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	<title>Perugia Online &#187; violenza donne</title>
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		<title>In Provincia: giornata mondiale contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 14:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Come ogni anno la violenza maschile sulle donne fa mancare all&#8217;appello centinaia e centinaia di donne.  Non da tregua, una guerra tra poveri, la negazione più aberrante del rispetto della persona, la violazione dei diritti umani più vergognosa a cui assistiamo ogni giorno anche nel nostro Paese, nelle nostre città, nelle famiglie, in ogni luogo. Una donna uccisa ogni 48 ore, in due casi su tre per aver voluto interrompere la relazione con quel marito o quel partner che poco tempo dopo si è trasformato in assassino (Rapporto Eures 2014 sul femminicidio in Italia). Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto reali progressi verso la parità, la pari dignità, lo sviluppo e la pace nel mondo. Non a caso l&#8217;aggressività maschile è riconosciuta dall&#8217;ONU il peggiore crimine contro l&#8217;umanità e la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. Una sfida che anche la Provincia di Perugia con la Consigliera provinciale di parità Gemma Bracco, non intende mollare a partire dal costante rapporto con i giovani, con le associazioni, con le istituzioni, con il mondo della scuola. E come ogni anno anche quest&#8217;anno, proprio con questi soggetti, abbiamo promosso per il 25 novembre un incontro pubblico &#8211; previsto alle ore 10.00 presso il Palazzo della Provincia di Perugia  sala Consiglio provinciale (P.zza Italia, 11), al quale prenderanno parte anche  alcune classi delle scuole superiori.  Proprio la scuola è per la Consigliera di parità il luogo-progetto per scardinare il fenomeno della violenza attraverso nuovi modelli educativi-didattici-formativi, volti all&#8217;educazione all&#8217;affettività, al rispetto della persona, all&#8217;affermazione dei valori del genere umano. In Umbria cresce la Rete dei servizi dedicati all&#8217;accoglienza delle donne maltrattate, alla prevenzione e contrasto alla violenza. Ma solo accrescendo la consapevolezza comune che il problema non è solo di chi la violenza la subisce ma di tutti, avremo contribuito sensibilmente a fare grandi passi avanti, a diventare tutti più civili, moderni, europei all&#8217;avanguardia nel mondo.</p>
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		<title>Fiorucci, Democratiche: Contro la violenza sulle donne dobbiamo far vincere nella società una cultura della parità, libertà, rispetto e diritti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 13:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  Fidanzate, amiche, mogli e madri picchiate e maltrattate, a volte uccise, da spasimanti, mariti e figli violenti. Ancora troppo spesso la cronaca ci racconta di donne disperate e sole, costrette a subire nel silenzio e nellindifferenza soprusi e violenze. E troppo spesso solo la cronaca porta sotto i riflettori un tema spesso relegato ai margini del dibattito: la violenza contro le donne, un problema mondiale non ancora sufficientemente riconosciuto e denunciato, ma confermato anche da decine di ricerche e studi condotti a diversi livelli e in diversi contesti. Così, in una nota, la portavoce delle Democratiche della provincia di Perugia Stefania Fiorucci. È un fenomeno  ancora Fiorucci &#8211;  che si sviluppa soprattutto nell&#8217;ambito dei rapporti familiari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale, provocando danni fisici e gravi conseguenze sulla salute mentale e comportando alti costi socioeconomici. I dati sono allarmanti e raccontano che in Europa la violenza rappresenta la prima causa di morte delle donne nella fascia di età tra i 16 e i 50 anni. Nel nostro paese si ritiene che ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato. Si stima, inoltre, che una donna su cinque abbia subito nella sua vita una qualche forma di violenza. In Umbria nel 2013 sono stati segnalati 613 casi di violenza contro le donne, mille nel 2014, già 655 nei primi mesi del 2015. In un contesto di forte crisi come quella che si sta attraversando, poi, la fragilità dei nuclei familiari, l&#8217;indigenza economica, le carenze del sistema assistenziale non fanno che acuire un fenomeno già di per sé preoccupante. Ha ragione la presidente Porzi quando dice che politica e istituzioni devono fare di più.  Serve, allora, un  confronto costante e capillare, un approfondimento per rilanciare, con la forza delle proposte concrete, la battaglia contro un fenomeno ancora drammaticamente attuale. Le statistiche ci restituiscono un quadro allarmante, rimane alto il numero delle vittime di violenza, di stupri e abusi. E spesso gli autori di queste violenze, manifestazioni estreme e inaccettabili di una cultura di sopraffazione, di una discriminazione profonda delle donne, di unincapacità di accettare la loro libertà e autonomia, sono mariti, parenti, amici. Permane ancora, inoltre, una sostanziale debolezza delle risposte, che vanno costruite per garantire unefficace attività di prevenzione e contrasto del fenomeno. Sarebbe, dunque, importante affiancare ai necessari interventi per la sicurezza delle città, per la certezza della pena e per processi rapidi, e alla