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	<title>Perugia Online &#187; vertenza Umbria</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Umbria: la ripresa non c&#8217;è, le condizioni peggiorano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Anche in Umbria gli effetti della crisi continuano a dispiegarsi i tutta la loro virulenza: aumento dei disoccupati, rilevanza più consistente del precariato e calo dei consumi.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; L’ultima conferma ci viene dal rapporto Istat che ha analizzato il II trimestre 2014 confrontato con il II del 2013: nella nostra regione il tasso di disoccupazione passa dal 10,1 al 10,7 %. Le persone in cerca di occupazione passano da 40.000 a 43.000.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>La Cgil</strong> &#8211; &#8220;Se pensiamo al fatto che tradizionalmente il II trimestre dell’anno è quello nel quale l’occupazione è più alta &#8211; dicono Mario Bravi e Giuliana Renelli di Cgil Umbria &#8211; soprattutto in relazione alla stagionalità in agricoltura e non solo, siamo in grado di affermare che già oggi l’Umbria ha un tasso di disoccupazione attorno al 12% , basta pensare che solo in un giorno (il 12 di ottobre) 600 lavoratori ex Merloni sono passati da occupati a disoccupati&#8221;.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Drastica riduzione ammortizzatori social</strong>i &#8211; Il rapporto Istat conferma le valutazioni della CGIL Umbria sul fatto che non c’è un pavimento certo dal quale ripartire, si sprofonda sempre di più nella precarietà e nell’incertezza. &#8220;Nel momento in cui occorrerebbe un aumento delle protezioni sociali &#8211; continuano dal sindacato &#8211;  ci troviamo, al contrario, di fronte ad una drastica riduzione dei periodi di copertura degli ammortizzatori sociali, con la conseguenza di migliaia di licenziamenti dietro l’angolo. Lanciamo l’allarme: mancano almeno 20.000.000 di euro per garantire la continuità dei rapporti di lavoro. Se vogliamo evitare che nei prossimi rapporti Istat il numero dei disoccupati schizzi ancora più in alto occorre finalizzare le risorse pubbliche agli investimenti e alla creazione di lavoro&#8221;.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Verso lo sciopero</strong> &#8211; Per questo la Cgil chiede risposte urgenti alla vertenza Umbria con oltre 160 crisi aziendali, una modifica profonda delle politiche economico-sociali e risposte, certe, al Piano Lavoro della Cgil. Questi i motivi che vedranno scendere in piazza Cgil e Uil il prossimo 12 dicembre.</p>
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		<title>Tk-Ast, i sindacati denunciano l&#8217;ad Morselli dopo l&#8217;improvvisata di questa notte al presidio operaio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Era l&#8217;una della scorsa notte quando davanti ai cancelli della portineria delle acciaierie di Terni è comparsa Lucia Morselli, amministratore delegato della Tk-Ast. Si è avvicinata al presidio operaio e in un attimo è stata subito ressa. La Morselli ha provato a parlare con i lavoratori fino all&#8217;intervento del questore Belfiore e del dirigente della Digos Marco Colurci che hanno subito fatto allontanare la dirigente.</p>
<p><strong>La reazione dei sindacati</strong> &#8211; Questa mattina i sindacati si sono quindi riuniti e, fanno sapere in una nota, hanno deciso di denunciare l&#8217;ad Morselli. &#8221; Le organizzazioni di categoria &#8211; si legge nel documento &#8211;  in relazione ai gravi fatti verificatosi in viale Brin presso il presidio delle portinerie AST alle ore 1,00 circa del 23 ottobre 2014, che hanno visto protagonista l’Amministratore Delegato di AST Lucia Morselli, hanno dato mandato all’avvocato Andrea Cavicchioli di presentare un ricorso urgente ex art.28 legge 300/70 per comportamento antisindacale e di predisporre un esposto nei confronti di tutte le autorità preposte, affinché siano poste in essere tutte le iniziative, gli atti e i provvedimenti diretti ad evitare situazioni come quella in questione, che possono provocare gravi conseguenze e che non hanno ragione alcuna&#8221;.</p>
<p><strong>Mancanza di rispetto &#8211;</strong> &#8220;Infatti, se l’Amministratore delegato dall’AST ha qualcosa da comunicare, è evidente ed ovvio che la sede doverosa è quella della procedura dalla stessa attivata ed in corso di espletamento per le ipotesi di licenziamenti collettivi, o quella di altri tavoli formali posti in essere, ove non sono mai emerse proposte diverse rispetto a quelle dalla predetta formulate in data del 17 luglio 2014&#8243;. Nella storia del movimento sindacale italiano e umbro, secondo la Cgil, non si ha memoria di altrettanta spudoratezza. L’atteggiamento della AD è stato respinto dal grande senso di responsabilità dimostrato, ancora una volta, dai lavoratori dell’Ast.</p>
<p><strong>Il Governo deve far seguire le parole ai fatti</strong> &#8211; &#8220;Ora il Governo deve saper svolgere una funzione vera e non quella di mero arbitro &#8211; dice ancora la Cgil &#8211;  tra chi punta alla chiusura dell’attività e chi vuole salvare il futuro del territorio. Per questo riteniamo necessario che il Governo Renzi faccia seguire alle parole i fatti. I fatti di un impegno concreto per il futuro del polo siderurgico ternano, mettendo in campo tutte quelle iniziative necessarie, compresi i contratti di solidarietà, per scongiurare i licenziamenti e garantire un futuro produttivo a Terni e all’Umbria.</p>
