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	<title>Perugia Online &#187; Usl</title>
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		<title>Alla scoperta del progetto RandAgiamo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 09:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Come promesso settimana scorsa [www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/], andiamo a descrivere una bella iniziativa a favore dei nostri amici a quattro zampe: RandAgiamo. Tale progetto vuole contribuire alla prevenzione del randagismo e dell’aggressività canina e insieme promuovere la conoscenza del cane e la valorizzazione della sua relazione con l’uomo. Suo obiettivo principale è quello di incentivare l’adozione all’interno ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/alla-scoperta-del-progetto-randagiamo/">Alla scoperta del progetto RandAgiamo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Come promesso settimana scorsa [<a href="http://www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/">www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/</a>], andiamo a descrivere una bella iniziativa a favore dei nostri amici a quattro zampe: RandAgiamo. Tale progetto vuole contribuire alla prevenzione del randagismo e dell’aggressività canina e insieme promuovere la conoscenza del cane e la valorizzazione della sua relazione con l’uomo. Suo obiettivo principale è quello di incentivare l’adozione all’interno dei canili.</p>
<p><b>Breve storia &#8211; </b>Tutto nacque nel 2010 da un progetto pilota attivato presso il Canile Sanitario Municipale di Collestrada, in collaborazione tra il Laboratorio di Etologia e Benessere Animale del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia (responsabile: Silvana Diverio) e il Servizio Veterinario Usl Umbria 1 &#8211; Unità Operativa Semplice di Igiene Urbana e Prevenzione Randagismo (responsabile: Stefania Mancini). RandAgiamo è cominciato come un progetto di ricerca del Leba, protrattosi nel tempo grazie al lavoro instancabile degli studenti e alla sinergia con il personale del canile. Tale studio è stato oggetto del dottorato di ricerca di Maria Chiara Catalani e della tesi di laurea di Beatrice Boccini &#8211; che ne compongono lo staff fondamentale &#8211; e ha prodotto risultati molto incoraggianti: si è dimostrato infatti che i cani coinvolti diventano più calmi, socievoli, obbedienti, quindi più facili da adottare e inserire con successo in ambito familiare. Di conseguenza, il tasso di adozioni è aumentato sensibilmente.</p>
<p><b>Funzionamento &#8211;</b> Il protocollo RandAgiamo si svolge così: ogni cane viene valutato dal punto di vista comportamentale e, se risulta idoneo, inizia un percorso di educazione (impara ad esempio a farsi mettere la pettorina, a non tirare al guinzaglio, a stare tranquillo) che lo aiuta ad inserirsi più facilmente nella futura famiglia adottiva. Nell’ambito del progetto l’adozione dell’animale (nel frattempo sterilizzato, vaccinato e microchippato) avviene con una sorta di garanzia: la scelta del cane più idoneo alla famiglia è assistita da un team specializzato disponibile gratuitamente in caso di difficoltà di inserimento o problemi comportamentali. Questo perché il percorso di educazione e assistenza di RandAgiamo vuole evitare che un cane adottato possa essere riportato in canile e subire di conseguenza un nuovo abbandono (ipotesi fin qui verificatasi una sola volta a fronte di svariate decine di adozioni).<b> </b>Essendo l’implementazione del protocollo basata sull’etologia e il benessere degli animali, anche la scelta delle famiglie adottanti deve rispettare precisi criteri di affidabilità. Il modello operativo si avvale inoltre di personale specializzato per la formazione dei cani, <em>c.d.</em> Randagenti (Claudia Enas, Chiara De Filippi, Martina Iaboni, Martina Laconi, Silvia Calipari, Flavia Adiutori, Barbara Corrai, Tania Bordoni, Gloria Caseti) e altri volontari (troppi per nominarli tutti) che portano gli animali in passeggiata, senza l&#8217;amore e la generosità dei quali la realizzazione del progetto non sarebbe possibile.</p>