valorizzazione del ruolo e delle funzioni dei centri antiviolenza l&#8217;elaborazione di politiche concrete che promuovano il ruolo delle donne e delle giovani generazioni. Per isolare e battere la violenza servono politiche innovative, in primis un vero piano nazionale sostenuto da risorse certe e in grado di ridare respiro ai centri in difficoltà, che promuova la prevenzione a partire dalla famiglia e dalla scuola, mobilitando le istituzioni, per far vincere nella società una cultura della parità, della libertà, del rispetto e dei diritti. A partire dai territori, con il sostegno dei Centri antiviolenza. In Umbria non partiamo da zero. Il Cpo  conclude la portavoce provinciale delle donne Pd &#8211; è da tempo attivo nella costruzione di una rete regionale antiviolenza, il Telefono Donna rappresenta uno strumento efficace e in continua evoluzione, sono stati sottoscritti numerosi protocolli d&#8217;intesa mirati alla prevenzione. Ma se molto è stato fatto, molto rimane ancora da fare. Soprattutto in un momento in cui nel nostro Paese è forte e continua a crescere la voglia di mobilitazione per la dignità delle donne.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, politica e istituzioni devono fare di più</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 10:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “In questi giorni la cronaca giudiziaria offre all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica un fatto gravissimo che, pur nella sua particolare fattispecie, pone il problema più generale e molto più complesso della violenza contro le donne”. Così la presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Donatella Porzi, che interviene in merito al procedimento giudiziario contro l&#8217;uomo che sarebbe responsabile di atti di pesante molestia e violenza contro 42 donne, compiuti a Perugia, nel periodo tra il 2012 e il 2014. “Il fatto in sé – spiega Porzi &#8211; è esecrabile e l&#8217;autore, una volta accertate le responsabilità, dovrà subire adeguate sanzioni. In questa circostanza le vittime, cui va la mia piena solidarietà sia personale che istituzionale, hanno avuto il coraggio di denunciare, di testimoniare e costituirsi parte civile. Queste donne sono riuscite a squarciare quel velo di paura e vergogna che a tante altre impedisce invece di ribellarsi e reagire”. “Anche nella nostra Umbria – prosegue la presidente Porzi &#8211; registriamo questo odioso fenomeno, come purtroppo è testimoniato dall&#8217;attività di monitoraggio di Telefono Donna, dei Centri antiviolenza e delle associazioni di volontariato. Nel chiuso delle mura domestiche – spiega -, sui posti di lavoro, nelle strade si consuma una catena di soprusi e violenze: da quelli verbali, a quelli fisici; dalle piccole molestie, agli atti più infami, dettati spesso da una incultura che vede l&#8217;universo femminile in una posizione subordinata, o da una maldigerita, incompleta o addirittura inesistente educazione alle relazioni affettive. Rispetto a tutto ciò – aggiunge &#8211; le donne non possono essere lasciate sole. Occorre sostenerle ancor più, potenziando le strutture, i servizi e, soprattutto, le norme che consentano di educare, prevenire e, ovviamente contrastare la violenza di genere. Di fronte a questo gravissimo fenomeno – conclude &#8211; nessuno può rimanere indifferente, e spetta soprattutto alla politica e alle istituzioni impegnarsi, con iniziative ed atti sempre più tempestivi ed appropriati. E in qualità di presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria non mi sottrarrò certo a questo impegno”.</p>
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		<title>A Magione apre il primo sportello antiviolenza del Trasimeno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 12:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> All&#8217;iniziativa, promossa da Coop centro Italia sezione del Trasimeno, a conclusione del progetto che ha visto impegnati i soci e i lavoratori Coop Centro Italia di Castiglione del Lago, Magione, Passignano e Tavernelle in iniziative nel territorio per sensibilizzare al problema della violenza sulle donne, hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Passignano, Ermanno Rossi, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Magione. </span> All&#8217;iniziativa, promossa da Coop centro Italia sezione del Trasimeno, a conclusione del progetto che ha visto impegnati i soci e i lavoratori Coop Centro Italia di Castiglione del Lago, Magione, Passignano e Tavernelle in iniziative nel territorio per sensibilizzare al problema della violenza sulle donne, hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Passignano, Ermanno Rossi, e Magione, Giacomo Chiodini e il presidente di Coop Centro Italia Giorgio Raggi. Una presenza, quella del primo cittadino magionese, particolarmente significativa perché sarà proprio il comune di Magione a ospitare il primo sportello antiviolenza del Trasimeno. &#8220;Lo sportello  ha spiegato Giacomo Chiodini  che entrerà a breve in funzione, servirà tutti i Comuni del Trasimeno. Una conquista importante frutto di un lungo lavoro che ha visto coinvolti Asl, centro per le pari opportunità, associazioni e uffici&#8221;. Già individuata l&#8217;associazione che collaborerà al funzionamento del punto di ascolto con la quale, nei prossimi giorni, verrà definito il protocollo dintesa. Si