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		<title>La crisi infinita dell&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 15:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il pavimento della crisi non si vede. I dati sull’occupazione, sulla produzione industriale e sui consumi continuano ad indicare un drammatico declino in Umbria. Intanto, all’Ast di Terni proseguono le provocazioni dell’azienda, da ultimo il clamoroso blitz notturno dell’amministratore delegato al picchetto dei lavoratori. La situazione richiede una rottura netta e un’inversione di tendenza radicale: ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il pavimento della crisi non si vede. I dati sull’occupazione, sulla produzione industriale e sui consumi continuano ad indicare un drammatico declino in Umbria. Intanto, all’Ast di Terni proseguono le provocazioni dell’azienda, da ultimo il clamoroso blitz notturno dell’amministratore delegato al picchetto dei lavoratori. La situazione richiede una rottura netta e un’inversione di tendenza radicale: anche per questo 5mila umbre e umbri raggiungeranno Roma sabato 25 ottobre, per partecipare alla manifestazione della Cgil contro il Jobs act del Governo Renzi e per chiedere che finalmente il lavoro sia rimesso al centro delle politiche del paese.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Il rapporto</strong> &#8211; Tanti i temi sul tavolo stamattina, 23 ottobre, nella conferenza stampa che la Cgil dell’Umbria ha tenuto a Perugia per presentare il nuovo Focus Economia Umbria, a cura dell’Ires Cgil Toscana, e fare il punto sulla partecipazione dall’Umbria alla manifestazione della Cgil nazionale di sabato: “Lavoro, dignità e uguaglianza. Per cambiare l’Italia”.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>I numeri</strong> &#8211; Intanto i dati: “Siamo di fronte ad un ulteriore peggioramento del quadro – ha detto il segretario generale della Cgil Umbria, Mario Bravi, affiancato da Giuliana Renelli della segreteria regionale e Vincenzo Sgalla, segretario della Camera del Lavoro di Perugia – con altri 3.600 posti di lavoro persi nel secondo trimestre 2014 (dopo gli 8mila e 300 andati in fumo nel primo) e un rischio sempre più concreto di recessione e deflazione”. Ma il dato sull’occupazione, già di per sé drammatico, non è nemmeno esaustivo: “Non tiene conto delle migliaia di cassaintegrati – ha aggiunto Bravi – e nemmeno di quei 630 lavoratori ex Merloni che dal 12 ottobre sono entrati a tutti gli effetti nella folta schiera dei disoccupati”. Ci sono poi gli inattivi, che aumentano, mentre la dinamica dell’industria manifatturiera si caratterizza per un nuovo e inaspettato arretramento, con un indice che su base tendenziale perde l’1,7% dopo la fase di stagnazione registrata nel precedente trimestre (-0,1%). Ancora peggio fa il commercio al dettaglio (-3,3%), a dimostrazione di come quella in essere sia ormai soprattutto una crisi dei consumi, anche quelli essenziali (alimentari, sanità, etc.).</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Precariato</strong> &#8211; Tornando al lavoro, un dato eclatante è quello sulla quota sempre più ridotta di occupazione stabile, a favore di forme precarie o comunque a tempo. “Chi, come il presidente Renzi, continua a predicare la necessità di flessibilizzare ancora il mercato del lavoro in Italia dovrebbe dare un’occhiata a questi dati – ha commentato Mario Bravi – perché in Umbria ormai nemmeno il 9% degli avviamenti sono a tempo indeterminato, tutto il resto ricade nella folta pletora di contratti a tempo, parasubordinati, precari e via dicendo”.Ecco perché la Cgil contesta radicalmente le ricette del governo, dal Jobs Act alla legge di stabilità: “Abbiamo anche un esempio clamoroso in casa nostra – ha continuato Bravi – come ha fatto notare la presidente della Regione, Catiuscia Marini, viviamo il paradosso di una multinazionale, la Thyssen, che a Terni riceverà un bonus di circa 7 milioni di euro dal taglio dell’Irap grazie alla manovra del governo Renzi, mentre manda a casa centinaia di lavoratori”.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>La manifestazione a Roma </strong>&#8211; Se questo è il quadro di premessa, parlare delle ragioni della manifestazione di sabato 25 ottobre a Roma viene quasi da sé: “C’è bisogno di dare un segnale forte – ha detto ancora il segretario della Cgil dell’Umbria – e le adesioni che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere ci dicono che questa necessità è largamente condivisa. Saremo almeno 5mila dall’Umbria, con tantissimi giovani, lavoratori, precari, studenti. Dalla regione partiranno oltre 60 pullman e poi molti si muoveranno con le auto e con i treni”.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Tk-Ast</strong> &#8211; Tra l’altro l’Umbria sarà rappresentata in piazza San Giovanni proprio da un lavoratore di Ast. “Stefano Garzuglia, delegato della Rsu delle Acciaierie per la Fiom Cgil – ha annunciato Bravi – parlerà dal palco per la categoria dei metalmeccanici e rappresentando anche le tante vertenze dell’Umbria”. “Ma sia chiaro – ha concluso Bravi – quella di sabato sarà una tappa importanza di una mobilitazione che è solo all’inizio. Già lunedì infatti noi segretari generali saremo di nuovo a Roma per decidere insieme le prossime tappe”.</p>
<p class="western" align="justify"><a href="http://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2014/10/focus-umbria_3_2014_bozza.pdf">Qui il rapporto completo Ires-Cgil Toscana</a></p>
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