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	<title>Perugia Online &#187; vaccini</title>
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		<title>Vaccini, spedite circa 80 mila lettere alle famiglie con figli da 6 a 16 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 10:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Le Usl dell’Umbria hanno completato l’invio, alle famiglie con figli da 6 a 16 anni, dei certificati di adempienza vaccinale, necessari entro il 31 ottobre per l’ammissione alla scuola dell’obbligo, a seguito delle nuove disposizioni normative sui vaccini. Sono state spedite circa 80mila mila lettere, che si sommano alle 40mila inviate, entro lo scorso 10 settembre, ai bimbi fino a 6 anni”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, ringraziando gli operatori delle Aziende sanitarie locali &#8220;per il grande lavoro effettuato, in tempi stretti, per consentire a tutti i bambini e ragazzi umbri di frequentare asili nido, scuole materne e dell’obbligo”.</p>
<p>“L’Umbria – evidenzia l’assessore – è stata tra le poche regioni in Italia a spedire i certificati vaccinali, direttamente a casa di tutte le famiglie con figli da 0 a 16 anni. In appena due mesi, sono state inviate circa 120mila lettere, che hanno consentito alle famiglie umbre di adempiere, in maniera semplice e tempestiva, gli obblighi previsti alle nuove norme su vaccini e istruzione scolastica, evitando disagi, file ai centri di salute e accessi inutili ai servizi. Si tratta di una scelta – continua Barberini – che ha rappresentato anche un’importante opera di sensibilizzazione sulla validità dei vaccini come opportunità di salute. Sono stati diversi, infatti, i genitori che, negli ultimi due mesi, si sono presentati spontaneamente nei vari centri vaccinali per chiedere informazioni o per far vaccinare i propri figli. Un segnale positivo, che rafforza i dati sulle coperture vaccinali obbligatorie, che in Umbria sono superiori alla media nazionale, con un notevole aumento negli ultimi tempi. Ad esempio, nel caso del vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia), nei nati 2014 c’è stato un aumento di circa 5 punti percentuali rispetto al 31 dicembre 2016, calcolato sulla popolazione residente ad oggi nella nostra regione: le coperture sono passate dall’87,6 per cento al 92,1”.</p>
<p>“Ora – conclude l’assessore – inizia la fase del recupero degli inadempienti: in tutte le Usl stanno partendo lettere raccomandate, attraverso le quali verrà proposto un appuntamento, presso il centro di salute di riferimento, per effettuare l’iter vaccinale obbligatorio. Per quanti non accoglieranno tale invito, scatteranno le sanzioni previste dalla nuova legge”.</p>
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		<title>Vaccini, in Umbria le certificazioni arriveranno direttamente a casa delle famiglie con figli fino a 16 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 12:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Le Usl dell’Umbria invieranno a casa delle famiglie con figli fino a 16 anni i certificati che attestano lo ‘stato di adempienza vaccinale’, rispetto agli obblighi previsti dalle nuove norme in materia di vaccini, necessari per l’ammissione a scuola”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, evidenziando che “l’obiettivo è attuare una strategia comune su tutto il territorio regionale, facilitando famiglie, Comuni, istituzioni scolastiche e sanitarie, per consentire a tutti i bambini e ragazzi umbri di frequentare asili nido, scuole materne e dell’obbligo”. “Questa scelta – spiega Barberini – è stata definita in maniera condivisa con le Usl, rappresentanti dei Comuni e dell’Ufficio scolastico regionale. Saranno circa 120 mila le lettere da recapitare e l’invio avverrà in due fasi, secondo le scadenze previste dal cosiddetto decreto vaccini per la presentazione dei documenti che provano l’adempimento dell’obbligo vaccinale. Entro il 10 settembre saranno spediti i certificati che attestano la regolarità delle vaccinazioni dei bambini fino a 6 anni, mentre entro il 31 ottobre verranno inviati ai ragazzi fino a 16 anni. Chi volesse ottenere subito la documentazione può comunque recarsi nei vari distretti e richiederla. Chi non dovesse riceverla, sa di essere in regola e intende iscrivere il proprio figlio al nido o alla materna, può ottenerla immediatamente andando nel distretto di riferimento oppure può ricorrere all’autocertificazione e presentarla successivamente.</p>
