Perugino la refertazione online dei prelievi ematochimici, per cui i cittadini potranno vedere direttamente da casa, tramite computer collegato ad internet o dal proprio smartphone o tablet, i risultati delle analisi laboratorio.</p>
<p><strong>La procedura</strong> &#8211; La procedura è semplice. Il cittadino al momento della prenotazione riceverà un foglio in cui saranno indicati il proprio codice fiscale, una prima parte di un codice numerico (PIN 1) e la data in cui sarà disponibile il referto. Quando andrà ad effettuare la prestazione, l’utente riceverà anche un secondo codice numerico PIN 2. Con tali dati l’utente potrà accedere alla sezione “servizi on line/referti” del sito della USL Umbria 1 (<a href="http://www.uslumbria1.gov.it/">http://www.uslumbria1.gov.it</a>   oppure direttamente a <a href="https://referti.uslumbria1.it/">https://referti.uslumbria1.it</a>) per scaricare il referto entro il termine indicato di 30 giorni.  Si precisa che ogni codice PIN è valido solo per la singola prestazione in corso e che il referto dovrà poi essere stampato per essere consegnato al medico di medicina generale.</p>
<p><strong>Il servizio</strong> &#8211; “Già collaudato da circa due anni negli altri distretti, – spiega il direttore generale Giuseppe Legato &#8211;  il servizio di refertazione  online entra così a regime su tutti i territori  della Usl 1. Un traguardo importante che rientra nell’ambito di quel processo di digitalizzazione e dematerializzazione della sanità che condurrà presto all’abbandono della carta e all’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico.  Il vantaggio più evidente dell’accesso ai referti tramite internet è che i cittadini potranno evitare di spostarsi fisicamente per ritirare i referti, essendo questi disponibili su computer, smartphone o tablet, in assoluta sicurezza e nel pieno rispetto della privacy”. &#8220;Il servizio era già attivo sperimentalmente da novembre 2014 presso il Centro di Salute di Ponte San Giovanni &#8211; precisa la direttrice del Distretto del Perugino, Giuseppina Bioli &#8211; con ottimi risultati e soddisfazione da parte degli utenti. Il servizio di consultazione tramite internet copre più del 90% degli esami di laboratorio. Restano esclusi dalla refertazione online  alcuni specifici esami regolati da norme particolari in fatto di privacy, in osservanza delle linee guida del Garante della Privacy 19/11/2009”. In questi casi sul modulo di prenotazione sarà espressamente indicato che il ritiro potrà essere effettuato solo allo sportello.</p>
<p><strong>Il referto cartaceo</strong> &#8211;  Il servizio non comporta costi aggiuntivi e va ad affiancarsi al tradizionale ritiro referti allo sportello, che resta ancora utile a coloro che non dispongono di un computer o di una connessione Internet o di una stampante.  In questi casi il  referto cartaceo potrà essere ritirato, come di consueto, nel Poliambulatorio o Centro di Salute presso cui è stato eseguito l’esame, dove rimane comunque disponibile per 30 giorni. Trascorsi i 30 giorni una copia cartacea potrà comunque essere richiesta, ma a pagamento, secondo le modalità previste per il ritiro della documentazione sanitaria. Si ricorda, inoltre, che in caso di mancato ritiro del referto (tramite consultazione on line o ritiro allo sportello) entro i 30 giorni indicati, rimane in vigore la normativa (art. 4, comma 18, L. 412/91) secondo cui l&#8217;utente è tenuto a pagare la prestazione per intero, anche se  esente ticket.</p>
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