<p><b>Sviluppi &#8211; </b>Dal 2013, poi, la Regione Umbria ha promosso l’adozione del progetto RandAgiamo come modello operativo nell’ambito del programma di prevenzione regionale, estendendolo in maniera sperimentale ad altri canili presenti sul territorio umbro. Non solo, all’interno del piano di prevenzione sanitario 2014-2018 è stato inserito l’omonimo programma, scritto ed elaborato in maniera partecipata, in cui sono previsti tre diversi progetti: <i>I canili aperti</i>; <i>Chi trova un amico trova un tesoro</i>; <i>Con un amico si sta meglio</i>. Sono già operative alcune iniziative rientranti all’interno del primo progetto (un esempio ne è proprio l’evento della scorsa settimana), mentre gli altri due, in attesa di essere attivati, consistono rispettivamente nell’organizzazione di corsi tesi a incentivare il possesso responsabile e consapevole del cane, con un occhio particolare rivolto all’importanza della microchippatura (il secondo) e nella possibilità di far entrare all’interno di strutture sanitarie &#8211; come gli ospedali, le case di riposo o gli hospice &#8211; cani di proprietà dei degenti o esemplari addestrati la cui presenza possa spiegare effetti benefici per tali soggetti (il terzo). Per realizzare tutto ciò è in atto una grande convergenza di sforzi da parte di una serie di soggetti: Regione, Provincia, Comuni, Asl, Università, Ordini MV, Izs, associazioni, progetto RandAgiamo, <i>ecc.</i></p>
<p><b>Informazioni &#8211; </b>Da non dimenticare, infine, l’aiuto offerto al progetto dallo Sportello a 4 zampe della Provincia di Perugia (gestito da Melania Roscini), che ne permette una grandissima diffusione, in particolare tramite social, oltre ad essere un generale punto di riferimento per quanto riguarda consigli, adozioni, smarrimenti e simili<i>. </i>Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook <a href="http://facebook.com/Progetto-RandAgiamo-1392948434343495/?fref=ts">facebook.com/Progetto-RandAgiamo-1392948434343495/?fref=ts</a>.</p>
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		<title>L&#8217;attività fisica come farmaco</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 09:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[anam]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un progetto che fa dell’innovazione la propria filosofia, e che sta riscuotendo un incredibile successo nella pratica, presso l’ospedale di Pantalla. E’ quello promosso, in collaborazione con la Usl 1 Umbria (servizio di Medicina dello Sport), dall’Anam &#8211; Associazione Nazionale per le Attività Motorie – Onlus, e che propone l&#8217;attività fisica come farmaco. Il progetto, rivolto a soggetti con patologie cardiache e fattori di rischio cronico cardiovascolare, è partito in via sperimentale circa un anno fa. “Oggi più che mai – dichiara il presidente dell’Anam Antonio Donato – siamo sulla buona strada, con dati molto incoraggianti che rafforzano il concetto: scegli uno stile di vita sano, guadagnerai in salute! Più movimento e meno farmaci è uno stile di vita che funziona”. Il progetto, coordinato dalla dottoressa Barbara Sebastiani che si avvale dei dottori Marco Nulli Giuseppe Mordivoglia in qualità di istruttori, è rivolto in particolare al trattamento di patologie quali Cardiopatie, Diabete e Sindrome Metabolica, attraverso un programma strutturato di attività motoria adattata. Lo scorso settembre ha compiuto un anno di vita, facendo registrare risultati incoraggianti. I circa 50 partecipanti, infatti, hanno riscontrato un significativo miglioramento del proprio stato generale di salute e, di conseguenza, della qualità della vita, sia sotto l’aspetto psicologico che fisico. Attività aerobiche ed anaerobiche hanno consentito ai pazienti di ridurre in maniera drastica l’uso di farmaci utilizzati per le patologie prese in esame, arrivando in alcuni perfino alla completa remissione terapeutica. Tutti i dati sono stati raccolti con dei test chinesiologici svolti periodicamente per monitorare i progressi dei pazienti. I risultati così ottenuti saranno presentati in un incontro pubblico presso l’Ospedale Media Valle del Tevere di Pantalla, difronte alle autorità pubbliche e ai dirigenti sanitari. Molto probabilmente l’Anam e la Usl 1 proveranno ad estendere il progetto anche ad altre strutture sanitarie presenti a Perugia, Passignano, Deruta e altre.</p>