è dichiarato disposto a partecipare ad altre iniziative finalizzate a creare consapevolezza e promuovere una cultura contro la violenza sulle donne il sindaco Ermanno Rossi. Il presidente di Coop Centri Italia, Giorgio Raggi, ha ricordato che la marcia chiude un percorso che ha visto i soci Coop delle varie sedi impegnati nel progetto No alla violenza sulle donne attraverso lorganizzazione di iniziative che hanno spaziato in diversi settori: dallo sport alle cene di raccolta fondi; dall&#8217;organizzazione di flash mob alla realizzazione di un grande foto mosaico Io ci metto la faccia con i volti dei dipendenti che è stato montato a conclusione della marcia. La Coop contribuirà, inoltre, all&#8217;acquisto di materiale necessario alle sportello grazie al ricavato della cena sociale che si è tenuta lo scorso mese di settembre a Castiglione del Lago. Per l&#8217;amministrazione comunale erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco Massimo Lagetti, l&#8217;assessore alle politiche sociali Eleonora Maghini, i consiglieri Giancarla Sordi e Massimo Ollieri.</p>
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		<title>A Perugia torna One Billion Rising, il flash mob contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 10:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Torna anche quest&#8217;anno One Billion Rising, l&#8217;evento mondiale contro la violenza sulle donne. Oltre 200 paesi in tutto il piante, il 14 febbraio, riempiranno di gente i luoghi simbolo di migliaia di città per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su miliardo di donne che ogni anno subiscono violenze di ogni tipo. Ecco che, One Billion Rising significa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Torna anche quest&#8217;anno One Billion Rising, l&#8217;evento mondiale contro la violenza sulle donne. Oltre 200 paesi in tutto il piante, il 14 febbraio, riempiranno di gente i luoghi simbolo di migliaia di città per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su miliardo di donne che ogni anno subiscono violenze di ogni tipo. Ecco che, One Billion Rising significa “Un Miliardo che si alza” per raggiungere le altre e gli altri in piazza per danzare è il gesto simbolico di una rivoluzione delle coscienze. Un flash mob glocal, quindi globale e locale, che pone le condizioni del dialogo per mettere in rete le diverse realtà che agiscono in positivo contro la violenza e per richiamare la cittadinanza a fare la propria parte, perché le richieste si concretizzino e non si abbassi la guardia davanti al dilagare dei femminicidi.<br />
Anche a Perugia, sin dalla prima edizione del 2013, centinaia di persone di tutte le età si sono riunite in Corso Vannucci, indossando il rosso e il nero, per testimoniare con la danza la volontà di contrastare la violenza sulle donne, per dialogare e costruire insieme azioni concrete che incidano sul contesto culturale, sociale, economico, in cui ogni tipo di violenza si alimenta. L&#8217;obiettivo di quest&#8217;anno è quello di porre le basi per una continuità di confronto che vada ben oltre il singolo giorno dell&#8217;evento. Il 14 febbraio si danzerà tutti insieme per rivendicare l’autonomia morale e la dignità personale delle donne contro ingerenze arbitrarie e norme coercitive, per l’effettiva applicazione del diritto alle pari opportunità tra i generi, quindi parità di trattamento salariale, di accesso alla carriera e diritto allo studio. </p>
<p><strong>Chi ha aderito &#8211;</strong> In Italia il fenomeno della violenza sulle donne è prevalentemente affrontato da un punto di vista di sicurezza pubblica tralasciando l&#8217;attuazione del quadro normativo esistente e una prevenzione e repressione della stessa.  Queste le 23 realtà che quest&#8217;anno hanno aderito all&#8217;organizzazione dell&#8217;evento firmato 2015 e che rendono evidente, nel numero e nella diversità, quanto la città di Perugia voglia aprire il confronto e incidere sul problema:  Dance Gallery, Rete delle Donne Anti Violenza Onlus, Compagnia Degli Gnomi, Onnivora Biancochiaro, Il Coraggio della Paura, Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani sezione Umbra, Centrodanza, La Goccia, Corsia OF Centro di Creazione Contemporanea Margot Project, Rinoceronte Teatro, Asd Eurinome, Musical Academy Perugia, Perugia Social Photo Fest, La Calle Accademia di Danze, Circolo LaAV letture ad alta voce, Libera la Vita Movimento Espressivo Rio Abierto, Libera&#8230;mente Donna, FRG Umbria Forum Regionale Giovani, Zona Danza, Omphalos Arcigay Arcilesbica, Art Niveau.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento &#8211;</strong> In Corso Vannucci, il 14 febbraio alle ore 18.30, preferibilmente vestite/i di rosso e nero, per testimoniare l&#8217;impegno anche solo con la propria presenza, o per unirsi al flash mob, danzando la coreografia di “Break the Chain”, inno dell&#8217;evento. Fino al 13 febbraio alcune scuole di danza si aprono a tutta la cittadinanza per le prove gratuite ma la coreografia può essere studiata utilizzando i tutorial pubblicati su youtube. Anche l&#8217;evento di Perugia è registrato nel sito ufficiale della manifestazione mondiale sul sito  www.onebillionrising.org. Ulteriori informazioni si possono avere dal gruppo facebook ONE BILLION RISING 2015 Perugia.</p>
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