<p>I bambini che per motivi di salute non possono effettuare il vaccino, che sono già immunizzati da precedenti vaccinazioni o per aver già contratto la malattia, potranno essere ammessi a scuola previa presentazione di apposita attestazione rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta”. “Ai soggetti ‘non adempienti’ – prosegue l’assessore – cioè non vaccinati o che non hanno completato i cicli vaccinali obbligatori previsti per la loro età, le Usl invieranno un altro tipo di lettera in cui sarà proposto un appuntamento, presso il centro vaccinale di riferimento, per effettuare il primo vaccino o completare l’iter. Per informazioni su sedi degli ambulatori vaccinali, circa 50 su tutto il territorio regionale, e relativi orari di apertura è possibile chiamare il numero verde 800.63.63.63 (Numero unico sanità) o consultare i siti internet delle Usl”. “La scelta di inviare i certificati direttamente a casa – sottolinea l’assessore – è legata alla volontà di fornire una soluzione tempestiva, capillare e semplice alle famiglie, evitando disagi, file ai centri di salute e accessi inutili. In particolare, abbiamo voluto dare una risposta immediata ai bambini fino a 6 anni, che rischiavano l’esclusione da asili nido e scuole materne a pochi giorni dall’apertura. Sebbene questo modus operandi comporti un grande lavoro a carico del personale sanitario, anche per i tempi piuttosto ristretti, rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che l’Umbria è una regione innovativa nella gestione delle politiche sanitarie e vicina ai bisogni di salute cittadini”.</p>
<p>Barberini fa il punto della situazione anche sulle coperture vaccinali obbligatorie: “In Umbria – rileva – sono superiori alla media nazionale, seppure appena al di sotto della soglia di sicurezza del 95 per cento: al 31 dicembre 2016 per l’esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed haemophilus) erano del 94,5 per cento, contro il dato italiano del 93,35 per cento, mentre per il trivalente (morbillo, parotite e rosolia) erano dell’89,9 per cento, rispetto alla media nazionale dell’87,2”. Riguardo ai minori non in regola con le vaccinazioni obbligatorie infantili, l’assessore spiega che “in base alle coperture vaccinali 2016, riferite ai bambini di 24 mesi, i non vaccinati rappresentano in media il 5 per cento del totale per l’esavalente, mentre arrivano al 10 per cento per il trivalente. Considerando che in Umbria, negli ultimi tempi, sono nati in media 7mila bambini l’anno, si stima che i non vaccinati, per la fascia d’età 0-24 mesi, siano circa 350 nel primo caso e circa 700 nel secondo per ogni annualità. Per la fascia di età da 0 a 6 anni, si stima pertanto che possano essere complessivamente circa 2.400 i ‘non adempienti’ per l’esavalente e circa 4.200 per il trivalente”.</p>
<p>Va comunque detto che la categoria ‘inadempienti’ è composta non solo da bambini i cui genitori rifiutano i vaccini obbligatori o che ne fanno somministrare solo in parte, ma anche da bimbi che per motivi di salute non possono farli, che sono già immunizzati, non reperibili o trasferiti”.</p>
<p>In questo quadro, Barberini ribadisce “l’utilità delle vaccinazioni infantili come atto di responsabilità personale e sociale, come strumento essenziale per la tutela della salute pubblica e per evitare il ritorno di malattie pericolose debellate in passato, nonché la diffusione di nuove epidemie”. Per informazioni dettagliate sulle nuove norme in materia di vaccinazioni obbligatorie è possibile consultare i siti internet della Regione Umbria, della Usl e del Ministero della Salute.</p>
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		<title>&#8220;Rendere gratuita la vaccinazione contro la meningite di tipo B&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 11:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Uniformare le modalità di somministrazione del vaccino per il meningicocco di tipo B a quanto avviene in altre Regioni, prevedendone la gratuità per coloro che richiedono di sottoporsi alla profilassi contro la meningite. Lo chiede, attraverso una interrogazione rivolta alla Giunta di Palazzo Donini, il consigliere regionale del Partito democratico Giacomo Leonelli. Nel suo atto ispettivo l&#8217;esponente della maggioranza rileva che “alcuni dei casi di meningite riscontranti nell&#8217;ultimo periodo in Italia sono riconducibili al meningicocco di tipo B e il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare il contagio e lo svilupparsi della malattia. Ma – spiega il consigliere di maggioranza – mentre il vaccino contro il meningococco C è gratuito, disponibile da anni e rientra nei &#8216;Livelli essenziali di assistenza&#8217; (Lea) quello contro il sierotipo B è stato autorizzato solo nel 2013 e per questo non è stato incluso nel piano vaccinale 2012-2014 e neppure nei Lea. La scelta di somministrarlo gratuitamente o meno spetta quindi alle Regioni e solo alcune di queste, ma non ancora l&#8217;Umbria, hanno provveduto in tal senso&#8221;.</p>