<p>Per ulteriori informazioni www.attivitamotorie.it.</p>
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		<title>Educarsi al ben&#8230;..essere nelle fattorie didattiche</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  In linea con il protocollo d’ intesa siglato tra scuole, comune, fattorie e usl, continua il lavoro delle fattorie stesse di promozione ed interazione col territorio. <span style="line-height: 1.5;">Sulla base di queste premesse &#8211; fanno sapere gli organizzatori &#8211;  abbiamo deciso di approfondire nello spazio delle fattorie didattiche della CIA dell&#8217;Umbria all’ interno della manifestazione SpreK.O., due grandi temi: il turismo sostenibile che ha come protagoniste le Fattorie Didattiche e la dieta senza glutine, essendo la celiachia una patologia che colpisce un numero sempre crescente di persone. </span>Abbiamo perciò deciso di invitare persone in grado di contribuire attivamente alla realizzazione di entrambi i progetti.</p>
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<div class="column">
<p><strong>Turismo sostenibile.</strong> Per quanto riguarda il turismo sostenibile  &#8211; secondo gli organizzatori &#8211; sono state coinvolte due agenzie turistiche che si occupano principalmente di incoming, la spoletina AV Viaggi e la leccese KALINTOUR, il presidente nazionale di Turismo Verde della CIA Giulio Sparascio e il referente regionale per le fattorie didattiche della CIA Antonio Lattanzi.. L’idea da cui siamo partiti è quella di affiancare al turismo locale l’esperienza in fattoria didattica, luogo in cui il turista potrà godere di una varietà di opportunità uniche ed irrealizzabili altrove: sano stile di vita a livello di alimentazione, attività fisica, ma anche il riavvicinamento ai ritmi biologici attraverso la trasmissione delle conoscenze territoriali/rurali e il diretto contatto con la natura. Partendo da questo presupposto, le due agenzie hanno formulato dei possibili pacchetti turistici dove le FD sono protagoniste nell&#8217;offrire determinati servizi, auspicando di poter creare un gemellaggio interregionale tra fattorie didattiche umbre e masserie didattiche pugliesi. Oltre al turismo scolastico, pensiamo che questo progetto potrà coinvolgere anche le famiglie, gli amanti dello sport all’aria aperta e il cosiddetto turismo della terza età. Da un punto di vista organizzativo, si stanno cercando di ottimizzare i tempi di percorrenza e i modi in cui il viaggio dovrà essere intrapreso prediligendo, ovviamente, trasporti a basso impatto ambientale. Inoltre, si stanno attivando collaborazioni con le altre strutture ricettive del territorio per fronteggiare la richiesta di vitto e alloggio viste le limitate possibilità delle fattorie didattiche. Quello che vorremmo creare è un prodotto turistico territoriale a tutto tondo, affiancando a quello che il nostro bellissimo territorio è già in grado di offrire, delle conoscenze esperienziali che lascino il segno nella coscienza di chi le vivrà.</p>
<p><strong>Celiachia.</strong>  Altro importante tema  &#8211; continuano &#8211; che abbiamo voluto approfondire all’interno di SpreK.O. è stato quello della celiachia e l’abbiamo fatto invitando il presidente dell’AIC Umbria Samuele Rossi, coadiuvato da una chef specializzata in cucina senza glutine, e la Dirigente Scolastica dell’Istituto Alberghiero di Spoleto Fiorella Sagrestani. Per colmare le lacune conoscitive intorno al tema, abbiamo pensato che una collaborazione “dalla base” tra scuola e associazione potesse essere un buon inizio: verrà infatti proposto per il nuovo anno scolastico un corso professionale in “cucina senza glutine” promosso dall’ AIC che formerà i nuovi chef anche sotto questo aspetto. Essendo la sana alimentazione un principio cardine su cui si fonda la fattoria didattica, abbiamo ritenuto opportuno formarci per soddisfare i fabbisogni delle persone che devono seguire questo tipo di dieta. Considerata la crescente richiesta, abbiamo quindi proposto una successiva collaborazione che permetta ai neo specializzati chef di fare esperienza e contemporaneamente di insegnare agli addetti ai lavori delle fattorie didattiche, gli aspetti collegati alla celiachia e alla gestione delle preparazioni senza glutine.</p>
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		<title>Sanità, sempre più giovani con la sigaretta in mano</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 16:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In Umbria si fuma di più, soprattutto tra i più giovani. Sono questi i risultati dello studio epidemiologico &#8220;Passi&#8221;, che rileva come l&#8217;Umbria sia tra le regioni italiane a maggior prevalenza di fumatori, con un trend annuale in leggero ma in costante aumento. Fumo passivo &#8211; E se fino al 2013 &#8211; sottolinea una nota ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>In Umbria si fuma di più, soprattutto tra i più giovani. Sono questi i risultati dello studio epidemiologico &#8220;Passi&#8221;, che rileva come l&#8217;Umbria sia tra le regioni italiane a maggior prevalenza di fumatori, con un trend annuale in leggero ma in costante aumento.</p>
<p><strong>Fumo passivo</strong> &#8211; E se fino al 2013 &#8211; sottolinea una nota dell&#8217; Usl Umbria 1 &#8211; ancora troppi fumavano in casa esponendo anche i minori ai danni del fumo passivo, nel 2014 e&#8217; addirittura cresciuto il numero di fumatori che non rispettano il divieto di fumare nei luoghi pubblici e nel luogo di lavoro. Un quadro poco confortante, soprattutto se si considera che il fumo di sigaretta e&#8217; uno dei principali fattori di rischio per almeno otto tipi di neoplasie e diverse altre malattie croniche.</p>
<p><strong>I corsi per smettere</strong> &#8211; Per questo, in occasione della giornata mondiale contro il fumo, che si celebra il prossimo 31 maggio, l&#8217;Unita&#8217; Antifumo della Usl Umbria 1 ricorda che sono sempre aperte le iscrizioni ai corsi organizzati per coloro che vogliono definitivamente abbandonare il fumo di sigaretta in modo graduale e con il sostegno di operatori specializzati. Chi e&#8217; interessato puo&#8217; chiedere informazioni al proprio medico di famiglia, ai centri antifumo della stessa Usl 1 (Perugia, Bastia Umbra e Magione), alle farmacie Afas, al Centro salute e alla farmacia Bolli di Ponte Felcino, alle farmacie comunali di Bastia Umbra e S. Maria degli Angeli. Ma se è difficile smettere di fumare e limitare i danni già fatti, sul fronte della prevenzione si può certamente fare di più, inducendo culturalmente i giovanissimi a non iniziare mai a fumare. Per questo la Usl Umbria 1 punta ad estendere su tutto il territorio le attività di prevenzione &#8220;Liberi dal fumo&#8221; già sperimentate con successo nelle scuole primarie del Trasimeno e della Media Valle del Tevere.</p>
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		<title>Usl Umbria 1, al pronto soccorso garantita l&#8217;assistenza 24 ore su 24 alle donne vittime di violenza</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 12:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In attesa di completare il percorso formativo per tutti gli operatori sanitari di pronto soccorso, ostetricia, ginecologia e chirurgia, l’azienda Usl Umbria 1 è già in grado di garantire nei pronto soccorso di tutti i presidi ospedalieri la presenza in ogni turno nelle 24 ore di almeno un operatore formato per riconoscere, accogliere e intervenire sulle donne vittime di violenza. E’ ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>In attesa di completare il percorso formativo per tutti gli operatori sanitari di pronto soccorso, ostetricia, ginecologia e chirurgia, l’azienda Usl Umbria 1 è già in grado di garantire nei pronto soccorso di tutti i presidi ospedalieri la presenza in ogni turno nelle 24 ore di almeno un operatore formato per riconoscere, accogliere e intervenire sulle donne vittime di violenza. E’ questo uno dei traguardi del progetto “Integra”, finanziato dal dipartimento per le pari opportunità della presidenza del consiglio dei ministri e sviluppato in collaborazione con la Regione dell’Umbria,  con l’obiettivo di dare risposte efficaci alle donne vittime di violenza e offrire una prima assistenza omogenea nei servizi di pronto soccorso.</p>