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		<title>Sanità, l&#8217;intervento di Monacelli: &#8220;Quante sono le dosi di vaccino somministrate in Umbria negli ultimi cinque anni?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 17:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[monacelli]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Verificare se anche per altri lotti del vaccino Novartis, oltre ai due ritirati, sia configurabile un ragionevole sospetto; conoscere i dati relativi al numero delle dosi di vaccino antinfluenzale somministrate in Umbria nel corso degli ultimi cinque anni e di eventuali casi di decessi o insorgenza di gravi complicazioni correlabili alla assunzione del vaccino medesimo, allo scopo di rendere sicura l&#8217;erogazione del farmaco ed evitare la diffusione di inutili allarmismi”.</p>
<p>È quanto chiede all&#8217;Esecutivo di palazzo Donini, attraverso un’interrogazione, il capogruppo dell&#8217;Udc Sandra Monacelli che ricorda come da “circa una settimana è scattato un inquietante allarme circa la possibile relazione tra la somministrazione di dosi del vaccino antinfluenzale e casi di decesso avvenuti in varie regioni italiane e che ad oggi ammontano a tredici di cui uno verificatosi in Umbria”.<br />
Nel suo atto ispettivo, Monacelli evidenzia che “l&#8217;Aifa, a seguito delle segnalazioni di decessi avvenuti in concomitanza temporale con la somministrazione del vaccino antinfluenzale ed effettuate tramite la rete nazionale di farmacovigilanza, ha proceduto a bloccare due lotti di vaccino antinfluenzale Fluad prodotto da Novartis Vaccines and Diagnostics (i lotti n.142701 e 143301). Dal Ministero della Salute &#8211; continua &#8211;  giungono notizie rassicuranti secondo cui dai primi test effettuati dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità sui lotti incriminati non risulterebbe una correlazione tra le morti sospette e i vaccini antinfluenzali assunti”.<br />
“Con la diramazione di una nota – scrive ancora Monacelli &#8211; la Regione Umbria ha rassicurato gli utenti chiarendo che &#8216;Il servizio sanitario regionale umbro non ha acquistato i due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad della Novartis bloccati a titolo cautelativo dall’Aifa e che, pertanto, non sono mai stati distribuiti ai medici di famiglia vaccini appartenenti ai lotti in questione; e che, di conseguenza, la campagna di vaccinazione antinfluenzale rivolta in particolare alle persone anziane sopra i 65 anni e alle persone appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti o per professione, prosegue come negli anni precedenti, nella speranza che quanto accaduto non contribuisca ad aumentare pregiudizi sui vaccini&#8217;. Tra i decessi in questione &#8211; aggiunge il capogruppo Udc &#8211; vi sono casi di morte la cui causa potrebbe essere attribuita al medicinale prodotto dalla Novartis anche non risalente ai due lotti ritirati, tanto che sarebbe salito da due a sei il numero dei lotti di vaccino antinfluenzale Fluad sospettati”.</p>
<p>Monacelli rimarca infine che “le Regioni sono responsabili della vigilanza sull&#8217;applicazione dei vaccini e sono tenute a segnalare tempestivamente gli effetti delle vaccinazioni tramite il sistema della Farmacovigilanza. I vaccini – scrive &#8211; continuano a costituire una risorsa efficace e insostituibile nella prevenzione dell’influenza stagionale e delle sue complicanze nei soggetti più vulnerabili. L&#8217;allarme di questi giorni – conclude &#8211; rischia di provocare una psicosi ingiustificata che potrebbe alimentare un pericoloso pregiudizio a carico del vaccino che, al contrario continua ad essere un&#8217;importante arma di difesa per i soggetti vulnerabili”.</p>
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