<p>&#8220;Ciò è stato possibile &#8211; spiega il direttore generale Giuseppe Legato &#8211; grazie allo sviluppo di un software specifico con cui pianifichiamo nel lungo periodo, in modo informatizzato e automatizzato, i turni di lavoro di tutto il personale che opera nelle strutture di Pronto Soccorso dei nostri ospedali”. Il software è stato messo a punto, grazie al finanziamento del progetto “Integra”., da un gruppo di lavoro della Usl 1, diretto dall’unità operativa  di formazione del personale e sviluppo risorse, in collaborazione con il partner tecnologico del progetto, che ha specifica e consolidata esperienza nei sistemi avanzati di turistica ospedaliera. Una sinergia inedita che ha dato vita ad uno strumento innovativo per la gestione delle risorse umane, in quanto capace di condividere in tempo reale tutte le informazioni riguardanti i turni di lavoro.</p>
<p>“Tecnicamente – aggiunge il direttore Legato – avendo contribuito allo sviluppo del software, la USL Umbria 1 è divenuta proprietaria della localizzazione italiana del programma, che mette a disposizione di tutte le altre aziende sanitarie e ospedaliere che ne facciano richiesta, così come già fatto con l’Azienda ospedaliera di Perugia, conformemente alla legge del riuso in ambito informatico e tecnologico e nell&#8217;ottica di razionalizzazione della spesa pubblica”.</p>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/usl-umbria-1-al-pronto-soccorso-garantita-lassistenza-24-ore-24-alle-donne-vittime-di-violenza/">Usl Umbria 1, al pronto soccorso garantita l&#8217;assistenza 24 ore su 24 alle donne vittime di violenza</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Flash mob a 4 zampe, a Perugia l&#8217;evento di Randagiamo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 15:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Ospiti 4 zampe in piazza IV Novembre.  Sabato, nel primo pomeriggio, lo staff del progetto Randagiamo ha organizzato un flash mob dedicato all&#8217;amore per gli animali, mosso dalle celebrazioni in onore di san Francesco. Insieme all&#8217;Usl Umbria 1 e Dipartimento di Medicina Veterinaria dell&#8217;Università degli Studi di Perugia, Randagiamo ha ideato una rappresentazione itinerante sul problema dei cani che vivono nei canili, realizzata in collaborazione con Regione Umbria, Comune di Perugia, Sportello a 4 Zampe della Provincia. L&#8217;obiettivo è quello di sensibilizzare e parlare dei tantissimi cani abbandonati nei canili che necessitano di trovare delle adozioni.</p>
<p><strong>Flash mob &#8211;</strong> L’iniziativa vuole simbolicamente far uscire i cani dai loro recinti e dal loro isolamento dalla vita quotidiana dei cittadini, creando un contatto reale con le persone, coinvolgendo direttamente la cittadinanza. L’abbandono dei cani e degli animali in genere riguarda, infatti, tutti i cittadini dal punto di vista sia etico sia economico.</p>
<p><strong>Randagiamo &#8211;</strong> L&#8217;obiettivo di Randagiamo è quello di avvicinare la gente ai canili e di rieducare gli ospiti del canile sanitario di Collestrada. I cani rieducati sanno già farsi mettere il guinzaglio, non tirano in passeggiata, rispondono al loro nome e sono in grado di chiedere aiuto con lo sguardo quando non sanno bene come comportarsi. Randagiamo insegna ai 4 zampe abbandonati loro a collaborare con l’uomo. Tutti gli animali del progetto diventano amici pronti ad essere inseriti in una nuova famiglia.</p>

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